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Processo Mills: l’epilogo!
Il processo Mills.
L’inglese avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza volta a tutelare Silvio Berlusconi nel processo per corruzione della Guardia Di Finanza, e nel processo dei fondi neri denominato All Iberian.
Il reo, ha ritenuto la corte, percepì 600 mila dollari versati su un suo conto svizzero da “Mr B(ernasconi)” per dichiarare il falso, e coprire “Mr B(erlusconi)” che del conoscente milanese si era servito per l’operazione di “traghettamento” della somma.
Fin qui la solita storia dei soliti “stronzi del quartierino”, o “ammezzato”, o “superattico”, o … insomma il solito sordido squallore nazionale.
Ciò che invece è nuovo è che la Corte ha dichiarato colpevole un corrotto senza che il corruttore esista, ovviamente giuridicamente. E sì, perché logica vuole che ovunque c’è un corrotto c’è un corruttore, però questo aleggiava in quel nel tribunale solo come ectoplasma.
Queste come sempre sono le cose d’Italya, cose malfatte, cose fatte a metà.
In altri posti chi anche solo è sfiorato da sospetto, o si dimette, o è allontanato in malo modo; così l’Amministrazione Obama è stata smembrata prima ancora che si insediasse.
In Italya, invece, chi corrompe è premiato da un elettorato che altro non ambisce che di divenire a sua volta corruttore, assomigliando al modello dei suoi sogni! D’altra parte cosa ci si può aspettare dai nipoti di quelli che tradirono la Causa, l’Onore della nazione e l’Alleato per saltare sul carro dei vincitori della guerra!
Berlusconi, figlio di quella mentalità, il furbastro più furbastro, padre padrone di un governo e di un partito, non è comparso al processo come corruttore solo perché i suoi schiavi hanno promosso la legge Alfano.
La sentenza del processo Mills sarà però letta anche all’estero, dove ancor meglio sapranno chi è berlusconi, ma ancor più criticheranno e ci marchieranno con l’antico epiteto “Maccaroni”.
Non so voi, ma io ne ho i coglioni pieni d’essere ritenuto inaffidabile, e buono solo per “l’ammazzatora”.
Lui a noi parla in un modo, ma i ca…voli suoi li coltiva in un altro!
Italya: “Teatro delle tragedie”.
Lui a noi parla in un modo, ma i ca…voli suoi li coltiva in un altro!
-Lui- a noi parla in un modo, ci redarguisce e minaccia, ma i cavoli suoi li coltiva in differente maniera, infatti, li “concima” con opere che noi peones, se solo dovessimo pensarle, finiremmo in galera. Mi riferisco, in quest’occasione, al -fantasma- del processo Mills, dove un dibattimento magistrale sembra arenarsi tra strettoie burocratiche e pastoie create da mestieranti legulei, così incamminandosi, purtroppo, verso la decorrenza dei termini lasciando nuovamente impunito un individuo innominabile.
Ora, il -nefando-, all’inverosimile gonfio d’alterigia e ingordo di personale potere, vuole anche le elezioni europee blindate dai segretari di partito che sono divenuti i nuovi deus ex machina delle italyote baronie che si sono costituite e irrobustite dal 1994 in poi, mentre, con l’aumento del potere dei partiti, l’italyota stampa si è indebolita divenendo di essi connivente. Solo qualche giornalista a denti stretti è occasionalmente contrario a -l’home avec les souliers à talons-, mentre i più avallano il volere -dell’innominato- con il dire che il suo comportamento, e d’altri accoliti, è dovuto al supremo interesse dei Partiti (giornalisti partecipanti a “La7- Omnibus” del 29/10/08).
D’accordo, razza di lazzaroni ormai solo pennivendoli, anche voi orrido ingranaggio dell’indotto forzista/qualunquista, è interesse dei Partiti, ma avete mai pensato che c’è un interesse superiore e supremo che è quello della PATRIA e del POPOLO ITALIANO!
Voi giornalisti, ormai pressoché tutti prezzolati, giustamente tanto criticate l’opposizione che non s’oppone, ma con evidenza ciò non fate per scienza e coscienza, ma per gioco delle parti, e intanto svendete svilendo la vostra dignità d’informatori del pubblico. E’ anche gran vostra colpa, razza dannata di servili scrittori, se l’Italia è nello stato di “bond argentino” (lo dico con il massimo rispetto del popolo d’Argentina), perché il vostro mai chiaro “J’ACCUSE”, quando anche solo timidamente è accennato, è infantile ed inefficace, soltanto voce belante che non dispiace ai “grandi” che così lasciano intendere l’esistenza della pluralità delle idee; ma dimenticate, o vili, che “CI SONO I GRANDI SOLO PERCHE’ ALTRI STANNO IN GINOCCHIO“. E mentre tutto ciò avviene ormai dal dopo guerra, con l’aggravante di personaggi che il Potere ha ammazzato perché scomodi (Mattei, Dalla Chiesa, Libero Grassi…), e sempre sotto i vostri occhi, l’Italia ha lasciato il suo posto all’italyota italya serva della gleba, come anche emerge dall’ultimo accordo internazionale concluso dal bottegaio di Milano con il predone dalla Marmarica, il libico bedù, che, anche se “predone”, si pulì per sprezzo la mano dopo aver stretta, solo per prassi, quella del -purtroppo- nostro rappresentante. Sempre faccetta nera, abbondantemente soddisfatto nelle sue brame, in quell’occasione accordò agli atti che dal territorio da lui controllato non sarebbero più partiti clandestini attraverso il Mare Nostrum, cosa che, se non lascerà fare, lo inimicherà con i governi africani di quella povera gente con lui confinanti. Dunque, come ben è evidente, l’accordo non è stato rispettato, e non lo sarà per interessi libici, ma anche per interessati maneggi di un ricco censo italyota. A tutti è noto che proprio questa è la classe sociale che prevalentemente evade i contributi fiscali generici, poi inps, e che quando può, essendo imprenditrice, tenta di sfuggire anche al malaugurato inail lasciando disgraziati e cadaveri dove capita. In più graziosamente concedendo ai dipendenti i salari minimi imposti per legge, e per i lavoratori negri che fanno lavorare in nero, forse in omaggio al colore della loro pelle, sostengono costi ancora più ridotti.
Ma torniamo al processo Mills di cui non si parla sulla stampa italyota, verosimilmente per non disturbare il -manovratore-, così che le notizie dell’avvenimento bisogna scovarle sui giornali esteri.
In tal modo si apprende che è battaglia legale su Mills, già nel suo Paese condannato per le stesse imputazioni di cui è oggetto in italya, ed è zuffa -sull’ex di via Montenapoleone (massoneria G...O...I...), ora inquilino di Montecitorio- che è testimone-imputato, però stralciato da quegli atti processuali per l’avvento della legge Alfano.
Cominciamo il nostro discorso con l’esporre che la difesa Mills, avvocato Cecconi, afferma: “Già provata una gran corruzione!”.
Però, avvenuto lo stralcio della posizione legale dell’ambiguo -lombardo personaggio-, nell’aula di tribunale è rimasto indiziato solo l’inglese David Mills, ma è evidente che in quella sala persiste -l’ectoplasma- dell’italyota governativo rappresentante. E in ciò gli avvocati Ghedini et & non possono farci niente, anche perché la difesa di Mills continua a chiedere che il -basso assente- sia convocato almeno come teste, perché indispensabile per il sostenimento della tutela legale del proprio cliente, anche perché -l’onnipresente-, meno che in tribunale, ex piduista, è a conoscenza di fatti precisi sul decorso degli avvenimenti in giudizio. Ma -l’Arsenio Lupin de noantri-, abile a sfuggire a giudici e tribunali, non vuole comparire nell’aula che tanto odia, almeno quanto i togati.
Ma come già implicitamente affermavo in esordio dello scritto, se a qualcuno di noi peones dovesse giungere un “biglietto amoroso” di convocazione inviato dalla locale stazione Carabinieri per richiesta d’informazioni, il malcapitato è contemporaneamente con lo stesso mezzo avvertito che per inadempimento è passibile di prelievo coatto, dopo il terzo diniego, e di denuncia alla P. della R. ai sensi dell’articolo n. 650 del C.P.P. Dunque, figuriamoci i fulmini che il recalcitrante cittadino s’attira per non ottemperare all’invito di un tribunale penale.
Però l’uomo dal -sorriso a trentadue denti-, peraltro sempre presente nelle televisioni da cui mai vuole uscire, ha anche facoltà di ripudiare la comparizione perché politici lazzaroni, fittiziamente per ora ancora votanti, gli hanno dato questa facoltà.
Così, al povero avvocato Cecconi, difensore di Mills, non resta che spiegare che: “E’ necessario porre fine ai torti legali che il suo cliente sta patendo per “l’abracadabra di Angelino” che ha fatto sì che il coimputato si sia svincolato dalle leggi e dalle accuse, però con ciò creando grave torto e danno del Mills.
Ora, in altro Paese, tutto ciò non sarebbe successo perché un tale -ominicchio- non sarebbe mai stato candidabile nemmeno per incarichi a roccacannuccia, figuriamoci il creargli addosso leggi con valore retroattivo. Ma non solo l’infido -poltergeist- non compare in carne ed ossa in tribunale, anche se sollecitato come teste, ma nemmeno il Mills può sperare in dichiarazioni spontanee rilasciate dal recalcitrante. Allora Mills/Cecconi possono solo augurarsi che i giudici riescano a far materializzare il -fuggiasco- con reiterata ingiunzione di comparizione.
Ma il P.M. Fabio De Pasquale, ascoltando le giuste parole del Cecconi, ha esplicitato il suo pensiero comunicando che tutte le volte in cui -mister oni… oni… oni…- è stato convocato non si è mai presentato, ed ha perciò proferito: “Per l’avvocatura dello Stato si tratterebbe di un’attività di indagine dilatoria”. Con ciò intendendo che ai fini del dibattimento si perderebbe altro tempo prezioso!
Ma nella giusta logica del processo equo, il Cecconi ha allora chiesto l’escussione di più testimoni: “Jean Pierre Rivara, Pierre Laurent Rivara, Isaac Marrache, Diego Attanasio…”, e ciò con il proposito di porre in chiaro i flussi di denaro che si succedettero nei conti delle banche e delle finanziarie che dovevano depositarli in un conto di proprietà del suo assistito.
Nella storia complessa di questo processo, ma non quanto il giro vorticoso di denaro trasferito qui e là all’estero, Isaac Marrache, ab intio assunto come teste dalla difesa Berlusconi, era stato per rogatoria ascoltato a Londra. Per questo il Cecconi, ancora giustamente, ha fatto rilevare: “…Considerando che per il P.M. si tratta di testi importanti, tanto da giustificare il suo viaggio a Londra, devono essere sentiti in aula”.
“Non c’è motivo di far comparire altri testi – ha controbattuto il P.M. – perché qui (in Italia) si celebra un processo in cui l’imputato Mills è indiziato di reato per una prova firmata di suo pugno. [Lettera autografa, agli atti, che il Mills scrisse al suo commercialista inglese per chiedergli di sistemare in Inghilterra, proprio paese d’origine, ogni pendenza fiscale che si sarebbe potuta scatenare per la comparsa improvvisa di forse oltre $ 600 mila su un suo conto bancario inglese. Solo che il commercialista, dissimilmente da molti italyoti sempre e solo in cerca di vantaggi personali di qualsiasi genere, informò l’Autorità inglese del fatto]. Inoltre, in precedenza, il Mills già aveva rilasciato una confessione di colpevolezza che non sta ritrattando, questo tribunale, dunque, possiede la prova di una corruzione terrificante, e si è accertato che i soldi giunti al Mills non avevano come fonte Attanasio. Ed a questo punto il P.M. torna a chiarire che gli -almeno 600 mila dollari- giunti al Mills facevano capo a Silvio Berlusconi che si era avvalso per il trasferimento della somma delle compiacenze di Carlo Bernasconi, che però è nel frattempo deceduto.
I giudici, sulla necessità di ascolto di Berlusconi e altri i cui nomi sono stati in parte sopra riportati, si sono riservati la decisione, e comunicheranno le loro conclusioni il prossimo 14 novembre. Se, però, le richieste della difesa Mills dovessero essere rigettate, possiamo già intendere che difficilmente potrà dichiararsi chiusa l’istruttoria dibattimentale di questo processo, anche perché ancora non è pervenuto da Lugano il verbale lì acquisito nei confronti del banchiere Paolo Del Bue (altro personaggio comparente come conoscitore dei fatti).
In conclusione di questa discussione possiamo solo far rilevare che: “Il P.M. ha chiesto di sospendere il processo congelandone il decorso della prescrizione, ma il difensore di Mills non concorda. Allora i giudici dovranno esprimersi anche su questo punto”.
In ogni caso, la prescrizione del processo inesorabilmente avverrà nel febbraio del 2010, e con quest’andazzo sembra impossibile che si potrà giungere ad una sentenza definitiva. Così il solito Berlusconi uscirà vincitore da un processo che lo vede imputato in prima persona, però non imputabile per la legge Alfano, e la Giustizia di questo Paese sarà ancora più vilipesa facendoci fare con noi stessi ed anche con i bedù l’ennesima figura dei “peracottari”!