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Prezzi- Inflazione- Governi inetti-

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Una semplice considerazione: “

Chi è l’amministratore pubblico?

Nei paesi è quello che ha tanti parenti votanti! Formano la casta paesana per clan.
Nelle città è quello che ha tanti compromessi! Creano la casta cittadina per interessi
“.

…E che dire di fronte all’evidenza!
Un esempio: “Anni addietro fu presentato un semplice apparecchio che era capace di misurare la conduzione elettrica di un alimento, dimostrando scientificamente la sua freschezza o meno”! Che fine ha fatto?
Cosa centra con i prezzi al consumo? Semplice, permetterebbe di differenziarli secondo la qualità organolettica attuale dell’alimento.
Si vuole conoscere il tasso dei sovrapprezzi applicati ad ogni trasferimento dell’alimento/prodotto? Semplice, basta creare l’obbligo d’accompagnare l’alimento/prodotto con unico scontrino su cui devono essere riportati i costi per ogni passaggio di mano dal produttore sino al consumatore finale.
Se i governi direttamente non vogliono calmierare il mercato, perché hanno paura di perdere consensi elettorali dai gruppi finanziari, cosa che però ormai è una necessità, basta far sì che siano ridotte di numero le filiere dei maneggioni che seguono il produttore.
Ma, soprattutto, si deve estromettere dal mercato pubblico la presenza di criminalità mafiosa che è capace di imporre i prezzi! Per fare ciò bisogna imporre un accertamento patrimoniale ai neo eletti, e rifarlo a fine legislatura, esteso, ove se ne ravvede la necessità, a parenti ed “amici”. In ultimo, nessuno deve potere partecipare alla vita pubblica per più di due legislature continuate o intervallate, e ciò deve essere interdetto nel gentilizio d’appartenenza per almeno dieci anni.
Io affermo che queste semplici idee, che nessun politicante vorrà, sono capaci di risolvere il malcostume della vita pubblica italiana! Così, invito i pubblici amministratori a morigerarsi secondo l’antica frase: “Sit autem sermo vester- est est, non non”. [Sia il vostro linguaggio- sì, sì, no, no.]
kiriosomega

Written by kiriosomega

16 Agosto 2008 alle 07:48

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L’aumento dei prezzi c’è, incontestabile!

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L’aumento dei prezzi c’è, incontestabile!

I Tg, specie quello artificiale ed artificioso del solito siculo insopportabile Fede, strombazzano ogni giorno dell’insostenibile caro vita; ma nessuno fa niente per impedirlo, o almeno ridurlo. Anche sua bassezza è andato al mercato rionale con tanto di stampa e televisioni, che ovviamente si trovavano proprio là del tutto occasionalmente!

Domanda: “Perché?”

Ognuno è portato a proprie analisi secondo cultura, scienza, coscienza… interessi.

A mio giudizio il mercato della grande distribuzione è in massima parte in possesso dei capitali d’origine delinquenziale, mafia siciliana, calabra, pugliese, campana, frammista ad imprenditori del ricco Nord, certo inizialmente ricattati, ma ormai assertori del siculo “nun mi tuccate ca mi scozzolu“, e che ormai agiscono nel “politicamente corretto”, sia a Destra, sia a Sinistra!

Gli imprenditori del Nord, egoisti e prepotenti, conosco bene la loro mentalità essendo piemontese, furbi, ma con scarso spirito genialoide, si sono invischiati, dal dopo guerra ad oggi, con il genio meridionale che, povero in origine, si è riscattato, in molti casi, con l’iniziativa criminale che in passato scatenò guerre malavitose con sovrabbondanza di morti.

[nel  periodo 1980 -1985, per esempio, a Catania si sono avuti da 600 a 700 morti ammazzati con tecniche omicidiarie diverse. Nel numero sono grossolanamente indicati solo i deceduti per cause mafiose].

Rotti, certi ormai estinti equilibri politici delle passate italyote legislature, dato che “pecunia non olet”, le cosche, ormai ricche e stanche d’essersi tra loro decimate, con nuovi accordi entrarono nel mercato “pubblico” in primis riciclando grandi capitali, complici le banche che si compromisero ancor più. Le stesse cosche, dal riciclaggio del denaro sporco trapassarono nel mercato immobiliare e poi alimentare… anche usufruendo di grosse realtà imprenditoriali esistenti nel Nord, e creandone di nuove nel meridione secondo necessità. In tal modo la malavita realizzò l’obiettivo del controllo dei prezzi, e la vita, insieme alle truffe legali attivate e sostenute dai sempre presenti corrotti politici, insieme ai raggiri del capitale internazionale, che si regge su similari concetti, è divenuta quello che conosciamo!

E oggi il governo che fa? … “…S’incazza, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità…”, ma neanche per sogno, infatti, osservando le storie, anche magistrali dei politicanti nazionali e locali, si scoprono cose assai interessanti…

La mafia è al governo! La mafia è il governo!

kiriosomega

Written by kiriosomega

10 Agosto 2008 alle 17:28

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