Posts Tagged ‘parlamento;’
(Dis)onorevoli inde-fessi al parlamento
Lavorano 17 ore a settimana, ma siccome ciò è troppo affaticante chiudono il Palazzaccio. Tanto, per quello che vale da quando c’è il CDA del padrone che ordina e dispone d’ogni coglione parlamentare di maggioranza, ogni onorevole coglione vale meno di un pelo di un vecchio coglione parlamentare! Nemmeno “er puzzone” era mai giunto a tanto!
Come t’hanno ridotta povera Amica!
Come t’hanno ridotta povera Amica!
Stampa: Berlusconi interviene sulla bufera politica a Napoli. “Spero che le accuse vengano ridimensionate”

Pazienza... è ancora qui! ma un fato benigno... e le stelle staranno a guardare
…di questi tempi più volte ho visto berlusconi con la sciarpa…
beh, fa freddo…
…sì è vero… specie al Nord.
Però, ho visto berlusconi che ben s’aggiusta attorno al collo la sciarpa… sempre quando parla alla stampa entrando qui e là.
Ummm, meglio però sarebbe che quella sciarpa la desse a noi per difendere le nostre orecchie dalle sue balle.
Come può già avere il testo pronto sulla giustizia, ovviamente solo quella dei tribunali, dunque di comodo!Evidentemente, come tutti sappiamo, da tanto tempo cova il colpo!
Ma, certo, la sua giustizia parlerà di quella cosa che non interessa noi poveri figli della gleba, ma solo lui che ne ha necessariamente paura, e i suoi berluscones che non sono diversi dai veltruscones!
Certo che se Mosé avesse dovuto scrivere oggi i comandamenti, conoscendolo, avrebbe rinunciato a scrivere “non rubare” e in con non si sarebbe dimenticato dei suoi compaesani!
kiriosomega
Stampa: Traffico illecito di rifiuti in Campania, arrestate venti persone. Sequestrati impianti ed autocarri
Riferimento: …agguerrito sodalizio criminale, che da anni aveva organizzato…
…il modus operandi si protraeva da diversi anni…
Non vale la pena scrivere i nomi dei giornali, tanto… per l’informazione che danno!
Domanda: “Ci sono voluti anni per capirlo che ci sono illeciti”? E non solo in quel mondo purtroppo.”!
Domanda: “Care Autorità che vigilate in tutela del cittadino, bisogna dire sonnolenti… o anche altro (speriamo di no altrimenti tutto è finito), perché simili lungaggini.”? In ogni dove le indagini sono veloci, altro che anni… e allora… quando una risposta?
Secondo me la verità dell’Amara Italya è sconcertante, e sta nel fatto che ogni casta tutela se stessa senza attaccare le altre!
Così il vecchio Generale da lassù può esclamare: “Cazzo, in tutta la mia vita ho ricevuto solo due medaglie. Una alla memoria. L’altra per non avere perseguito quelli che contano”!
Kiriosomega
Stampa: Napolitano- “Rapporti tra le forze politiche esasperati. Il confronto per le riforme deve avvenire in Parlamento”.
Riferimento: “Il presidente della Repubblica vuole evitare l’impressione che si erga su un pulpito per lanciare prediche e strali alla politica… “.
Dare l’impressione di ergersi su un pulpito? Ma quale pulpito? Tanto rispetto alla carica che riveste, anche se i politici non meritano nessun rispetto, ma il signor napolitano, che poteva montare sul pulpito e in cattedra rifiutando di firmare la legge Alfano in difesa di berluscoso non lo fece. Non lo fece per timore di doversi dimettere dalla carica, perché il parlamento, figlio di un unico padre/padrone, gli avrebbe nuovamente notificato la legge dopo qualche giorno, così ponendolo in condizione di dimettersi.
Ebbene, se in quell’occasione si fosse dimesso, avrebbe dato una lezione di moralità, e la gente, presidente o no, l’avrebbe messo su un piedistallo. Invece NO! Preferì la poltrona! E ora che autorità ha per invitare i suoi colleghi politicanti a morigerarsi?
Qui è finita che i politicanti credono il popolo italiano un idiota, o membro permanente del parlamento! Scusate la ripetizione del concetto, ma così sono più chiaro!
IL MALE ASSOLUTO E LA BICICLETTA
IL MALE ASSOLUTO E LA BICICLETTA
Italiani! L’avete voluta? Ora pedalate!
Interessante e bella lettera del sig Filippo Giannini che è qui pubblicata con autorizzazione dell’Autore.
Leggo su “Abruzzo press” e trascrivo: <Roma, 11 settembre ’08 – (…). Il Parlamento ha votato all’unanimità una mozione, camuffata in modo tale da non risultare nei verbali, che porta un aumento di 1.135 Euro al mese. Attualmente lo stipendio dei parlamentari è di 19.150 Euro. Così suddiviso: stipendio base 9.980 Euro, porta borse 4.030 Euro (generalmente parenti o familiari), rimborso spese affitto 2.900 Euro, indennità di carica tra 335 e 6.455, tutto esentasse. A questo si sommino i vari benefici gratuiti e il fatto che bastano 35 mesi per avere diritto alla pensione, quando obbligano i cittadini a versare 35 anni di contributi. La notizia è stata sostanzialmente ignorata dai mass-media, solo il settimanale L’Espresso ha dedicato al fatto un articolo che ora circola freneticamente su internet (…)>.
C’è un’aggiunta del redattore: <Certamente Antonio Di Pietro, leader del Partito dell’Italia dei Valori non mancherà di esprimere il suo indignato parere su un tale disdicevole provvedimento parlamentare adottato in un momento particolarmente difficile per l’economia nazionale e mondiale>. Ma quale Di Pietro, o il patetico Marco Pannella, o l’”On”. Gianfranco Fini, tanto impegnato a cercare fra le scartoffie i motivi della sua badogliata.
Ma non è finita qui. Mercoledì 23 luglio scorso l’aula di Montecitorio è semideserta, eppure – è strano – qualcuno è presente, anche se sbadiglia pensando al mare o alla morosa. I lavori (si fa per dire) dovrebbero vertere sull’approvazione del bilancio della Camera. I questori spiegano, ovviamente con voce monotona e annoiata, i dati da trattare. Nei banchi, calma assoluta: gli onorevoli hanno altro cui pensare. Ad un certo momento la calma viene stravolta: la voce perentoria dell’onorevole Emerenzio Barbieri si leva in quella Camera sorda e grigia: <Ingiustizia, ingiustizia> urla. Cosa era successo? Lo spiega lo stesso onorevole Emerenzio Barbieri. Un fatto sconvolgente, inaudito, continua eccitato: gli emolumenti dei deputati non sono equiparati a quelli dei senatori, i quali percepiscono ben 700 Euro più degli onorevoli.
E’ una catastrofe nazionale, è una emergenza: come è possibile far camminare un Paese dove i senatori guadagnano più degli onorevoli? Questi si guardano gli uni con gli altri: <Se non si pone riparo si va in rovina!>. Ma le denunce dell’onorevole Emerenzio Barbieri non terminano, ed ecco un nuovo rospo fuoruscire dal suo orifizio orale: <Il occasione della trasferta per recarmi all’assemblea Nato, ho constatato – e in questa sede rendo testimonianza – un trattamento privilegiato riservato esclusivamente a quelli di Palazzo Madama>. L’onorevole Emerenzio Barbieri a questo punto fa una pausa, forse per caricare ancor più l’assemblea che, sbigottita, attende il proseguo della denuncia, che finalmente viene esposta, ma con voce accorata: <Ebbene, illustri colleghi, i senatori sull’aereo si sono accomodati in business classs e noi deputati, invece, siamo stati confinati in economica>. L’aula sorda e grigia a queste parole ha un fremito che si avverte sino alle sue più profonde fondamenta.
E l’aula divenne ancor più sorda e grigia.
***
Quando casualmente passo davanti a Montecitorio, lo immagino come un tempio nel quale vivono sacerdoti, scelti fra i più virtuosi, i meno interessati alle avidità, all’interesse per i beni materiali. Da ragazzo – ma erano altri tempi – immaginavo i deputati dallo sguardo severo, li raffiguravo quali semidei, interessati solo ed esclusivamente al bene della Nazione, al popolo, assolutamente disinteressati per il proprio bene materiale.
Oggi sono lì, davanti a quell’enorme edificio che divora il frutto delle fatiche del povero cittadino il quale, oltretutto, ha dato a quei signori anche la preferenza.
Che delusione! Guardo quella facciata di stile rinascimentale e mi rimprovero di essere fra coloro che li hanno eletti.
Sto per andare via quasi affranto, quando odo una voce che viene dall’interno del Palazzo, una voce che sembra provenire da una terza dimensione. <Non è stato sempre così> dice <oggi lo chiamano “il male assoluto”, ma in quel tempo “Noi” percepivamo solo un gettone di presenza; e le nostre prebende erano servire il popolo. Perché in ciò era l’ onore>.
Sono sbigottito per quella voce sconosciuta, la quale aggiunge: <Va…va a leggere come rispose il male assoluto a quel Ministro che voleva riconoscergli un emolumento. Tu sai> continua la voce, <che il male assoluto ha sempre rifiutato ogni compenso, ogni emolumento… altri tempi… altri mali assoluti… Tanti, tantissimi di “Noi” sono morti poveri, senza un conto in banca, senza una casa. Il male assoluto è morto, anche Lui povero, senza un conto in banca, senza una casa>.
Ma tu chi sei? chiesi. Mi rispose: <Non “io”, ma “Noi”. “Noi” siamo stati assassinati anni fa. Assassinati perché servitori del male assoluto. Assassinati per lasciare lo spazio ai nuovi deputati, quelli che tu conosci e che hanno dato vita al Paese dei diritti e della libertà, come disse Violante. Voi siete vivi, noi morti… ma siamo “Noi” a compiangere “Voi”…>.
Così, come era venuta, la voce si allontanò.
Appena a casa, ricordai di aver letto un dialogo fra il Ministro Pellegrini-Giampietro e Mussolini, avvenuto agli inizi della Rsi. Scrisse Pellegrini-Giampietro: <Nel novembre era stato preparato un decreto, da me controfirmato, con il quale si assegnava al Capo della Rsi, l’appannaggio mensile di 120 mila lire. Il decreto, però, che doveva essere sottoposto alla firma del Capo dello Stato, fu da lui violentemente respinto una prima volta. Alla presentazione, effettuata dal Sottosegretario di Stato, Medaglia d’Oro Barracu, seguì una seconda del suo Segretario particolare Dolfin. A me, che, sollecitato da Dolfin e dall’economo, ripresentai per la terza volta il decreto. Mussolini disse: “Sentite Pellegrini, noi siamo in quattro: io, Rachele, Romano e Annamaria. Mille lire ciascuno sono sufficienti”. Dovetti insistere per fargli notare che, a parte l’insufficienza della cifra indicata, in relazione al costo della vita, occorreva tener conto delle spese della sua casa e degli uffici. Dopo vive sollecitazioni finì per accettare, essendo egli anche Ministro degli Esteri, solo l’indennità mensile di 12.500 lire assegnata ad ogni altro ministro. Nel dicembre del 1944, però, mi inviò una lettera che pubblicò, rinunciando ad ogni e qualsiasi emolumento, ritenendo sufficienti alle sue necessità i diritti d’autore>.
Quando terminai di leggere, non so bene per quale motivo, e per un tempo che non potrei definire, fissai un punto qualsiasi sul muro della mia camera e la mia mente impresse, in quel punto, l’immagine dei corpi appesi a Piazzale Loreto.
Rileggendo il brano di Pellegrini-Giampietro mi è venuto spontaneo il titolo di questo pezzo: “O italioti, avete voluto la bicicletta? Ora…
“Dio lo vuole” e Silvio IV giunse in parlamento.
“Dio lo vuole” e Silvio IV giunse in parlamento.
A guardarlo, a sentirlo, ad osservare come s’atteggia, l’idea che sovviene agli italiani di libero pensiero è sempre una…! Ma nell’italica acquiescenza di quel generico, e misero, ed immorale “volemoseme bene” che il cattolicesimo ci ha impresso in duemila anni della nostra storia, molti, ancora troppi, lasciano correre il Silvio IV, le sue storture ed i suoi interessi personali come se fossero caratteristiche da imitare. Invece, qualcuno dovrebbe dire al Silvio che la Patria non è un’azienda, e che come tale non deve essere trattata, specie la povera Italia, dove per consolidata abitudine spese e perdite sono addossate sulle spalle dei dipendenti, mentre gli utili sono del solo “padrone”.
Premessi i basilari concetti espressi, proviamo a fare il punto della situazione nazionale e comprenderemo che la nobile arte della politica è sconfinata in spettacolo circense. Ma nonostante tutto, piano piano, sembrerebbe che in certa piccola parte della gente l’antico italico pudore, quello pagano per intenderci, torni in molti ad affacciarsi perché meno miopi, o stanchi d’essere turlupinati da servitori dello Stato, dunque del Popolo. Servitori che s’atteggiano a reggenti per diritto divino, ma che io tali definirei per uso cronico di vino!
Intendiamoci, il problema dell’arroganza non è solo del Silvio, ma di tutti quelli che aggreppiati nella casta, con il suo clientelismo, ci osservano come se fossimo scarabei che osano disturbarli mendicando diritti che già loro hanno per primi a noi implorato sin dalle promesse pre elettorali. Perciò già in molti sappiamo che, nelle manifestazioni pubbliche ove la casta interviene, il berciare che produce assorda, mentre è inconsistente e vuoto di concetti, sì che tra l’uditorio sovviene il sempre valido pensiero: “Fratello di dietro ti pende la coda”.
Così, semmai è vero che per l’uomo c’è un’età dell’oro, siamo costretti ad affermare che certamente non è quella in cui noi viviamo!
Dal marasma che ci attanaglia, sia politico, sia principalmente economico per colpe precise dei parlamentari d’ogni legislatura della prima o seconda repubblica, va emergendo sempre più forte la fronda degli scontenti sostenitori del Fascismo che lo descrivono, verosimilmente a ragione, come terza via politica/economica tra capitalismo e marxismo, ed anche la contestazione dei giustizialisti alla Di Pietro, ma anche dei “grillini”… che tra improperi e censure sono tacitati come “antipolitici”.
Certo, la casta per proteggersi chiama lupo ciò che non le fa comodo, e mentre essa continua le sue gozzoviglie, impedisce ad altri anche di parlare perché i media, asserviti anch’essi, li ignorano, o, allorché riferiscono qualcosa, li bollano come lebbrosi.
E la chiesa cattolica che in ogni avvenimento dello Stato interviene per proprio specifico interesse privato che fa in questo frangente di grave pena per i cittadini? Niente! Non fa niente. Anzi adotta l’antico “manus manum lavat” ricevendo politici che certo mai sono stati di specchiati costumi, ma già, non lo sono nemmeno i preti… E come potrebbe la casta cambiare, politici e preti, si sa, sono tradizionalisti per interesse! Perdere traumaticamente anche uno solo dei personaggi che la compongono significa per essa creare una crepa nell’argine che si è erta a difesa del privilegio rubato… eppure… Così intanto si mascherano da interesse generale leggi infami ed infamanti, e nasce “l’ombrello difensivo” per le maggiori cariche dello Stato. Ed esso, summa iniuria, è anche retroattivo! Però a nessuno di noi italiani è noto che oltre Berlusconi gli altri tre “intoccabili” abbiano processi penali a carico.
Eppure… nonostante tutto sembra intramontabile, qualcosa di nuovo sta avvenendo in Italia. Sembra che la casta si stia silentemente scompaginando perché tutti sono contro tutti; infatti, il desiderio di primeggiare che la società dei consumi ha introdotto ha inselvatichito parlamentari e faccendieri che sempre più si pongono in mostra sui mezzi di comunicazione, e, si sa, affinché una casta sia tale è necessario che sia oligarchica.
Negli innominabili parlamentari –casini- che stanno avvenendo per un tardivo rigurgito di timida serietà, o per un’eruttazione di coscienza della distrutta Sinistra, o solo per sua paura di non riconquistare le masse che DiPietro/Grillo/Travaglio stanno assoggettando, il segretario del PerDove ha affermato: “Il parlamento in 48 ore, -record assoluto nei confronti d’ogni Paese-, sta approvando una legge che conviene a Berlusconi, e che gli permetterà di non essere processato pubblicamente”. -Cosa che lo vedrebbe verosimilmente condannato impedendogli di continuare il mandato di presidente del consiglio, ed annullando il suo sogno di abitare al Quirinale- N.d.R.- Tutto ciò mentre il popolo italiano non riesce a coprire le spese di gestione familiare per un intero mese.
Dunque, se c’è un’emergenza per l’Italia è la situazione economica degli italiani, e non quella di rilevanza penale del presidente del consiglio che francamente ha stufato con le sue leggi ad personam.
E ci voleva che ci fosse l’eminenza Ueltroni per capire questa semplice cosa che ci accompagna con povertà dalla comparsa dell’euro, ma anche con insipienza nata della seconda repubblica che diede l’avvio al berlusconi pubblico.
Ma il nostro Ueltroni, sinistrorso marziano qui all’improvviso giunto come senza conoscenza della situazione politica economica d’Italia, ha continuato esprimendo un altro grave concetto che a pensionati, massaie e deficienti vari non era chiaro:
“L’Italia è economicamente ferma, paralizzata… perché il parlamento intrattiene i suoi ospiti solo sulla questione berlusconi ed i suoi interessi personali”.
In ogni modo, aldilà delle polemiche, è la prima volta che il benestante baby pensionato esprime chiaramente come stanno le cose… e cosa non si farebbe per conquistare una fetta d’elettorato, ma Di Pietro docet in questo momento come unico vero oppositore ufficiale del regime Berlusconi, e, secondo me, non ha tutti i torti nel suo agire perché dimostra di non avere partecipato ad aste politiche d’acquisto e vendita come qualche “portavoce” che ha fatto il gran salto staccandosi dal “pannello” dov’era cresciuto ed appeso!
In ogni modo le parole espresse da Ueltroni a Matrix stanno stimolando gli aficionados del PerDove, perché neppure uno dell’opposizione aveva ancora scovato la fermezza di dichiarare apertamente che il governo è satellite del capitalista berlusconi. Ma un forte schiaffo, ovviamente minimizzato, è giunto all’arroganza del Silvio dal suo “amico” bush che nel dossier “sfuggito” in corso del G8 lo ha testualmente dichiarato: “…leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio…”
“Se così non fosse”, aggiunge sempre Ueltroni, “in questi trascorsi due mesi di legislatura si sarebbero fatte altre cose. Non sappiamo cosa, ma certamente il tormentone che ci attanaglia non sarebbe divenuto soggetto d’ogni discussione del decreto blocca pro cessi con la relativa legge che dà in dono l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato”, e con malcelata invidia di tutti gli altri che reclameranno a voce stentorea in tempi opportuni.
In ogni modo c’è anche da dire, senza voler cavillare sulla necessità del lodo “angelino”, che una legge che arriva in Parlamento in tempi ristrettissimi è un avvenimento sorprendente, ma indecente nella sua motivazione, perciò evento meritevole d’essere menzionato nei futuri libri di storia.
Insomma, sembra di rivedere in salsa italiana la falsità della “pistola fumante” di bush, mutata nel soggetto, ma non nella sostanza perché in ambedue i casi essa ha significato: “Attacca prima che loro ti attaccano”! Questa concetto è ormai spacciato come “guerra preventiva”! In altre parole è dagli arroganti considerato “legittima difesa”! Eppure, sino agli anni ottanta si affermava, disprezzando, che solo nell’odiata URSS si giudicava sulle intenzioni!
E afferma, anche da Okkaido, il Silvio d’Arcore, quello della villa in Sardegna con galleria d’accesso costruita con soldi pubblici per difenderlo da chi gli vuole male e perciò sotterranea dal mare all’abitazione, che in Italia tutto va bene, e che i sondaggi svolti da una società del settore gli sono favorevoli addirittura portandolo in crescita nell’apprezzamento degli italiani.
Però mi chiedo, e Vi chiedo: “E possibile che in quest’Italia una società incaricata di un lavoro dia torto al suo committente?”.
Allora, che Silvio affermi quel che gli pare, non convincerà chi la pelle di salame s’è tolta dagli occhi e vede la mondezza in giro per l’Italia.
Insomma, il nostro ometto vuole farci credere che l’amore degli italiani verso di lui è superiore al sentimento negativo che si crea nei genitori per l’impossibilità di pagare i libri dei figli, di fare la spesa e coprire le spese dei carburanti… tralasciando, per non essere prolisso, tutte le altre voci che gravano su una famiglia. Proprio per quest’amore lui gira con la scorta, per salvaguardarsi dall’amore del prossimo, ma in ciò imita il Grande Bau, il pastore tedesco, che si sposta in papamobile corazzata e scorta armata. Evidentemente non ha fiducia nel suo dio.
Comunque, ricordiamo che la politica non c’entra niente con le beghe del Silvio, e che invece è solo lui che se n’avvale attraverso parlamentari che mancano di schiena dritta. E solo con la partecipazione di tal gente l’Italia dal 1994 ha imboccato la strada in discesa che ancora percorre e che già era stata tracciata. Però, mai nella storia della Repubblica si era arrivati così in basso!
Ma come mai è stata possibile questa triste sorte?
La risposta non la dà Ueltroni a Matrix, ma la suggerisco io: “Il parlamento italiano, per dirla alla bush, una delle poche volte in cui ha ragione nel suo dire, vanta una storia di corruzione per vizio, e gli ultimi eletti, che sperano di restare tali perché i loro privilegi sono realmente grandi, hanno un padre/madre che è ermafrodita, poiché genera e partorisce da solo. Questa strana creatura è la “segreteria dei partiti” che candida soggetti non per qualità, per competenza, per valore, ma per capacità a sottostare con capo chino, e, negli ultimi tempi, anche per bellezza, ma solo se adusa, così recita certa parte di stampa, a manovre d’alcova.
Un tempo, ma era il secolo scorso, un mio insegnante liceale, il professor Tirendi, amava ripetere a noi ragazzi: “Ci vuole dignità. Senza dignità nessuna cosa ha valore!”.
Già, ma era il secolo scorso ed oggi anche la chiesa, parando il colpo, già comunica che se anche gli extraterresti giungeranno in contatto con noi, ciò non porrà in crisi la fede nel suo dio!
Altro che dignità, tutto oggi è all’insegna del pecunia non olet, et omnia parent pecuniae! [Il denaro non ha odore, e tutte le cose obbediscono al denaro]!
Dies irae, dies illa… Quantus tremor est futurus…



