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papa & papy: “Anche se…”.

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papa & papy

purché parliamo ai giornali va sempre bene!

Written by kiriosomega

13 Dicembre 2009 alle 18:40

Pubblicato in Disegni satirici

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papi e papa… un’accoppiata dirompente!

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papi e papa

l'esercito di oni oni al "lavoro" per soddisfare il padrone!.

Written by kiriosomega

3 Novembre 2009 alle 20:40

Pubblicato in satira

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Silvio, il padre santo, le donne e la politica!

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Silvio, il padre santo, le donne e la politica!

(Ovvero del: “Cu futti futti ca’ diu pidduna a tutti.)

Non ho mai avuto mezze misure nell’esprimermi, e ciò sempre mi è stato vanto, e colpa che nessuno mai ha voluto risparmiarmi!

Perché questo preambolo che possiamo esprimere con:

Cui prodest?

Espressione che in questo caso, per ciò che seguirà, si potrebbe anche interpretare con il ridanciano: “A chi prude”. Tali pruderie, infatti, per diverso opposto motivo si dipanano dai pochi rimasti saggi italiani ai tanti illogici italyoti; dunque, dalla nazione che in parte s’interroga sull’opportunità che un presidente del consiglio mantenga il potere contro ogni logica e regola morale e legale, ad altra fazione che afferma che certe questioni, secondo essa non direttamente legali, non hanno dignità politica alcuna!

E è anche disposta, la stessa seconda fazione, a sopportare o acclamare leggi infami come quella “Alfano”, o la “porcellum”, o quella sulla privatizzazione dell’acqua – art. l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Tremonti – ed anche, insieme a tanti altri insulsi e dispostici dispositivi, la quasi certa futuribile legge che assegna un premio di maggioranza assai cospicuo al partito che otterrà la preponderanza elettorale durante le votazioni.

Tutto ciò sempre derogando dal fatto che -italiani e italyoti- desiderano che in questo Paese si realizzi una situazione di bipolarismo moderato, e non di bipartitismo!

Inutile a lungo discutere sulle logiche dell’uno o altro intendimento, sarebbe in un caso tempo perso in un Paese che ancora non ha cittadinanza consapevole d’essere tale, e che per di più, a torto o a ragione, in un sessantennio è caoticamente mutata da un rigore politico logico sino allo sbando in cui gran parte delle famiglie sono distrutte socialmente ed economicamente, ma spesso pervase da una morale elastica imperante dovuta, a mio parere, in gran parte al prete cattolico che solo comprende “quando conviene”!

Così, per diffuso malcostume morale esteso dai presidenti dei ministri, ai leader di partito, ai sottosegretari, agli onorevoli divorziati e uomini “forti” della finanza che, per esempio, religiosamente si comunicano senza rifiuto del celebrante che finge di non riconoscerli, si affiancano intellettualmente umili mamme che altro non valutano che le figlie mostrino il candido culetto e le scultorie mammelle al pubblico televisivo, mentre per i “maschietti, truccati e depilati…”, -ma veramente sono rimasti tali, – il futuro desiderato e meglio augurabile è di divenire calciatori, o entrare a far parte della “televisione lordura” della mente, dell’educazione civica e della morale.

Insomma, la coprofagia mentale, ormai sport nazionale ha invaso ogni realtà, e ogni strato sociale!

Altro che la decantata “meritocrazia” che i politici sotterraneamente massoni, ogni riferimento a personaggi governativi in auge è puramente voluto, affermano di volere alla base d’ogni azione del popolo italiano. Infatti, quest’arrogante politicante italyota minoranza, insieme alla casta delle Sinistre s’è ormai impossessata, novella baronia, della ragion di stato contemporaneamente mostrandosi mandante e giudice del proprio comportamento, mentre, in realtà, essa è immeritoria d’ogni minima considerazione e disponibilità da parte di tutti gli italiani.

Intanto, gli italyoti, che sono troppi e numericamente soverchiano chi più lungimirante e intelligente si accorge del pericolo che la nazione sta correndo mentre sempre più scivola nel dilettantismo e verso le nuove baronie a vita ormai instaurate, osannano e incensano votandoli gli stessi politici/massoni che li raggirano pur nell’affermazione della condanna assoluta della massoneria. Ciò avviene, secondo mio pensiero, solo perché tali italyoti si ritengono il “ceto medio borghese imprenditoriale” che imitando i “padroni governativi” evade, da bottegai e piccoli imprenditori, le normative fiscali sentendosi simile al loro ricco idolo, l’ectoplasma dei tribunali che ha costruito una fortuna imprenditoriale occultandosi nelle “pieghe delle leggi”.

[In proposito della forte condanna da muovere ai politici massoni e a tutta la casta per l’immoralità di cui vanno fieri, per ridicolizzarli riporto un particolare rilevante loro credo estratto dal Rituale massonico in uso nel R...S...A...A... dal 1819; 1821 –Napoli - e ancora in vigore nelle apocrife Obbedienze esistenti dello stesso Rito. Il formulario è anche d’utilizzo nel G...O...I... (Grande Oriente d’Italia), MASSONICAMENTE IRREGOLARE per una bolla del 1936 emanata dal G...M... Adriano Lemmi e mai ritrattata. E per restare in tema d’arroganza e megalomania riferisco anche che attuale G...M... Gustavo Raffi ricopre il 3° mandato consecutivo nella carica, ciò contro ogni diritto statutario interno, ma non è il solo in Italia a essersi arrogato tale condizione. – Dunque, in fatto di moralità nessuna differenza esiste tra politici e massoni, che, anzi, spesso racchiudono in sé i due modi di essere raddoppiando la propria immoralità.

Durante l’iniziazione, il M...V... chiede al recipiendario: “Che cos’è per Voi la morale? Gli astanti ascoltano la risposta e lo stesso M...V... continua con il dire- Per noi la morale è la legge naturale, universale ed eterna che guida ogni uomo intelligente e libero. E’ la coscienza scientificamente spiegata; scienza ammirevole che ci fa apprendere i doveri e l’uso ragionato dei nostri diritti. Essa si dirige ai più puri sentimenti del cuore per assicurare il trionfo della Ragione e della Virtù”.

Però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il… l’oceano! Infatti, quale morale mostrano i massoni eletti al parlamento nazionale? E che leggi possono essere emanate da una congrega ambigua e approfittatrice per la propria boria e superbia?]

In un Paese ormai siffatto, dove i politicanti si dichiarano cristiani cattolici solo perché interessati ai voti elettorali di questo importante serbatoio, e dove la gerarchia ecclesiale non s’interroga sulla reale disponibilità morale e penale del Governo al fine d’ottenere prebende e favoritismi, per i pochi veri italiani rimasti ancora credere in valori come Patria e Famiglia non solo è quasi inutile, ma ancor peggio gli stessi politicanti, e loro ruffiano clero, hanno fatto divenire il rigore morale un evento masochista!

Tale tacito assentire della chiesa cristiana cattolica nei confronti dei politici italyoti è risaputo e ben visibile a chiunque che, interrogandosi, nota come anche l’organo della stampa ufficiale vaticana, l’Osservatore Romano, ha annunciato la sua piena approvazione e gradimento verso il “Partito della Libertà” dell’immorale Silvio IV.

Immoralità più volte affermata anche dai media esteri che hanno sostenuto che la mafia italiana non è scomparsa, ma che semplicemente è stata istituzionalizzata da questo Governo.

In ogni modo, il Silvio IV per “io do una cosa a te, tu dai una cosa a me”, lasciando al prete ampio margine di Potere e controllo del pubblico, ma anche concedendo abbondanti regalie, esenzioni erariali, mantenimenti di privilegi… riceve in cambio favori elettorali con gratitudine dei “monsignori” che ancora cavalcano lo Stato italiano alla faccia del trattato tra Sua Eccellenza Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri per conto del Vaticano. In tal modo Silvio e accoliti, senza cultura in ogni senso, ma affiancati dal clero e uniti dal più odioso e bavoso dei “volemose bene” ordiscono la trama del “stiamo insieme che li fottiamo tutti”, e i “peones d’italya” pagano tasse che regolarmente il Potere sperpera per suo piacere sino a mandare in pensione, per esempio, un commesso del Senato con 125 mila euro annui.

Allora dov’è la morale dei politici massoni, e sono tanti; ma allo stesso modo possiamo gridare: “Qual è la morale del clero”? Insomma, uno schifo vale l’altro!

Ovviamente, nessuno può pretendere che la morale del “pastore tedesco” s’allontani da quella laica, ma sappiamo che ancor più oggi è di alta necessità che il “grande bau”, che solo un mese addietro faceva scrivere sul suo giornale di condividere le “idee cristiane” di Silvio “in cui riscontrava edificanti valori spirituali” nonostante fosse il politico più chiacchierato, e imputato, ma non condannato per le leggi ad personam, ora si discosti da lui per i nuovi avvenimenti svelati dalla sua famiglia che ne pone sempre più a nudo una personalità, che a dir bene dovremmo definire “crepuscolare e schizoide”.

E questi nuovi “dettagli” sulla sua personalità non possono essere considerati fatti personali come i soliti italyoti affermano perché il Silvio IV rappresenta questo Paese anche all’estero; e non solo dalla moglie è accusato di “immoralità”, ma anche da altri italyoti politici che in ogni modo gli si avventano contro per interesse di bottega, e, la tesi della questione morale, insieme con accuse penali, è sostenuta dalla magistratura cui, senza sostanziale peso, si affiancano i commenti “squalificanti” della stampa estera.

Dunque, quali sono i valori cristiani che il prete vuole ravvisare nel Silvio IV e nel suo partito? Possibile che, come asserisce lo stesso Silvio, lui è sempre boicottato da ognuno che si trova in suo contatto?

Ma il padre santo dei credenti di questo Paese ora dovrebbe esprimersi, secondo il mio parere, almeno sulla verosimile frequentazione del Silvio di una minorenne come affermato dalla di lui moglie.

Quest’accusa è assai seria per la fonte che la divulga pubblicamente, e che reclama anche per tale motivo il divorzio.

Insomma, la chiesa cattolica nei confronti di poveri “signor nessuno” ha sempre veementemente condannato la pedofilia, l’ha però tenuta nascosta quando il peccato colpiva i suoi preti, ma ora che il “signore invischiato è qualcuno” che cosa farà?

Come s’interrogherà il pastore cristiano sul libertinaggio di cui ridancianamente e pubblicamente si auto accusa lo stesso premier, e di fronte al suo nuovo divorzio che si profila, potrà ancora sostenere, il Vaticano, l’idea che costui e il suo PDL rispecchiano i valori cristiani e cattolici?

E’ evidente, come già in precedenza affermato che Vaticano e suo corteo hanno importanti motivi economici per amare questo Governo italyota, e lasciano trasparire che ne hanno così tanti da sostenere la politica governativa come se rappresentasse il “migliore dei mondi possibili”!

A questo punto, per terminare, mi sento ancor più perplesso sul concetto di “moralità” che la chiesa persegue, e, comprensibilmente, in tal proposito sono ancora più dubbioso per quella dimostrata da Silvio che pare trascenda anche nell’illecito dato che raggiungerebbe estremi che si possono ravvisare come pedofilia.

Allora, la ragion di stato del Principe, sia di quello laico, sia di quello clericale, ponendo a fondamento delle necessità del popolo italiano la “ragion logica del massimo benessere societario” devono ormai distanziarsi; e anche i cattolici devono rendersi conto che la troppo ampia partitocrazia è una vera piaga per il Paese, almeno quanto il tentativo di tenere in azione il calderone del bipartitismo.

Un ultimo quesito desidererei proporre alla plurimillenaria ierocrazia di questo Paese: “Quanti extracomunitari sono stati accolti nei giardini della città vaticana? E quanti ne pretendono che l’Italia ne accetti!”.

Dunque, anche l’orda dei preti al comando per “volere” del loro dio è obnubilata, infatti, continua a professare l’immorale credo del “Fate ciò che vi dico, ma non fate ciò che faccio!” E Jachinu l’agrigentino, il reputato scemo del paese, ci fa sapere che “Baruch è felice che il pastore santo del cattolicesimo è andato a trovarlo ripudiando Gesù che sta rivendendo e avvicinandosi a jehovah per la storia di certo turismo religioso che ha bisogno d’alberghi in terra santa, magari regalati ed esentasse!”.

Kiriosomega agnostico, ma anche affetto da vomito acuto e cronico

Written by kiriosomega

9 Maggio 2009 alle 19:36

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L’illogicità del soprannaturale!

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L’illogicità del soprannaturale!

L’illogicità del soprannaturale!

“Se pensi non credi. Se credi non pensi.”.

Signor
papa: ma il suo dio è trino o quattrino?

Omai da tanti anni osservo, muto spettatore, il modus operandi della sua chiesa, e devo affermare che sempre più ne resto sconcertato anche per lo sfacciato perseguimento che essa svolge verso il quattrino piuttosto che nei confronti del celebrato trino. Più esplicitamente voglio dire, sig papa, che se mai è esistito un dio con cui la fede umana ha creato alleanza, i maggiori avversatori di tale intesa sono stati proprio i preti di cui Lei è capo, i quali, nell’interesse della temporale clericocrazia, hanno distrutto genuine credenze popolari facendone una non capibile teologia.

Anch’io, sig papa, come tanti italiani provengo da una famiglia cristiana cattolica che mi fece studiare presso salesiani e gesuiti in qualità di “convittore interno” come una volta s’usava dire e fare, e forse fu proprio in quei collegi che
nacquero la mia critica verso la chiesa gerarchica ed il feroce dubbio sull’esistenza del dio.

Sì, lo so che a Lei, sig papa, non glie ne può fregar di meno sulla natura della mia cultura e credo, ma abbia la pazienza d’ascoltarmi e comprenderà che il mio discorso La coinvolgerà in prima persona.

Asserivo che la mia famiglia originaria era di formazione cattolica ed anche d’elevata istruzione profana, ma non feci molta fatica a comprendere che di cristianesimo non conoscesse nulla oltre le storielle domenicali, e nemmeno sul cattolicesimo e sulle sue nascoste trame doveva essere molto edotta. Infatti, sig papa, il pensiero laico socialista, che s’affacciò nel mondo occidentale dall’inizio novecento, fu assai duramente combattuto dai suoi predecessori sino ad opprimere le coscienze che volevano riscattarsi da una vita di miseria ed umiliazioni, e ciò continuò sino al ridicolo, come Lei ben sa, quando ancora negli anni cinquanta, un secolo dopo l’unificazione d’Italia, esisteva l’indice dei libri proibiti affisso nelle parrocchie per schiacciare quella cultura che Lei definirebbe satanica. L’operazione clericale, sempre sottile e grossolana insieme, non traguardava, però, solo l’ottundimento delle coscienze dei singoli
attraverso l’imposizione dell’insegnamento religioso scolastico con ciò accantonando l’educazione civica [mi piacerebbe discutere dalla mozione Casati Stampa del 1852 per giungere ai giorni nostri, ma sarebbe troppo lungo], ma si spingeva oltre per contrastare il nascente mondo laico. Infatti, ricorderà, sig papa, come dai suoi predecessori fu coccolata la cattolica Democrazia Cristiana, dopo che già erano avvenuti i vituperabili accordi con i Liberali (Patto
Gentiloni, 1913, per non fare esistere il divorzio in Italia) e la caduta del fascismo, e tutto ciò affinché quel partito detenesse il controllo del potere repubblicano continuando ad impregnarlo di cattolicesimo di cui ancora non ci siamo
liberati. Oltre la duplice azione descritta, al buon fedele anche era obbligo praticare i sermoni di commento dei vangeli e della bibbia, ma non di leggerne i libri, perché, ricordo anche a me era ripetuto da parte dell’uomo che in paese era in gonna nera: “…da solo non puoi capirli… devono essere spiegati… ascoltami!”.

Asserivo che i miei genitori erano come tanti altri indotti ad occasionalmente parlare, o forse meglio straparlare, di Gesù e santi, in verità solo la mamma perché il babbo mai intervenne in tali storielle, e ricordo che una volta lapidariamente affermò: “Son cose di donnette”.

In ogni caso non sapevano nulla del Cristo, né avevano mai letto il Vecchio Testamento che la chiesa ha contrapposto al Nuovo per un imbroglio di traduzione tra “brth” B(e)r(i)th, “l’alleanza/patto/fede”, diathéke (diathéke-diathékai patto/fede), che fu traslitterato in “testamentum” e poi “testamento; ma, ben riflettendo, il testamento non lo stilano persone che sono in punto di morte? Forse che Lei sa che il suo dio è morto e non vuole comunicarlo?

Il mio riscatto dal dogma, già in nuce esistente sin da tenera età, maturò con l’approfondirsi dei miei studi di storia della filosofia, delle religioni e della chiesa di Roma, ottenendo infine la certezza della verità acquisita con l’apprendimento teologale condotto per mio esclusivo piacere perché già ormai laureato in una disciplina empirica.

Ah, sig papa, per la precisione, la facoltà teologica in cui m’iscrissi mi cacciò prima della laurea quinquennale non perché cattivo studente, anzi, tutt’altro, infatti, avevo prodotto anche alcuni contributi culturali con traduzioni dall’ebraico e stesura di una notevole massa di dati che circolavano tra gli altri studenti, però il direttore dell’istituto decise che “non ero umile”, ovvero pericolosa faina per il suo pollaio, e con tale mistificata motivazione mi cacciò dalla facoltà che, al contrario delle scuole della repubblica, ma questo Lei ben lo sa, in Italia è privata e gestita dal Vaticano, cosa che mi tenne dall’esordire in tribunale per giusta causa.

Dopo la premessa, forse doverosa o forse solo chiacchiera, guardiamoci un po’ da vicino, sig papa, e disputiamo come vecchi amici.

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Certo già Lei ha notato, sig papa, che non L’appello “santità”, ma la nomino signore, però Le chiedo di non adombrarsi per l’impiego del termine con cui non è aduso sentirsi nominato, anzi, l’utilizzo di tale locuzione vuol significare che ancora La stimo come persona con cui gradirei avere uno scambio d’opinioni. Perciò subito Le domando, conoscendo la storia glottologica del sostantivo “papa”, come può accettare che Le sia rivolto senza sentirsi un millantatore nei confronti della naturalezza e semplicità di cui sempre va divulgando la necessità. Eh sì, sig papa, perché Lei s’atteggia all’esatto contrario del suo dire anche con il vestire paramenti e travisamenti che mi forzano il pensiero verso i signori della risata, intendo i clown del circo. … Certo, signor papa, comprendo che Lei è prigioniero del suo ruolo, e che la gerarchia, il popolino… hanno le loro necessità, ma provi, proprio Lei, pian piano ad essere “più umile” e pudico nel proporsi, con ciò, anche se pia favola, ne trarrà beneficio la sua fede.

Però, sempre in tema di celebrata semplicità di vita e di stranezze da Lei commesse, desidero guidare la sua attenzione anche verso il fatto di come Lei si porge alle masse plaudenti e di quanto mostra di compiacersi “nel bagno di folla” ululante. Mihi visum est, anche Lei esclamerebbe da spettatore attento, che proprio quello accennato è il culto della personalità che sconfina nella megalomania presente durante l’accadere di turbe psicomentali a carattere maniacale, o nelle forme dissociative ebefreniche e deliranti, ma anche durante altre patologie che non nomino e che sono vicine al tanto contestato e nascosto dire del “crimen solicitationis”. Tanto grande è la sua immedesimazione con il ruolo assegnatole che il “sentimento di potenza” e megalomania, che emergono dalla recita che compie, novello rabbino, La conducono a formulare gesti con le mani non diversi dalle giudaiche fiche. Anche per questo, dunque, non può definitivamente condannare sedicenti maghi, cartomanti, astrologi e seguaci di qualunque setta, perché per farlo dovrebbe condannare, almeno verbalmente, perfino se stesso dato che ha ormai perso, speriamo per sempre, il braccio
secolare sommariamente giustizialista.

A proposito, sig papa, molti moderni defensor fidei asseriscono che una manovra politica nord europea e/o USA/Israel vuole colpire la chiesa di Roma, altri accusano il solo mondo anglosassone di questo e quello, altri… … … certo che tali manovre esistono, e, in ogni caso, sono accuse che Le cadono addosso come macigni, anzi “massoni”, che Lei e la sua istituzione volevate ignorare sino a che le circostanze non Vi hanno costretto a porvi allo scoperto formulando
accuse contro i dissidenti invece di spiegare la Vostra linea di pensiero. Però, mi chiedo, perché mai i preti non possono essere processati dalle leggi repubblicane italiane, questa è un’altra cosa che non riesco a capire perché deve trattarsi di un nuovo dogmatico misterium fidei; comunque, questo fu un errore fondamentale dell’Uomo Nero che peccava, ahimè, di troppa bontà.

Torniamo al contrasto che Lei mostra con l’evangelico Cristo ed il suo insegnamento, di cui si dichiara esplicito e legale rappresentante in Terra senza nemmeno la certezza della sua storica esistenza. Ma si rende conto, sig papa, che così facendo Lei opera il reato di “abuso della credulità popolare” per manipolazione delle menti culturalmente più deboli, mentre esalta la cattiveria dei più scaltri, i politicanti cattolici, che trovano gli spazi per sottometterli con Lei ed i suoi despoti. Fortunatamente per Lei, sig papa, dal nostro Legislatore fu depennato il reato di plagio, però, se n’avessi la
possibilità, mi piacerebbe riproporlo sotto l’aspetto della “succubanza”, dal succubus latino, lasciando che la gente, istruita, decida chi è il demonio che ancora le sta sopra e la perseguita.

Dunque, amico mio, Lei si diverte a far credere alle masse ciò che Lei non è, e di cui nemmeno Lei stesso ha contezza, tanto s’è compenetrato nel ruolo che adora.

Lei, sig papa, ancora in quest’epoca diffonde la storiella del dio, del suo figlio Cristo Gesù, della madre di dio, -dunque anche il dio ha una madre!-, e lo fa come se parlasse di membri della sua famiglia che diuturnamente vede ed ascolta, mentre è certo che di quelle entità non ne sa più di me. Infatti, in altro consesso, e secondo opportunità, Lei afferma che il dio è inconoscibile, mentre nelle sue facoltà teologiche i docenti s’arrampicano sugli specchi, sempre scivolando, per dimostrare che, assurda tesi: “ La ragione ci conduce al dio attraverso la fede, e che lui/esso si manifesta alla ragione umana attraverso la stessa fede”. Una dimostrazione del genere, che Lei spaccia per logica, non supera nemmeno l’esame di licenza elementare.

Desidero proporle, per ancora ragionare tra noi, una breve serie di citazioni notevoli che, mi permetta l’ardire per l’ardore del discorso, Lei desidererebbe non fossero mai state ideate, ma purtroppo per Lei, esistono:

BINI
- da “Manoscritto di un prigioniero”: “Il cuore e la sventura  produssero
la religione naturale.”

BROWNE
– da “ Urn burial”. “In alcuna cosa gli uomini hanno perduto la ragione quanto nelle questioni di religione.”

EURIPIDE
– da “Bellerofonte”. “C’è qualcuno che può affermare che in cielo ci sono gli dei? Non ci sono…”

FEUERBACH
- da “Essenza della religione”.  “Dio, altro non è, se non l’essenza della fantasia  e dell’immaginazione.”

FRANCE
– da “Le sette mogli di Barbablù”: “Il nulla è un infinito che ci avvolge, di là giungiamo e là torneremo. Esso è un’assurdità ed una certezza. Non si può concepire eppure c’é.”

EPICURO
-   da “Dichiarazione sugli Dei”: “Quivi novi potuit tanto post ante quietos ìnlicere ut cuperent vitam mutare priorem?”

GIOVENALE
– da: “II, 149, 152”: “Esse aliquos manes et subterranea regna… nec pueri credunt.”

HUME
– da “Dialoghi sulla religione naturale”: “La religione non ha origine dalla ragione, ma dalla paura e dalla fantasia.”

JONSON
– da “Fall of Sejanus”: “What excellent fools religion makes of men.”

LE DANTEC

– da “L’ateisme”: “Se vi sono degli atei è segno che le prove dell’esistenza della divinità non valgono niente. Esse sono considerate valide da quelli che credono e che, per conseguenza, non ne hanno alcun bisogno. Al contrario, tali prove sono inefficaci per coloro che non credono.”

LICHTENBERG
– da “Osservazioni e pensieri”: “Che cos’è il nostro concetto della divinità se non la personificazione dell’incomprensibile.”

NIETZSCHE
– da “Ecce homo”: “Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori. In fondo è solamente un rozzo divieto che è espresso ai ricercatori: “NON DOVETE PENSARE.”

PLAUTO
– “Humanum amare est, humanum  autem ignoscere est.”

RUSSEL
– da “Perché non sono cristiano”: “La religione è una specie di malattia endemica procurata dallo sgomento.”

SCHOPENHAUER
– da “Parerga et Paralipomena”: “Le religioni sono come le lucciole, hanno bisogno del buio per risplendere.”

SENECA
– da “Ercole furente”: “Quod nimis miseri volunt, hoc facile credunt.”

SPENGLER
– da “Essere umano e destino”: “La fede non si pone il problema della logica e del metodo. Essa è fuga dalla logica e dalla prova provata.”

Weiss, Verret, Freud, Otto e Altri, hanno espresso il loro parere, sostanzialmente negativo, sull’essenza del dogma.

A questo punto del discorso desidero farle rilevare che credere in un ente supremo, sia pure il suo dio, non implica che ciò avvenga attraverso la sua mediazione perché una fede non necessita d’intermediari per accendersi, né ha bisogno di sedicenti vicari/parenti/amici dello stesso dio così come avveniva in tempi più antichi con l’animale totem/parente della tribù, avvenimento che invece favorisce il profano religo, dunque il suo reale compito è quello di fare politica pro domo sua.

Per quanto riguarda l’esistenza del Cristo, Lei ha contezza del fatto che l’unica fonte storica che assai fugacemente ne accenna l’esistenza è un trafiletto presente in un solo libro degli Annales di Tacito, peraltro ampiamente rimaneggiati dal Poggio Bracciolini segretario del papa Martino V Colonna. Perciò io ritengo che la sua chiesa, scusi la presunzione, anche per quel rimaneggiamento, per non scontrarsi con filologi e storici, non ha mai spiegato ai proseliti, tra l’altro, che il primo vangelo tra i cosiddetti canonici è stato scritto circa cento anni dopo i fatti narrati. Posso anche testimoniare, oltre al già asserito, che da una mia piccola personale indagine sul moderno popolo domenicale della messa dei poveri, ore 06:30 circa, e dei ricchi, ore 12:00, emerge la totale ignoranza d’ogni fatto storico che Lei assicura come vero.

Di questi tempi è la confutazione storica, anche italiana, del Gesù cristiano, ma Lei, dal punto di vista che sempre la chiesa ha adottato, ossia dell’ignoranza del nemico che così è vinto a metà, non ha mai ritenuto di chiarirci le idee visto che dichiara di conoscere ogni cosa divina in modo infallibile [Infallibilità della chiesa, anno 1076 dogma imposto dal suo collega Urbano II; Infallibilità del papa, anno 1870, dogma voluto da Pio IX]. Non sarebbe perciò ora, per zittire anche la mia voce di piccolo dissenziente, che Lei, sig papa, rappresentante del dio in terra ci ammaestrasse e ci facesse comprendere il nostro errore?

Nell’attesa di sue nuove, sig papa, continuo nella mia esposizione.

Lei afferma, lo scrivevo precedentemente, che il suo dio ha una madre, mentre lo dichiara increato in altre tesi, ma asserisce anche che tale ente ha voluto che proprio Lei sia il suo rappresentante verso tutti noi, perché Lei… … … già perché proprio Lei?

Tuttavia, essendo Lei è infallibile in materia di dogmi divini deve già essere a conoscenza della risposta di quale Cristo, il suo o un altro, ha salvato esseri intelligenti che, ormai assai verosimilmente, sappiamo si trovano in altri mondi. Infatti, l’esobiologia sempre più prepotentemente dimostra la presenza di vita organica in altri pianeti che si vanno scoprendo. Allora Le chiedo: “Il suo dio ha avuto un solo figlio o più figli per salvare dal peccato originale tutti gli esseri che abitano l’universo, e li ha fatti porre tutti in croce o qualcuno l’ha fatto arrostire così come i suoi predecessori amavano che avvenisse in passato, quando non usavano la grande scure che insieme alla barba dei “disgraziati” ruzzolava via anche la testa?”.

Se così è, ma anche se si trattasse di un solo figlio che tale dio ha voluto porre in croce con chiodi, corone di spine, colpi di lancia e pregresse flagellazioni, non crede che un simile padre deve essere condannato all’ergastolo od alla pena di morte per sì gravi patimenti inflitti ad altra persona?

[A proposito di chiodi, tre quesiti particolari mi “perseguitano” sin da bambino, allorché appresi la storia della croce, dei chiodi e d’altro. Mi spiego, della prima sappiamo quasi tutto ed abbiamo, a suo dire, anche lignee reliquie conservate qui e là, ma dei chiodi che mi dice? Vero che chiodi metallici sono noti all’uomo sin dall’età del bronzo, ma chi e dove forgiò quelli per affiggere il Cristo, come mai di questo importantissimo particolare nessuno mai ci ha rivelato alcunché? E il venerato sepolcro di Giovanni di Gamala, ops, scusi, del suo Cristo, dov’è? Possibile che dopo tutta l’importanza che gli si è attribuita nessuno scrittore tra i suoi sostenitori abbia lasciato almeno una traccia per trovarlo? Ma, cosa che storicamente assai mi deprime, è l’affermazione che lo spezzare il pane e distribuirlo con il vino ai partecipanti alla cena fu un atto particolare del suo Cristo, possibile che Lei non sappia che per il rabbi ciò era un rituale consolidato in uso tra i giudei
di quel tempo?]

Certo, sig papa, Lei mi risponderà che sono stati gli uomini a compiere sì gran scempio; però, vorrei rammentarle che Lei afferma, sed semper ad usum delphini, che l’umanità è stata costruita ad immagine e somiglianza del suo creatore.
Perciò, aggiungo io, la creazione deve essergli riuscita proprio male dato che così grandemente belluino è l’uomo. Però, considerando l’asserzione ecclesiale come vera, nuovamente devo asserire che il suo dio non è perfetto perché ha errato almeno nella progettazione della sua specie prediletta. E non ci racconti, sig papa, la favola del libero arbitrio che ancor più dimostra l’inadeguatezza di questo dio, infatti, non seppe nemmeno prevedere che l’uomo avrebbe peccato già nell’eden… Ma Lei non sostiene che il suo dio conosce passato, presente e futuro? Dunque, secondo lei, tale dio già era a conoscenza che l’uomo avrebbe peccato, allora perché punirlo dato che lui aveva deciso l’avvento del peccato sin da quando “l’assemblò”! Ma, altro grave ed incomprensibile avvenimento: “Perché condannare al peccato originale tutta l’innocente sua discendenza?”! Insomma, le aberrazioni mentali del suo dio sono legittime ai suoi occhi, certo al contrario delle colpe di certi uomini che sono dichiarati pazzi criminali od anche criminali pazzi per molto meno… e sempre secondo convenienza.

Torniamo al Cristo, sig papa, e pensiamolo, poveretto, appeso alla croce che la sua tradizione descrive. Bene, non è possibile che un uomo sia rimasto appeso al marchingegno, nemmeno per un’ora, per fragilità dei punti anatomici interessati dai chiodi, e, altra dolente nota, i latini, uomini pragmatici e spicci, non usavano la crocifissione come Lei la narra, ma la loro croce, che tale non era, si costruiva tra due “stipites” (montanti) infissi nel terreno e sormontati da
una “furcula” (forcella) in cui era poggiato il patibulum (trave trasversale) cui era legato il condannato che spesso era esposto a sud est con le palpebre tagliate e con i piedi che appena strusciavano in terra. La vita lentamente s’allontanava dal condannato che in primis diveniva cieco per l’esposizione ai raggi solari, e la morte liberatoria dall’inaudita sofferenza si presentava dopo più giorni d’agonia per esaurimento della “macchina” cuore-polmoni che non riusciva più a compiere un lavoro isovolumetrico. Complici, in ciò, la tetania della muscolatura intercostale e del collo, l’ipossia cerebrale ingravescente, l’edema della glottide, la congestione posturale distale e la terminale fibrillazione atrio ventricolare, scusi se non descrivo particolareggiatamente tutto il meccanismo secondo una diagnosi medico legale.

Comunque sia, sig papa, la sua tradizione recita che il Cristo, dopo la morte in croce, nel terzo giorno lasciò l’ade, o il limbo, che da qualche giorno non esiste più, od altro luogo imprecisato, e con tutto il corpo salì verso la casa del padre che è qui e là e in ogni luogo. Però nemmeno ci comunica, sig papa, Lei che del dio sa tutto, come egli/esso trascorre il tempo… perché un tempo ci deve essere, lo deve vivere il suo dio, visto che Lei dichiara che impiegò sette giorni, con il dì di riposo, per costruire il mondo.

Se entriamo per un momento di soppiatto nella logica matematica possiamo affermare, sig papa, che tracciando una retta orientata con un’origine a piacere indicata con 0, otterremo due semirette con vettore opposto e tendente, per la geometria euclidea, all’infinito positivo e negativo. Supposto che la tesi del doppio infinito possa essere vera, non lo è, in ogni caso otteniamo che tutto ciò che esiste è contenuto, come inferenza, nell’universo stesso che abbiamo sostenuto essere infinito. Però, dobbiamo aggiungere che ogni cosa che inferisce è parte dell’universo stesso che sarebbe diverso se qualcosa, anche la più insignificante, mancasse. Da ciò conseguono due considerazioni: è la materia che crea lo spazio che perciò non è infinito, dunque è la materia, e non viceversa, che crea l’energia “fine”, quella da molti definita “logos creatore”, la logica scholastica dell’Agostino è inaccettabile perché toglie al dio ogni estensione tridimensionale, anzi polare, e forse frattalica, però su questo ultimo versante della geometria ancora non mi impegno perché non mi sento sicuro di saperla sostenere, e dunque nulla può essere senza Essere.

In parole semplici, tutto ciò che E’ ha tre dimensioni più l’inferenza tempo, quindi è osservabile direttamente od indirettamente, tutto ciò che non ha tali qualità NON E’, quindi è NON ESSERE. L’ipponese nord africano (algerino) s’è inventato la “Teologia Negazionista”! Insomma, sig papa, la sua tesi del dio è un crivello comunque si apprezza. Sia ben inteso, e detto per inciso, non migliore è il credo giudaico del roveto ardente che, però, ha la capibilità, perché collocato nel tempo e nello spazio.

Lasciamo, però il mondo della logica matematica che dovremmo approfondire tra tensori, matrici, equazioni gaussiane, comportamento della freccia/tempo in prossimità d’intensi campi gravitazionali studiando se monotona o derivabile, velocità luce, relatività… e torniamo ad un più domestico dire.

Ricorda, sig papa, le più antiche tradizioni sociali, fedi che si perdono in tempi d’oltre quattromila anni addietro? Mi permetta di rammentarne assai brevemente qualcuna che mostra, non se ne abbia a male, come il suo costrutto teologico moderno altro non è che il rifacimento “drag and drop” degli antichi credo.

I primitivi “Kirios Soteres”, dal mio libro “Pirati”

…Dall’Egitto i giudei trassero, insieme al loro alfabeto presinaitico, anche ciò che divenne l’importante rito cristiano della transustanziazione, come testimonia un graffito geroglifico risalente ad almeno 1500 anni prima della N.E.

In tale scritto, che riguarda il culto di Iside, è riferita l’intera cerimonia della trasformazione del vino nel sangue della divinità, e descrive l’azione del sacerdote che al momento opportuno esordiva con le parole: “Tu sei il vino, ma non sei più vino perché sei le viscere di Iside”. Dopo queste definizione il ministro del culto prendeva il calice con nuovo liquido e lo trapassava ai fedeli inginocchiati che rendevano grazie all’ente supremo per le gioie dispensate.

Anche nella liturgia dell’anatolica figura di Attis e della frigia o anatolica Cibele, identificata nella cultura greca con “Rea la Grande Madre” e con Opi in quella romana, il rito si trasforma in un gioioso pasto comunitario dopo inni e libagioni. Le formule rituali, anche di questo cerimoniale, furono ritrovate incise su tavolette d’argilla, e sappiamo che erano pronunciate comunitariamente da tutti i seguaci presenti dopo aver bevuto, ma guarda caso anche loro, il vino transustanziato in sangue della divinità. L’incisione su creta riporta anche questa frase che era pronunciata dai credenti: “Io mi sono mischiato con Attis”, ed il cureta rispondeva: “Gioioso e bello, ora anche tu dio, sconfiggerai la morte”.

Già, perché anche Attis sconfisse la morte. Infatti, nel suo vangelo è scritto che nel sepolcro in cui fu deposto dai discepoli non fu trovato il corpo del dio sacrificatosi per salvare il mondo umano, perché, egli vinta la morte resuscitò e risalì in cielo lasciando in esso solo il sudario che lo ricopriva.

Che la favola della sindone, che però Lei non asserisce come dogma di fede, abbia un’origine storica diversa da quella che, in ogni caso, la Chiesa moderna lascia liberi di credere?

Nel culto di Attis s’incontrano tre leggende. 1°) Una lo vuole pastore amato da Cibele cui, sempre secondo il mito, il giovane fece voto di castità che, però, malauguratamente infranse per una ninfa o per Sangaride figlia del re di Pessinunte. Cibele, allora mossa da gelosia, provocò nell’amato bene un tale stato di follia che lo spinse ad evirarsi, così morendo dissanguato. 2°) Attis, figlio di Creso re di Lidia, fondò il culto di Cibele con ciò insultando Zeus che lo fece uccidere da un cinghiale. 3°) Secondo la leggenda frigia Attis nacque dalla ninfa Nana che era stata ingravidata dai chicchi di una melagrana cresciuta dal sangue dell’ermafrodito Agdisti che Dioniso aveva evirato. Agdisti, s’innamorò poi di Attis, e per impedire il suo amore con una donna gli fece insorgere una crisi di follia durante la quale il giovane si evirò. Cibele, mossa a compassione lo trasformò in pino e le gocce di sangue divennero le bellissime violette di campo.

In ogni modo, qualunque cosa affermano i vangeli di Attis, siamo chiaramente a conoscenza che tra canti e suoni, in seguito definiti orgiastici, Coribanti, Cureti o Dattili Idei, tutti rigorosamente eunuchi, insieme ai devoti mangiavano e distribuivano pasti comunitari benedetti dal dio. Funzione religiosa ancora oggi nota nella liturgia cristiana con la definizione di banchetto eucaristico.

Fu però il culto di Dioniso ad introdurre, come già in quei tempi antichi si usò fare, l’uso di cibarsi di pane azimo durante il rito teofagico della transustanziazione, così rendendo quest’alimento importante quanto il vino. …La figura di Dioniso certamente è la più complessa di tutta la mitologia primitiva, perché egli contemporaneamente rappresentava una triade: “L’opulenza, la fertilità ed il benessere”. Per questo motivo spesso egli era raffigurato con un chicco di grano.

Dioniso, nonostante il nome, non era d’origine greca, egli ebbe natali certamente orientali ed era un dio molto antico. Il suo culto fu anche legato a riti e miti iniziatici che indicavano l’alternarsi delle stagioni e dei raccolti, ma fece anche parte dei successivi misteri eleusini e delle cerimonie orfiche che assunsero carattere mistico e filosofico. Anche le sue feste, sig papa, hanno origini assai più antiche di ciò che Lei vuol farci credere, un esempio per tutte, il Natale, o meglio il solstizio d’inverno, è l’antica misteriosofia del dies natali solis invictis.

Su queste antichissime credenze teofagiche rappresentate dal pane e dal vino transustanziati si sono uniformate molte religioni sorte in un tempo a noi più vicino. Così molte tra esse, dogmi della redenzione e della rinascita dell’uomo dopo la morte, purché fedele al dio, predicano la salvezza attraverso una vita di rinuncia e mortificazione della carne per raggiungere un premio eterno che è la beatitudine donata dalla visione del dio.

Dopo la descrizione di culture drag and drop, soffermiamoci, sig papa, sulla cristofagia che Lei sostiene, perché secondo il suo rito il corpo del crocefisso è suddiviso in un numero grandissimo di particole che ne racchiuderebbero l’anima, il sangue, il corpo e la divinità che è ivi resa materiale per la transustanziazione. Il rito, Lei sostiene, è praticabile solo dai puri di spirito e mondi da peccati, ovviamente da Lei rimossi anche a pagamento -indulgenze plenarie, messe per i defunti…-, però, sig papa, dopo tutta questa teologia usciamo dal discorso ed analizziamo un po’ di storie in dimensione umana.

Per un po’ tra noi polemizzare, sig papa, vorrebbe per piacere illustrarmi chi o cosa Le dà certezza che il suo dire è sempre giusto? Come Lei riesce a conoscere i voleri dell’inconoscibile dio? Come può avere cognizione di cose che nemmeno la scienza ancora giustamente conosce, affermando, per esempio, il momento dell’insorgenza dell’anima, diamola per vera, nell’embrione. E nella morula essa è già presente? O forse già esiste negli oociti e spermatociti di terzo ordine che ne portano appresso un pezzo dai genitori che rimangono monchi. Ma poi in loro ricresce la parte asporata? E con quale scienza Lei afferma che le cellule staminali sono assimilabili a persone? Perché condanna i rapporti sessuali non finalizzati a procreare? Perché vieta l’uso del profilattico che può salvare tanta gente, circa 9 milioni di persone all’anno, dall’infettarsi da HIV o da AIDS? Perché vieta l’aborto favorendo annualmente la morte di otto milioni di gestanti? Dato fornito dall’OMS. Ma chi glie la dà tale sacrilega arroganza che fa soffrire milioni di persone?

Inoltre, sig papa, Lei e la sua congrega che siete dediti alle lucrose botteghe dell’8%°, dello scippo dell’ICI, di lasciti, prebende, oboli e vendite varie d’immagini e reliquie, ma anche d’acque miracolose e sfratti esecutivi di tante povere famiglie dalle case del Vaticano, Lei, sig papa, che non vuole spostare le antenne delle sue radio grandemente inquinanti e che sorgono in luogo densamente popolato, Lei, sì, proprio Lei, sig papa, che dichiara di non esercitare alcuna azione politica, sa di possedere un controllo sociale tremendo sui succubi, perché sempre decide, a suo insindacabile parere, cosa è giusto e cosa è sbagliato per le genti italiche che Lei ed il cattolicesimo hanno reso “italiote” ed anche quasi minoritarie per la presenza assistita, ma a Lei remunerata e dunque da me pagata, di tantissimi “itagliani” che hanno più diritti di noi indigeni.

Lei, sig papa, ha anche condannato il socialismo e decretato l’anatema sul comunismo e sui “fratelli maledetti” affinché le loro malefatte non si ripetessero. Ma dei crimini commessi dal colonialismo delle sue congregazioni nelle Americhe, dei delitti perpetrati dai moderni neocon e dall’assassino Bush o dall’inglese Blayre, e dell’occupazione violenta della Palestina e ciò che ancora ne addiverrà, perché non ne parla mai? Ma nemmeno mai accenna ad autoaccusare la chiesa per le sue malefatte, invece l’autoassolve per evidente interesse di parte. Dunque dimentica, sig papa, o meglio non vuole parlarne, le sue guerre di conquista ed espoliazione dei Mori. Dimentica la drammaticità delle crociate per l’esaltazione della presunzione del fanatismo cristiano. Dimentica che ha convertito gli Indo americani attraverso la “Co.Mi.Ca.” (Commercio- Missionario- Cannone). Dimentica le centinaia di migliaia di disgraziate “streghe” inviate al rogo spesso senza nemmeno essere state precedentemente garrottate, tecnica barbara d’uccisione ma meno cruenta dell’ardere vivi. Dimentica gli in numeri Giordano Bruno ed i Savonarola. Dimentica gli ultimi due ghigliottinati, Monti e Tognetti -24 Novembre 1868. Dimentica le storiche oppressioni psicologiche del cattolicesimo sulle popolazioni da conquistare e conquistate. Dimentica tutti i morti ammazzati dal pugnale e dal veleno durante i “cum clave” del passato. Dimentica… Certo che se la colomba dello spirito santo scendesse in terra sceglierebbe un orinatoio dove posarsi, è più immacolato della sua chiesa.

Lei, sig papa, ha condannato tutti quelli che Le sono contro, tutti quelli che non può controllare, tutti quelli che non si prostrano in ginocchio davanti a Lei, ma ha dimenticato di condannare e sbeffeggiare il becero ed insano capitalismo che ha dalla sua la predazione che esercita autorizzandola con leggi che esso stesso promana. Così, modernamente, si aggrediscono Paesi, civiltà, società, e la lebbra dei disvalori ha attaccato ogni cosa senza che Lei si schieri contro i “potenti “ della terra. A costoro, ladri ed assassini, sono state concesse udienze ed indulgenze.

Mi dica, infine, sig papa, chi mai è Lei per causare sì gran piaghe al mondo. Mi dica, sig papa, perché s’ostina nel suo dictat? Perché Lei si ritiene il moderno ipse dixit? Perché afferma che Lei è la -conditio sine qua non- avvenga la salvezza umana e, per quelli che ci credono, anche la via di salvezza eterna, cosa peraltro comune a tutte le fedi messianiche.

Diciamoci ora confidenzialmente la verità, o almeno lo spero!

Lei, mi auguro, per la sua onestà intellettuale non crede in nulla di ciò che afferma, ma per la recita che compie s’attiene scrupolosamente alla parte assegnatole.

Io Le auguro, sig papa, con il massimo mio affetto di doversi scagionare del suo operato in un’aula di un tribunale, quasi quasi lo affermo da cristiano, e ciò per mondarsi dei peccati che ha compiuto e che dovrà compiere… e quelli di cui io parlo veramente sono colpe contro l’Uomo e la sua dignità.

A questo punto, sperando di non averla annoiata, sig papa, smetto il mio dire e le formulo i migliori auguri di una “rinascita illuminata” della sua scienza/coscienza, perché, ne sono certo, in nome dell’umiltà di cui si vanta, scendendo dal suo podio e immergendosi nei problemi dell’umanità potremo realmente parlare alla pari di destini sociali, economici, politici di questa sola e disgraziata umanità afflitta dai potenti che sono grandi solo perché gli altri stanno in ginocchio.

Con umano affetto

kiriosomega

L’illogicità del soprannaturale!

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L’illogicità del soprannaturale!

L’illogicità del soprannaturale!

“Se pensi non credi. Se credi non pensi.”.

Signor
papa: ma il suo dio è trino o quattrino?

Omai
da tanti anni osservo, muto spettatore, il modus operandi della sua chiesa, e
devo affermare che sempre più ne resto sconcertato anche per lo sfacciato
perseguimento che essa svolge verso il quattrino piuttosto che nei confronti
del celebrato trino. Più esplicitamente voglio dire, sig papa, che se mai è
esistito un dio con cui la fede umana ha creato alleanza, i maggiori avversatori
di tale intesa sono stati proprio i preti di cui Lei è capo, i quali,
nell’interesse della temporale clericocrazia, hanno distrutto genuine credenze
popolari facendone una non capibile teologia.

Anch’io,
sig papa, come tanti italiani provengo da una famiglia cristiana cattolica che
mi fece studiare presso salesiani e gesuiti in qualità di “convittore interno”
come una volta s’usava dire e fare, e forse fu proprio in quei collegi che
nacquero la mia critica verso la chiesa gerarchica ed il feroce dubbio
sull’esistenza del dio.

Sì,
lo so che a Lei, sig papa, non glie ne può fregar di meno sulla natura della
mia cultura e credo, ma abbia la pazienza d’ascoltarmi e comprenderà che il mio
discorso La coinvolgerà in prima persona.

Asserivo
che la mia famiglia originaria era di formazione cattolica ed anche d’elevata
istruzione profana, ma non feci molta fatica a comprendere che di cristianesimo
non conoscesse nulla oltre le storielle domenicali, e nemmeno sul cattolicesimo
e sulle sue nascoste trame doveva essere molto edotta. Infatti, sig papa, il
pensiero laico socialista, che s’affacciò nel mondo occidentale dall’inizio
novecento, fu assai duramente combattuto dai suoi predecessori sino ad
opprimere le coscienze che volevano riscattarsi da una vita di miseria ed
umiliazioni, e ciò continuò sino al ridicolo, come Lei ben sa, quando ancora negli
anni cinquanta, un secolo dopo l’unificazione d’Italia, esisteva l’indice dei
libri proibiti affisso nelle parrocchie per schiacciare quella cultura che Lei
definirebbe satanica. L’operazione clericale, sempre sottile e grossolana
insieme, non traguardava, però, solo l’ottundimento delle coscienze dei singoli
attraverso l’imposizione dell’insegnamento religioso scolastico con ciò
accantonando l’educazione civica [mi piacerebbe discutere dalla mozione Casati
Stampa del 1852 per giungere ai giorni nostri, ma sarebbe troppo lungo], ma si
spingeva oltre per contrastare il nascente mondo laico. Infatti, ricorderà, sig
papa, come dai suoi predecessori fu coccolata la cattolica Democrazia Cristiana,
dopo che già erano avvenuti i vituperabili accordi con i Liberali (Patto
Gentiloni, 1913, per non fare esistere il divorzio in Italia) e la caduta del
fascismo, e tutto ciò affinché quel partito detenesse il controllo del potere repubblicano
continuando ad impregnarlo di cattolicesimo di cui ancora non ci siamo
liberati. Oltre la duplice azione descritta, al buon fedele anche era obbligo praticare
i sermoni di commento dei vangeli e della bibbia, ma non di leggerne i libri, perché,
ricordo anche a me era ripetuto da parte dell’uomo che in paese era in gonna
nera: “…da solo non puoi capirli… devono essere spiegati… ascoltami!”.

Asserivo
che i miei genitori erano come tanti altri indotti ad occasionalmente parlare,
o forse meglio straparlare, di Gesù e santi, in verità solo la mamma perché il
babbo mai intervenne in tali storielle, e ricordo che una volta lapidariamente
affermò: “Son cose di donnette”.

In
ogni caso non sapevano nulla del Cristo, né avevano mai letto il Vecchio Testamento
che la chiesa ha contrapposto al Nuovo per un imbroglio di traduzione tra “brth”
B(e)r(i)th, “l’alleanza/patto/fede”, diathéke (diathéke-diathékai patto/fede),
che fu traslitterato in “testamentum” e poi “testamento; ma, ben riflettendo,
il testamento non lo stilano persone che sono in punto di morte? Forse che Lei
sa che il suo dio è morto e non vuole comunicarlo?

Il
mio riscatto dal dogma, già in nuce esistente sin da tenera età, maturò con
l’approfondirsi dei miei studi di storia della filosofia, delle religioni e
della chiesa di Roma, ottenendo infine la certezza della verità acquisita con l’apprendimento
teologale condotto per mio esclusivo piacere perché già ormai laureato in una
disciplina empirica.

Ah,
sig papa, per la precisione, la facoltà teologica in cui m’iscrissi mi cacciò
prima della laurea quinquennale non perché cattivo studente, anzi, tutt’altro,
infatti, avevo prodotto anche alcuni contributi culturali con traduzioni
dall’ebraico e stesura di una notevole massa di dati che circolavano tra gli
altri studenti, però il direttore dell’istituto decise che “non ero umile”,
ovvero pericolosa faina per il suo pollaio, e con tale mistificata motivazione
mi cacciò dalla facoltà che, al contrario delle scuole della repubblica, ma
questo Lei ben lo sa, in Italia è privata e gestita dal Vaticano, cosa che mi
tenne dall’esordire in tribunale per giusta causa.

Dopo
la premessa, forse doverosa o forse solo chiacchiera, guardiamoci un po’ da
vicino, sig papa, e disputiamo come vecchi amici.

---

Certo
già Lei ha notato, sig papa, che non L’appello “santità”, ma la nomino signore,
però Le chiedo di non adombrarsi per l’impiego del termine con cui non è aduso
sentirsi nominato, anzi, l’utilizzo di tale locuzione vuol significare che
ancora La stimo come persona con cui gradirei avere uno scambio d’opinioni.
Perciò subito Le domando, conoscendo la storia glottologica del sostantivo
“papa”, come può accettare che Le sia rivolto senza sentirsi un millantatore nei
confronti della naturalezza e semplicità di cui sempre va divulgando la
necessità. Eh sì, sig papa, perché Lei s’atteggia all’esatto contrario del suo
dire anche con il vestire paramenti e travisamenti che mi forzano il pensiero
verso i signori della risata, intendo i clown del circo. … Certo, signor papa,
comprendo che Lei è prigioniero del suo ruolo, e che la gerarchia, il popolino…
hanno le loro necessità, ma provi, proprio Lei, pian piano ad essere “più umile”
e pudico nel proporsi, con ciò, anche se pia favola, ne trarrà beneficio la sua
fede.

Però,
sempre in tema di celebrata semplicità di vita e di stranezze da Lei commesse,
desidero guidare la sua attenzione anche verso il fatto di come Lei si porge
alle masse plaudenti e di quanto mostra di compiacersi “nel bagno di folla”
ululante. Mihi visum est, anche Lei esclamerebbe da spettatore attento, che
proprio quello accennato è il culto della personalità che sconfina nella
megalomania presente durante l’accadere di turbe psicomentali a carattere
maniacale, o nelle forme dissociative ebefreniche e deliranti, ma anche durante
altre patologie che non nomino e che sono vicine al tanto contestato e nascosto
dire del “crimen solicitationis”. Tanto grande è la sua immedesimazione con il
ruolo assegnatole che il “sentimento di potenza” e megalomania, che emergono
dalla recita che compie, novello rabbino, La conducono a formulare gesti con le
mani non diversi dalle giudaiche fiche. Anche per questo, dunque, non può
definitivamente condannare sedicenti maghi, cartomanti, astrologi e seguaci di
qualunque setta, perché per farlo dovrebbe condannare, almeno verbalmente,
perfino se stesso dato che ha ormai perso, speriamo per sempre, il braccio
secolare sommariamente giustizialista.

A
proposito, sig papa, molti moderni defensor fidei asseriscono che una manovra
politica nord europea e/o USA/Israel vuole colpire la chiesa di Roma, altri
accusano il solo mondo anglosassone di questo e quello, altri… … … certo che
tali manovre esistono, e, in ogni caso, sono accuse che Le cadono addosso come
macigni, anzi “massoni”, che Lei e la sua istituzione volevate ignorare sino a
che le circostanze non Vi hanno costretto a porvi allo scoperto formulando
accuse contro i dissidenti invece di spiegare la Vostra linea di pensiero.
Però, mi chiedo, perché mai i preti non possono essere processati dalle leggi
repubblicane italiane, questa è un’altra cosa che non riesco a capire perché
deve trattarsi di un nuovo dogmatico misterium fidei; comunque, questo fu un
errore fondamentale dell’Uomo Nero che peccava, ahimé, di troppa bontà.

Torniamo
al contrasto che Lei mostra con l’evangelico Cristo ed il suo insegnamento, di
cui si dichiara esplicito e legale rappresentante in Terra senza nemmeno la
certezza della sua storica esistenza. Ma si rende conto, sig papa, che così
facendo Lei opera il reato di “abuso della credulità popolare” per
manipolazione delle menti culturalmente più deboli, mentre esalta la cattiveria
dei più scaltri, i politicanti cattolici, che trovano gli spazi per
sottometterli con Lei ed i suoi despoti. Fortunatamente per Lei, sig papa, dal
nostro Legislatore fu depennato il reato di plagio, però, se n’avessi la
possibilità, mi piacerebbe riproporlo sotto l’aspetto della “succubanza”, dal
succubus latino, lasciando che la gente, istruita, decida chi è il demonio che
ancora le sta sopra e la perseguita.

Dunque,
amico mio, Lei si diverte a far credere alle masse ciò che Lei non è, e di cui
nemmeno Lei stesso ha contezza, tanto s’è compenetrato nel ruolo che adora.

Lei,
sig papa, ancora in quest’epoca diffonde la storiella del dio, del suo figlio
Cristo Gesù, della madre di dio, -dunque anche il dio ha una madre!-, e lo fa
come se parlasse di membri della sua famiglia che diuturnamente vede ed
ascolta, mentre è certo che di quelle entità non ne sa più di me. Infatti, in
altro consesso, e secondo opportunità, Lei afferma che il dio è inconoscibile,
mentre nelle sue facoltà teologiche i docenti s’arrampicano sugli specchi,
sempre scivolando, per dimostrare che, assurda tesi: “ La ragione ci conduce al
dio attraverso la fede, e che lui/esso si manifesta alla ragione umana
attraverso la stessa fede”. Una dimostrazione del genere, che Lei spaccia per
logica, non supera nemmeno l’esame di licenza elementare.

Desidero
proporle, per ancora ragionare tra noi, una breve serie di citazioni notevoli
che, mi permetta l’ardire per l’ardore del discorso, Lei desidererebbe non
fossero mai state ideate, ma purtroppo per Lei, esistono:

BINI
- da “Manoscritto di un prigioniero”: “Il cuore e la sventura  produssero
la religione naturale.”

BROWNE
– da “ Urn burial”. “In alcuna cosa gli uomini hanno perduto la ragione
quanto nelle questioni di religione.”

EURIPIDE
– da “Bellerofonte”. “C’è qualcuno che può affermare che in cielo ci sono gli
dei? Non ci sono…”

FEUERBACH
- da “Essenza della religione”.  “Dio, altro non è, se non l’essenza della
fantasia  e dell’immaginazione.”

FRANCE
– da “Le sette mogli di Barbablù”: “Il nulla è un infinito che ci avvolge, di
là giungiamo e là torneremo. Esso è un’assurdità ed una certezza. Non si può
concepire eppure c’e.”

Epicuro
-   da “Dichiarazione sugli Dei”: “Quivi novi potuit tanto post ante
quietos ìnlicere ut cuperent vitam mutare priorem?”

GIOVENALE
– da: “II, 149, 152”: “Esse aliquos manes et subterranea regna… nec pueri
credunt.”

HUME
– da “Dialoghi sulla religione naturale”: “La religione non ha origine dalla
ragione, ma dalla paura e dalla fantasia.”

JONSON
– da “Fall of Sejanus”: “What excellent fools religion makes of men.”

LE
DANTEC – da “L’ateisme”: “Se vi sono degli atei è segno che le prove
dell’esistenza della divinità non valgono niente. Esse sono considerate valide
da quelli che credono e che, per conseguenza, non ne hanno alcun bisogno. Al
contrario, tali prove sono inefficaci per coloro che non credono.”

LICHTENBERG
– da “Osservazioni e pensieri”: “Che cos’è il nostro concetto della divinità se
non la personificazione dell’incomprensibile.”

NIETZSCHE
– da “Ecce homo”: “Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi
pensatori. In fondo è solamente un rozzo divieto che è espresso ai ricercatori:
“NON DOVETE PENSARE.”

PLAUTO
– “Humanum amare est, humanum  autem ignoscere est.”

RUSSEL
– da “Perché non sono cristiano”: “La religione è una specie di malattia
endemica procurata dallo sgomento.”

SCHOPENHAUER
– da “Parerga et Paralipomena”: “Le religioni sono come le lucciole, hanno
bisogno del buio per risplendere.”

SENECA
– da “Ercole furente”: “Quod nimis miseri volunt, hoc facile credunt.”

SPENGLER
– da “Essere umano e destino”: “La fede non si pone il problema della logica e
del metodo. Essa è fuga dalla logica e dalla prova provata.”

Weiss,
Verret, Freud, Feuerbach, Otto e Altri, hanno espresso il loro parere,
sostanzialmente negativo, sull’essenza del dogma.

A
questo punto del discorso desidero farle rilevare che credere in un ente
supremo, sia pure il suo dio, non implica che ciò avvenga attraverso la sua
mediazione perché una fede non necessita d’intermediari per accendersi, né ha
bisogno di sedicenti vicari/parenti/amici dello stesso dio così come avveniva
in tempi più antichi con l’animale totem/parente della tribù, avvenimento che
invece favorisce il profano religo, dunque il suo reale compito è quello di
fare politica pro domo sua.

Per
quanto riguarda l’esistenza del Cristo, Lei ha contezza del fatto che l’unica
fonte storica che assai fugacemente ne accenna l’esistenza è un trafiletto
presente in un solo libro degli Annales di Tacito, peraltro ampiamente
rimaneggiati dal Poggio Bracciolini segretario del papa Martino V Colonna. Perciò
io ritengo che la sua chiesa, scusi la presunzione, anche per quel
rimaneggiamento, per non scontrarsi con filologi e storici, non ha mai spiegato
ai proseliti, tra l’altro, che il primo vangelo tra i cosiddetti canonici è
stato scritto circa cento anni dopo i fatti narrati. Posso anche testimoniare,
oltre al già asserito, che da una mia piccola personale indagine sul moderno popolo
domenicale della messa dei poveri, ore 06:30 circa, e dei ricchi, ore 12:00,
emerge la totale ignoranza d’ogni fatto storico che Lei assicura come vero.

Di
questi tempi è la confutazione storica, anche italiana, del Gesù cristiano, ma
Lei, dal punto di vista che sempre la chiesa ha adottato, ossia dell’ignoranza
del nemico che così è vinto a metà, non ha mai ritenuto di chiarirci le idee
visto che dichiara di conoscere ogni cosa divina in modo infallibile [Infallibilità
della chiesa, anno 1076 dogma imposto dal suo collega Urbano II; Infallibilità
del papa, anno 1870, dogma voluto da Pio IX]. Non sarebbe perciò ora, per
zittire anche la mia voce di piccolo dissenziente, che Lei, sig papa,
rappresentante del dio in terra ci ammaestrasse e ci facesse comprendere il
nostro errore?

Nell’attesa
di sue nuove, sig papa, continuo nella mia esposizione.

Lei
afferma, lo scrivevo precedentemente, che il suo dio ha una madre, mentre lo
dichiara increato in altre tesi, ma asserisce anche che tale ente ha voluto che
proprio Lei sia il suo rappresentante verso tutti noi, perché Lei… … … già
perché proprio Lei?

Tuttavia,
essendo Lei è infallibile in materia di dogmi divini deve già essere a
conoscenza della risposta di quale Cristo, il suo o un altro, ha salvato esseri
intelligenti che, ormai assai verosimilmente, sappiamo si trovano in altri
mondi. Infatti, l’esobiologia sempre più prepotentemente dimostra la presenza
di vita organica in altri pianeti che si vanno scoprendo. Allora Le chiedo: “Il
suo dio ha avuto un solo figlio o più figli per salvare dal peccato originale
tutti gli esseri che abitano l’universo, e li ha fatti porre tutti in croce o
qualcuno l’ha fatto arrostire così come i suoi predecessori amavano che
avvenisse in passato, quando non usavano la grande scure che insieme alla barba
dei “disgraziati” ruzzolava via anche la testa?”.

Se
così è, ma anche se si trattasse di un solo figlio che tale dio ha voluto porre
in croce con chiodi, corone di spine, colpi di lancia e pregresse
flagellazioni, non crede che un simile padre deve essere condannato
all’ergastolo od alla pena di morte per sì gravi patimenti inflitti ad altra
persona?

[A
proposito di chiodi, tre quesiti particolari mi “perseguitano” sin da bambino,
allorché appresi la storia della croce, dei chiodi e d’altro. Mi spiego, della
prima sappiamo quasi tutto ed abbiamo, a suo dire, anche lignee reliquie
conservate qui e là, ma dei chiodi che mi dice? Vero che chiodi metallici sono
noti all’uomo sin dall’età del bronzo, ma chi e dove forgiò quelli per
affiggere il Cristo, come mai di questo importantissimo particolare nessuno mai
ci ha rivelato alcunché? E il venerato sepolcro di Giovanni di Gamala, ops,
scusi, del suo Cristo, dov’è? Possibile che dopo tutta l’importanza che gli si
è attribuita nessuno scrittore tra i suoi sostenitori abbia lasciato almeno una
traccia per trovarlo? Ma, cosa che storicamente assai mi deprime, è
l’affermazione che lo spezzare il pane e distribuirlo con il vino ai
partecipanti alla cena fu un atto particolare del suo Cristo, possibile che Lei
non sappia che per il rabbi ciò era un rituale consolidato in uso tra i giudei
di quel tempo?]

Certo,
sig papa, Lei mi risponderà che sono stati gli uomini a compiere sì gran
scempio; però, vorrei rammentarle che Lei afferma, sed semper ad usum delphini,
che l’umanità è stata costruita ad immagine e somiglianza del suo creatore.
Perciò, aggiungo io, la creazione deve essergli riuscita proprio male dato che
così grandemente belluino è l’uomo. Però, considerando l’asserzione ecclesiale
come vera, nuovamente devo asserire che il suo dio non è perfetto perché ha
errato almeno nella progettazione della sua specie prediletta. E non ci
racconti, sig papa, la favola del libero arbitrio che ancor più dimostra
l’inadeguatezza di questo dio, infatti, non seppe nemmeno prevedere che l’uomo
avrebbe peccato già nell’eden… Ma Lei non sostiene che il suo dio conosce
passato, presente e futuro? Dunque, secondo lei, tale dio già era a conoscenza
che l’uomo avrebbe peccato, allora perché punirlo dato che lui aveva deciso
l’avvento del peccato sin da quando “l’assemblò”! Ma, altro grave ed
incomprensibile avvenimento: “Perché condannare al peccato originale tutta
l’innocente sua discendenza?”! Insomma, le aberrazioni mentali del suo dio sono
legittime ai suoi occhi, certo al contrario delle colpe di certi uomini che
sono dichiarati pazzi criminali od anche criminali pazzi per molto meno… e
sempre secondo convenienza.

Torniamo
al Cristo, sig papa, e pensiamolo, poveretto, appeso alla croce che la sua
tradizione descrive. Bene, non è possibile che un uomo sia rimasto appeso al
marchingegno, nemmeno per un’ora, per fragilità dei punti anatomici interessati
dai chiodi, e, altra dolente nota, i latini, uomini pragmatici e spicci, non
usavano la crocifissione come Lei la narra, ma la loro croce, che tale non era,
si costruiva tra due “stipites” (montanti) infissi nel terreno e sormontati da
una “furcula” (forcella) in cui era poggiato il patibulum (trave trasversale)
cui era legato il condannato che spesso era esposto a sud est con le palpebre
tagliate e con i piedi che appena strusciavano in terra. La vita lentamente
s’allontanava dal condannato che in primis diveniva cieco per l’esposizione ai
raggi solari, e la morte liberatoria dall’inaudita sofferenza si presentava
dopo più giorni d’agonia per esaurimento della “macchina” cuore-polmoni che non
riusciva più a compiere un lavoro isovolumetrico. Complici, in ciò, la tetania
della muscolatura intercostale e del collo, l’ipossia cerebrale ingravescente,
l’edema della glottide, la congestione posturale distale e la terminale fibrillazione
atrio ventricolare, scusi se non descrivo particolareggiatamente tutto il
meccanismo secondo una diagnosi medico legale.

Comunque
sia, sig papa, la sua tradizione recita che il Cristo, dopo la morte in croce,
nel terzo giorno lasciò l’ade, o il limbo, che da qualche giorno non esiste
più, od altro luogo imprecisato, e con tutto il corpo salì verso la casa del
padre che è qui e là e in ogni luogo. Però nemmeno ci comunica, sig papa, Lei
che del dio sa tutto, come egli/esso trascorre il tempo… perché un tempo ci
deve essere, lo deve vivere il suo dio, visto che Lei dichiara che impiegò
sette giorni, con il dì di riposo, per costruire il mondo.

Se
entriamo per un momento di soppiatto nella logica matematica possiamo
affermare, sig papa, che tracciando una retta orientata con un’origine a
piacere indicata con 0, otterremo due semirette con vettore opposto e tendente,
per la geometria euclidea, all’infinito positivo e negativo. Supposto che la
tesi del doppio infinito possa essere vera, non lo è, in ogni caso otteniamo
che tutto ciò che esiste è contenuto, come inferenza, nell’universo stesso che
abbiamo sostenuto essere infinito. Però, dobbiamo aggiungere che ogni cosa che
inferisce è parte dell’universo stesso che sarebbe diverso se qualcosa, anche
la più insignificante, mancasse. Da ciò conseguono due considerazioni:

è
la materia che crea lo spazio che perciò non è infinito, dunque è la materia, e
non viceversa, che crea l’energia “fine”, quella da molti definita “logos
creatore”,

la
logica scholastica dell’Agostino è inaccettabile perché toglie al dio ogni
estensione tridimensionale, anzi polare, e forse frattalica, però su questo
ultimo versante della geometria ancora non mi impegno perché non mi sento
sicuro di saperla sostenere, e dunque nulla può essere senza Essere.

In
parole semplici, tutto ciò che E’ ha tre dimensioni più l’inferenza tempo,
quindi è osservabile direttamente od indirettamente, tutto ciò che non ha tali
qualità NON E’, quindi è NON ESSERE. L’ipponese nord africano (algerino) s’è
inventato la “Teologia Negazionista”! Insomma, sig papa, la sua tesi del dio è
un crivello comunque si apprezza. Sia ben inteso, e detto per inciso, non
migliore è il credo giudaico del roveto ardente che, però, ha la capibilità,
perché collocato nel tempo e nello spazio.

Lasciamo,
però il mondo della logica matematica che dovremmo approfondire tra tensori,
matrici, equazioni gaussiane, comportamento della freccia/tempo in prossimità
d’intensi campi gravitazionali studiando se monotona o derivabile, velocità
luce, relatività… e torniamo ad un più domestico dire.

Ricorda,
sig papa, le più antiche tradizioni sociali, fedi che si perdono in tempi
d’oltre quattromila anni addietro? Mi permetta di rammentarne assai brevemente
qualcuna che mostra, non se ne abbia a male, come il suo costrutto teologico
moderno altro non è che il rifacimento “drag and drop” degli antichi credo.

I
primitivi “Kirios Soteres”, dal mio libro “Pirati”

…Dall’Egitto
i giudei trassero, insieme al loro alfabeto presinaitico, anche ciò che divenne
l’importante rito cristiano della transustanziazione, come testimonia un
graffito geroglifico risalente ad almeno 1500 anni prima della N.E.

In
tale scritto, che riguarda il culto di Iside, è riferita l’intera cerimonia
della trasformazione del vino nel sangue della divinità, e descrive l’azione
del sacerdote che al momento opportuno esordiva con le parole: “Tu sei il vino,
ma non sei più vino perché sei le viscere di Iside”. Dopo queste definizione il
ministro del culto prendeva il calice con nuovo liquido e lo trapassava ai
fedeli inginocchiati che rendevano grazie all’ente supremo per le gioie
dispensate.

Anche
nella liturgia dell’anatolica figura di Attis e della frigia o anatolica Cibele,
identificata nella cultura greca con “Rea la Grande Madre” e con Opi
in quella romana, il rito si trasforma in un gioioso pasto comunitario dopo
inni e libagioni. Le formule rituali, anche di questo cerimoniale, furono
ritrovate incise su tavolette d’argilla, e sappiamo che erano pronunciate
comunitariamente da tutti i seguaci presenti dopo aver bevuto, ma guarda caso
anche loro, il vino transustanziato in sangue della divinità. L’incisione su
creta riporta anche questa frase che era pronunciata dai credenti: “Io mi sono
mischiato con Attis”, ed il cureta rispondeva: “Gioioso e bello, ora anche tu
dio, sconfiggerai la morte”.

Già,
perché anche Attis sconfisse la morte. Infatti, nel suo vangelo è scritto che
nel sepolcro in cui fu deposto dai discepoli non fu trovato il corpo del dio
sacrificatosi per salvare il mondo umano, perché, egli vinta la morte resuscitò
e risalì in cielo lasciando in esso solo il sudario che lo ricopriva.

Che
la favola della sindone, che però Lei non asserisce come dogma di fede, abbia
un’origine storica diversa da quella che, in ogni caso, la Chiesa moderna lascia liberi
di credere?

Nel
culto di Attis s’incontrano tre leggende. 1°) Una lo vuole pastore amato da Cibele
cui, sempre secondo il mito, il giovane fece voto di castità che, però,
malauguratamente infranse per una ninfa o per Sangaride figlia del re di
Pessinunte. Cibele, allora mossa da gelosia, provocò nell’amato bene un tale
stato di follia che lo spinse ad evirarsi, così morendo dissanguato. 2°) Attis,
figlio di Creso re di Lidia, fondò il culto di Cibele con ciò insultando Zeus
che lo fece uccidere da un cinghiale. 3°) Secondo la leggenda frigia Attis
nacque dalla ninfa Nana che era stata ingravidata dai chicchi di una melagrana
cresciuta dal sangue dell’ermafrodito Agdisti che Dioniso aveva evirato.
Agdisti, s’innamorò poi di Attis, e per impedire il suo amore con una donna gli
fece insorgere una crisi di follia durante la quale il giovane si evirò. Cibele,
mossa a compassione lo trasformò in pino e le gocce di sangue divennero le
bellissime violette di campo.

In
ogni modo, qualunque cosa affermano i vangeli di Attis, siamo chiaramente a
conoscenza che tra canti e suoni, in seguito definiti orgiastici, Coribanti, Cureti
o Dattili Idei, tutti rigorosamente eunuchi, insieme ai devoti mangiavano e
distribuivano pasti comunitari benedetti dal dio. Funzione religiosa ancora
oggi nota nella liturgia cristiana con la definizione di banchetto eucaristico.

Fu
però il culto di Dioniso ad introdurre, come già in quei tempi antichi si usò
fare, l’uso di cibarsi di pane azimo durante il rito teofagico della
transustanziazione, così rendendo quest’alimento importante quanto il vino. …La
figura di Dioniso certamente è la più complessa di tutta la mitologia
primitiva, perché egli contemporaneamente rappresentava una triade: “L’opulenza,
la fertilità ed il benessere”. Per questo motivo spesso egli era raffigurato
con un chicco di grano.

Dioniso,
nonostante il nome, non era d’origine greca, egli ebbe natali certamente
orientali ed era un dio molto antico. Il suo culto fu anche legato a riti e
miti iniziatici che indicavano l’alternarsi delle stagioni e dei raccolti, ma
fece anche parte dei successivi misteri eleusini e delle cerimonie orfiche che
assunsero carattere mistico e filosofico. Anche le sue feste, sig papa, hanno
origini assai più antiche di ciò che Lei vuol farci credere, un esempio per
tutte, il Natale, o meglio il solstizio d’inverno, è l’antica misteriosofia del
dies natali solis invictis.

Su
queste antichissime credenze teofagiche rappresentate dal pane e dal vino
transustanziati si sono uniformate molte religioni sorte in un tempo a noi più
vicino. Così molte tra esse, dogmi della redenzione e della rinascita dell’uomo
dopo la morte, purché fedele al dio, predicano la salvezza attraverso una vita
di rinuncia e mortificazione della carne per raggiungere un premio eterno che è
la beatitudine donata dalla visione del dio.

Dopo
la descrizione di culture drag and drop, soffermiamoci, sig papa, sulla
cristofagia che Lei sostiene, perché secondo il suo rito il corpo del
crocefisso è suddiviso in un numero grandissimo di particole che ne
racchiuderebbero l’anima, il sangue, il corpo e la divinità che è ivi resa
materiale per la transustanziazione. Il rito, Lei sostiene, è praticabile solo
dai puri di spirito e mondi da peccati, ovviamente da Lei rimossi anche a
pagamento -indulgenze plenarie, messe per i defunti…-, però, sig papa, dopo
tutta questa teologia usciamo dal discorso ed analizziamo un po’ di storie in
dimensione umana.

Per
un po’ tra noi polemizzare, sig papa, vorrebbe per piacere illustrarmi chi o
cosa Le dà certezza che il suo dire è sempre giusto? Come Lei riesce a
conoscere i voleri dell’inconoscibile dio? Come può avere cognizione di cose
che nemmeno la scienza ancora giustamente conosce, affermando, per esempio, il
momento dell’insorgenza dell’anima, diamola per vera, nell’embrione. E nella morula
essa è già presente? O forse già esiste negli oociti e spermatociti di terzo
ordine che ne portano appresso un pezzo dai genitori che rimangono monchi. Ma
poi in loro ricresce la parte asporata? E con quale scienza Lei afferma che le
cellule staminali sono assimilabili a persone? Perché condanna i rapporti
sessuali non finalizzati a procreare? Perché vieta l’uso del profilattico che
può salvare tanta gente, circa 9 milioni di persone all’anno, dall’infettarsi
da HIV o da AIDS? Perché vieta l’aborto favorendo annualmente la morte di otto
milioni di gestanti? Dato fornito dall’OMS. Ma chi glie la dà tale sacrilega
arroganza che fa soffrire milioni di persone?

Inoltre,
sig papa, Lei e la sua congrega che siete dediti alle lucrose botteghe
dell’8%°, dello scippo dell’ICI, di lasciti, prebende, oboli e vendite varie
d’immagini e reliquie, ma anche d’acque miracolose e sfratti esecutivi di tante
povere famiglie dalle case del Vaticano, Lei, sig papa, che non vuole spostare
le antenne delle sue radio grandemente inquinanti e che sorgono in luogo
densamente popolato, Lei, sì, proprio Lei, sig papa, che dichiara di non
esercitare alcun’azione politica, sa di possedere un controllo sociale tremendo
sui succubi, perché sempre decide, a suo insindacabile parere, cosa è giusto e
cosa è sbagliato per le genti italiche che Lei ed il cattolicesimo hanno reso “italiote”
ed anche quasi minoritarie per la presenza assistita, ma a Lei remunerata e
dunque da me pagata, di tantissimi “itagliani” che hanno più diritti di noi
indigeni.

Lei,
sig papa, ha anche condannato il socialismo e decretato l’anatema sul comunismo
e sui “fratelli maledetti” affinché le loro malefatte non si ripetessero. Ma
dei crimini commessi dal colonialismo delle sue congregazioni nelle americhe,
dei delitti perpetrati dai moderni neocon e dall’assassino Bush o dall’inglese
Blayre, e dell’occupazione violenta della Palestina e ciò che ancora ne
addiverrà, perché non ne parla mai? Ma nemmeno mai accenna ad autoaccusare la
chiesa per le sue malefatte, invece l’autoassolve per evidente interesse di
parte. Dunque dimentica, sig papa, o meglio non vuole parlarne, le sue guerre
di conquista ed espoliazione dei Mori. Dimentica la drammaticità delle crociate
per l’esaltazione della presunzione del fanatismo cristiano. Dimentica che ha
convertito gli indo americani attraverso la “Co.Mi.Ca.” (Commercio- Missionario-
Cannone). Dimentica le centinaia di migliaia di disgraziate “streghe” inviate
al rogo spesso senza nemmeno essere state precedentemete garrottate, tecnica
barbara d’uccisione ma meno cruenta dell’ardere vivi. Dimentica gli in numeri
Giordano Bruno ed i Savonarola. Dimentica gli ultimi due ghigliottinati, Monti
e Tognetti -24 Novembre 1868. Dimentica le storiche oppressioni psicologiche
del cattolicesimo sulle popolazioni da conquistare e conquistate. Dimentica tutti i morti ammazzati dal pugnale
e dal veleno durante i “cum clave” del passato. Dimentica… Certo che se la
colomba dello spirito santo scendesse in terra sceglierebbe un orinatoio dove
posarsi, è più immacolato della sua chiesa.

Lei,
sig papa, ha condannato tutti quelli che Le sono contro, tutti quelli che non
può controllare, tutti quelli che non si prostrano in ginocchio davanti a Lei,
ma ha dimenticato di condannare e sbeffeggiare il becero ed insano capitalismo
che ha dalla sua la predazione che esercita autorizzandola con leggi che esso
stesso promana. Così, modernamente, si aggrediscono Paesi, civiltà, società, e
la lebbra dei disvalori ha attaccato ogni cosa senza che Lei si schieri contro
i “potenti “ della terra. A costoro, ladri ed assassini, sono state concesse
udienze ed indulgenze.

Mi
dica, infine, sig papa, chi mai è Lei per causare sì gran piaghe al mondo. Mi
dica, sig papa, perché s’ostina nel suo dictat? Perché Lei si ritiene il
moderno ipse dixit? Perché afferma che Lei è la -conditio sine qua non- avvenga
la salvezza umana e, per quelli che ci credono, anche la via di salvezza
eterna, cosa peraltro comune a tutte le fedi messianiche.

Diciamoci
ora confidenzialmente la verità, o almeno lo spero!

Lei,
mi auguro, per la sua onestà intellettuale non crede in nulla di ciò che
afferma, ma per la recita che compie s’attiene scrupolosamente alla parte
assegnatole.

Io
Le auguro, sig papa, con il massimo mio affetto di doversi scagionare del suo
operato in un’aula di un tribunale, quasi quasi lo affermo da cristiano, e ciò
per mondarsi dei peccati che ha compiuto e che dovrà compiere… e quelli di cui
io parlo veramente sono colpe contro l’Uomo e la sua dignità.

A
questo punto, sperando di non averla annoiata, sig papa, smetto il mio dire e
le formulo i migliori auguri di una “rinascita illuminata” della sua
scienza/coscienza, perché, ne sono certo, in nome dell’umiltà di cui si vanta,
scendendo dal suo podio e immergendosi nei problemi dell’umanità potremo
realmente parlare alla pari di destini sociali, economici, politici di questa
sola e disgraziata umanità afflitta dai potenti che sono grandi solo perché gli
altri stanno in ginocchio.

Con
umano affetto

kiriosomega

Written by kiriosomega

12 Marzo 2009 alle 08:49

…e se si accoppano chi piange?

nessun commento

per ora ho fffinto io!

per ora ho fffinto io!

Written by kiriosomega

28 Febbraio 2009 alle 20:07

Pubblicato in Disegni satirici

Taggato con ,

Strani incontri!

nessun commento

anime-nere

Anime nere!

…dio li fa … e tra loro si accoppano!

Written by kiriosomega

27 Febbraio 2009 alle 12:11

Pubblicato in Politica, satira

Taggato con , ,

The Times, Londra Giovedì, 19 febbraio 2009

con un commento

Desidero brevemente considerare la vicenda “vescovo Williamson” riportata dalla stampa estera, e a proposito della quale presento la traduzione di un articolo apparso sul “Times” il 19 c.m.

“Anche da questa vicenda si deduce come questo nuovo millennio, sulle premesse che già scatenarono la prima guerra mondiale, è senz’altro il “secolo dell’apparire che sta abbandonando l’essere”, infatti, ogni cosa si presenta come ingannevole, e ogni valore tradizionale si sta dissolvendo nella costante ricerca di un “Novus Ordo”.

Anche la chiesa di Roma cerca apparenze per non naufragare, e, avvenimento assai grave e scorretto, sta traghettando le sue verità costituite per quelle relative create dagli uomini che impongono il nuovo corso.

Ergo, se la chiesa ha verità rivelate, come afferma, e valuta la libertà delle coscienze sopra ogni cosa, dono divino del libero arbitrio, non può travisare i suoi valori fondanti, addirittura promuovendo la shoah a verità di fede, e i giudei a “fratelli maggiori”. Tutto questo mostra il suo vero volto e l’aspro sapore dell’inganno, della truffa e del raggiro popolare che la bimillenaria istituzione ha perpetrato sulla creduloneria del popolo.

HO L’IMPRESSIONE CHE SIA TERMINATO IL PERIODO DELLE RELIGIONI COME COLLANTI DELLE CULTURE, E CHE SIA NATA L’EPOCA DEI PRINCIPI MERCANTI CHE DURERA’, CON LA SUA BARBARIE, ASSAI A LUNGO NEL TEMPO.

UNA POSSIBILITA’ PERO’ ESISTE PER LIMITARE I DANNI DEL LIBERALISMO ECONOMICO, E’ QUELLA DEL RITORNO ALLA TERZA VIA, OVVERO LA democrazia americana CHE SI TRASFORMA NEL SUO UNICO CERTO FUTURO CHE VEDO COSI’:

riscossascuola

Lettura proposta da: New Order [neworder@execpc.com] inviata da Merimar alla sua lista di distribuzione..

willamsonvescovorevisionista1Al vescovo dissenziente è stato ordinato di lasciare l’Argentina.

Mons. Richard Williamson deve lasciare l’Argentina.

Di Chris SMYTH

The Times, Londra Giovedì, 19 febbraio 2009

BUENOS AIRES – Al vescovo inglese che nega l’Olocausto ® è stato ordinato di lasciare l’Argentina.

Mons. Richard Williamson entro dieci giorni dovrà lasciare il paese o affrontare a livello mondiale, dopo l’espulsione, la controversia sul suo punto di vista, e le decisioni del Vaticano nei propri confronti.

-OLOCAUSTO eretico: “Mons. Williamson ha osato porre in discussione il “sacrosanto numero! (di 6000000 di giudei uccisi”).

Il Ministero degli Interni argentino ha affermato che le dichiarazioni del vescovo Williamson sull’Olocausto sono un “profondo insulto verso la società argentina, la comunità ebraica e il consorzio umano, perché nega la verità storica”.

Durante il mese scorso, mondialmente, già era scoppiata una furibonda protesta dopo che il papa Benedetto XVI aveva revocato la scomunica del vescovo Williamson, ciò insieme ad altri tre vescovi della Comunità ultra-conservatrice denominata “Società di Pope Pius X”.

Mons. Williamson nega che ci siano stati giudei uccisi nelle camere a gas nazionalsocialiste e definisce “bugie” la loro esistenza- ma anche afferma che nei campi di concentramento nazisti i morti giudei non furono più di 300.000.

Comunemente è invece creduto che la [presunta] cifra è di morti è di sei milioni di giudei.

A Buenos Aires, dal 2003, monsignor Williamson aveva adempiuto all’incarico di direttore del Seminario di “La Reja”, ma la scorsa settimana è stato rimosso dal suo incarico.

Il ministro degli interni argentino ha fatto sapere, (dopo i fatti accaduti), che il vescovo Williamson non aveva ha dichiarato “la sua vera attività” (nel Paese), qualificandosi solo come direttore del seminario e –sovrintendente- all’immigrazione, infatti, “avrebbe nascosto il vero motivo del suo soggiorno nel paese, con la pretesa di essere un dipendente di un’organizzazione non governativa”. Il governo (argentino) ha anche fatto presente che non era informato della –anomala- non chiara posizione documentale del vescovo Williamson sino a prima che esplodesse il caso, e ha aggiunto che le dichiarazioni dello stesso vescovo sono state un fattore determinante nella decisione della sua espulsione.

L’incaricato per gli affari religiosi del governo argentino, Guillermo Oliveri si è schierato nella vicenda dichiarando: “Sono assolutamente concorde con l’espulsione di un uomo residente nel nostro paese che con le sue dichiarazioni ha negato una delle più grandi tragedie del genere umano”.

Il Vaticano ordina al vescovo di ritrattare!

Christian Bouchacourt, direttore della filiale latino-americana della Comunità intitolata a “Papa Pius X”, quando ha saputo dell’espulsione del confratello ha dichiarato che le opinioni del vescovo Williamson non corrispondono in alcun modo con la posizione “storica culturale” della stessa Comunità.

In serata il Vaticano ha comunicato che non aveva alcun commento da fare sulla decisione argentina.

Sembra, però, che il Vescovo Williamson sia ancora in Argentina, e non è chiaro, dove sarà destinato.

La vicenda ebbe inizio il mese scorso quando il Papa decise di sollevare la Comunità dalla scomunica che era stata imposta nel 1988. Il Vaticano ha spiegato che il suo fine era di ricondurre la Comunità detta “Papa Pius X” verso l’unità con la Chiesa, e che erano sconosciute le opinioni del Vescovo Williamson.

Due settimane fa, sempre il Vaticano ordinò al Vescovo Williamson di ritrattare “pubblicamente le sue ambigue e desuete idee (sulla shoah)”. Papa Benedetto XVI incontrò poi i leader ebrei americani affermando che rifiutare la verità dell’ Olocausto è “intollerabile” e che con il suo gesto ha voluto chiarire “la sua amicizia” verso gli ebrei.

Il Vaticano ha così cercato di chiudere uno spiacevole incidente che ha visto Angela Merkel e altri leader criticare la decisione di revocare la scomunica al vescovo Williamson.
Ma tutta la polemica non si è ancora calmata.

Il vescovo Williamson ha quindi chiesto scusa per le polemiche scoppiate per aver espresso il suo punto di vista già nel 1989, ma non –chiede scusa- per le proprie opinioni.
La Comunità “Papa Pius X” fu fondata dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre per protestare contro le riforme di liberalizzazione cultuali del Concilio Vaticano Secondo iniziato nel 1960.

Monsignor Williamson, è uno studente del college di Winchester (Wykehamist) laureato a “Cambridge”(?), e convertito dall’anglicanesimo al cattolicesimo all’età di 30 anni.

Sapevo che il mondo è sulla strada per l’inferno, ha spiegato in una conderenza, e la religione cattolica è l’unica risposta per la sua salvezza”.

Credo che ogni prova storica sia realmente contraria al credo che sei milioni di ebrei siano stati deliberatamente uccisi nelle camere a gas per una deliberata politica di Adolf Hitler“, così il mese scorso si espresse alla televisione svedese, esattamente il giorno prima della decisione del papa –di revocare la scomunica-.

Testo originale.

Dissenting bishop

ordered to leave Argentina

Bishop Richard Williamson ordered to leave Argentina

By CHRIS SMYTH

The Times, London Thursday, 19 February 2009

BUENOS AIRES — An English bishop who denies the Holocaust® has been ordered to leave Argentina.

Bishop Richard Williamson has been give ten days to leave the country or face expulsion after global controversy over his views and the Vatican’s attitudes towards them.

HOLOCAUST® HERETIC:

Bishop Williamson dared to question the sacrosanct number.

The Argentine Interior Ministry said Bishop Williamson’s statements on the Holocaust® “profoundly insult Argentine society, the Jewish community and all of humanity by denying an historic truth.”

An international furor erupted last month after Pope Benedict XVI lifted the excommunication of Bishop Williamson, along with three other bishops of the ultra-conservative sect, the Society of Pope Pius X.

Bishop Williamson denies any Jews died in gas chambers — calling such claims “lies” — and says that no more than 300,000 died in Nazi concentration camps. The commonly [alleged] figure is six million.

Bishop Williamson had been head of La Reja seminary in Buenos Aires since 2003 but he was removed from that job last week.

The Argentine interior ministry said that Bishop Williamson had not declared “his true activity” as the director of the seminary on immigration forms, and had “concealed the true motive for his stay in the country” by claiming to be an employee of a non-governmental body.

The government said it had been unaware of Bishop Williamson’s position until recent publicity, but added that his views were a factor in the decision to expel him.

Guillermo Oliveri, the government’s secretary for religious affairs, said: “I absolutely agree with the expulsion of a man residing in our country following his statements [denying] one of the greatest human tragedies.”

Vatican orders bishop to recant

Christian Bouchacourt, the director the Latin American branch of the Society of Pope Pius X, said at the time of his dismissal that Bishop Williamson’s views “in no way reflect the position of our congregation.”

Tonight the Vatican said it had no comment on the Argentine decision. Bishop Williamson is thought to still be in Argentina and it is unclear where he might go.

The row started last month when the Pope decided to lift the excommunication, imposed in 1988. The Vatican explained that his aim was to bring the Society of Pope Pius X back towards unity with the Church, and that he had been unaware of Bishop Williamson’s views.

Two weeks ago the Vatican ordered Bishop Williamson to recant his statements “in an absolutely equivocal and public fashion”. Pope Benedict XVI met American Jewish leaders to say that Holocaust® denial was “intolerable” and that he wanted to offer “the hand of friendship” to Jews.

The Vatican was trying to close down a row that had seen other faith leaders and even Angela Merkel, the German Chancellor, criticize the decision to lift Bishop Williamson’s excommunication.

Apology fails to calm controversy

Bishop Williamson has apologized for the anguish caused by his views, which he first expressed in 1989, but not for the views themselves.

The Society of Pope Pius X was founded by the French Archbishop Marcel Lefebvre in revulsion at the liberalizing reforms of the second Vatican Council of the 1960s.

Bishop Williamson, an Old Wykehamist and Cambridge graduate, converted to Rome from Anglicanism at the age of 30. “I knew the world was going to hell in a handbasket and the Catholic religion is the only answer,” he explained.

“I believe that the historical evidence is strongly against, is hugely against, six million Jews having been deliberately gassed in gas chambers as a deliberate policy of Adolf Hitler,” he told Swedish television last month, days before the Pope’s decision.

Written by kiriosomega

22 Febbraio 2009 alle 18:01

Ben a Lourdes s’indigna, ma non getta la spugna!

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“Cavallo vincente non si cambia”! La chiesa lo sa ed agisce di conseguenza specie quando i premi che se ne traggono sono lucrosi. E poi, perché lasciare le attività redditizie delle benedizioni, dei santini, delle reliquie, delle indulgenze… proprio nel secolo che sta insegnando l’arricchimento selvaggio ad ogni costo, e che ha imposto anche alle mafie il loro riciclaggio entrando a fare parte della politica parlamentare e di partito. Così, con gli accordi segreti con Silvio IV si sono dimenticati Di.Co. e Pacs, ma anche si proibisce ai poveri credenti d’accostarsi ai sacramenti perché non sufficientemente ricchi per farsi annullare il matrimonio dal tribunale dei preti.  Insomma sembra di sentirli sussurrare: ” Se ci paghi dio annulla il tuo matromonio, altrimenti… ma và in comune! Ehhhh sì, sempre… casini

Ben, qualche giorno addietro, in cerca di novità che rilancino il fatiscente spirito cattolico aveva già sostenuto che in politica ci vogliono più cattolici, poi s’ è fermato pensieroso perché aveva ricordato che già ci sono Casini, Buttiglione, Giovanardi, Binetti…

Ben dice anche che benedizione e comunione sono riservate agli “eletti” ortodossi del cattolicesimo; e nella politica della gerarchia ecclesiale ciò è in tono con le loro premesse, perché, se così non fosse, (mia considerazione) un solo misero tassello della loro teologia (negativa dall’ipponatte in poi) non rispettato farebbe precipitare l’intero castello di plagio e succubanza perpetrato sul popolo in duemila anni di condizionamento.

La critica alle parole dogmatiche ed ai segni politici espressi da questo papa potrebbe qui terminare, ma per offrire al Lettore uno strumento per comprendere più opportunamente severe critiche storiche, logiche, filosofiche, riporto alcune notizie che potrà ampliare secondo sue necessità.

Cos’è la benedizione? Essa consiste in parole e segni. Parole che, pur oggi inquadrate nella fede del dogma, in realtà sono formule magiche che anche i maghi saltimbanchi adottano per i loro scopi. Invece, per quanto d’attinenza verso i segni della benedizione possiamo affermare che essi sono alla stregua delle fiche giudaiche/ebraiche, e di tutto quel magismo che ruota intorno ad un esosterismo esasperato mai dimostrato ed indimostrabile nella sua validità. Mai dimostrato, ed indimostrabile perché manca d’oggettività e di sostanza del contendere, ma che se dimostrato trasformerebbe il dimostrante in dio poiché ne ha compreso l’essenza infinita! E ciò è impossibile per tesi ed ammisione della gerarchia ecclesiale; ma l’arma della non penetrabilità della sostanza del dio è a doppio taglio! Essa tale è perché contemporaneamente dimostra che il papa, che sembra alle masse in perenne contatto con il dio, in realtà di esso/lui/lei (rhuah in ebraico, pertanto solo maschio) non ne sa nulla più dell’ultimo dei propri seguaci.

E’ ora d’obbligo un breve cenno di comparazione dell’eucarestia, e del fagismo cannibalico allegorizzato della concezione moderna, con ben più antichi riti. Riporto a tale proposito un dato di cronaca storica sul culto dell’attico dio Attis. Fu questa una cultualità già in uso 3500/4000 anni prima che comparisse il cristianesimo della patristica, da non confondere con quello delle origini, ammesso che il Cristo sia nato  e vissuto. Il rito eucaristico di Attis, come già affermato, è pre esistente a quello cristiano, e ciò è evidenziato dai suoi vangeli. Infatti, il cureta, dopo aver benedetto il pane ed il vino (transustanzazione), anche il quel credo  li distribuiva ai fedeli inginocchiati aggiungendo le parole: “…Ora anche tu, mangiate le carni e bevuto il sangue del tuo dio sei simile a lui”. [Da qui s'innesca un lungo discorso sull'inizio delle fedi salvifiche].

Ma, a mio giudizio, il più grave fenomeno del moderno cristianesimo sta nel fatto che le asserzioni del papa, in materia di dogmatismo fideistico (ex cathedra), sono considerate infallibili ed insindacabili per volontà di Pio IX. Fu proprio questo il papa che, spinto dai Gesuiti, nel tentativo di salvare il potere temporale della gerarchia ecclesiastica convocò il concilio Vaticano I° in data 18 Luglio 1870 affinchè fossero sanciti alcuni perentori, per quel tempo, assiomi politici atti alla sopravvivenza della chiesa romana. Ma il concilio fu sospeso in data 20 Ottobre 1870 per l’avvenuta presa di Roma che finalmente segnò la fine del potere temporale del papa re, finalmente, con buona pace di Paquino e delle sue pasquinate che però dovette subire l’inventata infallibilità del papa.

kiriosomega

Written by kiriosomega

15 Settembre 2008 alle 11:43

Pubblicato in Politica, Società e Costume

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