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…il troppo sempre stroppia!

quando troppo vuoi prima o poi la corda rompi
…allora siamo d’accordo. Agli arabi dai il petrolio e l’acqua, ma a noi la forza di prenderceli. (Le scritte in israeliano e inglese ripetono la scritta italiana).
Ma va a cagher! (è la scritta in arabo vicino alla mano).
Acacia- Dimethiltriptamina- Profeti- Mosé
Da tanto tempo è nota la sostanza C6H12N6 dimethiltriptamina -DMT- e la sua presenza in comuni piante anche europee, per esempio acacia, robinia, mimosa… La sostanza ha effetto allucinogeno, però di breve durata, sembra non oltre i 15/20 minuti. Agli spiritosi subito comunico che non è presente nel miele d’acacia, dunque non serve farne scorte!
La sostanza, alla stregua delle psilocibine fungine, o della dietilamide dell’acido lisergico (LSD)… ha funzione allucinogena. E’ secreta anche nel cervello specie durante il sonno in fase REM, forse potrebbe essere interessata nell’attivazione della fase onirica. Sarebbe interessante controllarne la presenza, o i picchi prodotti, nei ciechi dalla nascita e nei soggetti con tale patologia acquisita, ma anche durante l’attività del sogno distinguendolo se a colori o in bianco e nero, ovviamente questa fase attraverso il racconto dello sperimentatore.
Anche se la notizia che il profetismo ebraico s’avvaleva di questa sostanza per le sue divinazioni è emersa per il grande pubblico soltanto oggi, la cosa era risaputa ormai da tanto tempo. Tutte le “caste” sacerdotali, sciamani, stregoni… in ogni tempo e luogo sono state dedite all’uso di sostanze psicotrope stimolanti. In alternativa, altra possibilità di cadere in stato di “trance” è offerta dall’aum tantrico ripetuto monotonamente con testa iperestesa sì da non favorire un afflusso opportuno all’encefalo; ma anche attraverso la terapia della parola, come ben sanno gli psichiatri che si servono d’induzione ipnotica, è possibile raggiungere uno stato di completa estraneazione dalla realtà. E, dulcis in fundo, anche il cristianesimo non è scevro di tecniche simili. Il salmodiante rosario o lo scandire monotono d’altre preghiere in ambiente in penombra, con luci tremule, odore d’incenso nell’aria… crea in soggetti psicolabili l’estasi e le visioni. La chiesa di Roma definisce la tecnica: “liturgia della parola”.