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Lui a noi parla in un modo, ma i ca…voli suoi li coltiva in un altro!

con un commento

Italya: “Teatro delle tragedie”.

Lui a noi parla in un modo, ma i ca…voli suoi li coltiva in un altro!

-Lui- a noi parla in un modo, ci redarguisce e minaccia, ma i cavoli suoi li coltiva in differente maniera, infatti, li “concima” con opere che noi peones, se solo dovessimo pensarle, finiremmo in galera. Mi riferisco, in quest’occasione, al -fantasma- del processo Mills, dove un dibattimento magistrale sembra arenarsi tra strettoie burocratiche e pastoie create da mestieranti legulei, così incamminandosi, purtroppo, verso la decorrenza dei termini lasciando nuovamente impunito un individuo innominabile.

Ora, il -nefando-, all’inverosimile gonfio d’alterigia e ingordo di personale potere, vuole anche le elezioni europee blindate dai segretari di partito che sono divenuti i nuovi deus ex machina delle italyote baronie che si sono costituite e irrobustite dal 1994 in poi, mentre, con l’aumento del potere dei partiti, l’italyota stampa si è indebolita divenendo di essi connivente. Solo qualche giornalista a denti stretti è occasionalmente contrario a -l’home avec les souliers à talons-, mentre i più avallano il volere -dell’innominato- con il dire che il suo comportamento, e d’altri accoliti, è dovuto al supremo interesse dei Partiti (giornalisti partecipanti a “La7- Omnibus” del 29/10/08).

D’accordo, razza di lazzaroni ormai solo pennivendoli, anche voi orrido ingranaggio dell’indotto forzista/qualunquista, è interesse dei Partiti, ma avete mai pensato che c’è un interesse superiore e supremo che è quello della PATRIA e del POPOLO ITALIANO!

Voi giornalisti, ormai pressoché tutti prezzolati, giustamente tanto criticate l’opposizione che non s’oppone, ma con evidenza ciò non fate per scienza e coscienza, ma per gioco delle parti, e intanto svendete svilendo la vostra dignità d’informatori del pubblico. E’ anche gran vostra colpa, razza dannata di servili scrittori, se l’Italia è nello stato di “bond argentino” (lo dico con il massimo rispetto del popolo d’Argentina), perché il vostro mai chiaro “J’ACCUSE”, quando anche solo timidamente è accennato, è infantile ed inefficace, soltanto voce belante che non dispiace ai “grandi” che così lasciano intendere l’esistenza della pluralità delle idee; ma dimenticate, o vili, che “CI SONO I GRANDI SOLO PERCHE’ ALTRI STANNO IN GINOCCHIO“. E mentre tutto ciò avviene ormai dal dopo guerra, con l‏‏‏‏‏’aggravante di personaggi che il Potere ha ammazzato perché scomodi (Mattei, Dalla Chiesa, Libero Grassi…), e sempre sotto i vostri occhi, l’Italia ha lasciato il suo posto all’italyota italya serva della gleba, come anche emerge dall’ultimo accordo internazionale concluso dal bottegaio di Milano con il predone dalla Marmarica, il libico bedù, che, anche se “predone”, si pulì per sprezzo la mano dopo aver stretta, solo per prassi, quella del -purtroppo- nostro rappresentante. Sempre faccetta nera, abbondantemente soddisfatto nelle sue brame, in quell’occasione accordò agli atti che dal territorio da lui controllato non sarebbero più partiti clandestini attraverso il Mare Nostrum, cosa che, se non lascerà fare, lo inimicherà con i governi africani di quella povera gente con lui confinanti. Dunque, come ben è evidente, l’accordo non è stato rispettato, e non lo sarà per interessi libici, ma anche per interessati maneggi di un ricco censo italyota. A tutti è noto che proprio questa è la classe sociale che prevalentemente evade i contributi fiscali generici, poi inps, e che quando può, essendo imprenditrice, tenta di sfuggire anche al malaugurato inail lasciando disgraziati e cadaveri dove capita. In più graziosamente concedendo ai dipendenti i salari minimi imposti per legge, e per i lavoratori negri che fanno lavorare in nero, forse in omaggio al colore della loro pelle, sostengono costi ancora più ridotti.

Ma torniamo al processo Mills di cui non si parla sulla stampa italyota, verosimilmente per non disturbare il -manovratore-, così che le notizie dell’avvenimento bisogna scovarle sui giornali esteri.

In tal modo si apprende che è battaglia legale su Mills, già nel suo Paese condannato per le stesse imputazioni di cui è oggetto in italya, ed è zuffa -sull’ex di via Montenapoleone (massoneria G...O...I...), ora inquilino di Montecitorio- che è testimone-imputato, però stralciato da quegli atti processuali per l’avvento della legge Alfano.

Cominciamo il nostro discorso con l’esporre che la difesa Mills, avvocato Cecconi, afferma: “Già provata una gran corruzione!”.

Però, avvenuto lo stralcio della posizione legale dell’ambiguo -lombardo personaggio-, nell’aula di tribunale è rimasto indiziato solo l’inglese David Mills, ma è evidente che in quella sala persiste -l’ectoplasma- dell’italyota governativo rappresentante. E in ciò gli avvocati Ghedini et & non possono farci niente, anche perché la difesa di Mills continua a chiedere che il -basso assente- sia convocato almeno come teste, perché indispensabile per il sostenimento della tutela legale del proprio cliente, anche perché -l’onnipresente-, meno che in tribunale, ex piduista, è a conoscenza di fatti precisi sul decorso degli avvenimenti in giudizio. Ma -l’Arsenio Lupin de noantri-, abile a sfuggire a giudici e tribunali, non vuole comparire nell’aula che tanto odia, almeno quanto i togati.

Ma come già implicitamente affermavo in esordio dello scritto, se a qualcuno di noi peones dovesse giungere un “biglietto amoroso” di convocazione inviato dalla locale stazione Carabinieri per richiesta d’informazioni, il malcapitato è contemporaneamente con lo stesso mezzo avvertito che per inadempimento è passibile di prelievo coatto, dopo il terzo diniego, e di denuncia alla P. della R. ai sensi dell’articolo n. 650 del C.P.P. Dunque, figuriamoci i fulmini che il recalcitrante cittadino s’attira per non ottemperare all’invito di un tribunale penale.

Però l’uomo dal -sorriso a trentadue denti-, peraltro sempre presente nelle televisioni da cui mai vuole uscire, ha anche facoltà di ripudiare la comparizione perché politici lazzaroni, fittiziamente per ora ancora votanti, gli hanno dato questa facoltà.

Così, al povero avvocato Cecconi, difensore di Mills, non resta che spiegare che: “E’ necessario porre fine ai torti legali che il suo cliente sta patendo per “l’abracadabra di Angelino” che ha fatto sì che il coimputato si sia svincolato dalle leggi e dalle accuse, però con ciò creando grave torto e danno del Mills.

Ora, in altro Paese, tutto ciò non sarebbe successo perché un tale -ominicchio- non sarebbe mai stato candidabile nemmeno per incarichi a roccacannuccia, figuriamoci il creargli addosso leggi con valore retroattivo. Ma non solo l’infido -poltergeist- non compare in carne ed ossa in tribunale, anche se sollecitato come teste, ma nemmeno il Mills può sperare in dichiarazioni spontanee rilasciate dal recalcitrante. Allora Mills/Cecconi possono solo augurarsi che i giudici riescano a far materializzare il -fuggiasco- con reiterata ingiunzione di comparizione.

Ma il P.M. Fabio De Pasquale, ascoltando le giuste parole del Cecconi, ha esplicitato il suo pensiero comunicando che tutte le volte in cui -mister oni… oni… oni…- è stato convocato non si è mai presentato, ed ha perciò proferito: “Per l’avvocatura dello Stato si tratterebbe di un’attività di indagine dilatoria”. Con ciò intendendo che ai fini del dibattimento si perderebbe altro tempo prezioso!

Ma nella giusta logica del processo equo, il Cecconi ha allora chiesto l’escussione di più testimoni: “Jean Pierre Rivara, Pierre Laurent Rivara, Isaac Marrache, Diego Attanasio…”, e ciò con il proposito di porre in chiaro i flussi di denaro che si succedettero nei conti delle banche e delle finanziarie che dovevano depositarli in un conto di proprietà del suo assistito.

Nella storia complessa di questo processo, ma non quanto il giro vorticoso di denaro trasferito qui e là all’estero, Isaac Marrache, ab intio assunto come teste dalla difesa Berlusconi, era stato per rogatoria ascoltato a Londra. Per questo il Cecconi, ancora giustamente, ha fatto rilevare: “…Considerando che per il P.M. si tratta di testi importanti, tanto da giustificare il suo viaggio a Londra, devono essere sentiti in aula”.

“Non c’è motivo di far comparire altri testi – ha controbattuto il P.M. – perché qui (in Italia) si celebra un processo in cui l’imputato Mills è indiziato di reato per una prova firmata di suo pugno. [Lettera autografa, agli atti, che il Mills scrisse al suo commercialista inglese per chiedergli di sistemare in Inghilterra, proprio paese d’origine, ogni pendenza fiscale che si sarebbe potuta scatenare per la comparsa improvvisa di forse oltre $ 600 mila su un suo conto bancario inglese. Solo che il commercialista, dissimilmente da molti italyoti sempre e solo in cerca di vantaggi personali di qualsiasi genere, informò l’Autorità inglese del fatto]. Inoltre, in precedenza, il Mills già aveva rilasciato una confessione di colpevolezza che non sta ritrattando, questo tribunale, dunque, possiede la prova di una corruzione terrificante, e si è accertato che i soldi giunti al Mills non avevano come fonte Attanasio. Ed a questo punto il P.M. torna a chiarire che gli -almeno 600 mila dollari- giunti al Mills facevano capo a Silvio Berlusconi che si era avvalso per il trasferimento della somma delle compiacenze di Carlo Bernasconi, che però è nel frattempo deceduto.

I giudici, sulla necessità di ascolto di Berlusconi e altri i cui nomi sono stati in parte sopra riportati, si sono riservati la decisione, e comunicheranno le loro conclusioni il prossimo 14 novembre. Se, però, le richieste della difesa Mills dovessero essere rigettate, possiamo già intendere che difficilmente potrà dichiararsi chiusa l’istruttoria dibattimentale di questo processo, anche perché ancora non è pervenuto da Lugano il verbale lì acquisito nei confronti del banchiere Paolo Del Bue (altro personaggio comparente come conoscitore dei fatti).

In conclusione di questa discussione possiamo solo far rilevare che: “Il P.M. ha chiesto di sospendere il processo congelandone il decorso della prescrizione, ma il difensore di Mills non concorda. Allora i giudici dovranno esprimersi anche su questo punto”.

In ogni caso, la prescrizione del processo inesorabilmente avverrà nel febbraio del 2010, e con quest’andazzo sembra impossibile che si potrà giungere ad una sentenza definitiva. Così il solito Berlusconi uscirà vincitore da un processo che lo vede imputato in prima persona, però non imputabile per la legge Alfano, e la Giustizia di questo Paese sarà ancora più vilipesa facendoci fare con noi stessi ed anche con i bedù l’ennesima figura dei “peracottari”!

kiriosomega

Written by kiriosomega

30 Ottobre 2008 alle 12:47

Leges coactae Berlusconi siluere.

nessun commento

Leges coactae Berlusconi siluere! Tacquero le leggi violentate da berlusconi!

Dal TG5 del 25 luglio 2008 ore 13.00 [visibile, per conferma dello scritto, in internet all’indirizzo:

http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2008/07/25&id=28615&categoria=servizio&from=tg5 ].

Ognuno ha una propria sensibilità alla parola ed agli avvenimenti. C’è chi minimizza e chi esalta uno stesso fenomeno; ma resta però il fatto che ogni manifestazione, ogni pensiero, si ergono e celano il proprio inespresso, a volte inconscio, o represso modo d’essere. Così, anche per ciò che descriverò, assolutamente vero, si creerà nei Lettori una gamma di sensazioni emotive che procederanno attraverso tutti i gradi dell’interpretazione. E’ necessario però precisare che solo un’analisi psichiatrica può chiarire, con verosimile chiarezza, la personalità espressa od inespressa che emerge anche da comportamenti apparentemente innocui, così distinguendo psicolabilità da diverse origini per procedere sino alla classificazione di gravi casi di psicopatie dissociative, altresì avvalendosi di frasi o scritti da alcuni ritenute ridanciane o serie..

L’arcorese, con evidente microsomia, per necessità psicologica compendia questa sua mancanza strutturale, e naturale, con arroganza, altezzosità, prepotenza, presunzione, sfrontatezza, superbia… mostrata nei confronti d’ognuno di noi peones. Per queste lapalissiane manifestazioni, e per affinità d’idee, mi tornano alla mente le parole di una canzone di De André dal titolo “Un Giudice” [il testo è rintracciabile su internet] che si chiude con i versi: “E allora la mia statura non dispensò più buonumore a chi alla sbarra in piedi mi diceva Vostro Onore, e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio non conoscendo affatto la statura di Dio.”.

In proposito della spazzatura di Napoli, chi ormai si considera padrone d’Italia e delle leggi della Repubblica, nuovamente ridimostra davanti alle telecamere la sua iattanza e vanagloria; infatti, come spesso avviene comparendo con il suo sorriso a trentadue denti, quello delle occasioni migliori, ha testualmente pronunciato quanto segue.

Citando Napoli e l’emergenza spazzatura afferma che è finita, ma astutamente si astiene dal riferire su quanto malessere ancora esiste nel circondario partenopeo, e, nel discorso che proclama, tra l’altro riferisce: “Dobbiamo fare una campagna per Napoli città pulita…occorre insegnare ai cittadini la sfida della raccolta differenziata…PER ESEMPIO, A SINGAPORE, SINO A 11 ANNI FA, CHI SPORCAVA ERA FUSTIGATO CON 7 SFERZATE, MI SPIACCIO DI NON POTERE ADOTTARE QUESTA SANZIONE, STUDIEREMO ALTRI SISTEMI”.

Ed ora lasciatemelo gridare signori Lettori, qualunque sia la vostra opinione, sensibilità e personalità. Ma come si può supinamente soggiacere di fronte ad una gravissima asserzione come quella fedelissimamente sopra riportata. “Ma chi cazzo (scusate la volgarità) crede di essere costui che si dispiace di non poter infliggere pene corporali agli italiani”.

Lui che, con la complicità d’accoliti bramosi di potere e senza idee che vadano aldilà dell’abietto capitalismo privato, s’è aggiustato i processi che aveva a carico, specialmente con il lodo Schifani e con la successiva legge Alfano, approvata in tre giorni. Già, perché il così detto lodo Alfano tale non è, perché è legge normale dello Stato che Napolitano non ha potuto esimersi dal firmare pena le sue dimissioni dalla carica entro breve tempo. E qui mi viene da aggiungere: “Nessuno, signor Presidente, è indispensabile nel ruolo che occupa, e nemmeno glie l’ha imposto il medico di esercitare la mansione che esprime sul proscenio della vita. Dunque, pur comprendendo la sua necessità politica di ratifica della legge Alfano, vedo nell’accettazione una profonda caduta di stile non giustificabile in alcuna maniera”.

Desidero anche aggiungere che, pur considerando che ognuno possiede una sua sensibilità, cultura, personalità, propensione… se dovessi impegnarmi nel produrre un profilo caratteriale del soggetto Berlusconi alla luce dei suoi trascorsi quindici anni di vita pubblica, oltre la facoltà di cronaca che presto questo governo farà in maniera di toglierci se il popolo italico non reagisce, il giudizio tecnicamente espresso verterebbe verso una “chiamiamola diversa abilità”, e qui fermo il mio dire per non incorrere in guai giudiziari, giacché “tengo famigghia, non mafiosa”, e stentatamente potrei pagarmi un insignificante avvocato di provincia.

Premesso il grave insulto per possibile pena corporale che il presidente del consiglio amerebbe infliggermi insieme con tutti Voi, trapasso a diverso e corposo argomento.

L’Italya a stelle e strisce, fatta da suoi serpeggianti lacchè è quella che il Berlusconi ha in testa. Lui vorrebbe solo funzionari che si prostrano silenziosi. Un CSM che non eserciti nessuna funzione insieme ai magistrati che devono essere esautorati del loro compito. Chiaramente, anche la stampa non dovrà essere libera. Infatti, prossimamente, sua piccola altezza tenterà di costruire la legge che vieterà le intercettazioni telefoniche così che, lo dico a chi non lo sa, se non saranno usate dal magistrato entro tre mesi dalla raccolta, quando ammesse, non avranno più alcuna validità giuridica. E senza l’opinione pubblica che fa da gran cassa, quale politico sarà mai punito nel Paese in cui, come affermava Giovanni Gentile, “un sigaro ed una croce di cavaliere non si rifiuta a nessuno” specialmente al novizio in carriera magistrale che… chissà…

Ma dopo la gravissima affermazione sopra citata, esaminiamo anche le cose di cui il Berlusconi va fiero, e che afferma il governo ha fatto in tre mesi, di “catalessi” aggiungo io, perché esso ruota solo e soltanto intorno a lui ed alle sue necessità.

Cominciamo con l’apprezzare che esiste un’inefficienza governativa che, dall’insediamento nella carica, propone in commissione giustizia della Camera “la presa in considerazione del disegno di legge Berlusconi sulle intercettazioni”. Infatti, nonostante la gravissima situazione economica che sta travolgendo la nazione e l’economia sopranazionale, i signori governanti, in questi tre mesi di malgoverno, hanno bloccato le aule parlamentari con i problemi personali del presidente del consiglio. Inizialmente la cosa avvenne con la cosiddetta “blocca processi”, che avrebbe impedito l’iter procedurale di 100 mila giudizi magistrali per reati gravissimi solo per impedirne uno: “Quello che coinvolge il Berlusconi”. «Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere nel primo grado del processo Mills per corruzione in atti giudiziari. La frase è dell’avvocato Gaetano Pecorella suo ex difensore ». Poi, ad ingessare l’attività parlamentare è emerso il cosiddetto “lodo Alfano” che, come già affermato, lodo non è, perché è legge dello stato che si oppone a che il presidente del consiglio sia processato.

Punti salienti del disegno di legge Berlusconi sono:

1) Articolo 1- E’ ammessa l’imposizione che prevede l’impossibilità, da parte dei magistrati, d’informare l’opinione pubblica di ciò che è stato appurato in corso d’indagini.

2) Articolo 2- E’ fatto divieto di pubblicazione, attraverso qualsivoglia organo stampa, degli atti relativi acquisiti in indagini svolte.

… … …

13) Articolo 13- E’ previsto l’arresto per ogni giornalista che violi il dispositivo di divieto di pubblicazione previsto dall’articolo 2.

Considerazione: Vogliamo chiamare tutto questo “dittatura”? L’idea non è peregrina!

A proposito di una, per ora, strisciante dittatura, segnalo che su LA7 di ieri Venerdì 25 luglio 2008, durante la trasmissione mattutina nota come Omnibus, intervennero, tra gli altri, F. Storace, M. Taradash, M. Rizzo ed altri due signori di cui non ricordo il nome, che alle parole prima stentate, poi pesanti dello Storace che affermava: “…Esiste, adesso, un’oligarchia politica che detiene il potere…” non solo non ponevano rimostranze, ma assentivano con ampi gesti della testa. Dunque, il pericolo di dittatura che descrivo non è utopico, la sua puzza l’avvertono anche politici che, per dirla lapalissianamente, sono o si sentono fuori dei giochi di potere.

Continuiamo la nostra critica con il porre in rilievo che il Berlusconi si vanta d’avere cassato l’odiosa tassa sull’ICI. Vero! Ma la cifra media che i modesti proprietari di casa pagavano per la loro abitazione era una spesa pressoché ridicola, e se la dividiamo per costo mensile otteniamo che essa si aggirava intorno al prezzo di un pacchetto di sigarette o poco più. Ma oltre ai peones con unica abitazione popolare o giù di lì, esistono assai agiati benestanti che pur non possedendo castelli pagavano una tassa assai maggiore, perciò costoro hanno ottenuto assai ben diversa agevolazione, e come il solito chi più beneficia è il ceto abbiente di cui fa parte a pieno diritto la casta. Ma i comuni, con l’odiosa tassa che li sorresse in gran parte della loro economia, quali balzelli s’inventeranno per sostenersi? E li distribuiranno secondo un concetto di progressiva imposta secondo il reddito di ciascuno? La risposta è no! Inutile darne dimostrazione, possiamo però avvalerci di un detto siciliano che recita.: “Cu sparti avi a megghiu patti” [Chi divide ottiene sempre il meglio per sé].

Insomma, in questo Paese che lo stesso bush=cespuglio ha classificato noto per corruzione governativa, il politico, per dimostrare la verità dello statunitense, ovvero chi dovrebbe essere per la sua pubblica funzione una persona di specchiati costumi e capace di sopportare i pesi della sua condizione, si è trasformato in strapagato vessatore del popolo con cui non ha più alcun contatto e dialogo. Anzi, i malnati, per le prossime europee stanno già preparandosi ad estromettere il cittadino dal voto di scelta elettorale, perché vogliono nuovamente riproporre soggetti imposti dalle segreterie partitiche.

Dopo le considerazioni espresse, condivisibili o condannabili secondo propensione ed interessi, occupiamoci, seppur sommariamente del gravissimo problema che su tutti noi ormai è spada di Damocle.

L’indebitamento strutturale del paese Italia è in forte aumento. Esso è valutato in circa lo 0,6% in più al netto delle una tantum. La spesa corrente è in forte aggravio, addirittura, per la prima volta essa sale oltre il 40% del P.I.L. La redditività del paese è in rovina libera sia nel privato, sia, ma soprattutto, nel pubblico impiego. Il costo del lavoro, per unità di prodotto, è in impennata continua ed è valutato con un più 4,5% se si compara l’avvenimento tra il 2007 ed il primo trimestre del 2008. Ma la fosca situazione italica è anche e non solo europea, perché ci giunge dal crollo dell’economia per causa della globalizzazione e della permissività, in particolare, statunitense che permette a privati speculazioni folli. In ogni modo, la situazione economica, non ancora al culmen della sua gravità, è greve per tutta l’Europa che, ancora una volta, per la debolezza Italyota da cause esclusivamente partitocratiche, ci considera, perché purtroppo lo siamo, zavorra da traghettare con sforzi, in particolare, come il solito, sostenuti dalla Germania. Questa sconsolante situazione è affermata del fondo monetario europeo!

Ed intanto, come già in parte descritto, nessuno dei Soloni governativi legge i segnali che giornalmente ci pervengono. Il Berlusconi è impegnato nella sua predonomia (Espero docet) sui togati, l’occhialuto Tremonti è invece affaccendato in vicende dal sapore di “accademica retorica”, mentre i mercati affondano ed il vento della tempesta, anzi dell’uragano, si avvicina sempre più.

Mala tempora currunt… mala tempora!

kiriosomega

Written by kiriosomega

27 Luglio 2008 alle 07:42