Archive for Maggio 2009
Caro Bambino Gesù…


Dear God, this year please send clothes for all those poor ladies in Daddy's computer…. Amen." «Θεουλη μου, αυτόν τον χρονο, σε παρακαλω, στειλε ρουχα σε εκεινες τις φτωχες κυριες που είναι στον υπολογιστη του μπαμπα….. Αμην»
Berlusconi copia? No. E’ interessato!
Commento- Qualcuno scrive che Imperator B. (non intendete Bokassa) copia ciò che MicroMega già annunciò utile nel 1986: “Ridurre il numero dei parlamentari”.
Imperator B. specchio degli italyoti ormai dirige un clientelismo parlamentare che molti vorrebbero ridotto, ma gli stessi molti vi aspirano perché vogliono parteciparvi sempre più poiché avvertono se stessi nuova imprenditoria che evade similmente al capo.
Gli elettori del signor B, dibattuti, sanno d’essere la Casta dell’indotto, ma il loro malfare non ammettono mai trincerandosi dietro il perbenismo di sibilline leggi!
Gli elettori di B. indicano in quelli dei palazzacci la Casta, dimenticando che essa è pure formata da bottegai evasori, nepotisti e “amici degli amici”, cioè proprio da loro! Tale gente di mafiosa mentalità, la mafia è ben altra cosa, ricerca l’inganno per creare i propri affari, e da B, mirror, evasore, corruttore… si sentono protetti per imitazione…. e non gli faranno perdere le elezioni ancora a lungo!
Così l’ectoplasma dei tribunali, il corruttore di genti estere anche peggiori degli italyoti, cavalcando certa fiacca sociale nella sua brama di potere informa, per suo privilegio, che i parlamentari sono troppi. In tal modo pare far osservare: “RIDUCIAMO LE SPESE, GUARDATE COME SONO BUONO E COMPRENSIVO IO”. Ma al signor B. non interessa delle spese generali della Repubblica, non paga lui!
Poi, già ha indicato di far avvenire votazioni parlamentari attraverso capi gruppo di Partito… insomma, la nazione Italia è per lui fabbrica con CDA che elegge e smonta a suo piacere.
Compreso, italyoti, come sta usando la vasellina?
E il signor B. nemmeno mira più alla presidenza della Repubblica, vuole subito il potere con aumento enorme delle possibilità del premier. In sostanza, italyoti bottegai, state consegnando all’arrivista B. … amante di giovani donne… corruttore… evasore… un potere enorme che subiremo a lungo, salvo che un fato benigno non lo cavi dai ciufoli.
Quindi, signor giornalista che rivendica lo jus primae noctis di qualcuno con l’immarcescibile: “L’ho detto prima io di ridurre i parlamentari”, il problema non sta nell’affermare la prelazione, ma nell’esaminare l’interesse di B. a spadroneggiare il prossimo vassallaggio anche degli italiani, almeno quei pochi “LOGICI” che sono rimasti!
kiriosomega
Antonio Di Pietro: “berlusconi è corrotto, piduista, xenofobo, fascista”!
Velocemente sul signor b.
Concordo totalmente sul fatto che il signor b. non è fascista, ma solo un plutocrate egotico, megalomane e intrallazzista.
Il signor di pietro, da ex massone della Loggia di Via Montenapoleone di Milano che era, nei suoi componenti, in gran parte socialista, e solo in piccola percentuale repubblicana (spadoliniana), da opportunista schierato con la quasi fantasma Sinistra italyota ben sa che il signor b. non è fascista! Ben lo sa perché lui, da ex sbirro, era ispettore di polizia, quando accusa l’ometto di Arcore di Fascismo, mente ben sapendo di mentire.
Il sogno di di pietro, tutti lo hanno compreso, anch’io, è quello di giungere in “Centro”, disposto, al limite, a dividerlo con bossi e casini portandosi appresso un elettorato che si è sentito deluso e abbandonato dalla Sinistra più radicale, per intenderci quella che si creò nel 1917, visse in auge il secolo XX, e che è stata sconfitta dalla globalizzazione.
Dunque, di pietro, più con qualsiasi mezzo squalifica l’ectoplasma dei tribunali, e personalmente concordo con lui in ciò, più presto, spera che che gli italyoti, almeno momentaneamente rinsaviti, se lo caveranno dalle b…
In quanto alle accuse promosse al Fascismo e al Nazionalsocialismo, tutti quelli che possediamo un minimo di logica sappiamo che sono frutto di propaganda post bellica, quindi soggette a revisionismo storico. Inoltre, a rigor di logica, i Fascisti sono quasi totalmente estinti, ahimè, per ragioni d’età.
Anche Noi che ci professiamo tali non lo siamo, tant’è che in quest’area esistono più anime più o meno oltranziste, più o meno opportuniste… sempre incapaci a legarsi per un discorso politico organico sistemico e sistemizzato.
Saluti dal kiriosomega, agnostico per grazia ricevuta e Fascista almeno in pectore!
“Il “nuovo” missile iraniano può raggiungere il sud Italia” …
Secondo ADNKRONOS “Il “nuovo” missile iraniano può raggiungere il sud Italia” …
…mamma Pierino mi può colpire!
Zitto, perché tu hai le mani sempre più lunghe e pesanti delle sue!
Signori esperti del “menga”, così si definiscono a Firenze gli inventori di “bufale”, o anche allarmisti prezzolati, a che pro colpire il Sud Italia?
Forse per la presenza di Sigonella, o perché spesso ci abito anch’io? E LE RITORSIONI STATUNITENSI, E QUELLE SIONISTE, L’IRAN NON LE CALCOLEREBBE? SONO TUTTI DEGLI IMBECILLI DA QUELLE PARTI?
Se l’Iran volesse colpire Sigonella, implicitamente si sosterrebbe che in quel Paese sono tutti aspiranti al suicidio, E COSI’ NON E’! Al contrario, se l’Iran dovesse servirsi delle sue armi balistiche, qualunque esse siano, per prima cosa colpirebbe le regioni minerarie delle cinque ex Repubbliche esterne sovietiche che si trovano a Nord di esso, e confinanti con l’Afghanistan, e non ho tema d’errore nella mia tesi.
Tali regioni, per le loro ricchezze in petrolio e minerali, sono uno degli “oggetti del contendere” tra Iran e il sionismo/statunitense globalizzante che vuole anche costruire una pipeline da quelle terre fino allo Shat el Arab per fottersi [elegante francesismo] l’oro nero, e tutto ciò che gioverebbe alla propria tecnologia. In più, si può affermare che l’Iran, se dovesse sentirsi in pericolo, incendierebbe l’intero Golfo Persico rendendolo irrimediabilmente inutilizzabile per molte centinaia d’anni, se avesse la bomba atomica. Solo in questo caso la sua popolazione accetterebbe il martirio. Altro che colpire Israele, o l’insignificante e pavida Italietta, purtroppo, solo lacchè dei potenti, e sciacallo d’Europa (purtroppo)!
La fonte “adnkros” firmataria dell’articolo è ben nota per i suoi interessi politici, e per i finanziamenti che riceve dai suoi noti padroni.
Intanto, le grandi manovre politiche internazionali per il predominio USA/Sion anche nel XXI secolo sono già in atto da diverso tempo.
1) Il discorso di Obama alla Russia di Putin: “Discorso che contiene il bastone, cintura missilistica in Polonia e Georgia; e la carota, possibilità di libero mercato e rispetto della sua zona d’influenza”.
2) Il discorso di Obama in Turchia, regione islamica, durante il quale promise, a quel paese, “l’ingresso nell’Europa dell’euro”, anche se la Turchia non è Europa!
Obama, a questo proposito, o si sente talmente forte da zittire l’Europa, oppure è in grado di piegarla attraverso la “finanza creativa” che è in mano ai soliti noti “sionisti”. E se la Turchia non interverrà pro Iran, in caso di conflitto, otterrà anche la vice presidenza ONU. Ecco perché il Paese sta facendo la voce grossa contro Israele!
Così facendo vuole conquistarsi la fiducia almeno della Siria per avere le frontiere coperte verso Sud nel caso di conflitto con la Lega Araba, e la stessa Siria potrebbe avere l’appoggio turco per il riscatto del Golan. Contemporaneamente, la Turchia sta alleggerendo la sua pressione sul popolo Curdo, e sarà anche disposta a lasciare che gli storici analizzino liberamente il fenomeno della patita repressione di quelle genti. Ma anche avviene che, come si apprende dal giornale turco Hurriyet, ma la stampa italyota discute sempre dell’innominabile riccastro altrettanto italyota che attacca chiunque ha considerazioni diverse dalle sue, che in Grecia, a Larissa, il nuovo comandante della forza aerea NATO, lì di stanza, sarà tra il 2011/2013 un Maresciallo dell’Aria TURCO, (equiparabile a un Generale di Corpo d’Armata in Italia). E la cosa è assai “strana” per la profonda, plurisecolare inimicizia greco/turca. [Fonte: ALPHA Reportage: D. Verykios, M. Zaharaki]. Ma è ben capibile questa “stranezza” greco/turca se si considera vera la mia tesi qui riportata. La manovra servirà per stoppare, verso Nord, le ritorsioni della Serbia e della forza militare che intorno a sé potrebbe coagulare.
Ci sono poi da considerare i comportamenti di due grandi potenze atomiche sempre silenti: “Cina e India cosa faranno”? E il Pakistan, anch’esso con l’atomica, con chi si schiererà? E la piccola ma assai combattiva Corea del Nord come si comporterà? E il Giappone potrebbe tentare, in quest’occasione, la “carta del riscatto” per il suo predominio nel Pacifico?
La situazione internazionale è gravissima, e l’olocausto internazionale è più verosimile di quello che sarebbe potuto avvenire tra URSS e Usa.
Un’unica via praticabile per la ricerca di una pace duratura almeno un centinaio d’anni è : “Quella di affidare a ciascun Governo mondiale un armamento atomico che funga da deterrente contro eventuali aggressioni”! In pratica, la mia idea è quella d’imitare la posizione geostrategica che storicamente si verificò durante l’Età Comunale della “Penisola Italiana”, epoca in cui i Comuni, attraverso trattati, non si guerreggiavano tra loro per “equiparabilità” delle forze in campo. E la chiesa di Roma non era libera d’agire con la forza per non disgregare ciò che si era stabilizzato dopo assai lunghe “trattative” che non la vedevano più potenza primaria nella regione.
Dal mondo della logica, almeno ci provo, kiriosomega agnostico per grazia ricevuta.
Τούρκος πτέραρχος διοικητής στο Νατοϊκό στρατηγείο στη Λάρισα
Posted: 19 May 2009 11:12 AM PDT
Για πρώτη φορά Τούρκος ανώτατος αξιωματικός θα υπηρετήσει στην Ελλάδα, όπως προαναγγέλλει σε θριαμβευτικό πρωτοσέλιδό της η Τουρκική εφημερίδα Hurriyet. Σύμφωνα με το δημοσίευμα, Τούρκος πτέραρχος θα τοποθετηθεί την διετία 2011-2013 στην θέση του διοικητή του Νατοϊκού στρατηγείου στη Λάρισα, αφού το αντίστοιχο στρατηγείο του Εσκί Σεχίρ κλείνει οριστικά. Σύμφωνα με πληροφορίες του στρατιωτικού συντάκτη του ALPHA Δήμου Βερύκιου, της απόφασης προηγήθηκε διπλωματικό παρασκήνιο, κατά το οποίο η Ελλάδα συναίνεσε πλήρως στην έλευση του Τούρκου πτεράρχου.
Η απόφαση αυτή ελήφθη στην τελευταία Σύνοδο των χωρών-μελών του ΝΑΤΟ και κρατήθηκε μυστική, προκειμένου να μην προκληθούν αντιδράσεις. Σύμφωνα με τις ίδιες πληροφορίες, το Γενικό Επιτελείο Εθνικής Άμυνας αναζητεί τώρα τρόπους να διαχωρίσει πλήρως τις λειτουργίες του Ελληνικού Στρατηγείου Αεροπορίας που βρίσκεται στη Λάρισα και λειτουργεί σε κοινές εγκαταστάσεις και με κοινό προσωπικό με το αντίστοιχο Νατοϊκό, ώστε οι ευαίσθητες πληροφορίες που διαχειρίζεται η Ελληνική Αεροπορία, να μην τίθεται σε γνώση του Τούρκου ανώτατου αξιωματικού.
Το δημοσίευμα της Hurriyet καταλήγει με την επισήμανση, ότι πλέον ο Τούρκος πτέραρχος θα είναι αυτός που θα λαμβάνει γνώση και θα διαχειρίζεται όλες τις παραβιάσεις του Τουρκικού εναέριου χώρου από Ελληνικά πολεμικά αεροσκάφη, καθώς στο στρατηγείο φθάνουν όλες οι αναφορές για τις αερομαχίες στο Αιγαίο. Όπως τονίζει η Hurriyet, για πρώτη φορά μετά από 190 χρόνια θα υπηρετήσει στην Ελλάδα Τούρκος αξιωματούχος, ο οποίος θα είναι υποχρεωμένος να παρακολουθεί τα Ελληνικά αεροσκάφη να «παρενοχλούν» τα Τουρκικά στο Αιγαίο.
Πηγή: ALPHA
Ρεπορτάζ: Δ. Βερύκιος, Μ. Ζαχαράκη
ADES TE SISTEM MI! BALLO DELLE DEBUTTANTI O DEBUTTANTI E BASTA?
MO’ TE SISTEM MI! BALLO DELLE DEBUTTANTI O DEBUTTANTI E BASTA?
O tempora, o mores!
Era costume è ancora lo è, però solo nelle Hdemie Militari, di far sì che con la festa del “MP 100″ sia anche giorno festivo della debuttante, un tempo per i suoi 21 anni, oggi per i 18 anni. Un tempo per le debuttanti era una festa importante, infatti, segnava l’ingresso delle ragazze in società. Oggi la ricorrenza, quasi scordata, marca solo l’età utile per mostrare chiappe e tette in televisione, massima aspirazione, questa, della stragrande maggioranza di giovani ragazze con mamme al seguito!
Io sono nordico, arrivo da un Paese dove le pietre si chiamano “ssassi”, e conosco la mentalità della mia gente. Lassù, nel profondo Nord, noi non facciamo qualcosa per niente, è costume inveterato, non spiego le sue origini, sarebbe lungo, ma credetemi!
Men che meno un imprenditore farebbe qualcosa per niente! E più è ricco l’imprenditore, più il fare qualcosa per niente sfugge dalla sua mentalità.
Riferimento stampa: frase riportata e pubblicata secondo l’articolista da- “Anna Palumbo: …Berlusconi potrà fare per mia figlia quello che non ha potuto fare per me”!
E perché, cara Signora, questo nordico imprenditore che non fa niente per niente DEVE (il verbo “potrà” lo interpreto, per come le sue parole sono riportate, in senso impositivo, dunque DEVE) fare per sua figlia qualcosa?
Che cosa è stato a lui dato, perché si senta in obbligo?
Questo è il problema che gli italiani, forse in gran parte si pongono!
E il problema è pubblico per la fonte che ha rivelato l’avvenimento, perché si “narra” di una ragazza minore, perché l’investito della storia ricopre una carica pubblica non indifferente che rappresenta anche il sottoscritto in italya e all’estero!
Anch’io ho una figlia minore, ma se qualcuno venisse a dirmi: “Ci penso io a tua figlia… ” dopo essermi a sufficienza incazzato, lo manderei a cagare perché in casa mia ancora porto i calzoni (i causi) e non intendo passare per quaquaraquà (magnifica espressione palermitana)!
Poi, chiunque ne ha voglia si comporti come vuole, ma non raccontateci la favola da “ugghia co’ filu”, spero di avere scritto in maniera esatta l’espressione siracusana.
kiriosomega agnostico per grazia ricevuta
Lettera aperta ad Antonio Evangelisti IDV.
Lettera aperta ad Antonio Evangelisti IDV.
Rif. Antonio Evangelisti- “Nel nostro Paese, a più riprese, si sta manifestando un’insofferenza, un imbarbarimento dei rapporti umani nei confronti delle diverse etnie presenti sul nostro territorio”. Sulla base occasionale della frase riportata, che è espressiva della tesi esposta da Evangelisti, desidero porre una questione assai precisa che entra nel merito delle funzioni parlamentari. **L’Evangelisti nella sua disamina afferma che la nazione è contro l’immigrazione, ma, nonostante ciò, enfatizza il multiculturalismo insieme con tutta la cosiddetta ormai perdente Sinistra (o distrutta Sinistra per loro sola imperdonabile colpa) che solo apparentemente si batte per esso! Allora, giacché il popolo italico è considerato e riconosciuto per “intollerante” ai flussi migratori e al multiculturalismo, I PARLAMENTARI, CHE SONO SOLO INTERPRETI DEL POPOLO SOVRANO, E NON SUOI CHIOSATORI SUPER PAGATI PER ATTUARE CIO’ CHE REPUTANO PER LORO E PER I PARTITI D’APPARTENENZA PIÙ’ CONSONO, SI DEVONO ADEGUARE ALLE RICHIESTE POPOLARI E NON ERGERSI A CENSORI E MORALIZZATORI DELLA SOCIETÀ. ANCHE PERCHÉ DELLA LORO “MORALE PELOSA”, INTENDO D’OGNI PARLAMENTARE CHE POMPOSAMENTE SI FA APPELLARE ONOREVOLE, NE ABBIAMO TUTTI LE SCATOLE PIENE! Della “moralelastica” dei parlamentari, del loro continuo pubblico darsi l’un l’altro del “bugiardo”, del loro continuo inusitato comportarsi da bottegai per galleggiare nel lerciume politico che hanno creato, mentre la Politica è una cosa seria, sempre più la nazione reale è stanca. Inoltre, e chiudo, Voi politicanti della casta, e nella casta, con l’indotto di favoritismi e obbligazioni che vi siete creati, siete l’unica categoria che senza esami (test psicologici) Vi arrogate il diritto di dirigere uno Stato, una nazione, in altre parole la Patria che continuamente raggirate per interesse personale. Nemmeno Vi proponete di far votare una legge sui test psicoattitudinali da applicare su tutti Voi per dimostrare le Vostre qualità a governare. Nemmeno Vi ponete il problema del malessere della società italiana che tenete nell’ignoranza con scuole inefficaci e barbare… ma si sa: “Più il popolo è bove, e l’ectoplasma dei tribunali nel comprendere ciò è maestro, più semplice è l’esercizio del potere!”.
kiriosomega
Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche! “Il mondo va verso l’olocausto nucleare?”
Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche!
“Il mondo va verso l’olocausto nucleare?” di kiriosomega.

from Bush to Obama
Da bush a Obama: trovate le differenze!
di kiriosomega
UNA TESI.
Per completezza dell’esposizione si invitano gli interessati i a consultare: http://kiriosomega.wordpress.com/2008/11/13/435/
Tutte le condizioni del corrente malessere internazionale mossero dall’ingordigia energetica degli Stati Uniti che vollero cogliere anche l’occasione dell’irrisolta questione balcanica per tentare d’ottenere un porto franco in Adriatico, e tale ancoraggio sarebbe stato assai più costoso facendolo sorgere nell’accondiscendente colonya italya che già ospita almeno 115 basi U$A.
Infatti, per gli interessi americani la giustificazione di un tale possesso nell’Adriatico dalmata è sostenuta dal fatto che la piattaforma continentale euro-asiatica si è rivelata ricca di petrolio e d’altri minerali per la moderna tecnologia.
L’imperativo americano, necessariamente post titino, è, dunque, il dominio di quei territori per impossessarsi dei giacimenti minerari, e anche la creazione di una via di trasporto per farli giungere sino al mare.
Ma più Paesi limitrofi ai giacimenti si oppongono al progetto imperialista americano, perché egualmente “affamati” d’energia, ma anche giustamente gelosi della loro autonomia e sicurezza nazionale che non vogliono essere posta in discussione da basi U$A sorgenti nei pressi dei loro confini.
Ecco allora che gli yankee, maestri nell’inganno con tecnica sempre eguale e consolidata dall’esercizio politico-economico-militare, vorrebbero porre in essere differenti piani per tentare d’appropriarsi dei giacimenti euro asiatici, ovviamente con grande avversione, come implicitamente già riferito, specialmente di Russia, Serbia, Corea, Cina e Paesi Mediorientali.
La già indicata solita imperialista strategia statunitense, rozza ma sempre efficace, per impadronirsi d’intere regioni finanzia forze occulte convenienti che s’impegnano nel far cadere qualsiasi governo costituito nel Paese “bersaglio”; così da far sorgere in sua sostituzione asserviti poteri ombra, o quantomeno compiacenti.
Con diversissimo costo, possiamo indicare in due le vie utili all’asporto dei minerali europei/asiatici da cui gli americani otterrebbero utilità; ma è in primis per loro indispensabile riuscire ad ottenere le concessioni minerarie dei terreni.
Nel progetto si sono adoperate già ben quattro consecutive Amministrazioni U$A, e per riuscire in ciò si sono inventati “incidenti diplomatici… e molto altro”; ma in qualunque modo terminerà “l’avventura” che sta scuotendo il mondo per l’ambizione americana, questo sarà assai diverso da ciò che è stato in precedenza.
Una prima via (pipeline) è quella che raggiungerebbe i territori delle cinque ex repubbliche esterne dell’estinta URSS, le regioni minerarie da conquistare che “godono” di un’economia poverissima, attraversando circa 7/8 mila chilometri di territori dall’orografia quasi impossibile. Le regioni da oltrepassare, da un ipotetico porto da costruirsi in Mar Adriatico, sono: “Albania, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Mar Nero (suddiviso nelle diverse competenze), Georgia, Azerbaijan, Mar d’Aral, Turkmenistan che confina con l’Afghanistan che è crocevia, verso Nord, con Uzbekistan, Kazakhstan Kyrgystan, Tagikistan e Turkmenistan, a Sud e Sud-Ovest con l’Iran e l’Iraq, a Sud Est con il Pakistan”.
L’altra via prevista con diverso piano è quella della conquista afghana, il crocevia già detto sopra, e attraverso di esso, con minor spesa anche di royalty, un’altra congetturata pipeline potrebbe dirigersi in Iraq raggiungendo lo Shat el Arab, o, in altre forse migliori ipotesi, tralasciando l’Iraq, la via dell’oro nero potrebbe entrare nel Paese degli ayatollah e raggiungere con minor spesa lo Shat el Arab, o ancora dirigendola in Pakistan potrebbe raggiungere Karachi che già è sede d’ampio porto, ma questa terza soluzione potrebbe suscitare le gelosie dell’India “grande creditrice” del dollaro insieme con la Cina.
Il problema che doveva essere affrontato per rendere attuabile questa seconda ipotetica pipeline, per gli U$A consisteva nell’avere dalla propria parte l’Iraq, perché l’Iran è molto intransigente ad accondiscendenze con gli statunitensi dei quali rifiuta il modello sociale!
Comunque, la via irakena o iraniana è notevolmente meno costosa della prima pipeline descritta, ma, mentre l’Iraq ridotto in miseria è stato espugnato, l’Iran si sta munendo d’energia atomica che lo rende pericoloso in caso di attacco.
Ed ecco la grande rabbia di americani e israeliani al loro seguito, o alla loro testa, che non riescono a far decollare il regime di globalizzazione nel loro esclusivo interesse in quei Paesi che sembravano essere meno “difficili”.
Protasi-
Nel 1996/99 l’UCK, Ushtria Çlirimtare e Kosovës o KLA, Kosovo Liberation Army, arrischiò la scalata al potere nella regione jugoslava dopo l’avvenuta morte di Josip Brotz, il maresciallo Tito, che era riuscito a tenerla unita. Il tentativo indipendentista non realizzò ogni aspirazione, nonostante che nel conflitto fosse intervenuta la NATO per volontà degli U$A. Il conflitto che sorse fu sanguinoso, e vide attori principali: “La Serbia da una parte, e le milizie del Kosovo appoggiate dalla NATO dall’altro”. Piegata militarmente la Serbia, alla cessazione delle ostilità, nel successivo trattato di Rambouillet si creò una sua forte ritrosia verso i negoziati perché ben aveva compreso che davano al Kosovo l’autonomia regionale rendendolo enclave statunitense con naturale sbocco nel Mediterraneo.
L’intervento NATO, nel conflitto tra Serbia e Kosovo, infatti, era stato sollecitato e voluto proprio dagli U$A con la motivazione ufficiale di pacificare le “devianze” nazionalistiche emergenti che, con la morte di Tito, ponevano in luce le contraddizioni regionali esistenti e le omissioni anglo/americane del 1939/45 attraverso cui Ioseb Besarionis Dze Jughašvili, Stalin, poté rafforzarsi nell’est Europa affidando al comunismo titino la nazione iugoslava.

Mappa politica ex Iugoslavia.
L’analisi geopolitica oggi conducibile, ci guida a comprendere che il bombardamento NATO del territorio serbo mirava a combattere e abbattere il sogno della Serbia di divenire la “Grande Serbia”, con mire su tutta l’ex nazione titina e agognato sbocco nel Mediterraneo.
Dunque l’attacco alla Serbia fu voluto per ottenere il controllo del Kosovo e non per presunte motivazioni umanitarie che, quando sorsero, avvennero dopo l’inizio dei bombardamenti Nato sulla stessa Serbia.
Perciò, a rigor di storia, la vera ragione dei più prossimi massacri balcanici fu l’appetito statunitense che già era stato ravvivato dall’avere consapevolezza che nella piattaforma centrale asiatico/europea erano presenti materie prime “interessanti”, tra cui petrolio. Quell’appetito ebbe naturale occasione d’emergere per l’inevitabile frammentazione dell’ex Jugoslavia di Tito, avvenimento che preluse alla pretestuosa guerra detta del Kosovo, che, come già accennato, subdolamente fu fatta combattere dalla NATO contro la Serbia per l’apparente difesa dei diritti umani di minoranze etniche regionali.
In realtà, ogni azione NATO era destinata a proteggere gli emergenti interessi economici statunitensi, e a salvaguardare la loro futuribile erigenda pipeline ponendo fuori causa la Serbia che avrebbe potuto coagulare intorno a sé, in funzione anti americana, una discreta forza. Possiamo però ragionevolmente ritenere che questo piano sia divenuto una “riserva” in extremis per il trasporto dei materiali da asportare dal bacino centro asiatico/europeo, ciò per l’elevatissimo costo dell’opera e per le imponenti royalty da pagare ai Paesi interessati dal passaggio della pipeline.
Parallelamente al piano sommariamente descritto, per ridurre i costi del progetto e rafforzare la propria immagine come paladini dell’umanità, dagli americani fu studiata una diversa strategia per ottenere l’approvvigionamento degli ambiti materiali, e le occasioni per procedere con il programma furono addossate a due personaggi dichiarati nemici pubblici N. 1 degli U$A: “Usama Bin Laden, e Saddam Hussein”.
Il primo di questi è sempre sfuggente, inafferrabile e quasi “senza volto”.
L’altro, invece, era reale e pericoloso alla causa americana che in precedenza lo aveva sfruttato creandolo anche “rais”, e facendogli credere d’essere inamovibile dal suo ruolo. Dopo la cessazione della guerra iracheno-iraniana durante la quale Hussein era stato armato dagli americani, e la caduta del sogno serbo, il Rais era divenuto esigente, ingombrante, e perciò sacrificabile accusandolo di sue colpe passate che furono poste in bella mostra al momento opportuno. Colpe che però erano state ignorate, quando il soggetto era vantaggioso nella tutela degli interessi degli americani nella guerra di contenimento degli ayatollah!
E’ anche inevitabile che nella storia di quest’ultimo decennio trovi posto, e in prima fila, l’intera vicenda di Al Qaeda e del suo presunto dissidente capo, l’arabo Bin Laden che “tradì” gli americani con cui cooperava per porre in atto il più fantastico piano di “attacco” agli U$A eseguito con l’attentato del 2001 al WTC.
Ma Al Qaeda, sempre per la filtrata e asservita stampa governata da interessi plutocratici, avrebbe continuato la lotta contro gli U$A anche con le lettere “all’antrace” e attentati vari che però si dimostrarono, insieme con la cosiddetta “pistola fumante” di Saddam, degli enormi imbrogli destinati ad accecare l’opinione pubblica.
In ogni modo, nell’opinione pubblica mondiale tutte queste vicende diedero modo di creare “la cultura del sospetto” verso l’intero mondo arabo, e permisero la seconda successiva fase che gli U$A attendevano.
Espugnato l’Irak con bush junior, così anche vendicando l’insulto subito da Bush senior per il parziale fallimento di Desert Storm 1, e installato nel Paese un governo ombra compiacente, non restava che piegare l’Afghanistan che è suo confinante verso nord, dove, “per stranissima coincidenza e occasione”, si era nascosto l’inafferrabile Bin Laden che avrebbe rifornito d’armi e istruttori i fanatici talebani che nella guerra di liberazione di quelle terre dal giogo dell’URSS erano stati armati proprio dagli statunitensi.
Così facendo, piegato anche l’Afghanistan, la prevista pipeline e gli approvvigionamenti minerari sarebbero più facilmente e con minor costo giunti sino allo Shat el Arab, da dove, sempre attraverso il Golfo Persico potevano essere trasportati via mare negli U$A.
Ma in Iran, a interferire con la trama del capitalismo espansionista statunitense era nel frattempo sorto un grave problema!
Un problema in parte previsto e temuto, ma certo ingigantitosi per la capacità industriale dell’Iran di munirsi d’energia atomica con conseguente grave pericolo per gli interessi economici americani.
Perciò, assai poco c’è di vero nelle dichiarazioni d’Israele e nella sua paura d’essere colpito dall’Iran con ordigni nucleari, perché questo, in estremo atto di difesa della sua identità, renderebbe inutilizzabili le zone petrolifere proprie ed europee/asiatiche, e solo in seguito tenterebbe di colpire la sentinella sionista/americana in Medio Oriente.
Dunque, la realtà è assai diversa da quella diffusa dalla stampa, perché la consegna della tresca U$A/Sion è: “Ottenere il massimo profitto difendendo a qualunque costo gli interessi americani della regione”. Inoltre, Israele, la sentinella mediorientale, con la sua azione di dirigente/dipendente degli U$A riceve da questo Paese armamenti, “comprensione internazionale” e decine di miliardi di $ ogni anno.
Loro però, i fraudolenti sionisti/americani, denominano i propri interessi “democrazia”, e ovviamente la difesa della questione è affidata al cannone!
Infatti, come più avanti dimostrerò, si sta stringendo il cerchio militare intorno al Paese degli ayatollah.
La situazione geopolitica è dunque già esplosiva e pronta al tracollo se in Iran, nelle prossime elezioni presidenziali, non emergerà un presidente più moderato di Ahmadinejad, e perciò disposto al compromesso.
Intanto l’Iran che non ha commesso massacri è ormai accusato di “neo nazismo” dall’asservita stampa internazionale e dai lacchè statunitensi che non condannano i reali eccidi perpetrati da Israele e dagli stessi U$A, e per di più il Paese delle “mille e una notte” si sta trovando pressoché solo a combattere l’arroganza colonialista ultra liberista perché la lega araba a tutt’oggi non sembra compattarsi.
Perciò, nella disunione che il mondo islamico lascia trasparire si ravvede la sua debolezza scaltramente interpretata dall’Occidente in modo da far sì che le forze militari che potrebbero contrastarlo siano le più deboli possibili, e, nessuno di quei Paesi, ma la critica vale anche per le nazioni europee, vuole rendersi conto che lasciare agli U$A/Sion ogni libertà d’azione economica, militare, politica significa che una a una ogni nazione sarà sottomessa da una tecnologia di controllo esercitata da pochi insani individui, così conducendo al sogno del controllo globale cui aspirano i rabbini sionisti.
PER CHIARIMENTO SULLE ASPIRAZIONI SIONISTE ECCO ALCUNE CITAZIONI ISRAELIANE.
G. zur Beek. -Die Geheimnisse der Weisen von Zion, III.a edizione 1919, p. 27: – Senza essere stato assorbito, oggi lo spirito ebraico domina là dove prima era stato appena sopportato. Noi non abbiamo più bisogno di chiuderci nel Ghetto medievale, poiché possediamo da tempo il dominio che ci è stato promesso. Senza di noi nessun potentato del mondo può intraprendere qualcosa, perché noi controlliamo il mercato dell’oro. Nessuna parola da noi non desiderata giunge alla pubblicità, perché noi controlliamo la stampa. Nessuna idea che ci dispiace penetra nel mondo intellettuale perché noi dominiamo il teatro. Lo spirito ebraico ha conquistato il mondo.
Cremieux presidente dell’Alliance Israelites Universelle – articolo da “Archives Israelites” 1861: -La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sé tutto il mondo… Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei. Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno.
Verbale della Loggia russo-ebraica “I Savi di Sion”, ct. in Meister – “Judas Schuldbuch, V ediz. Pag. 171: -Lo scopo principale che è il dominio mondiale ebraico, non è ancora raggiunto. Esso sarà però raggiunto e ci sta già vicino più di quel che le masse dei cosiddetti Stati cristiani se lo immaginino… Lo zarismo russo, l’impero tedesco e il militarismo sono abbattuti, tutti i popoli sono spinti verso la rovina. Questo è il momento in cui s’inizia il vero dominio dell’ebraismo.
H. De Vries de Heekelingen – Israele – il passato , l’avvenire” , ediz. Tumminelli, Roma 1937 ripubblicato dalle edizioni Effepi di Genova: Prima di studiare l’influenza talmudica, sull’anima israelita, gioverà esporre sia pure brevemente la disposizione del Talmud1 ed il suo contenuto. Secondo la tradizione ebraica Jahweh avrebbe dettato a Mosè, sul monte Sinai, la Torà, che noi chiamiamo Pentateuco. A completare questa tradizione scritta, Jahweh, inoltre, avrebbe confidato a Mosè alcune prescrizioni che, tramandate di padre in figlio, formano la tradizione orale. Fu soltanto al principio del III secolo n.e. che Jehuda Nassi consegnò per iscritto queste prescrizioni sotto il titolo di Mishnah, ossia la ripetizione, la legge ripetuta, che dovrebbe essere un complemento della legge mosaica.
Talmud, trattato Baba Mezia fol. 114 col. 2: -Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini ma bestie.
Jebamoth fol. 94 col.2: -La progenie di un non ebreo è come progenie di animali.
Sanhedrin, fol. 19 col. 2: -Dovunque gli ebrei arrivano devono farsi sovrani dei loro signori.
Insomma, l’antico adagio: “L’unione fa la forza” è quanto mai valido in questi tempi in cui il capitalismo, l’unica filosofia economica nata morta, acclama il popolo dei mercanti e bottegai.
Ma così continuando lo stato delle cose, la guerra distruttiva avverrà, e accadrà tra Europa e Stati Uniti senza possibilità di soluzione, purtroppo!
Se qualcuno pensava che con l’avvento di mister Obama alla presidenza degli U$A qualcosa in questo mondo potesse cambiare in meglio, bisogna francamente riferirgli che è uno scemo internazionale, o è un italyota del governo, o d’opposizione, o è tutte le cose contemporaneamente.
Così, mentre mister Obama gestisce la sua macchinazione politica nel senso reaganiano de: “Il benessere del popolo americano non si baratta”, [aperto il collegamento digitare “Reagan” in“Modifica- Trova”] sempre lui, “l’abbronzato”, per dirlo con il bottegaio dell’etere Berlusconi, è quasi ovunque osannato per stupidità, o per cosciente sottomissione. A molti, lui sembra quasi nuovo salvatore del mondo… ma niente di strano che tra gli oppositori nascosti, PROPRIO NEL SUO PAESE, qualcuno voglia considerarlo “l’agnello sacrificale”!
1) In ogni modo, sino a che esisterà Israele il paese e gli ebrei sionisti che lo dirigono spereranno in lui per non perdere la decina e forse più di miliardi di dollari annui e armamenti che ottengono dagli U$A in qualità di nazione che ne difende gli interessi, pardon la democrazia, nel crogiolo mediorientale dove gli arabi vorrebbero spadroneggiare perché quella è casa loro.
Torneremo più avanti sull’esistenza di Israele in futuro.
2) Gli europei, invece, confidano in Lui semplicemente perché con il suo Paese sono legati dalla mistificazione che condusse alla seconda guerra mondiale e alla pretestuosa successiva storia che ne descrive le cause rovesciando molte verità. Tutta storia, dunque, che non può ancora essere sconfessata senza che avvenga un terremoto politico geostrategico con rovesciamento delle odierne entità politiche dominanti, ma anche con cancellazione del sistema liberistico economico di cui parte integrante è quell’imbroglio diplomatico che è lo stato d’Israele.
3*) Anche i turchi, se pur islamici, ora stanno verificando di “credere” in lui perché in questo tempo egli potrebbe essere il loro lasciapassare per entrare a far parte della zona euro. Se pur, per ottenere ciò, dovranno pagare un prezzo di fedeltà all’Occidente che consisterà nel non schierarsi con i Paesi islamici in caso di conflitto contro il “testardo” Iran. Piano di guerra portato avanti, apparentemente in solitudine, specialmente da parte dei guerrafondai sionisti che urlano allo stupro come involontarie deflorate verginelle.
4) Intanto, anche se Francia, Spagna, Paesi Bassi e Scandinavi in qualche maniera protestano, non appena saranno chiamati all’ordine, cesseranno ogni dire allineandosi al monarca nero.
5) Canada e Australia sono con gli U$A. Il primo Paese si considera insieme con gli Stati Uniti d’America perché si “vede” tra gli “americani importanti”, il secondo, lontano geograficamente, è adeso e sottomesso ad americani e sionisti, anche se nuovo polo bancario con Cina, Giappone, Russia… tanto che da loro esiste ormai dal 2005 il reato di “opinione per lesa shoah”.
6) Così il “nero nipotino del sionismo” per compromesso politico elettivo, ma anche perché nipote del falascià rabbino nero di Chicago e zio della moglie Michelle, è anche amato dalle italyote Sinistre che lo ritengono di Sinistra non avendo capito niente del sottile gioco di politica internazionale che si sta svolgendo, ma altresì è prediletto dalle altrettanto italyote Destre che lo valutano di Destra solo per proprio interesse nella detenzione del potere nel “Giardino d’Europa”. E ciò fa sì che l’una e l’altra sponda del “nascente” bipartitismo della politica italyota siano proprio idiozia allo stato puro perché fingono di non capire che dagli U$A e da altri Paesi europei l’Italya è considerata inaffidabile e corrotta sia per memoria storica per il tradimento del suo alleato in corso d’evento bellico, sia per la presenza di Berlusconi che l’assai poco raccomandabile Bush definì, durante la riunione dei G8 di Tokyo avvenuta nel 2008, come: “Il più corrotto premier del più corrotto Governo occidentale”.
Quanto sopra affermato, è malignità?
No! E’ solo contezza Logica fondata e oggettivata da notizie stampa poco apparenti in Italya, ma ben presenti in quella estera!
Ma torniamo alla principale analisi di questo scritto:
7-3*) – La Turchia, terzo esercito più potente di questa povera Terra, nelle migliori previsioni statunitensi dovrà rimanere ancorata alla NATO, o, se non altro, dovrà essere neutrale nei confronti di ciò che in campo internazionale si sta preparando: “Affrontare militarmente l’Iran, e, se necessario:
(A) -Fare in modo che esso perda il controllo economico del suo territorio affinché non danneggi la possibile pipeline diretta dall’Afghanistan allo Shat el Arab;
(B) -Che esso abbandoni il controllo della sua ricca zona petrolifera alle società governative americane e,
(C) -Dulcis in fundo, che possa essere distrutta ogni sua influenza sui popoli islamici che, senza la sua presenza più facilmente diverrebbero facili prede del capitalismo”.
Ed è proprio per questo fine che in politica internazionale si stanno componendo, ergendo ed esaminando i blocchi politici militari che si contrasteranno in previsione delle prossime decisioni per il futuro dell’economia mondiale e di chi dovrà presiederla e dirigerla.
Dunque, è nei piani che l’intero mondo dovrà soccombere sotto l’unica egemonica volontà capitalista globalizzante statunitense/sionista, oppure riscattarsi nel sangue per essere ancora essere capace di pluralità.
Approfondiamo, ora, il quadro geostrategico che si va disegnando per testimoniare l’oggettività dell’analisi sopra proposta.
1A) Nei primi giorni di quest’aprile, nella città di Praga, mister Obama confermò che il BMD, lo scudo anti missilistico da porre in opera in Polonia in funzione di “sicurezza”, leggi per fare stare “buona la Russia”, non sarà necessariamente reso attivo, ma che ciò avverrebbe solo per timore della reazione di Putin e alleati nel caso in cui gli Stati Uniti dovranno porre in essere effettive azioni belliche contro l’Iran.
2A) Interpretando il “linguaggio diplomatico” statunitense è facile rendersi conto che il messaggio di “pericolo” dato alle stampe è indirizzato verso Putin e il suo Paese, ma che anche palesemente è offerta serenità e simultaneamente sicurezza finanziaria e politica che forse l’attuale Russia non può rifiutare. Sicurezza interna che ancora oggi Putin non possiede in maniera assoluta, anche perché tuttora il suo Paese non è capace di sostenere lo sforzo economico che potrebbe farlo militarmente competere con gli Stati Uniti.
In ogni modo, se la Russia abdica dal suo sogno di ridiventare militarmente forte come l’estinta URSS, sottilmente lascia comprendere l’amministrazione Obama, potrebbe non avere truppe NATO intorno alle sue frontiere nelle confinanti Polonia e Georgia, ma ciò solo a patto di non schierarsi in difesa dell’Iran in caso d’evento bellico.
Inoltre, se la Russia non creasse difficoltà in queste prossime futuribili vicende, gli U$A s’impegnerebbero in modo da far sì che l’ex patria degli czar possa continuare a esercitare la sua egemonia sulle ex repubbliche già sovietiche, però rinunciando ai giacimenti. In caso contrario la Russia porrebbe a repentaglio la propria supremazia nella piattaforma centro europeo/asiatica per le ritorsioni cui sarebbe economicamente e politicamente soggetta. Ovviamente, gli aiuti verso la Russia avrebbero attuazione solo a patto che l’impero U$A/Sionista non debba rinunciare all’occupazione afghana e al suo conseguente volere di realizzare una pipeline che da quel territorio, dirigendosi a sud, permetterebbe d’imbarcare il petrolio “derubato” alla regione pressoché posta sull’antica via della seta senza pagare royalty ad alcuno.
2B) Dalla Polonia e dal discorso indirizzato alla Russia, Obama si è poi spostato in Turchia, dove ha preso corpo il “logico” seguito del discorso già svolto, e che la sua Amministrazione sta tentando di realizzare. Qui, ha offerto amicizia al Paese e al Parlamento turco nella sua matrice liberale, ma anche solida alleanza purché esso resti fedele alla NATO. Questo passo, ho già in parte prima asserito, e il conseguente dire, sono dovuti al fatto che la Turchia, pur essendo Paese dell’ambito NATO, fa parte della polveriera mediorientale con una maggioritaria percentuale della sua popolazione sostenitrice dell’islam, ma anche con governo che in molte delle singole componenti mira alla teocrazia religiosa che tutti comprendiamo è lontanissima dalla democrazia americana. Gli U$A e Obama devono dunque riconoscere alla potente Turchia un gran ruolo d’influenza su tutta l’aerea del Vicino e Medio Oriente, e le hanno giocoforza offerto tutto ciò che per loro è concedibile. Ovviamente in cambio chiedono e rivendicano il “non intervento” in caso di conflitto armato con l’Iran. In più, ma non solo, gli Stati Uniti hanno anche promesso di spalleggiare convenientemente il desiderio turco di entrare a fare parte della UE.
3B) La Turchia, ormai combattuta tra europeismo e islamismo, ha dunque già da qualche tempo avviato negoziati con la Siria in modo di tastarne la possibilità ad allontanarla dalla sua quasi certa alleanza con l’Iran, e con ciò il Governo turco auspica di tutelare i propri confini verso sud in caso di guerra.
Per ottenere la non belligeranza con la Siria, in caso questa si schieri con l’Iran, la Turchia, che già provò a ottenere attendibilità facendo violente ritorsioni verbali contro l’arroganza d’Israele durante l’operazione “Piombo Fuso”, ha promesso diplomaticamente d’impegnarsi per fare in modo che il Paese sionista riconsegni le alture del Golan alla repubblica siriaca.
1C) Però tutta la manovra potrà realizzarsi solo in funzione del prostrarsi da parte dell’Europa al nuovo monarca nero e alla strategia americana/sionista da cui avrebbe sia tutto da perdere in termini di dignità, sia anche d’accettare nel suo interno, nuovo insulto, il Paese turco che assolutamente nulla ha da condividere con la stessa Europa, nemmeno culturalmente.
E imposta dagli americani la Turchia nella zona euro, essa anche otterrebbe che il proprio primo ministro diverrebbe vice- segretariato della NATO.
Così, per le evidenti convenienze derivanti dalle offerte di Obama, il Governo Turco prevedendo le possibilità che si stavano realizzando già anche aveva avviato trattative con la sempre misconosciuta Armenia, evidentemente per proteggersi le spalle da possibili attacchi prevedibili per quella via durante la prossima crisi mediorientale, in ciò spingendosi sino a manifestarsi suscettibile di lasciare la questione armena agli storici che la valuteranno o no come genocidio.
1D) In sostanza, attraverso la risposta turca, possiamo arguire che la manovra U$A/Sion tende anche a rilanciare la fatiscente NATO che ormai ha sempre più in mostra i segni del tempo e dell’usura.
E) In questo modo, se i russi dovessero rifiutare le offerte statunitensi sperando di fomentare gli armeni contro la Turchia caduta nella trappola del capitalismo, ciò per difendere la propria frontiera caucasica, i turchi già hanno in corso manovre diplomatiche per prevenire l’evento attirando l’Armenia verso di essi.
F) Ma la Russia, che se sarà doma lo sarà solo per impossibilità a forgiare una risposta articolata e forte, non sta in ogni caso solo osservando gli avvenimenti turco/armeno/caucasici, ma ha intrapreso solide manifestazioni contro il filo statunitense Mikheil Nikolozis dze Saakashvili “მიხეილ ნიკოლოზის ძე სააკაშვილი“. Manifestazioni che hanno la mira di condurre a un rovesciamento del governo filo-occidentale del Paese, con la fondazione di un nuovo corso filo-russo.
G) Sempre per azione statunitense, e con sotterranei accordi, i divisi Governi arabi moderati, questo il loro massimo tallone d’Achille, a Doha, verso la fine del mese di marzo, hanno tentato di porre in “isolamento” l’Iran, ma la manovra è fallita.
Infatti, tra l’altro, l’enigmatico bedù Gheddafi si è apertamente schierato contro i sauditi, e ha accettato di comporre l’antica diatriba che intercorreva con l’Italia che fa parte della NATO. Perché l’ambivalente comportamento del Colonnello con apertura e chiusura verso l’Occidente e i suoi satelliti? A cosa mira il bedù che nell’Opec conta assai poco per la determinazione del prezzo del petrolio? Certo non all’ampliamento della sua sfera d’influenza nel Mediterraneo perché l’Egitto non glie lo permetterebbe! Allora? Verosimilmente, Gheddafi che è ambiguo di natura e per disposizione, per rendersi “interessante” si sta giocando ogni affidabilità internazionale, ma anche quella interna al modo arabo e al suo Paese.
Gli Usa, intanto, già hanno truppe in Afghanistan, in Iraq e alle frontiere con l’Iran. Perciò, a questo punto, sarà volontà dell’Iran scegliere se alzare il livello dello scontro e giungere alla guerra, o appagarsi della dichiarazione della sua supremazia regionale con consequenziale mortificazione dei capi arabi moderati, e possibili contraccolpi politici in tutti gli stati arabi.
Le truppe NATO sono già strategicamente disposte per una guerra, ma è possibile credere che si ritireranno se l’Iran non si mostrerà bellicoso.
Però, nell’attesa di decisioni, durante le prossime elezioni in Afghanistan e in Iran le truppe NATO in Afghanistan diverranno più numerose e… si ritireranno dopo le elezioni? Questa la domanda su cui gli ayatollah s’interrogano nell’attesa di eleggere un “augurabile”, per il mondo, presidente moderato!
Anche l’eventuale smantellamento del campo d’Ashraf, “protetto” dagli U$A e posto in territorio irakeno vicino alle frontiere con l’Iran, darà indicazioni su ciò che in seguito avverrà. Ma gli U$A permetteranno che sia smembrata l’attuale più forte organizzazione d’opposizione iraniana formata da esiliati ex mujaheddin del popolo? Gli U$A freneranno l’attuale governo iracheno che pare incline ad accordarsi con quello iraniano?
Un altro debole locus esiste in questa importante partita geostrategica, esso è Israele che è aiuto e ingombro per gli americani che potrebbero persino sacrificarlo, ma come reagirebbe il sionismo di fronte a una sua deriva?
Inoltre, l’occidente europeo, ritengo probabile, è verosimilmente predisposto a valutare il sacrificio di Israele in favore degli Arabi per annullare la minaccia iraniana se il Paese diventasse davvero innocuo, infatti, il ministro Frattini, esecutore d’ordini superiori, già ha chiesto a Israele di ritirarsi dal Golan lasciandolo alla Siria.
Di contro, però, Israele è un alleato forte per un’eventuale guerra contro l’Iran.
Dunque, è anche prevedibile che tutto l’Occidente, Turchia inclusa, si adoprerà affinché Israele ceda, ma l’azione in questo senso sarà assai cauta perché… nulla è deciso!
Per tutto quanto sinora discusso, sono dell’avviso che assai presto potrà iniziare una seria campagna propagandistica contro il governo sionista per lusingare il mondo arabo, ma Israele sarà effettivamente in pericolo unicamente se l’Occidente deciderà di rappacificare a ogni costo l’Iran per evitare la guerra.
Da valutare, nel marasma della situazione, c’è anche il comportamento dell’ancora “obbediente” Pakistan per gli aiuti economici quinquennali che Obama ha promesso affinché esso si allei con la NATO, ma sarà davvero così?
E in ultimo, ma non certo ultimo, dovrà essere assai bene valutata la crisi finanziaria/economica che affligge e indebolisce l’Occidente, ma anche l’Asia con la Cina capofila che tristemente devono continuare a giocare d’azzardo usando il loro immenso capitale in dollari!
E come reagiranno gli enigmatici e quasi silenti Corea e Giappone ala possibile appropriazione americana delle riserve petrolifere europeo/asiatiche?
Insomma, se ai tempi del nemico “certo”, il comunismo sovietico, la distinzione utilitaristica di bene e male era certa, con la scomparsa del marxismo tutti i mali insiti nel capitalismo che, per continuare a esistere deve alimentarsi sempre più d’economia, stanno emergendo!
kiriosomega
Silvio, il padre santo, le donne e la politica!
Silvio, il padre santo, le donne e la politica!
(Ovvero del: “Cu futti futti ca’ diu pidduna a tutti.)
Non ho mai avuto mezze misure nell’esprimermi, e ciò sempre mi è stato vanto, e colpa che nessuno mai ha voluto risparmiarmi!
Perché questo preambolo che possiamo esprimere con:
Cui prodest?
Espressione che in questo caso, per ciò che seguirà, si potrebbe anche interpretare con il ridanciano: “A chi prude”. Tali pruderie, infatti, per diverso opposto motivo si dipanano dai pochi rimasti saggi italiani ai tanti illogici italyoti; dunque, dalla nazione che in parte s’interroga sull’opportunità che un presidente del consiglio mantenga il potere contro ogni logica e regola morale e legale, ad altra fazione che afferma che certe questioni, secondo essa non direttamente legali, non hanno dignità politica alcuna!
E è anche disposta, la stessa seconda fazione, a sopportare o acclamare leggi infami come quella “Alfano”, o la “porcellum”, o quella sulla privatizzazione dell’acqua – art. l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Tremonti – ed anche, insieme a tanti altri insulsi e dispostici dispositivi, la quasi certa futuribile legge che assegna un premio di maggioranza assai cospicuo al partito che otterrà la preponderanza elettorale durante le votazioni.
Tutto ciò sempre derogando dal fatto che -italiani e italyoti- desiderano che in questo Paese si realizzi una situazione di bipolarismo moderato, e non di bipartitismo!
Inutile a lungo discutere sulle logiche dell’uno o altro intendimento, sarebbe in un caso tempo perso in un Paese che ancora non ha cittadinanza consapevole d’essere tale, e che per di più, a torto o a ragione, in un sessantennio è caoticamente mutata da un rigore politico logico sino allo sbando in cui gran parte delle famiglie sono distrutte socialmente ed economicamente, ma spesso pervase da una morale elastica imperante dovuta, a mio parere, in gran parte al prete cattolico che solo comprende “quando conviene”!
Così, per diffuso malcostume morale esteso dai presidenti dei ministri, ai leader di partito, ai sottosegretari, agli onorevoli divorziati e uomini “forti” della finanza che, per esempio, religiosamente si comunicano senza rifiuto del celebrante che finge di non riconoscerli, si affiancano intellettualmente umili mamme che altro non valutano che le figlie mostrino il candido culetto e le scultorie mammelle al pubblico televisivo, mentre per i “maschietti, truccati e depilati…”, -ma veramente sono rimasti tali, – il futuro desiderato e meglio augurabile è di divenire calciatori, o entrare a far parte della “televisione lordura” della mente, dell’educazione civica e della morale.
Insomma, la coprofagia mentale, ormai sport nazionale ha invaso ogni realtà, e ogni strato sociale!
Altro che la decantata “meritocrazia” che i politici sotterraneamente massoni, ogni riferimento a personaggi governativi in auge è puramente voluto, affermano di volere alla base d’ogni azione del popolo italiano. Infatti, quest’arrogante politicante italyota minoranza, insieme alla casta delle Sinistre s’è ormai impossessata, novella baronia, della ragion di stato contemporaneamente mostrandosi mandante e giudice del proprio comportamento, mentre, in realtà, essa è immeritoria d’ogni minima considerazione e disponibilità da parte di tutti gli italiani.
Intanto, gli italyoti, che sono troppi e numericamente soverchiano chi più lungimirante e intelligente si accorge del pericolo che la nazione sta correndo mentre sempre più scivola nel dilettantismo e verso le nuove baronie a vita ormai instaurate, osannano e incensano votandoli gli stessi politici/massoni che li raggirano pur nell’affermazione della condanna assoluta della massoneria. Ciò avviene, secondo mio pensiero, solo perché tali italyoti si ritengono il “ceto medio borghese imprenditoriale” che imitando i “padroni governativi” evade, da bottegai e piccoli imprenditori, le normative fiscali sentendosi simile al loro ricco idolo, l’ectoplasma dei tribunali che ha costruito una fortuna imprenditoriale occultandosi nelle “pieghe delle leggi”.
[In proposito della forte condanna da muovere ai politici massoni e a tutta la casta per l’immoralità di cui vanno fieri, per ridicolizzarli riporto un particolare rilevante loro credo estratto dal Rituale massonico in uso nel R...S...A...A... dal 1819; 1821 –Napoli - e ancora in vigore nelle apocrife Obbedienze esistenti dello stesso Rito. Il formulario è anche d’utilizzo nel G...O...I... (Grande Oriente d’Italia), MASSONICAMENTE IRREGOLARE per una bolla del 1936 emanata dal G...M... Adriano Lemmi e mai ritrattata. E per restare in tema d’arroganza e megalomania riferisco anche che attuale G...M... Gustavo Raffi ricopre il 3° mandato consecutivo nella carica, ciò contro ogni diritto statutario interno, ma non è il solo in Italia a essersi arrogato tale condizione. – Dunque, in fatto di moralità nessuna differenza esiste tra politici e massoni, che, anzi, spesso racchiudono in sé i due modi di essere raddoppiando la propria immoralità.
Durante l’iniziazione, il M...V... chiede al recipiendario: “Che cos’è per Voi la morale? Gli astanti ascoltano la risposta e lo stesso M...V... continua con il dire- Per noi la morale è la legge naturale, universale ed eterna che guida ogni uomo intelligente e libero. E’ la coscienza scientificamente spiegata; scienza ammirevole che ci fa apprendere i doveri e l’uso ragionato dei nostri diritti. Essa si dirige ai più puri sentimenti del cuore per assicurare il trionfo della Ragione e della Virtù”.
Però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il… l’oceano! Infatti, quale morale mostrano i massoni eletti al parlamento nazionale? E che leggi possono essere emanate da una congrega ambigua e approfittatrice per la propria boria e superbia?]
In un Paese ormai siffatto, dove i politicanti si dichiarano cristiani cattolici solo perché interessati ai voti elettorali di questo importante serbatoio, e dove la gerarchia ecclesiale non s’interroga sulla reale disponibilità morale e penale del Governo al fine d’ottenere prebende e favoritismi, per i pochi veri italiani rimasti ancora credere in valori come Patria e Famiglia non solo è quasi inutile, ma ancor peggio gli stessi politicanti, e loro ruffiano clero, hanno fatto divenire il rigore morale un evento masochista!
Tale tacito assentire della chiesa cristiana cattolica nei confronti dei politici italyoti è risaputo e ben visibile a chiunque che, interrogandosi, nota come anche l’organo della stampa ufficiale vaticana, l’Osservatore Romano, ha annunciato la sua piena approvazione e gradimento verso il “Partito della Libertà” dell’immorale Silvio IV.
Immoralità più volte affermata anche dai media esteri che hanno sostenuto che la mafia italiana non è scomparsa, ma che semplicemente è stata istituzionalizzata da questo Governo.
In ogni modo, il Silvio IV per “io do una cosa a te, tu dai una cosa a me”, lasciando al prete ampio margine di Potere e controllo del pubblico, ma anche concedendo abbondanti regalie, esenzioni erariali, mantenimenti di privilegi… riceve in cambio favori elettorali con gratitudine dei “monsignori” che ancora cavalcano lo Stato italiano alla faccia del trattato tra Sua Eccellenza Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri per conto del Vaticano. In tal modo Silvio e accoliti, senza cultura in ogni senso, ma affiancati dal clero e uniti dal più odioso e bavoso dei “volemose bene” ordiscono la trama del “stiamo insieme che li fottiamo tutti”, e i “peones d’italya” pagano tasse che regolarmente il Potere sperpera per suo piacere sino a mandare in pensione, per esempio, un commesso del Senato con 125 mila euro annui.
Allora dov’è la morale dei politici massoni, e sono tanti; ma allo stesso modo possiamo gridare: “Qual è la morale del clero”? Insomma, uno schifo vale l’altro!
Ovviamente, nessuno può pretendere che la morale del “pastore tedesco” s’allontani da quella laica, ma sappiamo che ancor più oggi è di alta necessità che il “grande bau”, che solo un mese addietro faceva scrivere sul suo giornale di condividere le “idee cristiane” di Silvio “in cui riscontrava edificanti valori spirituali” nonostante fosse il politico più chiacchierato, e imputato, ma non condannato per le leggi ad personam, ora si discosti da lui per i nuovi avvenimenti svelati dalla sua famiglia che ne pone sempre più a nudo una personalità, che a dir bene dovremmo definire “crepuscolare e schizoide”.
E questi nuovi “dettagli” sulla sua personalità non possono essere considerati fatti personali come i soliti italyoti affermano perché il Silvio IV rappresenta questo Paese anche all’estero; e non solo dalla moglie è accusato di “immoralità”, ma anche da altri italyoti politici che in ogni modo gli si avventano contro per interesse di bottega, e, la tesi della questione morale, insieme con accuse penali, è sostenuta dalla magistratura cui, senza sostanziale peso, si affiancano i commenti “squalificanti” della stampa estera.
Dunque, quali sono i valori cristiani che il prete vuole ravvisare nel Silvio IV e nel suo partito? Possibile che, come asserisce lo stesso Silvio, lui è sempre boicottato da ognuno che si trova in suo contatto?
Ma il padre santo dei credenti di questo Paese ora dovrebbe esprimersi, secondo il mio parere, almeno sulla verosimile frequentazione del Silvio di una minorenne come affermato dalla di lui moglie.
Quest’accusa è assai seria per la fonte che la divulga pubblicamente, e che reclama anche per tale motivo il divorzio.
Insomma, la chiesa cattolica nei confronti di poveri “signor nessuno” ha sempre veementemente condannato la pedofilia, l’ha però tenuta nascosta quando il peccato colpiva i suoi preti, ma ora che il “signore invischiato è qualcuno” che cosa farà?
Come s’interrogherà il pastore cristiano sul libertinaggio di cui ridancianamente e pubblicamente si auto accusa lo stesso premier, e di fronte al suo nuovo divorzio che si profila, potrà ancora sostenere, il Vaticano, l’idea che costui e il suo PDL rispecchiano i valori cristiani e cattolici?
E’ evidente, come già in precedenza affermato che Vaticano e suo corteo hanno importanti motivi economici per amare questo Governo italyota, e lasciano trasparire che ne hanno così tanti da sostenere la politica governativa come se rappresentasse il “migliore dei mondi possibili”!
A questo punto, per terminare, mi sento ancor più perplesso sul concetto di “moralità” che la chiesa persegue, e, comprensibilmente, in tal proposito sono ancora più dubbioso per quella dimostrata da Silvio che pare trascenda anche nell’illecito dato che raggiungerebbe estremi che si possono ravvisare come pedofilia.
Allora, la ragion di stato del Principe, sia di quello laico, sia di quello clericale, ponendo a fondamento delle necessità del popolo italiano la “ragion logica del massimo benessere societario” devono ormai distanziarsi; e anche i cattolici devono rendersi conto che la troppo ampia partitocrazia è una vera piaga per il Paese, almeno quanto il tentativo di tenere in azione il calderone del bipartitismo.
Un ultimo quesito desidererei proporre alla plurimillenaria ierocrazia di questo Paese: “Quanti extracomunitari sono stati accolti nei giardini della città vaticana? E quanti ne pretendono che l’Italia ne accetti!”.
Dunque, anche l’orda dei preti al comando per “volere” del loro dio è obnubilata, infatti, continua a professare l’immorale credo del “Fate ciò che vi dico, ma non fate ciò che faccio!” E Jachinu l’agrigentino, il reputato scemo del paese, ci fa sapere che “Baruch è felice che il pastore santo del cattolicesimo è andato a trovarlo ripudiando Gesù che sta rivendendo e avvicinandosi a jehovah per la storia di certo turismo religioso che ha bisogno d’alberghi in terra santa, magari regalati ed esentasse!”.
Kiriosomega agnostico, ma anche affetto da vomito acuto e cronico
Perché Berlusconi elettoralmente vincerà ancora.
Il berluscoso, secondo me “purtroppo”, non perderà le future elezioni né a causa di Miriam Bartolini, né per l’intervento dei vescovi italiani, né per altri motivi.
Non perderà le lezioni perché per gran parte degli abitanti di questo Paese lui è lo “specchio” di ciò che l’italiano vuole divenire.
La sua realtà è tutta in questo concetto, modesto, ma vincente ancora a lungo. E tale specchio si è già diffuso nell’Occidente con il francese Sarkozy, con la Merkel, con Obama, tutta gente che nella mancanza di cultura delle masse, ormai ignoranti e tenute nell’ignoranza, eccita la fantasia delle folle che nel regime di libero mercato credono nella loro possibile conquista del personale “posto al sole”.
Un esempio? Berluscoso con le primitive telenovelas infiammò per anni le frustrate casalinghe, poi le blandì facendole sentire “casalinghe tutte veleno” come quelle della canzone di Battisti, poi le eccitò con la pubblicità del tipo “Voi valete”… e oggi tutta quella gente incolta, padri inclusi, spera soltanto che la figlia mostri il culo e le tette in televisione, mentre il figlio, depilato e truccato, deve divenire calciatore superpagato o immortale personaggio del grande fratello.
Porca troia, come siamo malmessi… e l’estero sta copiando il berluscoso perché lui, il piccoletto, ha capito che è più facile far divenire l’Europa e l’America suoi sosia, che giustamente governare l’Italia come ancora avviene per i cittadini di pochi altri Paesi.
Anche il cattolicesimo con i suoi voti, e la chiesa, lo seguiranno nel disastro sociale e economico che si prepara per il Paese; ed è ovvio che citale “uniformarsi” all’uomo forte avverrà a patto che si lasci loro un certo grado di Potere. Perciò, amaramente dobbiamo concludere che il “cavaliere”, che già ha inginocchiato le leggi con il lodo Schifani e poi con la legge Alfano, sembra che potrà riuscire a piegare i comandamenti ecclesiali a suo uso e consumo. Tutto ciò in perfetta sintonia con l’antico detto: “Davanti al dio denaro, anche il dio Cristo si piega“!
kiriosomega il logico, o almeno in cerca di logica!
Gnosticismo e cristianesimo delle origini. Cenni d’Anglicanesimo massonico.
GNOSTICISMO E CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI.
IN CONFRONTO SONO RIPORTATI
CENNI SULLE RAGIONI DELL’ANGLICANESIMO MASSONICO.
kiriosomega
“…Ella è sempre, non nasce né muore,
non cresce né scema, oltre a ciò non è parte bella, parte brutta
né a volte si, a volte no;
né bella per un riguardo, e per un altro brutta;
bella all’occhio di alcuno e brutta all’occhio di un altro;
ma Ella è da sé, per sé, con sé sempre immutabile;
e le altre cose belle partecipano di Lei per tal forma che,
mentre esse nascono e periscono, Ella né cresce né scema,
né altro mutamento patisce…”
PLATONE – CONVITO
UN OBBLIGATORIO ANTEFATTO
Molte sono le vie cognitive che possono condurre a una fede religiosa, specialmente quando il pensiero si dibatte tra le spire dell’aporia.
La fede potrebbe allora essere raggiungibile sia attraverso uno studio squisitamente teologico, sia per mezzo di conoscenze empiriche. Queste ultime comprese come speculazione dell’uomo che si dirige verso il perfettibile.
Secondo Isaac Newton (Woolsthorpe, Lincolnshire 1642 – Londra 1727), fisico e matematico inglese, era il volere di Dio a far sì che non si distruggesse il delicato impianto del sistema solare, ma già Pierre-Simon de Laplace (Beaumont-en-Auge 1749 – Parigi 1827), astronomo e matematico francese, dimostrò che non era necessaria la presenza di Dio per spiegare la veridicità della gravitazione newtoniana. In passato, secondo molti, sembrava logico che il proseguimento del tentativo d’annichilimento del Logos doveva provenire dalla filosofia, ma nemmeno il pensiero di Nietzsche riuscì nell’impresa.
Oggi però, sono tanti gli studiosi che affermano che la morte di Dio sia prossima, e che sarà creata dalle scienze empiriche.
Dunque, il rapporto tra empirismo e teologia non è così ampio come in passato si riteneva, anzi i due campi d’azione sono molto contigui e forse sovrapponibili. Tant’è che, se esaminiamo un concetto fondamentale della filosofia di S. Agostino, ci accorgiamo che quando egli svuotò dell’Essere il concetto di Dio, lo proiettò nel Non Essere, negandogli le qualità dell’esistenza e allontanandolo dalla figura del Dio dell’Antico Testamento. (Teologia negativa!)
Dal breve preambolo scaturisce che il problema politico principale della fede e del proprio mantenimento, verte, secondo il mio pensiero, sul fatto che le sue scritture siano il più oggettivamente possibile universali, e che parimenti le sue fonti storiche siano le più attendibili.
E’ purtroppo necessario affermare che tutte le argomentazioni storiche, che si possono formulare intorno al Credo della dottrina cristiana, presentano incessanti e non indifferenti difficoltà. Ciò deriva sia dalla complessità della materia, sia dalla delicatezza delle fonti storiche. Fonti che dovranno essere inquadrate in senso positivista per lo storico, e teologico canonico per il sacerdos. A causa della delicatezza e differenza interpretativa dei temi discussi, quando questi siano esposti da laici, secondo la mia interpretazione, sembra che maggiormente la Chiesa Romana s’irrigidisca nelle sue posizioni di detentrice di un unico ordine canonico.
Se mi si consentirà un breve inciso, che non vuole essere una critica ma solamente una constatazione, pare che la Chiesa Cristiana Cattolica sempre tema di essere esautorata dalla questione religiosa e morale, capisaldi del comportamento sociale che considera di sua esclusiva pertinenza.
Eppure, all’inizio del secolo scorso, il sacerdote spagnolo José María Escrivá de Balaguer fondò l’Opus Dei, Istituzione che per sua natura e struttura molto influenzò il moderno concetto di “secolarizzazione” della Fede[1].-
In ogni caso, una posizione culturale forte, oggi non dovrebbe prescindere dalla conoscenza delle opere di Raffaele Pettazzoni[2], studioso che nel 1914 fu incaricato per poi divenire ordinario, a Roma, nel 1925, della prima cattedra di Storia delle Religioni. Né, del pari, si dovrebbero ignorare le opere create da don Ernesto Buonaiuti[3], ordinario romano di Storia del Cristianesimo, sacerdote cattolico troppo anticipatore dei tempi, che giunse, per tali sue idee precorritrici, alla scomunica per volere della Chiesa di Roma[4].
Non è certo una critica malevola asserire che ancora oggi, specialmente in Italia, ogni insegnamento religioso è posto sotto l’egida delle facoltà teologiche ecclesiastiche, Istituzioni che, in primis, sempre rivendicano il concetto di un sentimento religioso innato già nel primo uomo e trasmesso nei suoi discendenti. Infatti, proprio per questa credenza, la Chiesa romana, ancora, si batte per una concezione evoluzionistica mitigata.
Non tratteremo, in questo breve scritto, delle questioni antropologiche sottese al problema religioso e derivanti dall’archeologia. Affascinanti questioni che però ci condurrebbero ad allontanarci dalle accezioni canoniche della fede cristiana e dalla relazione che vogliamo qui trattare.
Il problema della gnosi, per quanto inferisce sull’aspetto morale, può certamente essere affrontato, come già abbiamo anticipato, anche secondo gli innovativi concetti della fisica proposti dal metodo di Galilei (Pisa 1564 – Arcetri, Firenze 1642), che relegano nel limbo il Lumen, la Lux innata ed Aristotele con la sua metafisica.
In tempi più moderni, nuovi dettami sulla conoscenza e sull’escatologia dell’universo sono forniti, tra gli altri, da Max Planck (Kiel 1858 – Gottinga 1947), da Albert Einstein (Ulma 1879 – Princeton, New Jersey 1955) e dalle indicazioni sull’essenza dei buchi neri. A poco, per mia opinione, valgono le rivendicazioni del gran vecchio del cattolicesimo Jean Guitton e del suo metarealismo, anche perché, come già asserito, il temuto gran colpo che potrebbe uccidere Dio, e che sembrava dovesse provenire dalla filosofia, pare oggi giungere dalle scienze moderne. Così la biofisica del post Bridgman col suo operazionismo, e l’avvento di J. Monod e del suo metodo, che verte sui concetti di teleonomia, invarianza e varianza nell’invarianza, scuotono profondamente i palazzi del Vaticano.
BREVE DESCRIZIONE STORICA SUI VANGELI GNOSTICI
Vangelo: van’dzelo/ +evangelio/ raro evangelo/dal greco euangélion – buona novella – eu angelos – messaggero, notizia, angelo.
s.m.s. –lieta notizia, lieto annunzio consistente nella predicazione del regno di Dio e della redenzione del genere umano per opera del Cristo./ Ciascuno dei quattro libri contenenti la narrazione della vita del Cristo ed il messaggio della redenzione./ Vangeli Canonici: i quattro vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni inclusi nel canone della Bibbia ed accettati come autentici da tutte le chiese cristiane./ Vangeli Apocrifi: scritti, di varie epoche e redatti in diverse lingue, che narrano gli avvenimenti della vita del Cristo o riferiscono suoi insegnamenti. Non sono però accettati come veri dalla Chiesa Cristiana./ Vangeli Sinottici: sono le opere di Marco, Matteo e Luca che presentando passi simili, narrano, analogamente, con poche variazioni, gli stessi fatti e riferiscono le stesse parole attribuite a Gesù.
L’avvenuto ritrovamento e la successiva pubblicazione di manoscritti vergati in una lingua che fu definita “dialetto copto”, condusse alla conoscenza di una nutrita serie di vangeli ed altri scritti poi precisati come gnostici.
Al contrario, i Vangeli sinottici canonici cristiani e quello di Giovanni furono vergati in greco e sono postumi alle opere del Cristo e a moltissimi di quelli considerati gnostici.
Il limite di questi più antichi scritti, almeno per i molti come me interessati all’argomento, è nell’impossibilità di una lettura organica e completa nella lingua copta di stesura, dovendoci adattare ad un modesto apprendimento da traduzioni da altri effettuate.
Si tramanda che verso il 200 n.e. (nostra era) venti dei 27 libri appartenenti al Nuovo Testamento possedessero maggior credito sul volgo, anche se tra essi esistevano alcune diverse propensioni tra la Chiesa Orientale e quell’Occidentale. Per dirimere la questione, nel 367 il vescovo d’Alessandria, sant’Atanasio, stilò una sua lettera nota come numero 39. Lo scritto fu inviato a tutte le Chiese di sua attribuzione nel tentativo di porre fine a qualsiasi incertezza riguardo ai limiti del canone del Nuovo Testamento. [Vangeli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni - Atti degli Apostoli- Lettere di san Paolo ai Romani – Prima e Seconda lettera ai Corinzi – lettera ai Galati - lettera agli Efesini - lettera ai Filippesi lettera ai Colossesi, Prima e Seconda lettera ai Tessalonicesi - Prima e Seconda lettera a Timoteo - lettera a Tito – lettera a Filemone - lettera agli Ebrei - lettere Prima e Seconda di Pietro – lettera di Giacomo – lettera Prima, Seconda e Terza di Giovanni – lettera di Giuda - l'Apocalisse di Giovanni.] Così, dalla seconda metà del secolo V si realizzò un accordo quasi universale sui 27 scritti del Nuovo Testamento.
Gnosticismo
Esoterismo religioso sorto già in epoca pre cristiana, ma diffusosi e perfezionatosi tra il secolo II e III d.C. all’interno del cristianesimo.
Lo scontro fra le due maggiori dottrine occidentali di quei secoli fu imponente, e la Chiesa cristiana cattolica, vincitrice ideologica, stigmatizzò la corrente gnostica come eresiaca.
Il vocabolo “gnosis”, di questa scia di pensiero, indica la conoscenza-coscienza del divino, dunque fenomeno profondamente personale che i proseliti del movimento gnostico asserivano di possedere. Così, nelle loro tesi si avvertono più elementi culturali con diversa origine. Perciò, nell’analisi del fenomeno gnostico e degli scritti noti rinveniamo frammenti della cultura della contemplazione mistica presente nell’ebraismo dell’immediato dopo Cristo; scopriamo l’influenza del platonismo e del neoplatonismo ed intravediamo anche lo zoroastrismo persiano con il suo concetto di dualismo derivante dalla diade.
Al contrario del concetto cristiano e del credo salvifico per tutti i diseredati, ormai evoluto sin dalla cultura assira ma esploso con l’avvento del cristianesimo, la salvezza dell’uomo, per gli gnostici, avveniva attraverso i Maestri come Valentino che riunivano intorno a sé ristretti gruppi d’adepti ritenuti capaci di apprendere la dottrina segreta. Lo gnosticismo si diffuse anche in Siria ed in Egitto dove conobbe il suo ultimo momento di splendore. Altre importanti figure del movimento gnostico furono “ Basilide, Carpocrate, Cerinto, Epifane, Eracleone, Isidoro, Marco, Simon Mago, Teodoto, Tolomeo ed il già menzionato Valentino. Anche Marcione fece parte di questo movimento, ma la sua teologia non è di facile inserimento nel pensiero generale di questo credo.
QUALCHE RUDIMENTO DI DOTTRINA GNOSTICA.
Nei dettami della dottrina gnostica esiste un Dio Primitivo, quasi “Motore Immobile”, unico e inconoscibile da cui promanano, come dal vaso di Plotino, entità metafisiche minori tra cui anche la “Sophia”, il desiderio di conoscenza. La brama della Sophia di giungere al Dio supremo scatenò poi le ire del “Demiurgo”, altra divinità di promanazione dall’Inconoscibile, che creò l’universo e l’uomo. Solo dopo quest’avvenimento il Dio Nascosto intervenne sul Demiurgo e sull’uomo facendo discendere in quest’ultimo la “scintilla divina” che interpreto come “l’anima della somiglianza” di cui ci spiega il cristianesimo.
Nel mito, e non nell’essenza fideistica, non ravvedo sostanziali differenze fra i due racconti Gnostico e Cristiano, anzi trovo varie assonanze tra il Dio dell’Antico Testamento e quello del Nuovo Testamento. In ambedue le narrazioni, infatti, esiste un Dio creatore assoluto che si serve della “Sophia e della scintilla divina” o del “Cristo e della sua passione” per redimere l’uomo dalle tenebre dell’ignoranza.
1) Scritti apocrifi dell’Antico Testamento
La dizione apókryphos, comune specie nel dire della Chiesa cristiana antica, mostra quasi certa discendenza dagli ambienti culturalmente gnostici che si proponevano, agli albori di quest’Istituzione, di celare all’ignoranza dei più i magisteri ed i concetti esoterici ritenuti troppo “avanzati” per quei tempi.
E’ lapalissiano, e non ha bisogno di dimostrazione, che qualsiasi scritto codificato come gnostico è opera dell’uomo, della sua cultura e del proprio interesse.
In seguito, la Chiesa Cristiana si oppose all’uso del lemma con il significato di “celare” ed attribuì agli scritti, per sua maggiore sicurezza, il criterio di “falsi”.
Come già abbiamo riferito, l’inserimento di un libro tra le opere apocrife è dipendenza del canone adottato, così scritti denominati “Baruc, Giuditta, i due volumi sui Maccabei, Sapienza, Siracide (l’Ecclesiastico), Tobia erano accettati e ritenuti sacri nel Giudaismo Alessandrino che aveva creato la versione greca della Sacra Scrittura denominata “dei Settanta”, ciò in antitesi, per esempio, con il Giudaismo Palestinese”. Solo alcune sezioni dei libri “Ester” e “Daniele” sono comunitarie a queste due credenze.
L’ebraismo rifiutò poi categoricamente questi libri, che, al contrario, furono abbracciati come canonici dalle antiche Chiese Cristiane.
In seguito, i Protestanti si uniformarono ai canoni ebraici anche loro collocando le opere citate tra gli scritti apocrifi, ma che con più diplomazia preferirono definire “pseudo epigrafici”.
La questione, già antica, acquisì nel tempo e per motivi politici la configurazione di un’aspra diatriba tra la Chiesa Cristiana Cattolica ed Enrico VIII (1491 – 1547). In quel tempo i Protestanti, scardinatisi dal cattolicesimo, ottennero gran forza sociale e religiosa per quattro motivi fondamentali.
1°) La volontà d’Enrico a governare senza sentirsi esautorato dal proponimento del Papa. 2°) La massiccia presenza d’ebrei possessori di gran capitali nel mondo d’Albione.
3°) La necessità espressa dai nobili e dal popolo di avere un unico libro su cui leggere le scritture cristiane.
4°) L’emergente forza della Massoneria inglese che, a mio giudizio, deve far risalire il suo anno di fondazione moderna non al 1717 ed al suo primo G...M... Antony Sayer, ma proprio al lungimirante e politico Enrico VIII che assunse in sé il ruolo di Reggente d’Inghilterra e capo della Chiesa Anglicana.
Abbiamo già riferito che nei quattro secoli che ebbero come figura centrale la nascita del Cristo furono scritte nell’ebraismo molte opere, espressioni di una cultura che sarà in seguito ripudiata sia dall’Ebraismo Giudaico, sia dalla Chiesa Cristiana.
Altri esempi di questo sciovinismo religioso dogmatico sono il libro di Enoc, il libro dei Giubilei, gli Oracoli Sibillini, il terzo e il quarto libro di Esdra, i Salmi di Salomone, il Testamento dei Dodici Patriarchi, gli scritti di Qumran…
La varietà dei temi trattati in questi testi apparve subito come un’estrinsecazione della molteplicità d’idee e di quesiti presenti nel giudaismo pre e post cristiano. Infatti, le ipotesi religiose e sociali espresse sono assai simili a quelle che accompagnano l’uomo moderno e qualsiasi studentello alle prime armi con la filosofia quando s’interroga sull’immortalità dell’anima, sull’origine del male, sulla natura del peccato e come questo deve essere inteso, su cosa esiste dopo la morte, e se può esserci una salvezza. Più specialistico è invece il quesito sulla credenza dell’arrivo di un messia.
Tra i libri sopra elencati, quelli più noti almeno come denominazione, sono i rotoli del Mar Morto, detti di Khirbat Qumran –Rovina di Pietre-.
Qumran[5].
La località di Qumran, nel periodo in cui si diffuse il cristianesimo, era già un grand’insediamento religioso ebraico verosimilmente creato dagli Esseni in terra di Palestina. Queste genti, per il loro ascetico modus vivendi, si erano separate dalle tribù giudee verso il II secolo a.n.e. (ante nostra era), anche perché perseguitati dai Maccabei.
Si erano dunque ritirate verso le propaggini rocciose del deserto, dove avevano costruito abitazioni e occupavano anche grandi caverne naturali.
L’insediamento subì il devastante terremoto del 31 a.n.e. e fu completamente distrutto nel 68/72 n.e. dalle armate romane di Tito.
Proprio qui, nel 1945[6], furono casualmente trovati dei rotoli di pergamena scritti in una lingua antica non nota nemmeno ad un sacerdote copto inizialmente chiamato a visionarli, e almeno uno di tali rotoli fu in gran parte distrutto dagli scopritori. Da molti si sostenne, tra il semiserio, che servì ad accendere il fuoco per il tè dei pastori che l’avevano trovato.
In seguito al casuale rinvenimento iniziarono scavi sistematici che condussero al ritrovamento di vasti ambienti dedicati allo studio, al culto ed alle abluzioni. Fu trovata anche una gran sala adibita a mensa comunitaria, e un’altra contenente numerosi calamai. Nelle vicinanze fu trovata una necropoli che accoglieva oltre mille sepolture, tutte conformi a quella che era la prassi dell’epoca per il seppellimento dei cadaveri.
Apocrifi del Nuovo Testamento
I canonici quattro vangeli del Nuovo Testamento non sono, in realtà, i soli esistenti che illustrano la vita e l’insegnamento che il presunto Cristo, Nazareno, Nazoreo… avrebbe predicato durante la sua vita, sono molte centinaia, infatti, i libri analoghi che durante i secoli della Patristica concorsero a formare il primitivo tessuto delle chiese cristiane.
Già allora le chiese possedevano testi, integri o incompleti, il cui valore storico e religioso delle origini non era certo inferiore a quello dei testi canonici.
Rientrano in questa gran sequela di scritti il Vangelo degli ebioniti, degli ebrei, degli egiziani, dei nazorei, di Pietro, il Vangelo arabo di Giovanni…
Più recenti ritrovamenti d’antichi testi nei pressi d’Ossirinco, villaggio del medio Egitto, nel 1897 e poi nel1903, gettarono lo scompiglio tra gli studiosi perché tre fogli di carta di papiro, valutati come antecedenti ai canonici vangeli cristiani, e incisi con scrittura greca, riportavano alcuni detti che erano stati attribuiti a un “Christos”.
Tali scritti, dopo la scoperta nel 1945 del non canonico “Vangelo di Tommaso” nei pressi di Nag Hammadi in arabo, o Khenoboskion in greco, condussero a creare analogiche interpretazioni con i quattordici libretti di Qumran. In particolare si cercarono e, secondo molti si trovarono, assonanze con le 114 massime attribuite a Gesù e riportate nel “Vangelo di Tommaso”.
Per la somiglianza dei testi, pur nella diversità della scrittura, si creò una nuova tesi che affermò che ci si trovava davanti a documenti antecedenti ai vangeli canonici cristiani, la cui lingua di stesura originale è il greco. Sorse così l’ipotesi che le diverse opere, d’Ossirinco e di Nag Hammadi, conducevano ad una precedente comune stesura dei testi in lingua aramaica.
Secondo molti valorosi esegeti, i Vangeli, dunque, acquisterebbero il significato di sommatoria di piccoli multipli contributi letterari pre esistenti, scritti in più riprese, cui si riferirono i quattro canonici evangelisti cristiani per la stesura delle loro più recenti fatiche.
Uno di tali contributi letterari sarebbe proprio quello formato dai 114 enunciati attribuiti a Gesù, e che fu denominato, in lingua tedesca, la “Quelle o Q” ovvero “fonte” letteraria pre evangelica.
Come già accennato, con i rinvenimenti del 1945, due anni prima che i Bedù di Palestina annunciavano il ritrovamento dei rotoli di Qumran, pastori palestinesi scoprirono, all’interno di una giara, ben quattordici libretti scritti su papiro e rilegati in pelle. Uno fu quasi distrutto dai mandriani per ignoranza, dodici furono venduti al museo Copto del Cairo, mentre il quattordicesimo, intitolato “Vangelo della Verità”, e attribuibile secondo la tradizione eresiologica allo gnostico Valentino, fu acquistato dalla Fondazione K. G. Jung che lo pubblicò nel 1956.
Nel 1960, in Francia, fu edito un altro dei quattordici volumetti di Qumran, proprio quello intitolato “Vangelo di Tommaso” che riportava nel suo scritto le 114 massime attribuite a Gesù.
E’ verosimile ipotizzare che i testi di Nag Hammadi per la loro notevole vastità, circa mille pagine di cui ottocento integrali, rappresentino la raccolta di libri del sapere di un’antica comunità egizia cristiana che era operante tra il II e il IV secolo d. C. Tra i vari testi appartenenti al Qumran, esiste “il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Mattia, il Vero Discorso di Zoroastro, il Dialogo del Salvatore, l’Apocalisse di Paolo, il Libro segreto di Giovanni, la Saggezza di Gesù… in tutto ben 49 diversi testi di cui verosimilmente non è ultimata la pubblicazione”.
In conclusione del volo pindarico sulle differenze sostanziali tra gnosticismo e cristianesimo possiamo affermare che i testi gnostici sono dunque moltissimi, mentre più di cento sono i libri scritti da autori cristiani tra il II e il IV secolo.
Si sostenne che alcuni documenti gnostici, per la loro complessità, furono redatti per gli iniziati appartenenti a gruppi avanzati nella dottrina; altri testi furono invece scritti per essere usati nelle chiese alle quali appartenevano i loro autori, ma che in seguito non furono accolti nel canone ortodosso della Bibbia (biblios = fogli).
Ancora altri libri, per esempio il “Vangelo secondo gli ebrei“, quasi certamente svolsero un ruolo formativo nelle minoranze ebraiche cristiane. Testi più esoterici, come il “Vangelo dell’infanzia di Pseudo Tommaso” e gli “Atti di Pilato” erano letti alla comunità religiosa interamente riunita per colmare la sua curiosità e necessità di miti sulla creazione, e erano inframmezzati con altrettanto fantastiche leggende.
Il brano che segue è estrapolato da: “Massoneria Tra Storia e Filosofia- Tra Mito e Realtà” di kiriosomega e pubblicato su “ LaMelagrana”
AVVENTO DELLE NUOVE DOTTRINE IN INGHILTERRA.
Ritengo opportuno brevemente integrare la posizione filosofica gnostica e dogmatica cristiana con ciò che avvenne in Inghilterra nel sedicesimo secolo e nei successivi. Ovviamente, per la complessità storica delle vicende, anche in questo caso saranno accennate solo le maggiori ragioni del sommovimento sociale che consolidarono il Protestantesimo nelle sue varie forme dogmatiche.
…In Inghilterra, la rivolta contro il potere temporale e religioso di Roma avvenne in maniera distinta da quella d’altri Paesi per due ordini di motivi.
Il primo trasse origine dal fatto che la nazione è un’isola che, secondo motivo, sviluppava un forte spirito nazionalistico capace di creare un governo centrale vigoroso.
La contestazione contro il papato, quando scoppiò, fu, infatti, molto popolare. Re e parlamento allora si mossero di comune accordo per salvaguardare l’unità nazionale, e per trasmigrare la potestà ecclesiastica, appartenuta in precedenza al Papa, verso la casa regnante. Il problema religioso, per molti aspetti di secondo piano fra i due forti contendenti, fu preceduto dalla frattura politica avvenuta tra gli Stati. Il motivo scatenante il malessere inglese era il vassallaggio politico ed economico che la chiesa di Roma pretendeva di esercitare, ma le ragioni più profane di critica verso il monarca, da parte del clero, mettevano particolarmente in luce la richiesta d’Enrico VIII di annullare il matrimonio con la sua prima moglie. Infatti, le più profonde trasformazioni concernenti la dottrina avvennero in un secondo tempo, durante i regni d’Edoardo VI ed Elisabetta I.
…Ripudiata Caterina, e avvenuto il matrimonio con Anna Bolena, Enrico fu scomunicato dal Papa. Spinto allora dalle opportunità politiche, il Re nel 1534 riuscì ad imporre al parlamento un decreto che nominava lui e i suoi discendenti capi supremi della Chiesa inglese. Istituiva così una comunità religiosa indipendente, cristiana protestante, che sarebbe poi divenuta il credo anglicano. Con un ordinamento successivo, tra il 1536 e il 1539, soppresse ed eliminò ogni prerogativa del clero cattolico, e tutti i beni dei monasteri presenti sul territorio inglese furono acquisiti dalla corona. Enrico non aveva interesse a spingersi oltre sul piano religioso, ma, per mantenere il primato conquistato, dovette porre in essere nuove disposizioni politiche e sociali. Nel 1539, avendo scaltramente compreso che una parte della nobiltà era proclive verso il cattolicesimo, fece approvare dal parlamento un corpus d’editti che giudicavano eretica la negazione dei principali contenuti teologici del cristianesimo medievale. L’avveduta mossa conseguì due rapidi vantaggi, il primo di dimostrare al popolo che il suo Re non agiva contro la religione, ma solo contro la politica temporale del Papa. Il secondo beneficio fu di arginare l’infiltrazione del luteranesimo che avrebbe rimesso in discussione le posizioni ormai acquisite dalla corona. Da quel momento per l’astuto sovrano fu semplice mettere al bando, come crimine di Stato, l’appartenenza sia al credo cattolico, sia all’idea luterana, e chi non rinunciò ai propri ideali, giunse davanti al boia o al rogo. In seguito, però, il successore Edoardo VI, per le forti pressioni sociali, approvò l’introduzione delle dottrine e delle pratiche protestanti respinte da Enrico VIII, e, nel 1549, permise la pubblicazione di un Book of Common Prayer in lingua inglese per conferire uniformità cultuale alla
chiesa anglicana. Un secondo volume sullo stesso tema apparve nel 1552, e in questo fu proposto e adottato un nuovo credo in 42 articoli.
Maria I Tudor, ancora in seguito, quando giunse al potere, tentò di restaurare il cattolicesimo come religione di Stato, infatti, nel corso del suo regno, numerosi protestanti patirono il rogo mentre altri si rifugiarono all’estero. Una definitiva schiarita dell’ibrida situazione sopraggiunse con Elisabetta I che nel 1563 ripristinò il protestantesimo e la persecuzione dei cattolici contemporaneamente riformando i 42 articoli del credo anglicano che ridusse agli attuali 39.
Il credo anglicano però, nonostante la sua natura politica più che religiosa, è maggiormente vicino al luteranesimo che al calvinismo, ma l’organizzazione episcopale e la liturgia sono sostanzialmente le stesse della chiesa cattolica. Per questo seguirono pensatori religiosi che non giudicarono sufficientemente riformata la chiesa d’Inghilterra, e fondarono sette di matrice calvinista come presbiteriani, puritani e quaccheri.
AVVENTO DELLE NUOVE DOTTRINE IN SCOZIA
In Scozia e in altri paesi, la Riforma si diffuse entro una situazione sociale già in una certa misura ostile alla chiesa di Roma. Alla scarsa stima nutrita nei confronti del clero cattolico si sommò la presenza apprezzabile di gruppi di “lollardi” seguaci delle dottrine di John Wycliffe[7]. I mercanti e la nobiltà cadetta furono particolarmente efficienti nel secondare la Riforma, sia come veicolo per l’auto determinazione nazionale per ottenere l’indipendenza da Inghilterra e Francia, sia per il suo aspetto religioso. Il protestantesimo, di conseguenza, si estese prontamente nonostante le misure oppressive poste in opera dalla monarchia. Il primo gruppo riformatore ebbe caratteristiche luterane, e la rivoluzione, avvenuta sotto la conduzione del riformatore religioso John Knox, discepolo di Calvino, appoggiò ed impose il calvinismo come religione del paese. Nel 1560, J. Knox convinse l’assemblea legislativa scozzese ad acconsentire che nel Paese si tenesse una proclamazione di fede, e che si stilasse e diffondesse un manuale d’insegnamento configurato sulla falsa riga di quelli svizzeri. In seguito, l’organo legislativo tradusse in realtà la chiesa Presbiteriana scozzese, e affidò un mandato di controllo delle professioni di culto alla Kirk[8] locale, e ad un’assemblea nazionale che rappresentava le comunità religiose di tutto il Paese. La cattolica Maria Stuart, regina di Scozia, fece prova di demolire la nuova chiesa Protestante, ma dopo sette anni di sanguinosi tafferugli dovette abbandonare il Paese. In seguito a quegli avvenimenti il cattolicesimo si consolidò solo in poche contee settentrionali, e principalmente tra i casati nobiliari.
Puritanesimo: è un movimento religioso nato dall’anglicanesimo nella seconda metà del XVI secolo. A differenza delle forti motivazioni politiche d’affermazione della chiesa Anglicana, il puritanesimo, scevro da quelle necessità, tentò di mediare un concordato tra il cattolicesimo e le volontà riformatrici protestanti, ma fu presto chiaro che il tentativo era destinato a fallire. Il termine “Puritanesimo” è un concetto allargato, spesso usato anche per additare gli atteggiamenti caratteristici dei puritani verso un rigido moralismo e il rifiuto di piaceri addirittura innocenti. Anche nella chiesa Anglicana manca un’indicazione precisa del termine puritano.
Questo rigido modo di concepire la vita è spesso associato con le “chiese presbiteriane congregazionaliste”.
La natura del puritanesimo ha la sua matrice nell’impegno profuso per combattere l’immoralità, perché ritenuta nettamente contrastante con i comandamenti divini. Nella teologia puritana due sono i concetti cardine,:
1) Il primo sostiene la peccaminosità dell’umanità,
2) l’altro riferisce che Dio ha stabilito che alcuni uomini si salveranno per suo volere.
La volontà di redenzione dal peccato è il fondamento della mistica puritana, e con questo loro credo hanno tentato di creare una comunità cristiana nel Nuovo Mondo. E’ importante rilevare che il puritanesimo divenne anche un movimento popolare di protesta contro il Commonwealth[9] inglese durante il periodo intercorso tra il 1649 e il 1660, specialmente nel New England del XVII secolo in cui la direzione ed il controllo sociale era demandato ad un’autorità contemporaneamente civile e religiosa. Molti puritani, avvenuta la restaurazione degli Stuart, si uniformarono al Book of Common Prayer, mentre altri restarono isolati nelle loro posizioni. Questo credo mancò quindi il suo bersaglio religioso e politico che si era prefisso. Continuò però la sua influenza sociale che permeò il metodismo del XVII secolo, e l’evangelismo del XIX secolo. Quando il moralismo puritano raggiunse gli Stati Uniti, creò la dissimulata credenza che questo fosse un popolo alleato di Dio, e ciò influenzò profondamente il carattere politico sociale della nazione e dei suoi governi. In “God we trust” è ancora il motto economico sociale di quel Paese grazie alla filosofia di Thomas Hobbes e alle tesi anti malthusiane di Adam Smith e David Ricardo che condussero, attraverso varie vicissitudini sociali, all’attuale perfido neoliberismo.
I numeri……….tutta la grande Opera.
“…. Di parecchie cose fatte: 2, 3 e 3, 1;
1 con 3 fa 4, 3, 2 e 1. Da 4 a 3 vi è 1; da
3 a 4 vi è 1, dunque da 1 e 1, 3 e 4; da 3
a 1 vi è 2, da 2 a 3 vi è 1, da 3 a 2, 1,1,
1, 2 e 2. E 1, 2 da 2 e 1, 1 da 1 a 2,
dunque 1. Taurba Philosophorum
[1] Per maggiori chiarimenti sul modo in cui la Chiesa Cattolica affronta questo grave emergente problema, fideistico e sociale, si suggerisce di leggere anche “L’eclissi del sacro nella società industriale” di Sabino Acquaviva (1961).- Il compito della congregazione, almeno quello trapelato, tende a diffondere i valori del Cattolicesimo rifacendosi allo sconfessato credo giansenista e indulgendo sull’illuminismo cattolico del XVIII secolo. Il grandioso piano prevedeva ben altro che un semplice spontaneismo dei partecipanti, così nel tempo, dopo “l’improvviso” decesso di Papa Giovanni Paolo Primo e dopo l’immediatamente precedente scandalo dello I.O.R., il successore di Papa Luciani, Giovanni Paolo Secondo, innalzò l’Opus Dei a Prelatura personale affidandola al sacerdote Javier Echevarría. Segreta solo nei suoi lavori, in seno alla poco chiacchierata “Opus Dei” esistono due strutture, la maschile e la femminile con i membri inquadrati in quattro gradi: “Cooperatori, Aggregati, Soprannumerari e Numerari”.
Questa suddivisione, insieme alla tendenza a concepire una fede secolarizzata, è stranamente simile a quella molto più antica della Massoneria tradizionale che prevede Logge maschili e femminili, queste ultime dette delle “Stelle D’Oriente”. Qui, i gradi sono classicamente distinti in “Apprendista, Compagno, Maestro e Maestro segreto” come deriva dalla tradizione spagnola delle Gremios, delle Hansa tedesche e delle Gilde inglesi, meno dal Compagnonnages francese e dalle Corporazioni Italiane.
[2] R. Pettazzoni. Curò la pubblicazione di una delle massime riviste religiose del secolo trascorso: “Studi e materiali di Storia delle Religioni”.
[3] E. Buonaiuti. I suoi massimi lavori sul tema “Storia del Cristianesimo” furono pubblicati sulla collana intitolata: “Ricerche Religiose”.
[4] Amaramente bisogna però costatare che ogni ricerca degli scritti citati nei punti 1 e 2 sono impossibili a trovarsi in commercio non essendo più pubblicate.
[5] Il villaggio di Nag Hammadi o Khenoboskion si trova a nord ovest di Luxor, sulla riva sinistra del Nilo
[6] Bedù della tribù Ta’amirah trovarono nel deserto di Giuda antichissimi manoscritti riposti in una giara di terracotta che giaceva in una caverna a circa km 25 da Gerusalemme, in direttiva del Mar morto. Il giovane Muhammad el Din che trovò gli scritti, mutò molte volte la dinamica del rinvenimento sino a dichiarare che esso era accaduto due anni prima che le opere fossero commerciate. Quattro di queste furono acquistate dal Professor “E. L. Sukenik” dell’Università ebraica di Gerusalemme, e tre di esse le acquistò “Samuele Mar Atanasio” metropolita del monastero sirio-giacobita di San Marco. Ancora un anno trascorse prima che la notizia giungesse ufficialmente in occidente, e la chiesa cristiana scrisse il primo articolo in proposito su “Civiltà Cristiana” nel 1950. In Italia, già nel 1949 erano apparsi due annunci su quei ritrovamenti, uno breve sul Quotidiano di Roma in data 23/marzo/1949, un altro, molto più esteso era apparso sulla rivista di studi classici napoletana: “La parola del passato”.
[7] John Wycliffe, Hipswell, Yorkshire 1330(?) Lutterworth 1384, fu riformatore religioso inglese, filosofo e teologo antesignano della Riforma Protestante. Pur essendo un sacerdote, Wycliffe trascorse lunghi anni dedicandosi all’insegnamento della filosofia a Oxford, e divenne celebre nel 1374 quando durante una delle tante controversie tra il Re d’Inghilterra e il papato, a causa del pagamento di tributi alla chiesa di Roma, scrisse tesi in favore del diritto reale per limitare i poteri del Papa. Per questi suoi precedenti fu posto a capo della delegazione inglese che incontrò gli inviati pontifici a Bruges, la mediazione non riuscì, ma Wycliffe, ormai noto, ottenne protezione dal movimento antipapale presente al governo. Pochi anni dopo, nel 1377, per la sua innovativa tesi sulla “autorità che deriva dalla grazia” dichiarava che qualsiasi primato raggiunto dall’uomo è tale per azione della volontà divina, e che ciò non avviene in caso di peccato mortale. Wycliffe fu allora tacciato d’eresia da Papa Gregorio XI. Le tesi di Wycliffe sostenevano in particolare la povertà del clero, proponevano la comunione delle proprietà ecclesiali, e mettevano all’indice la schiavitù. Nelle 1379 pose in aspra critica il principio assoluto della transustanziazione mandando propri seguaci, i “lollardi”, nelle contee del regno per far conoscere le sue dottrine d’eguaglianza religiosa, e la Bibbia che aveva tradotto in lingua inglese. Nel 1382 l’arcivescovo di Canterbury accolse l’atto del Papa di indicarlo come eretico e ne cagionò l’espulsione da Oxford.
Le idee di questo teologo si erano però diffuse in breve tempo, e i suoi scritti, insieme agli insegnamenti del filosofo italiano Marsilio da Padova, suggestionarono fortemente i predicatori Jan Hus e Martin Lutero. La Chiesa di Roma “disturbata” dalle dottrine Protestanti che perduravano sebbene la morte di Wycliffe fosse avvenuta nel 1384, durante il Concilio di Costanza del 1415 ordinò di disseppellire e dare alle fiamme il cadavere, cosa che avvenne nel 1428.
[8] Kirk, in lingua gaelica equivale al nostro termine chiesa.
[9] Commonwealth “bene comune”. E’ un’espressione inglese che indica una comunità nazionale che dipende da un governo politicamente più forte.