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another wall! L’altro muro!

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I politicanti del becero, ingordo, lubrico capitalismo ci hanno gonfiato i festicoli, così potreste essere soliti denominarli se da lavoratori quali siete li usate solo la notte tra il sabato e la domenica!

Ci hanno gonfiato i feriacoli, così potreste essere soliti denominarli se riuscite a usarli anche durante la settimana!

Se invece siete tardi nel comprendere compratevi un atlante d’anatomia umana normale e tra disegni e foto, procedendo per esclusione, immaginate quelli che rappresentano qualcosa checon un po’ d’immaginazione potrebbe essere possibile gonfiare.

Ci hanno strombazzato il muro di Berlino in ogni salsa, e certo ancora non è finita l’avventura. Ma gli ipocriti del mestiere più pagato per non fare niente, almeno in ytalya, in parole semplici i politicanti, NON HANNO VOLUTO PARLARE, FACENDO FINTA DI SCORDARNE L’ESISTENZA, DEL MURO CHE ISRAELE HA COSTRUITO IN PALESTINA E INTORNO ALLA SUA GENTE.

L’immediata e più gentile considerazione è una sola: “I P O C R I T I“. Ma oltre muri che realmente esistono, assai più numerose e altrettanto possenti sono le barriere che il capitalismo erge intorno all’uomo che considera solo suo “ciclo produttivo”.

THE WALL

THE WALL! ANOTHER WALL!

Written by kiriosomega

11 Novembre 2009 alle 11:13

Pubblicato in Politica

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Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche! “Il mondo va verso l’olocausto nucleare?”

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Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche!
“Il mondo va verso l’olocausto nucleare?” di kiriosomega.

from Bush o Obama

from Bush to Obama

Da bush a Obama: trovate le differenze!

di kiriosomega

UNA TESI.

Per completezza dell’esposizione si invitano gli interessati i a consultare: http://kiriosomega.wordpress.com/2008/11/13/435/
Tutte le condizioni del corrente malessere internazionale mossero dall’ingordigia energetica degli Stati Uniti che vollero cogliere anche l’occasione dell’irrisolta questione balcanica per tentare d’ottenere un porto franco in Adriatico, e tale ancoraggio sarebbe stato assai più costoso facendolo sorgere nell’accondiscendente colonya italya che già ospita almeno 115 basi U$A.
Infatti, per gli interessi americani la giustificazione di un tale possesso nell’Adriatico dalmata è sostenuta dal fatto che la piattaforma continentale euro-asiatica si è rivelata ricca di petrolio e d’altri minerali per la moderna tecnologia.
L’imperativo americano, necessariamente post titino, è, dunque, il dominio di quei territori per impossessarsi dei giacimenti minerari, e anche la creazione di una via di trasporto per farli giungere sino al mare.
Ma più Paesi limitrofi ai giacimenti si oppongono al progetto imperialista americano, perché egualmente “affamati” d’energia, ma anche giustamente gelosi della loro autonomia e sicurezza nazionale che non vogliono essere posta in discussione da basi U$A sorgenti nei pressi dei loro confini.
Ecco allora che gli yankee, maestri nell’inganno con tecnica sempre eguale e consolidata dall’esercizio politico-economico-militare, vorrebbero porre in essere differenti piani per tentare d’appropriarsi dei giacimenti euro asiatici, ovviamente con grande avversione, come implicitamente già riferito, specialmente di Russia, Serbia, Corea, Cina e Paesi Mediorientali.
La già indicata solita imperialista strategia statunitense, rozza ma sempre efficace, per impadronirsi d’intere regioni finanzia forze occulte convenienti che s’impegnano nel far cadere qualsiasi governo costituito nel Paese “bersaglio”; così da far sorgere in sua sostituzione asserviti poteri ombra, o quantomeno compiacenti.
Con diversissimo costo, possiamo indicare in due le vie utili all’asporto dei minerali europei/asiatici da cui gli americani otterrebbero utilità; ma è in primis per loro indispensabile riuscire ad ottenere le concessioni minerarie dei terreni.
Nel progetto si sono adoperate già ben quattro consecutive Amministrazioni U$A, e per riuscire in ciò si sono inventati “incidenti diplomatici… e molto altro”; ma in qualunque modo terminerà “l’avventura” che sta scuotendo il mondo per l’ambizione americana, questo sarà assai diverso da ciò che è stato in precedenza.
Una prima via (pipeline) è quella che raggiungerebbe i territori delle cinque ex repubbliche esterne dell’estinta URSS, le regioni minerarie da conquistare che “godono” di un’economia poverissima, attraversando circa 7/8 mila chilometri di territori dall’orografia quasi impossibile. Le regioni da oltrepassare, da un ipotetico porto da costruirsi in Mar Adriatico, sono: “Albania, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Mar Nero (suddiviso nelle diverse competenze), Georgia, Azerbaijan, Mar d’Aral, Turkmenistan che confina con l’Afghanistan che è crocevia, verso Nord, con Uzbekistan, Kazakhstan Kyrgystan, Tagikistan e Turkmenistan, a Sud e Sud-Ovest con l’Iran e l’Iraq, a Sud Est con il Pakistan”.
L’altra via prevista con diverso piano è quella della conquista afghana, il crocevia già detto sopra, e attraverso di esso, con minor spesa anche di royalty, un’altra congetturata pipeline potrebbe dirigersi in Iraq raggiungendo lo Shat el Arab, o, in altre forse migliori ipotesi, tralasciando l’Iraq, la via dell’oro nero potrebbe entrare nel Paese degli ayatollah e raggiungere con minor spesa lo Shat el Arab, o ancora dirigendola in Pakistan potrebbe raggiungere Karachi che già è sede d’ampio porto, ma questa terza soluzione potrebbe suscitare le gelosie dell’India “grande creditrice” del dollaro insieme con la Cina.
Il problema che doveva essere affrontato per rendere attuabile questa seconda ipotetica pipeline, per gli U$A consisteva nell’avere dalla propria parte l’Iraq, perché l’Iran è molto intransigente ad accondiscendenze con gli statunitensi dei quali rifiuta il modello sociale!
Comunque, la via irakena o iraniana è notevolmente meno costosa della prima pipeline descritta, ma, mentre l’Iraq ridotto in miseria è stato espugnato, l’Iran si sta munendo d’energia atomica che lo rende pericoloso in caso di attacco.
Ed ecco la grande rabbia di americani e israeliani al loro seguito, o alla loro testa, che non riescono a far decollare il regime di globalizzazione nel loro esclusivo interesse in quei Paesi che sembravano essere meno “difficili”.

Protasi-

Nel 1996/99 l’UCK, Ushtria Çlirimtare e Kosovës o KLA, Kosovo Liberation Army, arrischiò la scalata al potere nella regione jugoslava dopo l’avvenuta morte di Josip Brotz, il maresciallo Tito, che era riuscito a tenerla unita. Il tentativo indipendentista non realizzò ogni aspirazione, nonostante che nel conflitto fosse intervenuta la NATO per volontà degli U$A. Il conflitto che sorse fu sanguinoso, e vide attori principali: “La Serbia da una parte, e le milizie del Kosovo appoggiate dalla NATO dall’altro”. Piegata militarmente la Serbia, alla cessazione delle ostilità, nel successivo trattato di Rambouillet si creò una sua forte ritrosia verso i negoziati perché ben aveva compreso che davano al Kosovo l’autonomia regionale rendendolo enclave statunitense con naturale sbocco nel Mediterraneo.
L’intervento NATO, nel conflitto tra Serbia e Kosovo, infatti, era stato sollecitato e voluto proprio dagli U$A con la motivazione ufficiale di pacificare le “devianze” nazionalistiche emergenti che, con la morte di Tito, ponevano in luce le contraddizioni regionali esistenti e le omissioni anglo/americane del 1939/45 attraverso cui Ioseb Besarionis Dze Jughašvili, Stalin, poté rafforzarsi nell’est Europa affidando al comunismo titino la nazione iugoslava.

Mappa politica ex Iugoslavia.

Mappa politica ex Iugoslavia.

L’analisi geopolitica oggi conducibile, ci guida a comprendere che il bombardamento NATO del territorio serbo mirava a combattere e abbattere il sogno della Serbia di divenire la “Grande Serbia”, con mire su tutta l’ex nazione titina e agognato sbocco nel Mediterraneo.
Dunque l’attacco alla Serbia fu voluto per ottenere il controllo del Kosovo e non per presunte motivazioni umanitarie che, quando sorsero, avvennero dopo l’inizio dei bombardamenti Nato sulla stessa Serbia.
Perciò, a rigor di storia, la vera ragione dei più prossimi massacri balcanici fu l’appetito statunitense che già era stato ravvivato dall’avere consapevolezza che nella piattaforma centrale asiatico/europea erano presenti materie prime “interessanti”, tra cui petrolio. Quell’appetito ebbe naturale occasione d’emergere per l’inevitabile frammentazione dell’ex Jugoslavia di Tito, avvenimento che preluse alla pretestuosa guerra detta del Kosovo, che, come già accennato, subdolamente fu fatta combattere dalla NATO contro la Serbia per l’apparente difesa dei diritti umani di minoranze etniche regionali.
In realtà, ogni azione NATO era destinata a proteggere gli emergenti interessi economici statunitensi, e a salvaguardare la loro futuribile erigenda pipeline ponendo fuori causa la Serbia che avrebbe potuto coagulare intorno a sé, in funzione anti americana, una discreta forza. Possiamo però ragionevolmente ritenere che questo piano sia divenuto una “riserva” in extremis per il trasporto dei materiali da asportare dal bacino centro asiatico/europeo, ciò per l’elevatissimo costo dell’opera e per le imponenti royalty da pagare ai Paesi interessati dal passaggio della pipeline.
Parallelamente al piano sommariamente descritto, per ridurre i costi del progetto e rafforzare la propria immagine come paladini dell’umanità, dagli americani fu studiata una diversa strategia per ottenere l’approvvigionamento degli ambiti materiali, e le occasioni per procedere con il programma furono addossate a due personaggi dichiarati nemici pubblici N. 1 degli U$A: “Usama Bin Laden, e Saddam Hussein”.
Il primo di questi è sempre sfuggente, inafferrabile e quasi “senza volto”.
L’altro, invece, era reale e pericoloso alla causa americana che in precedenza lo aveva sfruttato creandolo anche “rais”, e facendogli credere d’essere inamovibile dal suo ruolo. Dopo la cessazione della guerra iracheno-iraniana durante la quale Hussein era stato armato dagli americani, e la caduta del sogno serbo, il Rais era divenuto esigente, ingombrante, e perciò sacrificabile accusandolo di sue colpe passate che furono poste in bella mostra al momento opportuno. Colpe che però erano state ignorate, quando il soggetto era vantaggioso nella tutela degli interessi degli americani nella guerra di contenimento degli ayatollah!
E’ anche inevitabile che nella storia di quest’ultimo decennio trovi posto, e in prima fila, l’intera vicenda di Al Qaeda e del suo presunto dissidente capo, l’arabo Bin Laden che “tradì” gli americani con cui cooperava per porre in atto il più fantastico piano di “attacco” agli U$A eseguito con l’attentato del 2001 al WTC.
Ma Al Qaeda, sempre per la filtrata e asservita stampa governata da interessi plutocratici, avrebbe continuato la lotta contro gli U$A anche con le lettere “all’antrace” e attentati vari che però si dimostrarono, insieme con la cosiddetta “pistola fumante” di Saddam, degli enormi imbrogli destinati ad accecare l’opinione pubblica.
In ogni modo, nell’opinione pubblica mondiale tutte queste vicende diedero modo di creare “la cultura del sospetto” verso l’intero mondo arabo, e permisero la seconda successiva fase che gli U$A attendevano.
Espugnato l’Irak con bush junior, così anche vendicando l’insulto subito da Bush senior per il parziale fallimento di Desert Storm 1, e installato nel Paese un governo ombra compiacente, non restava che piegare l’Afghanistan che è suo confinante verso nord, dove, “per stranissima coincidenza e occasione”, si era nascosto l’inafferrabile Bin Laden che avrebbe rifornito d’armi e istruttori i fanatici talebani che nella guerra di liberazione di quelle terre dal giogo dell’URSS erano stati armati proprio dagli statunitensi.
Così facendo, piegato anche l’Afghanistan, la prevista pipeline e gli approvvigionamenti minerari sarebbero più facilmente e con minor costo giunti sino allo Shat el Arab, da dove, sempre attraverso il Golfo Persico potevano essere trasportati via mare negli U$A.
Ma in Iran, a interferire con la trama del capitalismo espansionista statunitense era nel frattempo sorto un grave problema!
Un problema in parte previsto e temuto, ma certo ingigantitosi per la capacità industriale dell’Iran di munirsi d’energia atomica con conseguente grave pericolo per gli interessi economici americani.
Perciò, assai poco c’è di vero nelle dichiarazioni d’Israele e nella sua paura d’essere colpito dall’Iran con ordigni nucleari, perché questo, in estremo atto di difesa della sua identità, renderebbe inutilizzabili le zone petrolifere proprie ed europee/asiatiche, e solo in seguito tenterebbe di colpire la sentinella sionista/americana in Medio Oriente.
Dunque, la realtà è assai diversa da quella diffusa dalla stampa, perché la consegna della tresca U$A/Sion è: “Ottenere il massimo profitto difendendo a qualunque costo gli interessi americani della regione”. Inoltre, Israele, la sentinella mediorientale, con la sua azione di dirigente/dipendente degli U$A riceve da questo Paese armamenti, “comprensione internazionale” e decine di miliardi di $ ogni anno.
Loro però, i fraudolenti sionisti/americani, denominano i propri interessi “democrazia”, e ovviamente la difesa della questione è affidata al cannone!
Infatti, come più avanti dimostrerò, si sta stringendo il cerchio militare intorno al Paese degli ayatollah.
La situazione geopolitica è dunque già esplosiva e pronta al tracollo se in Iran, nelle prossime elezioni presidenziali, non emergerà un presidente più moderato di Ahmadinejad, e perciò disposto al compromesso.
Intanto l’Iran che non ha commesso massacri è ormai accusato di “neo nazismo” dall’asservita stampa internazionale e dai lacchè statunitensi che non condannano i reali eccidi perpetrati da Israele e dagli stessi U$A, e per di più il Paese delle “mille e una notte” si sta trovando pressoché solo a combattere l’arroganza colonialista ultra liberista perché la lega araba a tutt’oggi non sembra compattarsi.
Perciò, nella disunione che il mondo islamico lascia trasparire si ravvede la sua debolezza scaltramente interpretata dall’Occidente in modo da far sì che le forze militari che potrebbero contrastarlo siano le più deboli possibili, e, nessuno di quei Paesi, ma la critica vale anche per le nazioni europee, vuole rendersi conto che lasciare agli U$A/Sion ogni libertà d’azione economica, militare, politica significa che una a una ogni nazione sarà sottomessa da una tecnologia di controllo esercitata da pochi insani individui, così conducendo al sogno del controllo globale cui aspirano i rabbini sionisti.

PER CHIARIMENTO SULLE ASPIRAZIONI SIONISTE ECCO ALCUNE CITAZIONI ISRAELIANE.

G. zur Beek. -Die Geheimnisse der Weisen von Zion, III.a edizione 1919, p. 27: – Senza essere stato assorbito, oggi lo spirito ebraico domina là dove prima era stato appena sopportato. Noi non abbiamo più bisogno di chiuderci nel Ghetto medievale, poiché possediamo da tempo il dominio che ci è stato promesso. Senza di noi nessun potentato del mondo può intraprendere qualcosa, perché noi controlliamo il mercato dell’oro. Nessuna parola da noi non desiderata giunge alla pubblicità, perché noi controlliamo la stampa. Nessuna idea che ci dispiace penetra nel mondo intellettuale perché noi dominiamo il teatro. Lo spirito ebraico ha conquistato il mondo.
Cremieux presidente dell’Alliance Israelites Universelle – articolo da “Archives Israelites” 1861: -La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sé tutto il mondo… Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei. Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno.
Verbale della Loggia russo-ebraica “I Savi di Sion”, ct. in Meister – “Judas Schuldbuch, V ediz. Pag. 171: -Lo scopo principale che è il dominio mondiale ebraico, non è ancora raggiunto. Esso sarà però raggiunto e ci sta già vicino più di quel che le masse dei cosiddetti Stati cristiani se lo immaginino… Lo zarismo russo, l’impero tedesco e il militarismo sono abbattuti, tutti i popoli sono spinti verso la rovina. Questo è il momento in cui s’inizia il vero dominio dell’ebraismo.
H. De Vries de Heekelingen – Israele – il passato , l’avvenire” , ediz. Tumminelli, Roma 1937 ripubblicato dalle edizioni Effepi di Genova: Prima di studiare l’influenza talmudica, sull’anima israelita, gioverà esporre sia pure brevemente la disposizione del Talmud1 ed il suo contenuto. Secondo la tradizione ebraica Jahweh avrebbe dettato a Mosè, sul monte Sinai, la Torà, che noi chiamiamo Pentateuco. A completare questa tradizione scritta, Jahweh, inoltre, avrebbe confidato a Mosè alcune prescrizioni che, tramandate di padre in figlio, formano la tradizione orale. Fu soltanto al principio del III secolo n.e. che Jehuda Nassi consegnò per iscritto queste prescrizioni sotto il titolo di Mishnah, ossia la ripetizione, la legge ripetuta, che dovrebbe essere un complemento della legge mosaica.
Talmud, trattato Baba Mezia fol. 114 col. 2: -Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini ma bestie.
Jebamoth fol. 94 col.2: -La progenie di un non ebreo è come progenie di animali.
Sanhedrin, fol. 19 col. 2: -Dovunque gli ebrei arrivano devono farsi sovrani dei loro signori.
Insomma, l’antico adagio: “L’unione fa la forza” è quanto mai valido in questi tempi in cui il capitalismo, l’unica filosofia economica nata morta, acclama il popolo dei mercanti e bottegai.
Ma così continuando lo stato delle cose, la guerra distruttiva avverrà, e accadrà tra Europa e Stati Uniti senza possibilità di soluzione, purtroppo!
Se qualcuno pensava che con l’avvento di mister Obama alla presidenza degli U$A qualcosa in questo mondo potesse cambiare in meglio, bisogna francamente riferirgli che è uno scemo internazionale, o è un italyota del governo, o d’opposizione, o è tutte le cose contemporaneamente.
Così, mentre mister Obama gestisce la sua macchinazione politica nel senso reaganiano de: “Il benessere del popolo americano non si baratta”, [aperto il collegamento digitare “Reagan” in“Modifica- Trova”] sempre lui, “l’abbronzato”, per dirlo con il bottegaio dell’etere Berlusconi, è quasi ovunque osannato per stupidità, o per cosciente sottomissione. A molti, lui sembra quasi nuovo salvatore del mondo… ma niente di strano che tra gli oppositori nascosti, PROPRIO NEL SUO PAESE, qualcuno voglia considerarlo “l’agnello sacrificale”!
1) In ogni modo, sino a che esisterà Israele il paese e gli ebrei sionisti che lo dirigono spereranno in lui per non perdere la decina e forse più di miliardi di dollari annui e armamenti che ottengono dagli U$A in qualità di nazione che ne difende gli interessi, pardon la democrazia, nel crogiolo mediorientale dove gli arabi vorrebbero spadroneggiare perché quella è casa loro.
Torneremo più avanti sull’esistenza di Israele in futuro.
2) Gli europei, invece, confidano in Lui semplicemente perché con il suo Paese sono legati dalla mistificazione che condusse alla seconda guerra mondiale e alla pretestuosa successiva storia che ne descrive le cause rovesciando molte verità. Tutta storia, dunque, che non può ancora essere sconfessata senza che avvenga un terremoto politico geostrategico con rovesciamento delle odierne entità politiche dominanti, ma anche con cancellazione del sistema liberistico economico di cui parte integrante è quell’imbroglio diplomatico che è lo stato d’Israele.
3*) Anche i turchi, se pur islamici, ora stanno verificando di “credere” in lui perché in questo tempo egli potrebbe essere il loro lasciapassare per entrare a far parte della zona euro. Se pur, per ottenere ciò, dovranno pagare un prezzo di fedeltà all’Occidente che consisterà nel non schierarsi con i Paesi islamici in caso di conflitto contro il “testardo” Iran. Piano di guerra portato avanti, apparentemente in solitudine, specialmente da parte dei guerrafondai sionisti che urlano allo stupro come involontarie deflorate verginelle.
4) Intanto, anche se Francia, Spagna, Paesi Bassi e Scandinavi in qualche maniera protestano, non appena saranno chiamati all’ordine, cesseranno ogni dire allineandosi al monarca nero.
5) Canada e Australia sono con gli U$A. Il primo Paese si considera insieme con gli Stati Uniti d’America perché si “vede” tra gli “americani importanti”, il secondo, lontano geograficamente, è adeso e sottomesso ad americani e sionisti, anche se nuovo polo bancario con Cina, Giappone, Russia… tanto che da loro esiste ormai dal 2005 il reato di “opinione per lesa shoah”.
6) Così il “nero nipotino del sionismo” per compromesso politico elettivo, ma anche perché nipote del falascià rabbino nero di Chicago e zio della moglie Michelle, è anche amato dalle italyote Sinistre che lo ritengono di Sinistra non avendo capito niente del sottile gioco di politica internazionale che si sta svolgendo, ma altresì è prediletto dalle altrettanto italyote Destre che lo valutano di Destra solo per proprio interesse nella detenzione del potere nel “Giardino d’Europa”. E ciò fa sì che l’una e l’altra sponda del “nascente” bipartitismo della politica italyota siano proprio idiozia allo stato puro perché fingono di non capire che dagli U$A e da altri Paesi europei l’Italya è considerata inaffidabile e corrotta sia per memoria storica per il tradimento del suo alleato in corso d’evento bellico, sia per la presenza di Berlusconi che l’assai poco raccomandabile Bush definì, durante la riunione dei G8 di Tokyo avvenuta nel 2008, come: “Il più corrotto premier del più corrotto Governo occidentale”.
Quanto sopra affermato, è malignità?
No! E’ solo contezza Logica fondata e oggettivata da notizie stampa poco apparenti in Italya, ma ben presenti in quella estera!

Ma torniamo alla principale analisi di questo scritto:
7-3*) – La Turchia, terzo esercito più potente di questa povera Terra, nelle migliori previsioni statunitensi dovrà rimanere ancorata alla NATO, o, se non altro, dovrà essere neutrale nei confronti di ciò che in campo internazionale si sta preparando: “Affrontare militarmente l’Iran, e, se necessario:
(A) -Fare in modo che esso perda il controllo economico del suo territorio affinché non danneggi la possibile pipeline diretta dall’Afghanistan allo Shat el Arab;
(B) -Che esso abbandoni il controllo della sua ricca zona petrolifera alle società governative americane e,
(C) -Dulcis in fundo, che possa essere distrutta ogni sua influenza sui popoli islamici che, senza la sua presenza più facilmente diverrebbero facili prede del capitalismo”.
8) Ed è proprio per questo fine che in politica internazionale si stanno componendo, ergendo ed esaminando i blocchi politici militari che si contrasteranno in previsione delle prossime decisioni per il futuro dell’economia mondiale e di chi dovrà presiederla e dirigerla.
Dunque, è nei piani che l’intero mondo dovrà soccombere sotto l’unica egemonica volontà capitalista globalizzante statunitense/sionista, oppure riscattarsi nel sangue per essere ancora essere capace di pluralità.
Approfondiamo, ora, il quadro geostrategico che si va disegnando per testimoniare l’oggettività dell’analisi sopra proposta.
1A) Nei primi giorni di quest’aprile, nella città di Praga, mister Obama confermò che il BMD, lo scudo anti missilistico da porre in opera in Polonia in funzione di “sicurezza”, leggi per fare stare “buona la Russia”, non sarà necessariamente reso attivo, ma che ciò avverrebbe solo per timore della reazione di Putin e alleati nel caso in cui gli Stati Uniti dovranno porre in essere effettive azioni belliche contro l’Iran.
2A) Interpretando il “linguaggio diplomatico” statunitense è facile rendersi conto che il messaggio di “pericolo” dato alle stampe è indirizzato verso Putin e il suo Paese, ma che anche palesemente è offerta serenità e simultaneamente sicurezza finanziaria e politica che forse l’attuale Russia non può rifiutare. Sicurezza interna che ancora oggi Putin non possiede in maniera assoluta, anche perché tuttora il suo Paese non è capace di sostenere lo sforzo economico che potrebbe farlo militarmente competere con gli Stati Uniti.
In ogni modo, se la Russia abdica dal suo sogno di ridiventare militarmente forte come l’estinta URSS, sottilmente lascia comprendere l’amministrazione Obama, potrebbe non avere truppe NATO intorno alle sue frontiere nelle confinanti Polonia e Georgia, ma ciò solo a patto di non schierarsi in difesa dell’Iran in caso d’evento bellico.
Inoltre, se la Russia non creasse difficoltà in queste prossime futuribili vicende, gli U$A s’impegnerebbero in modo da far sì che l’ex patria degli czar possa continuare a esercitare la sua egemonia sulle ex repubbliche già sovietiche, però rinunciando ai giacimenti. In caso contrario la Russia porrebbe a repentaglio la propria supremazia nella piattaforma centro europeo/asiatica per le ritorsioni cui sarebbe economicamente e politicamente soggetta. Ovviamente, gli aiuti verso la Russia avrebbero attuazione solo a patto che l’impero U$A/Sionista non debba rinunciare all’occupazione afghana e al suo conseguente volere di realizzare una pipeline che da quel territorio, dirigendosi a sud, permetterebbe d’imbarcare il petrolio “derubato” alla regione pressoché posta sull’antica via della seta senza pagare royalty ad alcuno.
2B) Dalla Polonia e dal discorso indirizzato alla Russia, Obama si è poi spostato in Turchia, dove ha preso corpo il “logico” seguito del discorso già svolto, e che la sua Amministrazione sta tentando di realizzare. Qui, ha offerto amicizia al Paese e al Parlamento turco nella sua matrice liberale, ma anche solida alleanza purché esso resti fedele alla NATO. Questo passo, ho già in parte prima asserito, e il conseguente dire, sono dovuti al fatto che la Turchia, pur essendo Paese dell’ambito NATO, fa parte della polveriera mediorientale con una maggioritaria percentuale della sua popolazione sostenitrice dell’islam, ma anche con governo che in molte delle singole componenti mira alla teocrazia religiosa che tutti comprendiamo è lontanissima dalla democrazia americana. Gli U$A e Obama devono dunque riconoscere alla potente Turchia un gran ruolo d’influenza su tutta l’aerea del Vicino e Medio Oriente, e le hanno giocoforza offerto tutto ciò che per loro è concedibile. Ovviamente in cambio chiedono e rivendicano il “non intervento” in caso di conflitto armato con l’Iran. In più, ma non solo, gli Stati Uniti hanno anche promesso di spalleggiare convenientemente il desiderio turco di entrare a fare parte della UE.
3B) La Turchia, ormai combattuta tra europeismo e islamismo, ha dunque già da qualche tempo avviato negoziati con la Siria in modo di tastarne la possibilità ad allontanarla dalla sua quasi certa alleanza con l’Iran, e con ciò il Governo turco auspica di tutelare i propri confini verso sud in caso di guerra.
Per ottenere la non belligeranza con la Siria, in caso questa si schieri con l’Iran, la Turchia, che già provò a ottenere attendibilità facendo violente ritorsioni verbali contro l’arroganza d’Israele durante l’operazione “Piombo Fuso”, ha promesso diplomaticamente d’impegnarsi per fare in modo che il Paese sionista riconsegni le alture del Golan alla repubblica siriaca.
1C) Però tutta la manovra potrà realizzarsi solo in funzione del prostrarsi da parte dell’Europa al nuovo monarca nero e alla strategia americana/sionista da cui avrebbe sia tutto da perdere in termini di dignità, sia anche d’accettare nel suo interno, nuovo insulto, il Paese turco che assolutamente nulla ha da condividere con la stessa Europa, nemmeno culturalmente.
E imposta dagli americani la Turchia nella zona euro, essa anche otterrebbe che il proprio primo ministro diverrebbe vice- segretariato della NATO.
Così, per le evidenti convenienze derivanti dalle offerte di Obama, il Governo Turco prevedendo le possibilità che si stavano realizzando già anche aveva avviato trattative con la sempre misconosciuta Armenia, evidentemente per proteggersi le spalle da possibili attacchi prevedibili per quella via durante la prossima crisi mediorientale, in ciò spingendosi sino a manifestarsi suscettibile di lasciare la questione armena agli storici che la valuteranno o no come genocidio.
1D) In sostanza, attraverso la risposta turca, possiamo arguire che la manovra U$A/Sion tende anche a rilanciare la fatiscente NATO che ormai ha sempre più in mostra i segni del tempo e dell’usura.
E) In questo modo, se i russi dovessero rifiutare le offerte statunitensi sperando di fomentare gli armeni contro la Turchia caduta nella trappola del capitalismo, ciò per difendere la propria frontiera caucasica, i turchi già hanno in corso manovre diplomatiche per prevenire l’evento attirando l’Armenia verso di essi.
F) Ma la Russia, che se sarà doma lo sarà solo per impossibilità a forgiare una risposta articolata e forte, non sta in ogni caso solo osservando gli avvenimenti turco/armeno/caucasici, ma ha intrapreso solide manifestazioni contro il filo statunitense Mikheil Nikolozis dze Saakashvili “მიხეილ ნიკოლოზის ძე სააკაშვილი“. Manifestazioni che hanno la mira di condurre a un rovesciamento del governo filo-occidentale del Paese, con la fondazione di un nuovo corso filo-russo.
G) Sempre per azione statunitense, e con sotterranei accordi, i divisi Governi arabi moderati, questo il loro massimo tallone d’Achille, a Doha, verso la fine del mese di marzo, hanno tentato di porre in “isolamento” l’Iran, ma la manovra è fallita.
Infatti, tra l’altro, l’enigmatico bedù Gheddafi si è apertamente schierato contro i sauditi, e ha accettato di comporre l’antica diatriba che intercorreva con l’Italia che fa parte della NATO. Perché l’ambivalente comportamento del Colonnello con apertura e chiusura verso l’Occidente e i suoi satelliti? A cosa mira il bedù che nell’Opec conta assai poco per la determinazione del prezzo del petrolio? Certo non all’ampliamento della sua sfera d’influenza nel Mediterraneo perché l’Egitto non glie lo permetterebbe! Allora? Verosimilmente, Gheddafi che è ambiguo di natura e per disposizione, per rendersi “interessante” si sta giocando ogni affidabilità internazionale, ma anche quella interna al modo arabo e al suo Paese.
Gli Usa, intanto, già hanno truppe in Afghanistan, in Iraq e alle frontiere con l’Iran. Perciò, a questo punto, sarà volontà dell’Iran scegliere se alzare il livello dello scontro e giungere alla guerra, o appagarsi della dichiarazione della sua supremazia regionale con consequenziale mortificazione dei capi arabi moderati, e possibili contraccolpi politici in tutti gli stati arabi.
Le truppe NATO sono già strategicamente disposte per una guerra, ma è possibile credere che si ritireranno se l’Iran non si mostrerà bellicoso.
Però, nell’attesa di decisioni, durante le prossime elezioni in Afghanistan e in Iran le truppe NATO in Afghanistan diverranno più numerose e… si ritireranno dopo le elezioni? Questa la domanda su cui gli ayatollah s’interrogano nell’attesa di eleggere un “augurabile”, per il mondo, presidente moderato!
Anche l’eventuale smantellamento del campo d’Ashraf, “protetto” dagli U$A e posto in territorio irakeno vicino alle frontiere con l’Iran, darà indicazioni su ciò che in seguito avverrà. Ma gli U$A permetteranno che sia smembrata l’attuale più forte organizzazione d’opposizione iraniana formata da esiliati ex mujaheddin del popolo? Gli U$A freneranno l’attuale governo iracheno che pare incline ad accordarsi con quello iraniano?
Un altro debole locus esiste in questa importante partita geostrategica, esso è Israele che è aiuto e ingombro per gli americani che potrebbero persino sacrificarlo, ma come reagirebbe il sionismo di fronte a una sua deriva?
Inoltre, l’occidente europeo, ritengo probabile, è verosimilmente predisposto a valutare il sacrificio di Israele in favore degli Arabi per annullare la minaccia iraniana se il Paese diventasse davvero innocuo, infatti, il ministro Frattini, esecutore d’ordini superiori, già ha chiesto a Israele di ritirarsi dal Golan lasciandolo alla Siria.
Di contro, però, Israele è un alleato forte per un’eventuale guerra contro l’Iran.
Dunque, è anche prevedibile che tutto l’Occidente, Turchia inclusa, si adoprerà affinché Israele ceda, ma l’azione in questo senso sarà assai cauta perché… nulla è deciso!
Per tutto quanto sinora discusso, sono dell’avviso che assai presto potrà iniziare una seria campagna propagandistica contro il governo sionista per lusingare il mondo arabo, ma Israele sarà effettivamente in pericolo unicamente se l’Occidente deciderà di rappacificare a ogni costo l’Iran per evitare la guerra.
Da valutare, nel marasma della situazione, c’è anche il comportamento dell’ancora “obbediente” Pakistan per gli aiuti economici quinquennali che Obama ha promesso affinché esso si allei con la NATO, ma sarà davvero così?
E in ultimo, ma non certo ultimo, dovrà essere assai bene valutata la crisi finanziaria/economica che affligge e indebolisce l’Occidente, ma anche l’Asia con la Cina capofila che tristemente devono continuare a giocare d’azzardo usando il loro immenso capitale in dollari!
E come reagiranno gli enigmatici e quasi silenti Corea e Giappone ala possibile appropriazione americana delle riserve petrolifere europeo/asiatiche?
Insomma, se ai tempi del nemico “certo”, il comunismo sovietico, la distinzione utilitaristica di bene e male era certa, con la scomparsa del marxismo tutti i mali insiti nel capitalismo che, per continuare a esistere deve alimentarsi sempre più d’economia, stanno emergendo!
kiriosomega

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14 Maggio 2009 alle 17:41

Durban 2: La bozza ONU che accusa Israele di crimini di guerra e apartheid!

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DURBAN 2: La bozza ONU che accusa Israele di crimini di guerra e apartheid.

  • La conferenza “Durban 2”, voluta dall’ONU, sembra che avrà come tema dominate i razzismi e gli apartheid posti in opera da Israele nei confronti degli arabi di Palestina, ponendo anche l’accento sui crimini che le genti talmudiche hanno commesso su popolazioni civili inermi.

  • Nella striscia di Gaza, infatti, non esiste un esercito palestinese, come non “esistono” il pane e la pasta inviati dall’estero in virtù di donazioni umanitarie che, anche in questi giorni, sono ferme con altre derrate alimentari alla frontiera egiziana controllata dal “grande” Tsahal. E’ questo l’esercito che nel ricordo di tutti ha sterminato i palestinesi, e che ancora continua con sporadiche rappresaglie aeree a infierire non con una guerra, ma solo con un massacro. Infatti, per definizione la guerra è la contrapposizione di due o più eserciti che si fronteggiano armati, e nella disgraziata Gaza ci sono stati solo sassi lanciati dai bambini contro carri armati, e questa, per ripeterlo, non è guerra, ma massacro.

Il fermo delle derrate alimentari, in particolare paste provenienti da altri Paesi, accade perché il giudeo considera solo il riso come bene di consumo primario per i palestinesi, così ha tenuto e tiene la popolazione araba locale in continuo stato di bisogno.

I giudei sono giunti anche a negare alle genti di Gaza il diritto di pesca marina lungo le loro coste, cosa che saltuariamente avveniva dal lontano 2002, ma dal 2005 il divieto è costante.

Per comprendere la gravità della situazione è bene rendersi conto che la pesca, nella povera economia di Gaza, è una necessità vitale. Su ogni peschereccio e il suo piccolo indotto, infatti, gravitavano e si sfamavano mediamente 50 famiglie, mentre il resto dell’economia era basata per il 33% sull’edilizia, il 36% sui servizi, il 10% sull’industria, e il 20% sull’agricoltura che necessariamente è retrograda e misera perché il territorio, in totale kmq 378, è in gran parte arido con una piovosità media di mm 150/400 annui secondo la zona considerata, con il terreno coltivabile ridotto solo al 13% del totale e preteso dai continui insediamenti di contadini israeliani.

Circa il 40% della popolazione di Gaza lavorava in Israele prima di quest’ultimo eccidio, e giornalmente essa attraversava la muraglia frontaliera che quel Paese ha costruito. Gli arabi erano perciò sottoposti ai capricciosi umori dello stato dominante che apriva e chiudeva i valichi, anche quelli verso l’Egitto, secondo sua discrezione. Dunque Gaza non è mai stata autonoma, inoltre, la sua densità abitativa già di per sé la rende misera, e ciò si può ben capire sapendo che quasi l’intera popolazione, il 95% circa, è inurbata in tre sole città dove si raggiungono punte di 4270 abitanti per kmq. In tali difficili condizioni ambientali anche le scorte di medicinali e presidi medici non sono mai sufficienti, anzi sono sempre state precarie anche prima dell’ultimo massacro subito. L’abominevole situazione ha perciò favorito, per necessità, la costruzione di tunnel che da Gaza raggiungono l’Egitto, ma oggi la maggior parte di essi è distrutta. Attraverso i tunnel Gaza sopravviveva ottenendo un minimo di mezzi necessari alla quotidianità. In essi erano trasportate derrate alimentari e presidi medici. Ma a Gaza anche la corrente elettrica e l’acqua potabile sono controllate attraverso l’occupazione e l’epurazione etnica della valle del Giordano, così che il prezioso liquido del fiume resta tutto in Israele. Ma avviene anche la costante espropriazione forzata delle risorse idriche del West Bank, ormai divenute per oltre il 50% di dominio israeliano.

In tali condizioni, nonostante le tante rassicurazioni dei talmudici, è facile comprendere che la supposta creazione di due Stati indipendenti, israeliano e palestinese, non sarà mai possibile perché quello arabo non può sopravvivere senza acqua e senza economia autoctona.

Per queste motivazioni, per rivendicazioni, per rivalse e odi generazionali dovuti ai precedenti massacri subiti dai palestinesi, attraverso i tunnel giungevano a Gaza anche armi, ma non del tipo che sostiene Israele, ossia missili che se pur di ridotte dimensioni doveva essere difficilissimo trasportare sotterraneamente. Invece giungevano fucili mitragliatori del tipo AK47 e granate convenzionali incapaci di scalfire la corazzatura dei blindati israeliani, o di raggiungere la fanteria che seguiva i mezzi corazzati, e men che meno d’abbattere i moderni caccia israeliani supportati anche dal bombardamento della marina militare giudaica.

La gran parte degli esplodenti palestinesi, dalla propaganda israeliana pomposamente descritti come missili in mano agli arabi di Gaza, erano ordigni artigianali auto costruiti e indirizzati verso Israele con l’ausilio d’instabili rampe di lancio occasionali, spesso semplici scalette usate per la raccolta delle olive. Gli ordigni inviati verso Israele hanno mostrato una gittata max di km 25/30, perciò ben inferiore alla distanza intercorrente tra il confine di Gaza e le città israeliane che sono sempre state al sicuro. Dunque, le rare vittime create dai palestinesi erano sempre occasionali passanti, o contadini che si trovavano nelle campagne.

Così le motivazioni dell’eccidio di cui dovrà occuparsi “Durban 2” sono sempre le stesse: “Rivendicazioni degli arabi di Palestina che sono stati ignobilmente derubati dei loro territori senza essere colpevoli di alcun misfatto verso Israele e il sionismo”.

Non s’interpreti quest’ultimo pensiero come accettazione di colpevolezza di qualche popolo verso i talmudici, perché la questione giudaica è assai antica, e già Seneca, Tertulliano, Tacito, Cicerone la ponevano in primo piano in molti loro discorsi. Se a ciò aggiungiamo che il sanguinario pazzo criminale Tigellino e Poppea erano ebrei che detenevano il potere a Roma, e per di più, ormai sapendo per certo che Nerone non fu un fanatico e piromane, c’è da chiedersi chi ebbe interesse a bruciare l’Urbe per vendicarsi di presunti torti subiti. Comunque sia, l’antica questione giudaica si è trascinata nei secoli con episodi anche gravi di antigiudaismo, ma non è secondo la mia opinione pensabile che ogni volta che si accesero furori rivendicativi da parte delle popolazioni francesi, spagnole, italiche… furono sempre gli altri popoli ad assalire i giudei senza che questi avessero delle specifiche colpe, ma qui non discuterò dei motivi storici dell’antigiudaismo facendo però presente che in Cina minoranze giudaiche riuscirono a convivere pacificamente nei primi secoli della nostra era.

Io ritengo, credo a ragion veduta, ma non sono uno storico, che oggi possediamo gli elementi per affermare che i giudei, e la neo setta cristiana dalle credenze giudaiche partorita, avevano, oltre che un nesso in comune, anche volontà d’appropriarsi dell’ordine pubblico, cosa che riuscirono ad ottenere dall’editto di Milano in cui nel 313 Costantino Augusto e Licinio Augusto s’incontrarono sancendo che:

“…Quando Noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, felicemente c’incontrammo in Milano, e insieme considerammo tutti i problemi riguardanti l’interesse e la sicurezza dello Stato, decidemmo… di garantire ai cristiani la libera facoltà di seguire la religione da loro scelta…” [Da un riscritto di Licinio, governatore della penisola balcanica e cognato dell’imperatore Costantino, pubblicato in Nicomedia il 13 Giugno 313 n.e.].

Credo sia ora interessante leggere lo stralcio di una mia traduzione di piccola parte di un documento che fu prodotto dal Re di Giordania con titolo: “Come gli arabi giudicano gli ebrei“, tratto da “Rivista Americana” e comparso sei mesi prima dell’inizio della Guerra arabo-israeliana del 1948.

Nell’articolo, il Re di Giordania contesta che sia esistita una volontà araba d’avversare il sionismo, e più tardi lo Stato di Israele, inoltre chiarisce che quando essa s’instaurò nel popolo palestinese non ebbe i natali da episodi religiosi o etnici. Egli, infatti, fa ben rilevare che ebrei e musulmani in Medio Oriente hanno convissuto a lungo pacificamente, e che i giudei hanno storicamente subito più torti da parte dell’Europa cristiana.

A proposito della tragedia dell’olocausto che avrebbero subito i giudei, durante la seconda guerra mondiale, il monarca giordano chiese nel suo documento anche il motivo per cui America ed Europa si rifiutarono di accettare nei loro territori i giudei, tant’é che solo pochi tra loro v’immigrò.

E’ ingiusto, sostiene il Re giordano, addossare alla Palestina, che è innocente di antigiudaismo, le colpe per i crimini, se veri, commessi dall’Europa; e Re Abdullah si domanda anche a che titolo gli ebrei rivendicano un diritto di proprietà sulla Palestina, quando storicamente è certo che gli arabi sono stati la stragrande maggioranza che vi ha ininterrottamente abitato per oltre 1300 anni! Il saggio di re Abdullah termina con la profetica nota che poneva in guardia su gravi conseguenze per la pace se una soluzione pacifica non fosse stata trovata per tutelare i diritti degli arabi di Palestina.

Con una nota polemica desidero ora continuare il pensiero del Re giordano adattandolo alle odierne condizioni italiane dove i giudei, nettissima minoranza etnica, sono tutelati e riveriti quali novelli padroni della nazione. Infatti, negativamente molto mi meraviglia la smodata disponibilità dei nostri politici, e il continuo passeggiare degli stessi giudei sui nostri… festicoli, sia nei giorni feriali, sia durante lo shabbat che pure proibisce loro ogni attività al dì di festa. E mi chiedo, leggendoli sulla stampa di parte e nazionale: “Perché, se tanto amano quel Paese… perché non ci vanno”! Certo avranno il mio placet e quello di tantissimi altri.

Nella conferenza “Durban2” sembra, dunque, come già ho riferito per vox populi, che saranno proposte consistenti mozioni d’accusa contro l’imperialista Israele e i suoi crimini contro l’umanità.

La politica israeliana nei territori palestinesi, infatti, si leggerebbe nel documento in parte oggi anticipato da Haaretz, crea una scellerata profanazione dei diritti umani in un crescendo di crimini contro l’umanità.

Perciò, la conferenza Durban 2 sarà quasi fotocopia della Durban 1 che fu così denominata perché si svolse in Sud Africa nell’omonima città. In quella sede, otto anni addietro, fu intentato un vero processo politico contro Israele mentre montavano gravi discussioni internazionali allo scopo di spiegare la frase che divenne il motto informatore del dibattito: “Razzismo uguale a Sionismo”, ma in quell’occasione fu anche proposta una mozione che chiedeva un risarcimento per la patita schiavitù del popolo Nero degli Stati Uniti d’America.

Ovviamente, però, essendo stata l’Onu perorata e fondata per volere dei bugiardi “Alleati” di guerresca memoria, genti che ancora hanno insieme i loro covili, Stati Uniti e Israele, insalutati ospiti, potettero abbandonare i lavori prima della fine di quella conferenza.

Oggi, già hanno annunciato i due “compari”, insieme con il Canada, che non saranno presenti durante “Durban 2” che si terrà a Ginevra il 20-25 aprile. Ciò perché, almeno così afferma Haaretz, Iran e Siria stanno redigendo la bozza di relazione del tema della manifestazione; e sembra inoltre che esiste l’estesa credenza che i paesi arabi vogliano utilizzare la stessa conferenza come assemblea per porre Israele in stato d’accusa per genocidio. In altri parti dell’anticipazione del documento sarebbe espressa “gran preoccupazione” per le “disparità razziali” adottate da Israele contro i palestinesi e i cittadini siriani del Golan occupato. Infine, Israele è anche accusato di crudeltà, blocco economico e fisico dei palestinesi, per arbitraria chiusura dei confini dei territori della striscia di Gaza. Israele è perciò definito una minaccia per la pace internazionale.

Intanto l’Iran, attraverso l’emittente Irib ha comunicato che ha denunciato all’Interpol i vertici politici e Militari israeliani per crimini di guerra. Seguono i nomi.

1 Outgoing Prime Minister Ehud Olmert.

2 Defense Minister Ehud Barak.

3 Foreign Minister Tzipi Livni.

4 Chief of the General Staff Lt. Gen. Gabi Ashkenazi.

5 Commander in Chief of the Israeli Air Force Ido Nehoshtan.

6 Commander of the Gaza war — Operation Cast Lead — Maj. Gen. Yoav Galant .

7 Head of Military Intelligence Directorate Maj. Gen. Amos Yadlin.

8 Commander of Battalion 13 in the Golani Brigade Lt. Col. Oren Cohen.

9 Deputy to the Givati Brigade Col. Ron Ashrov.

10 Commander of the Israel Paratroopers’ Brigade in Gaza Col. Hertzi Halevy.

11 Commander of 401st Armored Corps Brigade convoy Col. Yigal Slovik.

12 Commander of the 101st Battalion in the Paratrooper Brigade Lt. Col. Avi Blot.

13 Lt. Col. Yoav Mordechai, who served as a commander of the Golani infantry brigade’s 13th Battalion in Gaza.

kiriosomega

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4 Marzo 2009 alle 19:53

Comunicazione di Dan Gillerman ex ambasciatore israeliano all’ONU.

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Comunicazione ufficiale di un ex ambasciatore israeliano: Israele non aspetterà per attaccare l’Iran N. Y. TV – Venerdì, 13 febbraio 2009 NEW YORK – “Tel Aviv non ha archiviato i suoi piani di distruzione delle infrastrutture nucleari iraniane, lo afferma un suo ex ambasciatore alle Nazioni Unite”. Dan Gillerman, ha annunciato che Tel Aviv non può permettersi di attendere a lungo che gli sforzi diplomatici statunitensi possano far ravvedere l’Iran dal continuare il suo programma nucleare, e ha aggiunto che il suo Paese sta preparando un’offensiva militare, ciò specialmente dopo il violento attacco che già è stato lanciato contro Gaza. Gillerman ha continuato asserendo che, secondo Israele, il compito della diplomazia internazionale è ampiamente sopravvalutato quando vuole trattare con l’Iran in proposito del suo programma nucleare, e Israele ha timore, e certo non può vivere serenamente sapendo della costruenda centrale nucleare iraniana. L’Occidente accusa l’Iran, è Gillerman che parla, di perseguire un programma d’armamento nucleare, e per questo ha già imposto tre diverse sanzioni al paese degli ayatollah. La Repubblica Islamica però respinge le accuse, affermando che il suo programma nucleare è unicamente finalizzato a generare energia elettrica. Israele, invece, nel programma nucleare iraniano ravvede una minaccia a lui rivolta. Israele, continua Gillerman, è posto davanti alla minaccia nucleare iraniana, ma a questo regime di terrore saprà fare fronte, e sarà in grado di accettare la sfida vincendola. L’ex ambasciatore ha poi esortato la comunità internazionale a prendere in considerazione Teheran come una reale grave minaccia (al mondo), prospettando un parallelo tra il governo dell’Iran e quello della Germania nazista. Invero, (afferma sempre Gillerman), è questa una metafora che per ironia delle cose è stata utilizzata dalla comunità internazionale per descrivere il gravissimo genocidio di Israele perpetrato contro la popolazione palestinese. “Abbiamo tutti pagato (gli israeliani) un prezzo enorme per non avere preso sul serio “l’uomo di bassa statura che arringava (il suo popolo), un capo con i baffi che alcuni considerarono pazzo, ora, perciò, non credo che possiamo concederci il lusso di mostrare la stessa indifferenza e apatia come abbiamo fatto in passato”. Gillerman ancora insistente, continua asserendo che è proprio la Repubblica islamica a essere simile al regime di Hitler, mentre, al contrario, Israele si trova ad affrontare una guerra contro il terrorismo internazionale assumendosi gli oneri per le azioni che hanno fatto definire la sua azione: “Olocausto dei palestinesi”. Israele è perciò accusato agli occhi del mondo di crimini di guerra per la “macellazione dei palestinesi”. (Contro l’ex ambasciatore di Israele si è levata la voce di) Richard Falk, consulente delle Nazioni Unite, ha invitato (la comunità internazionale) a formalizzare un’inchiesta indipendente per valutare se Israele ha leso il diritto umanitario internazionale, confermando che già esistono prove sufficienti per condannare Tel Aviv per crimini di guerra commessi durante le tre settimane della sua occupazione della striscia di Gaza quando mise in opera l’operazione “Piombo fuso” che iniziò il 27 dicembre scorso con la motivazione dichiarata di auto-difesa, ma in realtà con lo scopo di ribaltare il legittimo Governo di Hamas. Il “Trattato delle Nazioni Unite” e del Diritto Internazionale, tuttavia, non danno a Israele il fondamento giuridico per la rivendicazione di legittima difesa nel caso delle operazioni condotte a Gaza, (cos’ ha continuato R. Falk). Più di 1.330 palestinesi – i nativi (proprietari) di quella terra – sono stati uccisi durante l’operazione di Israele “Piombo fuso”, mentre migliaia di altri, molti di loro donne e bambini, sono ricoverati in ospedale. (Nota personale: Falk si è dimenticato di parlare dei casi di cancro che soffriranno, con incidenza altissima, le prossime generazioni arabo palestinesi per l’uso di armi all’uranio che Israele ha impiegato a Gaza, ma il fallout radioattivo ricade e ricadrà su Israele, perché i venti non conoscono barriere politiche e nemmeno geografiche!). Kiriosomega

Testo originale:

Ex-official:
Israel will not wait to attack Iran
Ex-official: Israel can hardly wait to attack Iran
Press TV Friday, 13 February 2009

NEW YORK —
Tel Aviv has by no means shelved its plans to strike
the Iranian nuclear infrastructure, says a former Israeli envoy to
the United Nations.

In the harshest war rhetoric since the deadly offensive on Gaza,
former Israeli UN ambassador, Dan Gillerman, said Tel Aviv could not
afford to wait any longer for diplomatic efforts to curb Iran’s uranium
enrichment program adding that it was preparing a military offensive
against the country.

Gillerman said international diplomacy is vastly overrated when it
comes to dealing with Iran’s nuclear program. He further said that
Israel has made it crystal clear that “it will not live with a nuclear
Iran.”

The West accuses Iran of pursuing a nuclear weapons program
and under such pretext has so far imposed three rounds of sanctions
on the country.

The Islamic Republic has severely dismissed the allegations saying
its nuclear program is solely aimed at generating electricity.

Nuclear Israel ‘facing Iranian threat’

“Israel is facing an Iranian threat, from afar and from near. The
nuclear threat and the terror threat … it will be up to us to deal
with this, and we will be able to deal with these two challenges
successfully,” he continued.

Gillerman urged the international community to consider Tehran
as a serious threat, drawing a parallel between the government
of Iran and that of Nazi Germany — a metaphor that quite ironically
was used by the international community to describe the Israeli
forces’ killing of Palestinian civilians.

“We all paid a huge price for not taking seriously the ranting of
another small, mustached leader who some people considered

as crazy, and I don’t think we have the luxury to show the same
indifference and apathy as we did before,” he said.

Gillerman likened the Islamic Republic to the Hitler regime, while
Israel is facing war international crime charges for actions that have
been widely referred to as holocaust of Palestinians.

Israel accused of war crimes in slaughter of Palestinians
Prominent UN investigator Richard Falk called for an independent
inquiry into Israel’s violation of international humanitarian law,
saying there is more than enough evidence that Tel Aviv committed
war crimes in its three week-long offensive into Gaza.

Israel launched Operation Cast Lead on December 27 with the
declared goal of self-defense and toppling the Hamas government.

The UN Charter and international law, however, do not give Israel
the legal foundation for claiming self-defense in the case of its Gaza
operations.

More than 1,330 Palestinians — the natives of the land — were
killed during Israel’s Operation Cast Lead, while thousands of others,

many of them women and children, remain hospitalized.

Written by kiriosomega

14 Febbraio 2009 alle 14:01

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Certi cattolici dicono che:

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Illusioni: “FRA 70 ANNI SAREMO COSA UNICA CON I GIUDEI”!
Da foga spinti, spesso tutti quanti, io compreso, ergendoci inconsapevolmente ad arbitri del mondo, sentenziamo le nostre personali aspirazioni con affermazioni che coinvolgono altri, altrettanto inconsapevoli della nostra utopia.

“MA I GIUDEI VOGLIONO FONDERSI CON I CRISTIANI”? LA RISPOSTA E’: “ASSOLUTAMENTE NO”! CIO’ EMERGE DA TUTTA LA LORO STORIA.
CHI AFFERMA IL CONTRARIO, NULLA CONOSCE DEL GIUDAISMO, DEL MODERNO SIONISMO E DELLA LORO CULTURA UNICA E DISPOSTICA VERSO CHIUNQUE… E NEMMENO S’ACCORGE CHE UN PAESE, ISRAELE, CON SOLI 20 MILA KMq DI ESTENSIONE, QUANTO L’ITALICA PUGLIA, HA UN ARMAMENTO CHE FORSE NON E’ SECONDO NEMMENO A QUELLO STATUNITENSE (DIVISIONI DI CARRI ARMATI, DI CUI ALCUNE DECINE DI DIVISIONI CAPACI DI LOTTA IN AMBIENTE CONTAMINATO NBC; SISTEMA MISSILISTICO OFEK (TRIGONOMETRIA DATI E SPIONAGGIO MILITARE) E GERICO CON GITTATA NON DICHIARATA PER IL SECONDO, MA CERTAMENTE SUPERIORE AI DIECIMILA KILOMETRI E CAPACI D’ARMAMENTO ATOMICO E NUCLEARE; SOTTOMARINI DIESEL, QUATTRO, GRATUITAMENTE COSTRUITI DALLA GERMANIA SEMPRE IN RIPARAZIONE DELL’INDUSTRIA DELLA SHOAH. SONO CAPACI, QUESTI MEZZI SUBACQUEI, DI LUNGHISSIMI PERIODI D’IMMERSIONE E D’ARMAMENTO ATOMICO TRASPORTATO DA MISSILI BALISTICI E CRUISER A TESTATA MULTIBREAK PER BOMBE INTELLIGENTI E AUTOCERCANTI. BOMBE DEL TIPO GBU… INTELLIGENTI, PERO’ CAPACI DI ESPLODERE SULLE SCUOLE! [ALLORA SONO I MILITARI DEFICENTI, MA IO NON CREDO CHE TUTTI I MILITARI SONO DEFICENTI, COSA CHE INVECE SOSTENGO NEI CONFRONTI DEL CAPITALE]. IN PIU’, E’ VEROSIMILE, PER CERTE LESIONI PRESENTI SUI CADAVERI DI GAZA, CHE I GIUDEI SIANO ANCHE IN POSSESSO D’ARMI A “ENERGIA RADIANTE” (TIPO LASER O TASER). NON DIMOSTRO QUI IL PERCHE’ DELL’ASSERZIONE. Ma hanno anche tecnologia capace d’ologrammi da proiettare in cielo (chissà perché quest’affermazione…)?
Non intendo entrare con queste righe nel merito del discorso “REVISIONISTA” e non ” negazionista”, perché ben sappiamo, anche dalle piccole cose giornaliere, che chi perde ha sempre torto, perciò figuriamoci se le ragioni dei vinti possono prevalere a breve distanza di tempo su quelle dei vincitori.
Quello che dirò di seguito è ovviamente solo un’opinione, ma è supportata da dati storici che molti che innalzano canti alla luna, val a dire al buio, anziché al sole, sconoscono perché spinti da passione, e non da logica storica, filosofica e di ricerca.
Le cause dell’antigiudaismo sono state ben individuate anche da uno scrittore ebreo, Bernard Lazare, storiografo che redasse, nel 1894, una storia dell’antisemitismo solo di recente apparsa tradotta in italiano e ormai rintracciabile nelle librerie. Lazare, per comporre la sua opera, si è posto un tema monocorde: “Perché, di volta in volta, i giudei furono bersaglio d’universale avversione da parte degli alessandrini, dei romani, dei persiani, degli arabi, dei turchi e, infine, delle nazioni cristiane? Lazare accetta che, per l’universalità d’atteggiamenti animosi, i fattori stimolanti l’antigiudaismo non potevano avere che matrice giudaica dovuta al loro credo etnico religioso, alla loro misantropia, alla arroganza imperialistica pangiudaistica.
Dunque, l’antigiudaismo fu solo conseguenza logica, tragica e inevitabile per la loro forma mentis ancora immutata. Questo il pensiero dello storico giudeo Lazare!

Presento solo qualche esempio per chiarirmi:
“Se la Bibbia è vera traiamone alcuni rilievi critici; però in ogni caso essa è vera per il giudei anche se di scarsa importanza religiosa di fronte a talmud, mishna e kahal dei vari rabbinati:

1) Il primo noto rapporto conflittuale tra ebrei e non-ebrei (ebrei e egizi) si perde, forse, nella notte dei tempi biblici, ed è narrato all’inizio del libro della Genesi. “Abramo, per motivi non noti, si portò in Egitto con la moglie Sarah che era ancora piacente nonostante l’età. Per la paura d’essere ucciso per certe vicissitudini, il mercante/pastore persuase Sarah di farsi credere come sua sorella… e così divenne concubina di Faraone. Abramo fu ben trattato per avere dato la sorella, ma in realtà moglie, a Faraone, perciò ottenendo doni di greggi, asini, cammelli, servi e serve”. Ma nella vicenda s’intromise jahveh, il Dio giudaico, che invece di punire Abramo, magnaccia e induttore alla prostituzione, perseguitò l’innocente e inconsapevole Faraone con le piaghe. d’Egitto… Dopo avere rimproverato Abramo per aver venduto la moglie, jahveh lo scacciò dal paese, e il patriarca si allontanò insieme con la moglie, ma ormai era divenuto “assai ricco di bestiame, oro e argento”.
2) Un’altra prova tangibile di ostilità nei confronti dei giudei è narrata nel libro di Ester e ambientata nel V sec. a.n.e. durante la dominazione persiana. “Aman, visir di Assuero, chiese al re un editto contro i giudei perturbatori dell’ordine pubblico. Nella successiva lettera inviata a satrapi e governatori, il re perciò accusò i giudei di asocialità e pericolosità per il popolo, così che ordinò che costoro fossero giustiziati. Ma per i complotti di Mardocheo (giudeo tutore di Ester), e della stessa Ester moglie giudea di Assuero, allorché Mardocheo divenne gran visir fece impalare Aman e uccidere tutti i nemici dei giudei.
3) La questione giudaica, in chiave moderna, iniziò solo in periodo ellenico romano, quando, ancora Tito era in Giudea, essi si scoprirono minacciosa potenza rivoluzionaria internazionale. Fu in quel tempo che molti scrittori greco-romani proferirono e scrissero contro i giudei accuse che divennero il live motive dell’antigiudaismo. Giudaismo che ancora oggi si palesa con compulsivo ossessivo pensiero etnico religioso, asocialità con ogni altra cultura, misantropia e pangiudaismo [aspirazione al dominio mondiale così come deriva dalla sua credenza nel "b(e)rith (alleanza e non testamento) con il suo dio –b(e)rith-diatiki-testamentum-testamento- in aramaico alleanza, in greco astuccio, guaina che racchiude qualcosa, in latino scritto che lascia chi muore- in italiano stesso significato del latino].
Potrei continuare a lungo il discorso storico, ma lo fermo a questo punto, semplicemente avanzando una stupida domanda che potrebbe diventare complessa e diversificata: “Nei campi di sterminio, dove presenti i forni crematori, con che materiale era alimentati? Certo non con petrolio e derivati destinati ai mezzi militari. Certo non con legna per lo scarso potere calorifero, e poici sarebbero ancora oggi tracce di un disboscamento selvaggio. Per la tecnologia di allora non resta che il carbone! Ma dove era stoccata la sua enorme quantità? Come mai nessuno ha mai parlato e scritto degli spazi, certo assai ampi, dove questo materiale era tenuto?
E che non si dica che tutti dobbiamo credere per verità di fede a americani/giudei/inglesi, i detentori del potere economico/politico di oggi, infatti, sembra proprio che la shoah sia divenuta la nuova religione che ha sconfitto il dio cristiano: “Altro che fra 70 anni saremo cosa unica con i giudei”, se anche i cristiani a ciò fossero disposti, non lo sono i giudei che vogliono il predominio.

Kiriosomega

Written by kiriosomega

10 Febbraio 2009 alle 17:03

Israele vuole imporre anche i santi!

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Israele vuole imporre anche i santi!

Jehovah ha sentenziato per bocca dei sionisti politic(ant)i israelyoti: “Le pecore del mio ovile, specialmente ora che sono “pecore armate”, hanno sempre ragione; quelle di altri dei vadano ad armarsi per competere, oppure vadano a ramengo, stiano però attente che tra le mie, ormai perfetti conigli mannari, vige la massima del: “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”. Ovvio che questo è un discorso da analisi psichiatrica per sindrome paranoide, ma lasciamo la psichiatria al mondo della medicina e affrontiamo più pedestri discorsi. Perciò forte biasimo dobbiamo muovere a javeh facendo presente che non tutti siamo seguaci dell’usura e del vitello d’oro che il suo popolo a lui alterna secondo necessità, e tutti abbiamo dignità e amor patrio non disgiunto da particolari tradizioni cui nessuno rinuncia. Anch’io, che in materia religiosa sono profondamente agnostico, più ormai non riesco a sopportare l’impudenza di un popolo razzista che del fanatismo della religione, ormai nel dogma della shoah traslata per opportunismo, ha fatto legge. Minoranza sparuta che da sé si autodefinisce razza, così chiudendosi in se stessa e precludendosi reali amicizie mentre solo ambisce al comando della Terra per l’invenzione d’essere “sale della terra”. Loro, gli israelyoti, infatti, certo di sale ne hanno anche molto data la presenza del Mar Morto nelle regioni che hanno rubato agli arabi di Palestina con la complicità dell’irrazionale ed egoista dea della sterlina, e poi degli U$A, e proprio perché saturi di tale composto sono intrattabili e stomachevoli come una minestra a dismisura salmastra. E tali “salmastri”, per ora, pretendono di avere il controllo della regione del Vicino e Medio Oriente per la loro presunta discendenza divina che solo da se stessi si attribuiscono, infatti, la pseudo democrazia che si sono inventati la considerano legge impositiva di javeh che li spinge a imporre la loro volontà a confessioni religiose e popoli. Le imposizioni, o tentativi di farlo, malauguratamente purtroppo avvengono nell’assoluto assenteismo degli stupidi governanti quasi d’ogni Paese Occidentale, politic(ant)i che non si rendono conto del pericolo che stanno facendo correre alle genti di questo mondo! Così, per il ricatto atomico che l’America subisce da parte dei sionisti, e certo anche per altre armi ancora più terrificanti, ma anche per l’usura finanziaria che si sono inventati, oggi il mondo è prossimo alla distruzione totale. Altro che dottor Josef Mengele di obsoleta memoria, seppur fu boia, questi sionisti sono peggiori, per capire quali sono le loro ambizioni, basta consultare le verità rivelate dal dotto Mordekai Vanunu, da Ariel Toaff… o da opere come “Contra Judaeos”, “Israele il suo passato, il suo avvenire”, “Gli ebrei in Italia”, “Vermijon”, “I protocolli di Sion”, “Conversazioni sulla politica ebraica”, le pubblicazioni esistenti presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, le pubblicazioni di D. Irving, di R Faurisson, le dichiarazioni di C. Moffa. certe espressioni terroristiche utilizzate dai rappresentanti governativi sionisti in allocuzioni al popolo ebraico che, fortunatamente, non è interamente seguace di tale dottrina politica. Proprio per la loro insana logica della supremazia gli israelyoti sionisti hanno infiltrato di loro accoliti i governi di più popoli, e attraverso costoro, e il ricatto delle armi, sono riusciti ormai da tanto tempo a ottenere sovvenzionamenti dagli ameri_cani per tre o più miliardi di dollari l’anno, ciò affinché non scatenino la peste atomica nel bacino medio – orientale, e su queste premesse non c’è molto da dubitare che in qualche modo costoro sono responsabili del crollo del WTC. E’ chiaro che abbassare la testa non è politica valida, come in Italya i berluscrofali fanno, ma nemmeno necessita scatenare una guerra per rintuzzare il sionismo, ciò che è certo che la situazione che stiamo vivendo non può perdurare! L’impudenza sionista che dalla torah e dal kahal è ormai trapassata nella “legge della supremazia armata” [Golda Meir Primo Ministro d’Israele, 1969 – 1974. Dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969. -…Non esiste una cosa come il popolo palestinese … non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro Paese. Essi non esistono.] ormai vuole anche avere il dominio sul cattolicesimo, così essa s’industria nel tentativo di riuscire a far sì che Pio XII non sia beatificato, perché l’invisa chiesa cattolica deve essere svilita, irrisa e coartata nella sua sovranità giacché nata da un condannato ebreo che ha superato culturalmente il loro javeh. Ma qualcuno comincia a comprendere l’immane pericolo che rappresenta il sionismo, militanza politica che dopo aver fatto anche mercimonio delle sue disgrazie creando “l’industria della riparazione”, attraverso essa, vera o presunta, pretende l’ingerenza e il vincolo delle sue scelte anche in tema di nomina di beati e santi cattolici, oltre che l’impiego delle armi per prostrare il glorioso popolo palestinese e dominare indistintamente su tutti. INSOPPORTABILE! NAUSEABONDO! Beatificazione e santificazione, per i credenti, sono privilegi del vescovo di Roma, e a tal proposito precisa è scattata la risposta del cardinale Tarcisio Bertone attuale segretario di Stato Vaticano. Egli, rivolgendosi a esponenti giudeo-sionisti e al loro ministro Isaac Herzog che hanno spudoratamente contrastato la volontà di beatificazione di Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli, papa Pio XII anche noto come “Pastore Angelico”, ha con forza controbattuto le accuse verso quel papa che si vuole dire connivente con i nazisti in materia di un olocausto che mai è stato dimostrato con la logica delle osservazioni storiche e scientifiche. La beatificazione, continua Bertone, è un accadimento religioso che impone di essere rispettato da tutti, e sul personaggio “Pio XII” sono state create diatribe strumentali incomprensibili e ingiuste, e, soprattutto, che con la storia nulla hanno da spartire. Bertone ha anche aggiunto che esistono archivi vaticani aperti al pubblico che descrivono la situazione politica sino al 1947, ma che gli stessi sono assai poco utilizzati. “Indubbiamente per molti la storia ha importanza solo quando può essere manipolata come arma”. La frase è riportata dal Corriere.it del 6 novembre 2008. Ma chi credono d’essere questi sionisti! E non si accorgono che stanno fomentando in ogni modo l’antigiudaismo, oltre che il non sopito antisionismo? Ben si noti che antigiudaismo e antisionismo sono assai diversi dal concetto di antisemitismo che i giudei sionisti spacciano per unici. …Judaeus Apella credat- non ego- Namque deos didici securum agere aevum ne si quid miri faciat natura, deos id tristes ex alto caeli demittere tecto. – Quintus Oratius Flaccus – magister ars vivendi.

Written by kiriosomega

28 Gennaio 2009 alle 21:58

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Turchia: Erdogan, il Regime Sionista è illegittimo e va espulso dall’Onu!

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Turchia: Erdogan, il Regime Sionista è illegittimo e va espulso dall’Onu!
Sabato – 17 Gennaio 2009 – 13:58
(IRIB – Radio Italia)
ANKARA- Rajab Teyyp Erdogan premier del governo turco si è espresso senza perifrasi o volteggi retorici, e la cosa è  senza precedenti. La Turchia, per sua bocca, ha chiesto l’espulsione del regime sionista dalle Nazioni Unite .
L’agenzia DPA informa che il premier turco, che venerdì scorso parlava ai giornalisti, ha posto in luce l’incongruenza delle Nazioni Unite nel continuare a permettere al criminale Governo sionista israelita di sedere in quel consesso, nonostante  l’indifferenza sempre mostrata nei confronti delle risoluzioni ONU.
Sembra che in altri Paesi la gente sia stufa di accettare le rappresaglie di Israele contro l’indifesa Palestina,  e che perciò non tutti sono come i politicanti italyoti adoratori del “vitello d’oro” che per ora è pasciuto, però, può darsi,  che per Israele giungano le piaghe del signore con l’avvento delle vacche magre”
kiriosomega

Written by kiriosomega

18 Gennaio 2009 alle 12:27

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