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…la storia già gli dà ragione!

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benito-mussolini: 28 ottobre!

benito-mussolini: 28 ottobre!

Written by kiriosomega

28 Ottobre 2009 alle 14:51

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Ubi dolor ibi digitus

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Ubi dolor ibi digitus!

Spunto e riferimento tratti da: “Alcune considerazione del vescovo Tomasi pubblicate da ItaliaInformazioni”.

Fermo restando che non è compito della chiesa proporre considerazioni politiche, anche perché le critiche che sovente espone, a mio giudizio deve emetterle in assemblee di credenti, e, dunque, in luoghi appartati e riservati, e non poi offerti alla stampa da preti nell’esercizio delle loro funzioni.

Non è possibile, in questo caso, non essere d’accordo con l’analisi che riferisce il vescovo Tomasi sui pericoli che la società, non solo italica, sta subendo. La sua dichiarazione è, tutto sommato, una questione di buon senso, anche se assolutamente non concordo con i suoi velati, nemmeno tanto, riferimenti al Fascismo… ma in tempi di “fratelli maggiori e… minori… si capisce che… ubi major minor cessat… e quegli alberghetti in Terra Santa, poi anche esentasse…”. Così la chiesa è concorde, con chiappe tramanti a inchinarsi al nuovo Cesare, ma io che sono devoto della Lupa Capitolina e che presso di essa ho i miei lupercali non concordo con quel che, mihi visum est: “Est Cursus Dishonorum!”.

Ma, considerati i riferimenti impliciti del dire del Signor Tomasi, tra la struttura e statura morale di Mussolini, e quella di berlusconi, o del suo emulo francese, o del pensionato U$A… c’è un abisso di moralità e umanità.

Il primo, a dir di molti, soffrì di manie di grandezza, tutte da dimostrare… perché la guerra non avrebbe certo risparmiato l’Italia come certi… disinformati, meglio novelli Catilina vogliono far credere. E poi, certo nessuno può accusarlo di essersi mai costruito leggi ad personam, o d’essersi arricchito privando la nazione di ciò che era possibile… Anche la pensione alla Vedova, con i suoi figli, fu accordata con difficoltà dopo circa dodici anni dalla morte del marito, perché, questa la motivazione della Corte dei Conti, non si trovava modo di calcolarla giacché il Duce del fascismo non percepiva un regolare stipendio!

Eh sì, bisogna proprio affermarlo: “Da una parte i nani, questa volta senza riferimenti specifici, dall’altra un Gigante”. Ma un Gigante, questo sì, che stupidamente si lasciò catturare e uccidere. L’ingenuità, o il senso del dovere di Mussolini che avrebbe potuto fuggire all’estero con i suoi documenti politici e… qualche soldarello, per il barbaro omicidio cui andò incontro fece il gioco di chi temeva fossero rivelate scomode politiche verità dimostranti i veri volti dei guerrafondai, e le loro motivazioni che condussero alla seconda guerra mondiale. Ma tutto s’accomodò con quella bocca per sempre turpemente chiusa. Da allora, all’Italia, espropriata anche di terre dove le foibe ancora grondano sangue, toccò lo status di “colonya America”, però senza dollaro e con tributi enormi da pagare. Infatti, gli ameri-cani hanno sempre dimostrato d’essere seguaci del: “ruere ed exruere” senza mai “icere e disicere”. Perciò, abituati a distruggere sin dalla decimazione dei pellerossa, volentieri ricostruiscono il paese conquistato ponendolo in stato di soggezione economica politica, anche occupandolo con basi militari in tempo di pace così che la sua “resurrezione” non può avvenire. Da noi ci sono ben 115 insediamenti ameri-cani esentasse, almeno tre in possesso d’ordigni atomici detenuti illegalmente per le leggi italiane.

Sul secondo personaggio del nostro riferimento, quello in all directions di bassa statura, sappiamo che è assai diverso. In ogni modo, da una parte c’è lui con la sua patologica autostima mentre gioca al cucù anche con le tardone, [mi scuso con le Signore, il mio è un dire solo dimostrativo], però non disdegnando le ballerine… perché la pillola blu… però le malattie cardiovascolari… in qualche caso benigne… Dall’altra parte ci sono tutti gli altri che lo osservano con… Questo piccoletto dal petto gonfio, dai capelli rifatti insieme al lifting e… forse altro, costui che nessuno mai ha sentito parlare di Patria e suoi valori, costui che ha distribuito i militari nelle strade, gente non addestrata al servizio d’ordine pubblico, ora s’è inventato, ricattato dal padano “re foruncolo”, anche le “ronde” che a Milano, in estremo tributo all’americanismo strisciante, hanno già denominato “City Angels”. Costui, ora vuole anche il nucleare, quattro centrali, sabotando un referendum popolare nazionale che pose in evidenza: “NO”, a torto o ragione! Costui lo vuole quando altri Paesi lo stanno dismettendo. Costui lo vuole pur sostenendo la nazione costi enormi in periodo di profonda crisi ormai solo economica, perché la finanza, io la definisco spaccio “d’usura di marca talmudica”, ha i forzieri pieni, mentre ha chiuso i rubinetti della fiducia tra banchieri e banche tra loro. Costui le vuole in questo Paese dove non c’è posto per le discariche di rifiuti solidi urbani che sono finiti in mano alla delinquenza abituale. Rifiuti che viaggiano con il “treno dei miracoli” che dall’Italya si dirige a Bruxelles portando anche europarlamentari ben retribuiti, ma il tragitto si compie via Germania con tappa obbligatoria per lasciare il carico che, invece, è pagante sia per il trasporto, sia per il trattamento successivo.

Non hanno capito i politic(ant)i di casa nostra che l’Italia è un Paese piccolo, lungo e stretto dove non ci sono posti lontani dagli abitati, o dai centri coltivati e dalle falde acquifere. La Padiana era il nostro granaio, ora solo è letamaio, e la parte peninsulare, assai stretta, in un punto sino a circa quaranta chilometri, è centralmente occupata dagli Appennini. Allora, costui, dove metterà le centrali? Chi le vorrà?

Rispondo con la sfera di cristallo della “maga Marchi”: “Le vorranno(?), non importa, le accetteranno per forza Sicilia e Sardegna”. Ciò, se politicamente la manovra avrà successo parlamentare, avverrà grazie ai federalismi fiscali (il plurale non è errore) del celtico bossi!”. Io profeta di sventura? No! Me lo auguro, ma non ci credo.

In centro Sicilia ci sono vasti territori in cui nemmeno i pascoli sono utilizzati, perché intoccabili. In Sardegna, invece, i cittadini convivono con il nucleare da quando durante il Governo del “Divo Giulio”, era il 1971, la “mens diabolica” concesse circa novecento miglia marine di mar Tirreno agli ameri-cani che crearono anche infrastrutture terrestri e ridotte varie per sommergibili nucleari e navi, mentre l’estesione marina fu interdetta al naviglio civile. In Sicilia, nei dintorni di Serradifalco (CL), dove ancora si aprono le antiche miniere di solfo a cielo aperto, già da molto tempo i contatori geiger segnalano un picco elevato di becquerel. A nord di Cagliari, in località Quirra, villaggio agricolo inferiore a 200 residenti nel comune di Villaputzu, cinquemila abitanti circa, avvengono “fatti strani”, ed in ambedue le zone, sicula e sarda, l’incidenza di cancri solidi ed a cellule sparse, mieloidi e linfoidi, è elevatissima. A Villaputzu è anche presente un’insolita incidenza di teratomi neonatali per mutazioni ed attivazioni di condizioni di tossicità genica. Tra l’altro, alcuni neonati non sopravvissuti sono nati affetti anche da cranioschisi, mentre oltre venti persone presentano tumore di Hodgking, e di queste più di dieci sono già decedute. Tutte le persone colpite da cancro sono residenti nei distretti nominati, ed hanno prestato servizio all’interno delle basi militari del circondario come dipendenti della Vitrociset, ditta che si occupa di manutenzione.

E’ noto che l’isola di Sardegna fa parte della geostrategia N.A.T.O. come punta di diamante dello scacchiere mediterraneo ed europeo. In essa, sin dall’immediato dopo guerra sono presenti molte zone militari anche “non italiane”.

L’allora titolare (1971) del Dicastero della Protezione Civile, On. Zamberletti, ammise, costretto dalla stampa, che quelle zone erano stragiudiziali nei confronti della sua competenza.

Tra l’altro, sempre in Sardegna, è stato creato il più esteso poligono europeo con un’ampiezza di oltre miglia2 807 (pari ad acri2 32.123) e di questi ben miglia2 62 si estendono in mare. Ma nella realtà la zona marina interdetta alla navigazione, non militare, è più ampia dell’intera Sardegna che ha una superficie di km223.813 (pari a miglia2 14.796), mentre il bacino idrografico proibito, sviluppandosi anche in acque internazionali, ha un’ampiezza di miglia2 173.983 (pari ad acri2 6.918.951). In queste acque, si aggirano silenziosi, in navigazione di superficie e sommersi i sommergibili nucleari e naviglio militare di vario tipo e nazionalità. Purtroppo, ancora oggi, ogni tentativo di monitoraggio ambientale affidato alle Istituzioni civili è irrealizzato, perché non è permesso l’ingresso nelle zone marine e terrestri del demanio militare.

E’ anche utile richiamare alla memoria che verso sud, in quest’ampio braccio di mare la cui profondità scende ad oltre seimila metri, precipitò il DC9 ITAVIA con a bordo 81 persone, e fu proprio qui che i nostri intercettori ingaggiarono due battaglie aeree con Mig libici, ed è sempre questa la zona investita dalle manovre aeronavali mediterranee anche della flotta francese.

Tornando al pericolo del nucleare per le radiazioni emesse dall’U. I che si crea come sottoprodotto della lavorazione cui è sottoposto l’Uranio nelle centrali nucleari, i soliti inetti non si sono occupati d’acclarare, o hanno incoscientemente taciuto, che questa è una sostanza pirofòrica, cioè capace d’autocombustione e d’incendiarsi anche per sfregamento oltre che per contatto con il fuoco.

Il piccoletto del nucleare, che mai ha pronunciato la parola “Patria” in atti pubblici ma interessato al mondo degli… affari, ha finora solo ricercato il “politicamente corretto” facendolo promulgare dai lacchè parlamentari che, se non eseguono… “tutti a casa” senza potere e senza stipendio. In ogni caso lo scontro è aperto per il dopo che verrà… e lui, quello che molti indicano senza rendersi conto dello sbaglio, come emulo del Duce che da una nuvoletta lo guarda schifato, non ha nemmeno mai dimostrato:

1.      come costruì il patrimonio Fininvest,

2.      perché le banche nel periodo del suo fallimento economico gli concessero prestiti da favola a interessi  irrisori,

3.      ogni riferimento alla P2 è precisamente voluto,

4.      …5… 6… 7… 8… 9… 10

11…) e, dulcis in fundo, si fa per dire, solo l’inglese Mills è stato condannato per corruzione senza nemmeno un riferimento al corruttore. Come abbiano fatto i magistrati del processo a fare stare insieme le motivazioni della sentenza emessa è un assurdo tutto italyota. Un corrotto senza corruttore… e l’ectoplasma stralciato dai tribunali se la ride… Ahi, serva italya.

E sempre lui, il dannoso essere, dove porterà le scorie radioattive vetrificate, certo organizzerà viaggi della speranza a Lourdes, perché queste non le vorrà nemmeno la Germania.

Dal punto di vista ambientale possiamo però aggiungere, scorie a parte, che il non avere centrali nucleari non è stato proficuo per l’Italia per ragioni economiche, ma non lo è più nemmeno oggi per ragioni sempre economiche dovute ai tempi di costruzione e per il costo dell’uranio assai più elevato. Per la costruzione di una centrale occorreranno almeno dieci anni di lavoro, mentre è, questa è ipotesi soggettiva, molto più proficuo puntare su energie alternative.

In quanto al pericolo di fughe radioattive per scoppio della centrale, è lo stesso che se ciò avvenisse nella cintura di territorio alpino dove, appena dietro l’angolo delle Cozie o Graie, c’è il Superfenix francese.

In ultimo racconto la storia di parte delle scorie. Ha dell’incredibile sapendo che il plutonio… procediamo con ordine.

Uranio impoverito è presente in molti manufatti per la sua alta densità, così esso è giunto nelle schermature di limitate zone radioattive, come per esempio i reparti radiologici d’alcuni ospedali, dove ha sostituito, per la sua alta densità, le lastre di piombo annegate nel cemento armato.

Ecco che su questa qualità sono nati anche gli “ospedali all’uranio”, ciò mentre l’asbesto era posto fuori legge e si scatenava la campagna contro il fumo di sigaretta, tutto con la complicità della solita ruffiana incoscienza politica. Per ammalarsi d’asbestosi occorrono quindici o anche vent’anni di miniera a scavarlo, respirarlo a cielo aperto, mentre, occasionalmente, non crea nulla, ma gli interessi per togliere dal commercio un prodotto di bassissimo costo per favorire resine epossidiche e plastiche, assai più remunerative, compirono il miracolo!

Oltre al pericolo per le radiazioni emesse dall’U e dall’U. I, i soliti inetti politici e finanzieri dediti allo scempio delle genti, non si sono occupati d’acclarare che la seconda sostanza è pirofòrica, cioè capace d’autocombustione incendiandosi anche per semplice sfregamento oltre che per contatto con il fuoco.

E’ stato “l’Osservatorio Etico Ambientale” a segnalare e denunciare per primo, all’opinione pubblica, il “nuovo sport nazionale degli ospedali all’uranio”, ciò avvenne in data 13/Marzo/2003. Secondo questa pubblica denuncia, nell’ospedale Maggiore di Trieste pare sono contenuti ben kg 30 d’U. I, distribuiti tra le mura di contenimento della radiologia e nelle apparecchiature per l’irradiazione dei tessuti carcinomatosi.

Ma altri numerosi nosocomi italiani sono nella lista “nera”.

Il danno ambientale che poco tempo fa poteva scatenarsi nelle città d’Ancona e di Bologna è stato fortunatamente fugato. Infatti, l’ospedale anconetano fu mira d’alcuni incendi dolosi che furono in fretta estinti e non giunsero alla radiologia, se così fosse avvenuto l’intera città sarebbe oggi contaminata da radiazioni atomiche che durerebbero alcune centinaia d’anni, cosa che avviene nei Balcani (guerra 1989/1999 anno in cui intervenne la NATO con i suoi bombardamenti americani all’U depleto, in Irak e a Gaza per azione israeliana).

Il fuoco, nell’ospedale bolognese, iniziatosi da un corto circuito, non raggiunse le vicinissime sale xgrafiche, fermandosi pericolosamente vicino ad esse.

Ovviamente, scusate il tono apparentemente paternalistico, la popolazione ospedaliera e cittadina non fu informata del pericolo, perché, per i soliti incoscienti, l’U.I. non è pericoloso ed il popolo è bue. Nihil sub sole novi.

Però, stranamente, l’uranio impoverito è adoperato per l’assemblaggio d’armamento nominalmente considerato “convenzionale”, ma che già, in zona d’operazioni belliche, ha condotto a morte per cancro tantissime persone. Da qualche tempo anche militari italiani che sono stati presenti in quelle aree in qualità di forze di sorveglianza in peacekeeping, però svolto con armi in pugno! E quanto costano le guerre che combattiamo nel mondo per gli ameri-cani? La cifra annua basterebbe per toglierci dalla stagflazione, non è una boutade.

Le vittime per radioattività sono innumerevoli anche tra i civili, ed i dati del fenomeno sono tuttora in monitoraggio nei territori investiti dalle radiazioni dell’U.I.

La disgraziata sostanza è usata nei proietti per renderli capaci di forare anche la corazza dei blindati, ed è presente nei gusci degli stessi per resistere alla penetrazione, [l’uso del concetto delle “chobam” (multistrato differenziato senza uranio), risale all’epoca dell’industria tedesca degli anni ’40].

Anche materiali esplodenti, come le mine, sono arricchiti con U.I. e vogliamo nuovamente ricordare, per i distratti, che quando questa sostanza s’incendia emette raggi (alfa) che si disperdono su un’ampia superficie di territorio.

U. I. è anche utilizzato com’elemento compensatore, per il suo alto peso specifico, nella costruzione dell’opera morta di navi e nelle derive delle barche a vela. U. I. è posto in opera per convenientemente appesantire i piani di coda degli aerei, ed è miscelato in molte leghe metalliche. In seguito, è anche apparso, secondo alcune fonti, negli amalgami usati per le otturazioni dentarie.

Grandi società di navigazione aerea hanno ammesso l’uso dell’uranio impoverito nell’assemblaggio dei loro velivoli.

Insomma, quello che sembrava un “non impiego delle scorie nucleari perché stoccate in opportune discariche”, ove ciò già avviene, in realtà si sta dimostrando un vero attentato alla salute pubblica mondiale, tutto in nome di un progresso che però non rispetta l’uomo ed il suo ambiente.

Ah, dimenticavo, è ammissibile che l’errore avvenga, ma ciò che mi spaventa è la sua perpetuazione in nome del Dio Denaro che ha tacitato per sempre il Dio Cristo, in cui il capitale afferma, solo a parole, di credere!

Corruptissima in republica plurimae leges (Tacito).

Kiriosomega

Written by kiriosomega

25 Febbraio 2009 alle 20:36

…chi canta, chi chiacchiera, chi fa ambedue le cose!

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… e quello mi assomiglia?…

...chi canta, chi chiacchiera, chi fa ambedue le cose!...
…chi canta, chi chiacchiera, chi fa ambedue le cose!…

…attacca Apicella…

Written by kiriosomega

7 Novembre 2008 alle 19:43

Pubblicato in Disegni satirici

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28 ottobre 1922 – 28 ottobre 2008

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Fate che le glorie del passato siano superate da quelle dell’avvenire!

28 ottobre 1922

28 ottobre 2008

kiriosomega

Written by kiriosomega

27 Ottobre 2008 alle 22:06

Pubblicato in Politica

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