Archive for Agosto 2008
BEDUINI!
BEDUINI!
Tanti mali affliggono l’Italia: “Bossi e il federalismo, Fini e la totale assenza di coerenza, Pierfurbycasini con la sua totale dipendenza ecclesiale, Veltroni il perdente che non sa imporsi e che sarà fagocitato, Amato lo scaltro che sa defilarsi, D’Alema l’esperto velista che non ha saputo prevedere il vento di tempesta, Prodi il boiardo di Stato che pianse sulla spalla di Macaluso perché lo salvasse… e poi banchieri rampanti in “campo altrui”, spiantati imprenditori amici degli amici, cordate per AliRotte che lasceranno i debiti allo Stato e “l’arrosto” ai soliti noti, giornalisti servi striscianti, ricchi sindacalisti corrotti…”. Ma purtroppo è sempre da lui, il piccoletto ormai esploso vaso di Pandora da cui è necessario che la parte sana della nazione si difenda e si lagni.
Infatti, da lungo tempo lui crea danni a non finire a questa povera Italia, lo capiranno in seguito anche i suoi ciechi dipendenti perché nella sua indefessa opera di creare marciume e rovine ammantate di novità è sempre solo spinto da alterigia, arroganza ed… amore. Sì, ma doverosamente aggiungiamo che l’amore è solo narcisistico, perciò indirizzato verso la cura dei fatti propri nell’eterno suo conflitto d’interessi, e tale sentimento anche è diretto verso la patria che fa capo alla capitalista nazione a stelle e strisce, ma in realtà governata dalla tecnocrazia bancaria sionista!
L’Italia, augusta malata per mancanza d’italiani e d’italianità, è sempre più divenuta un paese povero posseduto da pochi ricchi che dettano leggi, inoltre è dilaniata da una politica che ormai ruota su un bipolarismo che si riduce, in assenza d’idee, ideali ed amore per la politica, all’assai poco nobile:
“O con me o contro di me!”.
Questo uno tra gli sventurati regali che la gestione Berlusconi ha creato al Paese Italia in cui, tramite il denaro, ha ingessato ogni aspirazione di Libertà e Giustizia facendo credere a molti che queste coincidono, sempre per suo interesse privato, con la restrizione dei poteri giudiziari. Così assisteremo al fermo di certo tipo di processi che lo coinvolgerebbero, ma anche ad impedimento delle intercettazioni telefoniche adducendo a scusante che questa è una spesa che lo Stato non può sostenere, e poi a manovre condotte nel politicamente corretto per un parlamento non pensante e prostrato… In tal modo, un Paese già rotto ed in mutande, diviso tra Nord e Sud però legati per l’aspirazione dei giovani a divenire calciatori o veline, od anche tifosi violenti, è vieppiù travagliato per la mentalità dei suoi abitanti che si distinguono in “mafiusi da vaneddazza” (vicolo della suburra- è detto in senso spregiativo) che sono arrivisti per mentalità e che vogliono arricchirsi ad ogni costo in ossequio al “nun ti pigghiu sì nun t’assimigghiu”, e che sempre più si distanziano dalle genti che credono nell’onestà preoccupandosi per il dramma che vivono e che sarà imposto ai loro figli e nipoti.
Ma l’ultima tragedia all’italiana, la sconcertante prevaricazione che lui ha commesso contro la Patria, lo Stato e la nazione, dunque contro tutti noi, è tesa ad affabulare la casta nemica ed amica prendendo le mosse da un antico diverbio, sempre a senso unico espresso, che l’Italia, ventre molle d’Europa e nemmeno primo paese dell’Africa settentrionale, se ancora fosse attaccata al continente nero, si trascina appresso perché così vuole un beduino che risponde al nome di Muammar Gheddafi.
Il bedù, nel suo paese autocrate prevaricatore, giunse al potere manu militari, e lì ha affamato tutti i non appartenenti alla sua camarilla. E sempre lui, nella vita si mostra altrettanto prima donna sofferente per sindrome “avio priva” (avio = uccello che non vola, ma serpeggia) quanto il berlusconi, e tra l’altro da illo tempore schiamazza contro l’Italia minacciando vendette e rabbiose ritorsioni che certo non potevano impensierirci, sia per l’inconsistenza, sia per la parziale mendacità. Dunque nessun danno energetico sarebbe emerso per noi dalla Libia, come qualcuno vorrebbe dichiarare, ciò perché il petrolio libico è venduto attraverso l’OPEC in cui la stessa Libia è tra i paesi meno influenti. Perciò non è esistito nessun pericolo immediato che a noi si approssimava dalla sponda Sud del Mediterraneo, anzi, le beduine lamentele sono state intese come mezzo per trarre profitti privati di casta.
Questo concetto è secondo me importante da ritenere per comprendere le motivazioni e l’accettazione che Berlusconi ha avuto verso le richieste di Gheddafi.
Però è successo, abbiamo pensato in tanti, che il beduino lamenta che sulla sabbia libica, senza essere richiesti, i nostri emigrati fecero sorgere città, strade, ospedali, scuole, cultura… che tolsero le primitive tribù dallo schiavismo in cui vivevano… e per questo reclama danni di guerra invidiando gli inventori della shoah che da essa ancora riescono a trarre enormi benefici.
Certo, è vero che costruimmo l’intero moderno paese libico, ma è anche vero che i nostri comandi non vollero consegnare alle sue Autorità le mappe dei terreni minati che là avevamo lasciato. Certo ci sono state prevaricazioni come in ogni guerra, ma pretendere a senso unico senza contraccambiare è almeno disdicevole!
Così è avvenuto, questo il mio pensiero, che il travisato arcorese, per opera del chirurgo plastico, s’è recato a Tripoli subodorando affari congrui per la casta a lui vicina ed a cui appartiene, e in una tenda in perfetto stile deserto sahariano ha firmato un accordo con cui impegna il nostro Paese a fare una regalia alla Libia di “soli” 5 miliardi d’euro da spendere in quel paese.
Ha poi dato disponibilità al rimpatrio della Venere di Cirene.
Ha dato il benestare alla consegna delle carte che contrassegnano i terreni minati su cui ancora spietatamente “saltano” donne e bambini; ma non ha rinfacciato, estrema onta, la cacciata di circa 20 mila italiani da quel territorio da cui furono mandati via in miseria.
Ma l’illustre nostro concittadino nemmeno s’è ricordato dell’aggressione che subimmo da parte della Libia durante gli anni ‘80, quando, imbeccata dall’URSS che mal sopportava la cintura radaristica del Sud Italia che faceva capo a Pantelleria, ci sparò addosso 6 missili SS20 di cui 5 si persero in mare, ed uno solo lambì senza danni le coste dell’isola di Linosa.
Ciò che ancora oggi fa rabbia per quell’azione è il pensare che le navi U$A stazionavano intorno al 35° parallelo (Golfo della Sirte), nel tragico e sempre privato interesse del loro Paese lasciarono passare indisturbati i missili indirizzati contro l’Italia che così, se colpita, sarebbe scesa in guerra per combattere una loro guerra tesa sconfiggere la Libia che quasi certamente sarebbe tornata nostro protettorato.
Ma aldilà dei fatti storici, forse in molti oggi penseranno che il bedù, stanco di vivere in città, voglia riportare la Libia allo status quo ante, in altre parole a deserto così com’era prima che gli italiani vi giungessero, e che per la “ristrutturazione” ha necessità di denaro. Ma non è così, perché il bedù ha preteso la costruzione di un’autostrada che attraversa tutto il paese, sino al confine con l’Egitto.
Però Berlusconi, il nostro beneamato che in Italia va in giro con una quindicina di gorilla che lo difendono dalle nostre vogliose carezze, che strenuamente difende il suo dal fisco e che certo ha naso per gli affari… sbiancati, s’è reso conto che costruire in Libia significa gestire somme enormi a cui può succedere di tutto… anche di farsi nuovi amici che, dichiarati di Sinistra (ormai estinta), di fronte all’olezzo dei soldi che potrebbero intascare lo acclameranno presidente della repubblica prima della, ahimè, futuribile nomina.
Ma il nobile nostro presidente, schierandosi dietro ad un sorriso a trentadue denti dopo il contratto capestro per il popolo italico del “lavoro dipendente”, ha mostrato al bedù le fotografie del nipote, così nella sua solo apparente ingenuità ha pareggiato i conti mostrandosi magnanimo con i soldi del contribuente che qualcuno intascherà!
Perché l’ha fatto?
· Primo perché è timido ed insicuro, e come tale ha sempre bisogno del “grande” atto per auto gratificarsi.
· Secondo perché con tale manovra mediatica in Italia si useranno fiumi d’inchiostro per lodare il nonno assennato, il padre modello, il marito amante (oh… solo della moglie), il presidente integerrimo… e si scoterà il discorso dall’avere gratuitamente calato le braghe lui, e tutta Italya.
Però il nostro cavaliere ha portato a casa un … deserto di promesse, tanto queste non costano nulla a chi le proferisce, e… se “scripta non manent”… figuriamoci cosa vuol significare detto dal bedù: “Il Paese s’impegnerà a controllare il flusso di migranti che da questi lidi partono per l’Italia.
Dunque, implicitamente il bedù ha ammesso che sapeva che la cosa avveniva e che la ignorava per tornaconto; infatti, trattenere quei miseri nel suo Paese significava, come per noi, ospitarli, sfamarli, riconoscerli… Inoltre, tenerli, o rispedirli nelle loro nazioni lo avrebbe inimicato con i Paesi d’origine dei poveri disgraziati che fuggono dalla fame e dalle guerre. Perciò, assai giuste le questioni umanitarie, solo che i miseri non s’indirizzano in un Paese che può ospitarli convenientemente, ma in uno che è dilaniato tra opinioni insanabili, e per di più povero per il saccheggio continuo con cui la casta lo mortifica.
Ma forse che dopo il contratto con Berlusconi il figlio del deserto sarà disposto ad inimicarsi con i Paesi africani da cui provengono i miseri extracomunitari, la mia opinione, per quanto poco possa valere, ricorre ancora una volta al colorito dialetto siciliano per esprimersi, così scrivo: “Cunnutu cu’ ci criri”.
Ora, la gran parte dei direttori dei giornali italyoti in cerca di “foraggio”, che non vogliono perdere, s’industriano nel lodare quello che “doveva ridurre le tasse e non l’ha fatto”, “quello che doveva legiferare per tutti e l’ha fatto solo per se stesso e adesso, apparentemente, anche per la casta”, “quello che doveva rimuovere i mali d’Italia, ma al momento li ha solo peggiorati”.
In ogni caso, nell’acquisto del petrolio dell’OPEC i cittadini italyoti (ovvero quelli che amano gli U$A che scrivono con la “Y”) e gli italiani non saranno agevolati; anzi, continuando l’alternante posizione dell’ometto che adula Bush, ma che contemporaneamente si dice amico di Putin, finirà che il vincitore dello scontro politico/militare ci guarderà con pietà classificandoci “inaffidabili” come già “giustamente” avviene dal 1943, ed in tal modo continuerà a comportarsi anche la decadente Europa.
Questa volta le mie rampogne sono simili a quelle di molti altri, anche del Blondet qui assai noto, ma con lui non condivido la chiusura del suo articolo in proposito di Piazzale Loreto che fu un obbrobrio che ci ha condotti anche in braccio al Berlusconi. Perciò mi auguro che avvenga un “Piazzale Nuovo” dove la Casta finalmente finisca con tutto il suo clientelismo.
kiriosomega
Un pensiero di Enrico Berlinguer.
Breve estrapolazione di un ragionamento politico di E. Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) tratto da un’intervista che realizzò Eugenio Scalfari nel gennaio del 1977.
Segue un veloce personale commento.
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I Partiti non fanno più politica! Si faceva nel ‘45, nel ‘48, e sin verso la fine degli anni Sessanta…. Oggi non è più così! I Partiti hanno degenerato… I fatti ci sono, e sono sotto gli occhi di tutti. I Partiti di oggi sono soprattutto macchina di potere e di clientela… Scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente. Idee, ideali, programmi pochi e vaghi. Sentimenti e passione civile, zero! I Partiti gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, e, comunque, senza alcun apporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure li distorcono senza perseguire il bene comune…
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal Governo. I Partiti hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la RAI TV, tutti i grandi giornali…. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni ed i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere sono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del Partito, o della Corrente, o del Clan cui si deve la carica. Un credito bancario è concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela. Un’autorizzazione amministrativa è accordata, un appalto è assegnato, una cattedra e riconosciuta, un’attrezzatura è finanziata, soltanto se i beneficiari fanno atto di fedeltà al Partito che procura quei vantaggi… Molti italiani si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato e nello Stato. Si accorgono delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni… ma gran parte di loro è sotto ricatto! Hanno ricevuto vantaggi ottenuti attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti, o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.
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Da quel dopoguerra ormai lontano, da quel Berlinguer credente nella sua idea, come certi altri di quel tempo, e sino ad oggi, la situazione socio politica economica italyota è peggiorata per l’uso estensivo del “politicamente corretto”. Tutto ciò per leggi create per soddisfare necessità personali, ma anche per non avere affrontato il gran capitolo del conflitto d’interessi che assilla la nazione da circa 15 anni. Inoltre, i Partiti si sono trasformati in feudi di proprietà di qualcuno, e si deve osservare che, almeno a mio giudizio, Veltroni con il PDL scomparirà assai presto se non riuscirà ad esserne proprietario come un Di Pietro, Casini, Berlusconi…
Nonostante le difficoltà socio economiche sempre più vivaci che s’apprezzano, per ora il “paesano” con ancora qualche proprietà crede in Berlusconi, e sogna di realizzare il suo desiderio d’arricchimento divenendo il nuovo paperon de paperoni anche evadendo il fisco, se necessario. Che ciò è lecito Lo disse lui, proprio il piccoletto! Ma in questo regime economicamente neocon, ma contemporaneamente illiberista perché strettamente settario ed oligarchico finanziario, ogni via è preclusa al popolo non abbiente, ed ogni cosa si sta trasformando in incubo che schiaccia giorno per giorno, attimo per attimo, le genti del reddito fisso allontanandole da quel benessere in cui anche l’acqua, bene primario della vita insieme all’aria che si respira… sarà presto solo un bene commerciale di proprietà di pochi.
Intanto sempre più gente, i nuovi veri poveri cittadini del quasi estinto ceto medio, rovista, CON DIGNITÀ, tra i cassonetti delle immondizie, e con PUDORE si reca presso le mense della Caritas per sopravvivere!
E’ questo il futuro di figli e nipoti?
Ma non basta agli oligarchi il malessere già creato dalla politica, dai Partiti e dal carrozzone clientelare che li segue? I Partiti, infatti, sempre nel politicamente corretto per una “legge porcata” vogliono nuovamente presentare i loro pupilli anche alle elezioni parlamentari europee sempre più esautorando il popolo di scelte reali, o almeno apparentemente tali anche in passato per l’uso inveterato dell’acquisto dei voti nei quartieri poveri, ma anche attraverso connivenze malavitose.
E c’è chi ancora chiama democrazia il regime della becera e stolida Destra.
Ah, quando c’era LUI… ma la Storia gli darà ragione… e già va incominciando il processo della sua rivalutazione, anche se tra mille difficoltà.
Mi taccio rammentando: “Hodie haeret lateri letalis arundo”. (Virgilio) [la freccia mortale è (già) infissa nel fianco].
kiriosomega
Slè mia suppa l’è pan bagnà.
“Il ministro dell’istruzione gelmini scopre dove si trovano i prof asini, e annuncia per loro corsi di formazione intensivi”.
Articolo di riferimento di questo scritto apparso su: Sicilia Informazioni del 24 c. m.
Il mio è un breve discorso che non vuole accusare, ma considerare, dal mio punto di vista, ciò che l’articolo di SiciliaInformazione riporta, e che, dunque, è dal giornale proposto come riflessione.
Chiaro è che il mio dire non può essere esaustivo del tema, e che non corrisponde ad una considerazione allargata, ma soltanto personale e perfettibile.
L’abate Crea, autore minore della letteratura italiana, piemontese, appartenente alla curia di Torino e di sede a Cuneo (o viceversa, non ricordo più), fu inviato presso la curia di Siracusa sul finire della seconda metà dell’800, e, nel suo epistolario anche scrisse: “… e m’ebbe alfin l’oziosa Siracusa, che piccola in sua cerchia grand’è nel malfare, ove s’annida ingegno greco e punica perfidia”.
Anche la sua analisi era descrittiva e non punitiva, tant’è che pone in risalto la “mentalità levantina”, la “cultura del dono” come la chiamo io. Mi spiego meglio. Molti ricordano Renzo Tramaglino che si reca da Azzeccagarbugli con i capponi scelti da Agnese, due per mano, e la fantesca che apre l’uscio del leguleio, prima di apostrofare Renzo soppesa la saporosità delle carni e la grandezza degli animali.
Senza dono, ci fa capire Manzoni, non si entra!
Questo, a mio giudizio, è il gran problema di base d’ogni altro che esiste in italya, anche per le diversità culturali tra Nord e Sud.
Tale tema sembra essere stato superato nella società post bellica del Nord essendo stato soppiantato da un più diretto e paritario “do ut des” (vedi i grandi movimenti operai del secolo scorso), mentre nel Sud ancora esiste tra il popolo un più evidente stato di soggezione tra “potente” e “gente comune”. Insomma, nella loro forma linguistica è sparito il “Voscenza binirica” , ma ancora è presente l’antico concetto del “cu chianci è u muru vasciu” sorretto dall’altro annoso motto “calati juncu ca passa la china”, proprio tutto l’opposto dell’oraziano “frangar non flectar”.
Affermo tutto questo senza presunzione, credetemi, e senza imposizione, credetemi, da piemontese che vive la Sicilia da oltre un ventennio. La Sicilia, regione che ormai amo e di cui ho imparato ad apprezzare l’estroversa genialità. Qualità, questa, che reputo carente in noi montanari che siamo più compassati, e forse per questo più schematici. In altre parole, non essendo genialoidi ed altrettanto estroversi come i siciliani, per controbilanciare questa “carenza d’estroversione” ritengo che per necessità siamo un po’ più logici e lineari nel comportamento, se vogliamo un po’ estremizzare il concetto possiamo più brutalmente affermare che siamo più “approfittatori”, ciò sempre nel mio modo personale d’intendere.
E’ avvenuto che l’onda inurbativa del quarantennio compreso tra il 1950 e il 1980 creò una massiccia emigrazione di povera gente in cerca di migliori e più sostenibili condizioni di vita, unica alternativa ai rimasugli, in realtà solo apparenti, del baronato e del latifondo meridionali. Chiaramente gli emigranti non sono mai l’elite, così ampie sacche di “non acculturati”, per il mondo che andavano ad abitare, si trovarono a dover sopravvivere. Sopravvissero, ed ebbero assai sostanziosi vantaggi nella scelta liberatoria dell’abbandono del meridione; infatti, molti tra loro sono oggi assai validi imprenditori e “notabili” che nel Sud non avrebbero avuto occasioni di promozione sociale. Ma parte dell’attuale seconda/terza generazione di meridionali/padani vive ancora con atteggiamenti e mentalità secondo le loro radici che, come prima asserivo riportando alcuni versi dell’abate Crea, ancora si uniformano alla mentalità del “dono”. E questo è un atteggiamento che guasta i rapporti tra indigeni e trapiantati, perché, ovviamente, tra i miseri c’erano anche avventurieri, come sempre avviene. Avventurieri che interpretarono per stupidità lo schematismo della mentalità ed ingenuità dell’uomo pedemontano e padano. In tali spazi di “ingenuità” si crearono “chiaroscuri” criminosi, vuoi per sopraffazione, vuoi per connivenze che solleticarono il sentimento di potenza d’altri (alcuni padani), e, per il malcostume che ovunque alligna e cova, s’evidenziò l’avvento di “certe usanze non nobili” (mafie) anche nelle città di quelle latitudini. E’ perciò vero che molti nativi padani ben presto accettarono compromessi con gli attivisti mafiosi, e, forti di certe loro amicizie, costruirono imperi commerciali intoccabili ben difesi dalle leggi del politicamente corretto. Ma, sul fronte dei “trapiantati”, cosa più facilmente capibile dal popolino padano che si sentì e sempre più si vide esautorato dal suo originario “sentire”, addirittura si giunse al fatto che la comunità di gelesi di Bustarsizio (VA) presentò una petizione in comune per cambiare il nome della cittadina in “La nuova Gela”. E solo un aneddoto, ma rigorosamente vero ed indicativo, secondo me, del corto circuito di comprensione reciproca che esiste tra padani e meridionali. E’ la stessa paura che il popolo padano, più esposto dei potenti alla “fame” dei nuovi arrivati, oggi subisce nei confronti degli extracomunitari, e dei romeni, moldavi, rom…
Che la sig/ra gelmini, certo colta (le auguro come avvocato, ma poco lungimirante come umanista) additi colpe ed inconcludenze al Sud Italia fa parte dell’incompetenza e disastro culturale umanistico dei nostri politici che sono sorretti, ma anche ricattati dal capitale privato e bancario del Nord che ha ormai subito immissioni o prevalenze di fondi “sbiancati” da traffici bancari illeciti. Comunque, i nostri “beneamati” sono stati votati da una maggioranza di cittadinanza che, “capace” od “incapace” di intendere e di volere, esprime un voto che le moderne legislazioni attribuiscono a tutti.
Allora qualifichiamo il voto elettorale, ma come farlo non so!
In ogni modo, tra i politici d’ogni livello nell’italyota Italia si assiste ad un pressappochismo generale basato su un sentire personale che da loro stessi è scambiato come metro di giudizio universale, ciò per l’ubriacatura di potere di cui sono preda!
Insomma, non è il solo mondo della scuola in deficit culturale, è la nazione Italia, purtroppo forse mai sorta, che è in deficit in ogni strato sociale che sarà, chissà, mitigato od acuito dal federalismo fiscale secondo come le leggi in proposito saranno varate e, in prima istanza, se ciò avverrà, lo Stato dovrà necessariamente essere sottoposto ad una assai restrittiva cura dimagrante economica. C’è però il dubbio che, bis italyotae repetita, si raddoppieranno tasse e balzelli tra regioni e governo centrale. Altra considerazione che deve essere compresa sta nel fatto che, anche in tema di federalismo fiscale in insalata russa all’italiana, tutto si reggerà su un ricatto Lega/PDL con scambio di: “Io do una cosa a te in proposito di riforma della magistratura [non di giustizia], tu dai una cosa a me avvalorando il federalismo”.
Ma nel polpettone trito e ritrito all’insalata russa avariata di tipo italyota, colpe gravi del malessere nazionale attribuisco anche al cattolicesimo ed all’arroganza gerarchica della chiesa, in particolare da Pio IX ad oggi… ma quest’interessante considerazione non può semplicemente essere espressa in brevi parole.
Tornando al Tema centrale degli asini secondo gelmini classificati geograficamente, sostengo che la scarsa cultura esiste anche nel profondo Nord, ma lì, come già ho sostenuto, la ricerca di diritti legali dei soggetti fisici non è altrettanto visivamente subordinata al dono.
Un esempio che indica la complessità di questi avvenimenti, ci mostra che in molti siamo a conoscenza che professori ordinari o aggiunti, ricercatori o semplici strutturati sono presenti negli atenei italyoti con cognomi ripetitivi che sono costanti. Si è scoperto che costoro sono tutti parenti tra loro (come tanti politici), e che sempre e soltanto nel loro gentilizio emergono vincitori di concorso pubblico. Ciò avviene, per dichiarazioni stampa, principalmente nel sud dell’Italia; ma le commissioni ministeriali predisposte sono nazionali con personaggi derivanti da tutte le regioni. Allora, come già ho affermato, qualcosa non va nel sistema di gestione del potere pubblico che è in realtà finalizzato all’uso privato; possiamo quindi affermare che se la subcultura italyota è smisurata, ai governi ciò fa comodo per tanti motivi, principalmente proprio per il sistema criminoso dei comparati che è generalizzato in tutta la penisola ricreando un sistema feudale del terzo millennio.
Il comparato se si manifesta con l’asineria dei professori al Sud, altrettanto bene si evidenzia con l’arroganza delle banche al Nord e degli industrialotti che stanno dietro di loro.
A tutto il mio dire aggiungo un concetto che sempre ho considerato assai veritiero per le idee politiche che nutro: “L’Italia, ridotta a colonya italya dal cannone degli U$A e dal sionismo internazionale, è per le sue capacità filosofiche/ideative ridotta a banco di prova delle vessazioni create dai due paesi/sistemi citati, perché, se le loro imposizioni funzionano in questa terra ormai culturalmente martoriata, sicuramente opereranno assai facilmente altrove”.
Per finire, le colpe societarie sono di tutti sig/ra gelmini, e renderle presenti come appartenenti ad un’espressione geografica del territorio è deleterio e riduttivo, ma anche indicativo di faziosità politica e prepotenza!
Ma, quando il pesce puzza dalla testa…
kiriosomega
Berlusconi cita Falcone a testimone del suo dire.
Che berlusconi pensi all’Utri suo, è già sufficiente. Poi ormai di siciliani ne ha tanti nel mazzo, Angelino agrigentino, Renato palermitano, Ignazio “paturnisi”… Se continuerà a citare “l’acqua santa” finirà per farci capire che anche lui, nella sua vanagloria, si compiace qual femmina che recita: ”Phoemina est quod est propter uterum” (La femmina è ciò che è il proprio utero.[Anche] la femmina va dove la porta l’utero.
Non voglio entrare nel merito del discorso che incide sul fatto che berlusconi abbia o no la facoltà d’avvalersi della figura di G. Falcone per esprimere le sue tesi di padre padrone del PD+L, e d’impazzare nella politica italiana.
Ma desidero sottolineare, e la cosa va a monte d’ogni contingente e corposo discorso, che berlusconi non ha alcun diritto di rappresentare l’Italia dati i suoi trascorsi “economici” personali, non chiari (eufemismo), dai tempi della sua militanza in P2.
Per esempio, a mo’ d’inizio, dovrebbe spiegare gli interessi particolari e bassissimi (4,5%) che in particolare BNL gli attribuì nel concedergli assai sostanziosi prestiti che lo salvarono dalla bancarotta (la BNL non era sola in tale operazione). Ricordiamoci che in quel tempo un cittadino italiano con residenza nel Nord Italia pagava un interesse medio del 9/11%, mentre il cittadino del Sud, essendo mafioso per pregiudizio dei tecnocrati, pagava interessi assai più elevati.
Cosa successe in casa Giustiniani dopo la caduta di Gelli? Perché emerse il piduista berlusconi in politica, quando i nomi dei papabili erano tanti? Quali furono i suoi compromessi ed aiuti? Quali furono il ruolo dell’ultra difeso Previti e di Dell’Utri nella sua scalata al potere? Perché berlusconi poi lasciò Palazzo Giustiniani ove oggi “impera” l’avvocato G. Raffi che risulta essere uno sconosciuto ai più? La massoneria di via Montenapoleone, a Milano, dov’è finita?
Avvicinandoci ai nostri tempi le domande divengono sempre più pressanti e specifiche, ma resta il fatto, per ripeterlo e dirlo alla Di Pietro, che berlusconi non ha diritto alcuno a rappresentare il popolo italiano nonostante le leggi ad personam che s’è costruito per riciclarsi come certi capitali che da sporchi furono sbiancati ed impiegati nel settore pubblico!
kiriosomega
Afghanistan, strage di bambini. Una considerazione precisa.
Afghanistan, strage di bambini. Una considerazione precisa.
La guerra è brutta; tutti lo sappiamo! Possiamo anche continuare con il sostenere che l’eroe bellico moderno è un indesiderato nella vita sociale di pace, ciò per le sue arti e qualità della personalità che i benpensanti considerano devianti.
Aldilà di considerazioni di natura filosofica/sociologica, se vero è che un’operazione bellica si traduce, per qualsiasi motivo, in uccisione di massa di bambini e popolazioni inermi, il comandante dell’operazione e gli esecutori materiali devono essere trascinati davanti alla corte marziale e giudicati.
Agli smemorati desidero rammentare che gli U$A non sono nuovi a tali funesti episodi, e nemmeno i loro compari a Gaza.
I più gravi tra tutti gli eventi luttuosi che vedono gli americani agire in prima persona, sono certamente la distruzione delle città di Hiroshima (300/400 mila morti) e Nagasaki. Quest’ultima città scelta come obiettivo occasionale, con l’aereo già in volo, e solo per le condizioni meteo che si manifestarono impedendo l’acquisizione del bersaglio primario. Dunque, tre giorni dopo avere conosciuto ciò che avvenne a Hiroshima, gli U$A commisero il secondo genocidio atomico su popolazione inerme per non riportarsi a casa la bomba atomica!
.In Italia, sempre gli U$A, il 20 ottobre 1944, il 15° Air Force USAAF fece alzare in volo dall’aeroporto di Foggia 36 bombardieri “B-24” del 451º Bomb Group al comando del colonnello James B. Knapp. La missione doveva bombardare e distruggere gli impianti Breda di Sesto San Giovanni. L’azione del “451º” fu caratterizzata da criminali decisioni ed errori, così determinandosi in insuccesso militare, e in enorme tragedia umana.
Alle ore 11,24 Gorla subì un bombardamento che distrusse fabbriche, abitazioni, negozi e scuola elementare. Il bilancio fu di 480 morti e 750 feriti non militari. Tra le tante bombe lanciate, una di esse, da 500 kg, colpì la scuola elementare “Francesco Crispi” mentre i bambini scendevano nel rifugio antiaereo. L’edificio fu raso al suolo e 232 bambini tra i 6 e gli 11 anni d’età, con il loro personale scolastico furono travolti dai detriti. Rimasero uccisi 174 bambini, la direttrice scolastica, 14 maestri, 4 bidelli, e l’assistente sanitaria.
Ciò che maggiormente fa fremere di sdegno è il fatto che il comandante di volo dell’operazione, pur essendo cosciente d’essere fuori rotta di ben 22° gradi dal bersaglio previsto, decise egualmente di procedere allo sgancio delle bombe sul centro abitato anziché lanciarle in aperta campagna, questo solo perché erano state già tutte innescate.
Che ci sia un’abitudine al massacro?
Personalmente, giacché non credo alle coincidenze, rimango molto perplesso e sbigottito. Non accenno al Vietnam, Laos, Cambogia, Balcani, Irak per non appesantire lo scritto.
Un commosso pensiero, che non servirà a lenire il dolore dei genitori dei piccoli deceduti, vada a tutti i bambini massacrati.
kiriosomega
Hacia la berlusconización de Europa. Il pericolo di berlusconanalizzare l’Europa!
TRIBUNA: ZOUHIR LOUASSINI
Hacia la berlusconización de Europa
AL TESTO IN LINGUA SPAGNOLA SEGUE LE TRADUZIONE IN ITALIANO
El periodista Indro Montanelli, que era de derechas, se equivocó al pronosticar que la elección de Berlusconi sería útil. “Ese hombre es una enfermedad: sólo se cura con una vacuna. Una buena inyección de Cavaliere como primer ministro para inmunizarnos”. Sin embargo, el pueblo italiano le ha votado no dos, sino tres veces. “El pueblo” admira a este hombre. También se equivocaba Montanelli al insistir en que “los italianos no son capaces de virar hacia la derecha sin la cachiporra”, en referencia al fascismo. Esta derecha berlusconiana no necesita cachiporras, tiene las televisiones.
Si la demagogia es la degeneración de la democracia, aceptemos que la Italia berlusconiana es el reino de todas las demagogias posibles. Crisis económica, basuras en Nápoles, crimen organizado, corrupción en las más altas instancias. Pero el nuevo Gobierno italiano ha identificado de inmediato las causas de todos los males del país: los inmigrantes y los niños gitanos. Espero que las decisiones consiguientes no se tomen con el fin de enderezar Europa, como ha declarado il Cavaliere, que la ha encontrado cambiada tras sus dos años de ausencia. “Europa sin Tony Blair, Aznar, Chirac y yo mismo ha perdido personalidad y protagonismo y ha retrocedido”. Más claro imposible.
Cuando Silvio Berlusconi promete enderezar Europa, eso significa, en su diccionario, que en Italia ya se han alcanzado los objetivos propuestos. Tenía una receta para el país y la ha aplicado. Deseaba un país sin normas, sin espíritu crítico, con individuos adormecidos en una pasividad carente de significado. Y lo ha conseguido en dos decenios. Un proyecto nacido con la creación de su imperio mediático. Con el control de los medios de comunicación, le ha sido fácil obtener el consenso con el que sueñan numerosos políticos. Cuando Berlusconi habla de Europa, sus palabras se toman a la ligera. De hecho, con su lenguaje “colorido”, hace que todo parezca menos serio de lo que es. Racismo, xenofobia y machismo se convierten en opiniones, en bromas. Es la misma técnica que se utiliza desde siempre en sus medios: acostumbrar a la gente a este tipo de discursos hasta convertirlos en normales. Se trata de que no haya obstáculos. La democracia debe perder toda su fuerza. Debe enfermar. Hay que acabar con toda posibilidad de defensa, que a veces se apoya exclusivamente en el uso de un lenguaje comedido, respetuoso hacia el otro. El lenguaje que Berlusconi y su entorno llaman con desprecio “políticamente correcto”.
Por eso, cuando Berlusconi habla de enderezar Europa, hay que tomarle en serio. Se ha dado cuenta de las dificultades de adaptar Italia a las reglas del juego europeo y, en vista de ello, ha decidido adecuar Europa al modelo italiano. Adaptar la realidad a su medida. Si ha funcionado en Italia, ¿por qué no intentar “exportarlo” a toda Europa? En el fondo, es un gran empresario. Y está creando imitadores. ¿Qué creen que es Sarkozy, más que un alumno de la escuela de Berlusconi? Ése es el sueño del Cavaliere: una Europa a su imagen y semejanza.
La cuestión de la inmigración podría ser un buen ejemplo para demostrar que Europa se está volviendo cada día más berlusconiana. El berlusconismo es un modo de analizar el mundo, una auténtica filosofía. En vez de afrontar el problema con seriedad, basta con soltar unos cuantos eslóganes. Para los inmigrantes ilegales, leyes estrictas. La cárcel, por ejemplo. ¿Vamos a explicar después al pueblo el miedo que puede dar la idea de unos años en prisión a una persona que está dispuesta a morir para huir del hambre o la persecución?
Para hacer frente a la caída libre de su popularidad, Sarkozy propone la creación del búnquer europeo: blindar la Unión para dejar fuera a la inmigración indiscriminada. Una de las cuatro prioridades para los seis meses de presidencia francesa de la UE. Su “contrato de integración” es, en este sentido, una obra maestra, la apoteosis de la demagogia. Una muestra de berlusconismo de alto nivel. La idea de que alguien pueda integrarse sólo por haber firmado un contrato es producto de una imaginación que no comprende ni qué es la inmigración ni qué significa la pobreza. Hace muchos años, cuando colaboraba con la iglesia de Tánger en Marruecos, fui testigo de la cantidad de personas dispuestas a convertirse al catolicismo a cambio de un visado para entrar en España. Si la gente está dispuesta a cambiar de religión, ¿por qué no va a firmar una hoja de papel?
En situaciones extremas, las personas están dispuestas a firmar todos los contratos posibles, a aceptar infinitas humillaciones, pero es evidente que eso no va a resolver la situación de la inmigración ni las incomodidades de la población local. En un mundo globalizado, afrontar la cuestión de la inmigración con eslóganes y demagogia puede aumentar la popularidad de quien los utiliza, pero no ayuda a resolver nada.
Sólo con una visión abierta del mundo y aceptando la realidad actual podremos derrotar el verdadero mal: la pobreza. Cerrar las puertas de Europa es una fantasía, una gran mentira. Por el contrario, el berlusconismo, que está invadiendo el Viejo Continente, es una realidad consolidada; y el problema es “su capacidad de mentira casi conmovedora -como decía Montanelli-, porque el primero que se cree sus propias mentiras es él”.
Zouhir Louassini es periodista marroquí y trabaja en la Radiotelevisión Italiana (RAI). Traducción de María Luisa Rodríguez Tapia
TRADUZIONE: kiriosomega
“Indro Montanelli, giornalista e uomo di Destra, sbagliò nel presagire che l’elezione di Berlusconi sarebbe stata conveniente.
“Quell’uomo è come una malattia, si cura solo con un vaccino. Un’iniezione “di Cavaliere” come primo ministro è immunizzante”; anche se il popolo italiano lo ha votato più volte.
“Il popolino ammira quest’uomo”, e Montanelli aveva torto nell’intestardirsi di sostenere che “gli italiani non sono capaci di andare a destra senza manganello”, facendo allusione al Fascismo. Questa destra berlusconana, infatti, non ha bisogno di manganelli, ha le televisioni.
Se la corruzione del popolo è la degenerazione della democrazia, prendiamo atto che l’Italia berlusconana è il regno di tutte le decadenze possibili. Crisi economica, spazzatura partenopea, delinquenza organizzata, corruzione ai massimi livelli… Tuttavia, il neo arrivista governo italiano ha fatto senza indugio coincidere le origini d’ogni male del Paese con gli immigrati e i bambini rom.
“Mi auguro che le soluzioni future non si costruiscano con la finalità di correggere l’Europa”, ha dichiarato il Cavaliere che l’ha rivista molto cambiata dopo due anni di sua assenza. Un’Europa, senza Tony Blair, Aznar, Chirac e me stesso, ha perso personalità e protagonismo, ed è retrocessa”. Più esplicito di così, “nella sua arroganza”, [aggiunta del traduttore] è impossibile.
Allorché Silvio Berlusconi promette di raddrizzare l’Europa, intende, con il suo frasario, che in Italia sono stati già raggiunti gli obiettivi prospettati.
Aveva un suo modo di sminuire il Paese, e l’ha applicato. Voleva un Paese senza norme, senza anima, con individui addormentati in un’indolenza esasperata. Ed ha raggiunto la sua mira in due decenni. Progetto che nacque insieme con la realizzazione del suo impero mediatico. Così, senza difficoltà, attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione, ha raggiunto il consenso che numerosi politici bramano. Però, quando Berlusconi parla d’Europa, le sue opinioni sono poco apprezzate. Infatti, ogni cosa fa sembrare poco seria con il suo colorito linguaggio.
Segregazione razziale, xenobofia e machismo le tramuta in opinioni, in scherzi.
E’ la tecnica mediatica che utilizza anche nelle sue televisioni: “Addestrare la gente a quel tipo di frasario fino a farlo considerare normale. Con esso egli tenta sempre di sfuggire alla realtà.
La democrazia, (per lui) deve perdere ogni sua forza. Deve ammalarsi.
Ogni possibilità di difesa (psicologica del popolo) deve essere eliminata. La sua tecnica consiste nell’uso di un linguaggio cortese e rispettoso verso il prossimo, (ma che nasconde il veleno del politicamente corretto e socialmente scorretto).
E’ il linguaggio che Berlusconi, e chi gli sta intorno, definiscono con disprezzo del “politicamente corretto”.
Per questo, quando Berlusconi parla di raddrizzare l’Europa bisogna traguardarlo con sospetto.
Lui si è reso conto degli problemi di ragguagliare l’Italia alle regole del vivere europeo, e, immedesimandosi in ciò, ha deciso di adattare l’Europa all’Italia.
Vuole adattare la realtà europea alla sua (piccola) misura. Se il meccanismo ha funzionato in Italia, perché non tentare di “diffondere” il modello in tutta l’Europa?
In fondo è un buon imprenditore, e sta troverà epigoni.
Chi pensate che sia Sarkozy, se non un alunno del berlusconano pensiero!
Il sogno del Cavaliere è. “Un’Europa a sua immagine e somiglianza”.
Il problema dell’immigrazione è un buon esempio per dimostrare che l’Europa sta divenendo ogni giorno un po’ più berlusconana.
Il berlusconanismo è, infatti, un modo di analizzare il mondo, un’autentica filosofia. Esso, invece di affrontare il problema con serietà, si limita a lanciare alcuni slogan.
Verso gli immigrati irregolari (vuole) leggi rigorose. Il carcere, per esempio.
Ma vogliamo chiarire al popolo che, negli emigranti, la paura d’alcuni anni di prigione è assai inferiore a quella di morire di fame e d’oppressione?
Ora Sarkozy, (l’emulo del berlusconano), per affrontare la sua minore popolarità suggerisce la creazione di un bunker europeo, ossia, blindare l’Unione per impedire l’immigrazione indiscriminata. E’ questa una delle sue quattro priorità durante i sei mesi di presidenza francese dell’Unione Europea.
Il suo programma d’integrazione contrattuale (dell’immigrato) è un capolavoro, è l’esaltazione della demagogia.
E’ una dimostrazione del berlusconanismo ad alto livello. Infatti, l’idea che qualcuno deve integrarsi solo perché ha firmato un contratto, è il prodotto di un’immaginazione che non sa né cos’è l’immigrazione, né cos’è la povertà.
(A dimostrazione della tesi di Zouhir Louassini)-
Anni addietro, quando cooperavo con la chiesa di Tangeri, in Marocco, personalmente vidi una gran quantità di persone indotte a convertirsi al cattolicesimo in cambio di un visto d’ingresso in Spagna. Se la gente è disposta a cambiare fede, perché non dovrebbe firmare un foglio di carta?
In situazioni gravissime, le genti sono indotte a sottoscrivere tutti i contratti immaginabili, ed anche accettare infinite umiliazioni; ma è evidente che questo (atteggiamento di forza) non risolve il problema dell’immigrazione, e nemmeno la povertà della popolazione locale.
In questo mondo globalizzante, fronteggiare il problema dell’immigrazione con slogan e demagogia (berlusconane) può aumentare la popolarità di chi la utilizza, ma non risolve nulla.
Solo con una comprensione intelligente del mondo, e capace di capire la realtà attuale, si potrà abbattere la povertà.
Blindare le porte d’Europa è una fantasia, una gran menzogna.
Al contrario, il berlusconanismo che sta soggiogando il vecchio continente è una realtà consolidata, perché, come asseriva Montanelli: “Il primo a credere alle sue bugie è proprio lui”.
Considerazione personale sull’interessante articolo.
Non necessitano l’emigrazione, né l’immigrazione, se l’economia mondiale divenisse reale e non virtuale con grandi speculatori in tutti i settori mercantili.
Un esempio: “L’anguria in quest’estate ha raggiunto prezzi altissimi, tanto che c’è da ben pensarci prima d’acquistarla, specie nelle zone balneari. Forse che l’ottimo frutto ha avuto impedimenti nella produzione? No! Si tratta solo di speculazione da parte dei soliti noti presenti nell’indotto distributivo. Questa è chiara dimostrazione di un’economia irreale che crea mostri economici, e che la distanzia dai veri problemi delle genti. L’economia deve reggersi per l’uomo, e non speculare sulle necessità immediate dell’uomo”.
In ogni caso sono convinto che questo sistema libertario capitalista, nato filosoficamente morto, non durerà a lungo se sopravvivremo, perché, come anche afferma il secondo principio della termodinamica: “Un’azione, per forte che sia si esaurirà in se stessa, poiché per riprodursi dovrà utilizzare, ad ogni ciclo lavorativo, una parte della sua energia proporzionalmente sempre maggiore in rapporto all’intensità del fenomeno che crea. In economia il concetto fisico è altrettanto valido, perché assistiamo al fatto che la stessa, per mantenersi, divora ogni giorno una quantità maggiore di capitali per realizzare l’avvenimento che prima costava meno. Anche la strategia militare, arte lontanissima dall’economia, ci palesa che l’idea espressa con i due esempi sopra riportati è valida. Infatti, applicandola all’idea della forza necessaria per muovere un fronte bellico, ci accorgiamo che essa è inversamente proporzionale alla capacità di supportarlo logisticamente con benzine, cartucce, vettovagliamenti…” Dunque, ogni azione si esaurisce in se stessa per mancanza d’energia! C.V.D.
Nell’ottica del rispetto dei popoli e delle nazioni, deve essere esportata, nei Paesi poveri, tecnologia ed insegnamento della stessa per far si che ognuno s’amministri secondo necessità!
Utopia? No! Necessario futuro se sopravvivrà la specie umana alle sue contraddizioni!
kiriosomega
La Lega colpisce ancora!
Scusi, il caldo Le ha fatto male?
Scusi il caldo Le ha fatto male?
Forse, in apertura di questo breve scritto è il caso di citare una poesia di B. C. che recita:
“Odo cani ululare per la loro triste condizione di cani ululanti-
Odo galli cantare per la loro triste condizione di galli cantanti-
Odo asini ragliare per la loro triste condizione di asini raglianti-
Odo uomini parlare per la loro triste condizione d’uomini parlanti”.
Scusi il caldo Le ha fatto male, o Lei è il vero capo del PDL, ovvero: “Per Dove Latitate”?
Ciò che segue è riferito, genericamente, alla banda BBF, ma in particolare al “lumbard” varesotto oltranzista con famiglia al 50% terrona. Sia compreso senza offesa il sostantivo dai terroni. [Preciso, cosa che in assai pochi sanno, che il termine “terrone” fu coniato senza malizia durante gli anni ’50 del secolo trascorso, e che nel suo originale significato indicava i pugliesi trasferiti in Padania come ex abitanti del “tacco”, appunto “tærun”, con evidente riferimento alla forma dell’Italia. I siciliani erano e sono insulari, così i calabresi sono calabri… Poi, un livellamento culturale, verso il basso, condusse anche i dialetti novarese/milanese a divenire appiattiti ed osceni, con il significato degenerativo che oggi il sostantivo assume].
Dunque, signor Bossi, questa volta il suo pubblico dire non è sconcio, ma è però gravido di significati reconditi ed arcani se non sarà smentito con i soliti: “Avete capito male… Bossi voleva dire… Errata corrige…”.
Però, gli astanti del “cel’hodurissimo”, che per il caro vita hanno fatto la loro gita turistica ferragostana solo fino a Ponte di Legno, L’hanno certamente udita affermare che: “Lo rimetterò in vigore l’ICI, perché, se insieme alle altre tasse (da cui bisogna difendersi disse non molto tempo addietro l’altro B della triade BBF, alla F non date peso Signori Lettori, o date il significato che vi aggrada) esso rimarrà nelle rispettive regioni d’esborso, i cittadini saranno felici di pagarlo. Per fare ciò, continua il B del varesotto, è però necessario trapassare da una struttura di finanza derivata, in cui lo Stato incamera i denari e li eroga agli enti locali, ad un impianto “più moderno”, in cui gli stessi enti assumono direttamente le tasse.
Sin qui la notizia che è tratta dalla stampa odierna (Repubblica).
Considerazione:
“Il modo d’esprimersi del signor B non è mai stato felice, ma questa volta la pertinenza e la correttezza del linguaggio sono appropriate. Infatti, il signor B s’è espresso precisamente nell’uso del verbo “rimettere” impiegato alla prima persona singolare. Dunque, “IO RIMETTERO’ in vigore l’ICI”! Così ha parlato, quindi re Bossi impera, re Bossi unisce e divide a suo piacimento il movimento del PDL.
Chissà, però, cosa esclamerà l’altra B del BBF nel sentire la nuova oscenità di “padron Bossi”. Sua bassezza, quasi reale, forse diverrà paonazzo con pressione altissima e rischio d’emorragia cerebrale, o per lui si profilerà una crisi lipotimica con pallore profuso, sudorazione fredda, ritmo bradicardico a tal segno che il fascio di Hiss manifesterà seri problemi di conduzione dello stimolo nervoso cardiaco mandando il suo cuore in fibrillazione atrio ventricolare con… beh, speriamo che un fato benigno ce lo… e Voi, Lettori, non siate pessimisti, dunque… rallegratevi…
Insomma, o Bossi ha commesso la solita castroneria nell’impeto della sua irruenza, o Bossi, forte del proprio non indifferente elettorato (intendo solo numericamente) è capace di determinare ogni scelta del PDL. In questo secondo caso beccatevi questa:
Prezzi- Inflazione- Governi inetti-
“Chi è l’amministratore pubblico?
Nei paesi è quello che ha tanti parenti votanti! Formano la casta paesana per clan.
Nelle città è quello che ha tanti compromessi! Creano la casta cittadina per interessi“.
Un esempio: “Anni addietro fu presentato un semplice apparecchio che era capace di misurare la conduzione elettrica di un alimento, dimostrando scientificamente la sua freschezza o meno”! Che fine ha fatto?
Cosa centra con i prezzi al consumo? Semplice, permetterebbe di differenziarli secondo la qualità organolettica attuale dell’alimento.
Si vuole conoscere il tasso dei sovrapprezzi applicati ad ogni trasferimento dell’alimento/prodotto? Semplice, basta creare l’obbligo d’accompagnare l’alimento/prodotto con unico scontrino su cui devono essere riportati i costi per ogni passaggio di mano dal produttore sino al consumatore finale.
Se i governi direttamente non vogliono calmierare il mercato, perché hanno paura di perdere consensi elettorali dai gruppi finanziari, cosa che però ormai è una necessità, basta far sì che siano ridotte di numero le filiere dei maneggioni che seguono il produttore.
Ma, soprattutto, si deve estromettere dal mercato pubblico la presenza di criminalità mafiosa che è capace di imporre i prezzi! Per fare ciò bisogna imporre un accertamento patrimoniale ai neo eletti, e rifarlo a fine legislatura, esteso, ove se ne ravvede la necessità, a parenti ed “amici”. In ultimo, nessuno deve potere partecipare alla vita pubblica per più di due legislature continuate o intervallate, e ciò deve essere interdetto nel gentilizio d’appartenenza per almeno dieci anni.
Io affermo che queste semplici idee, che nessun politicante vorrà, sono capaci di risolvere il malcostume della vita pubblica italiana! Così, invito i pubblici amministratori a morigerarsi secondo l’antica frase: “Sit autem sermo vester- est est, non non”. [Sia il vostro linguaggio- sì, sì, no, no.]
kiriosomega



