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ANCHE SE HO LA SCARLATTINA… CRIBBIO… L’econo- MIA va bene! E’ l’econo- VOSTRA che va male!

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ANCHE SE HO LA SCARLATTINA… CRIBBIO…

L’econo- MIA va bene!

E’ l’econo- VOSTRA che va male!

ANCHE SE HO LA SCARLATTINA... CRIBBIO... L'econo- MIA va bene! E' l'econo- VOSTRA che va male!

ANCHE SE HO LA SCARLATTINA... CRIBBIO... L'econo- MIA va bene! E' l'econo- VOSTRA che va male!

Written by kiriosomega

31 Ottobre 2009 alle 19:51

Pubblicato in Disegni satirici, satira

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Silvio, il padre santo, le donne e la politica!

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Silvio, il padre santo, le donne e la politica!

(Ovvero del: “Cu futti futti ca’ diu pidduna a tutti.)

Non ho mai avuto mezze misure nell’esprimermi, e ciò sempre mi è stato vanto, e colpa che nessuno mai ha voluto risparmiarmi!

Perché questo preambolo che possiamo esprimere con:

Cui prodest?

Espressione che in questo caso, per ciò che seguirà, si potrebbe anche interpretare con il ridanciano: “A chi prude”. Tali pruderie, infatti, per diverso opposto motivo si dipanano dai pochi rimasti saggi italiani ai tanti illogici italyoti; dunque, dalla nazione che in parte s’interroga sull’opportunità che un presidente del consiglio mantenga il potere contro ogni logica e regola morale e legale, ad altra fazione che afferma che certe questioni, secondo essa non direttamente legali, non hanno dignità politica alcuna!

E è anche disposta, la stessa seconda fazione, a sopportare o acclamare leggi infami come quella “Alfano”, o la “porcellum”, o quella sulla privatizzazione dell’acqua – art. l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Tremonti – ed anche, insieme a tanti altri insulsi e dispostici dispositivi, la quasi certa futuribile legge che assegna un premio di maggioranza assai cospicuo al partito che otterrà la preponderanza elettorale durante le votazioni.

Tutto ciò sempre derogando dal fatto che -italiani e italyoti- desiderano che in questo Paese si realizzi una situazione di bipolarismo moderato, e non di bipartitismo!

Inutile a lungo discutere sulle logiche dell’uno o altro intendimento, sarebbe in un caso tempo perso in un Paese che ancora non ha cittadinanza consapevole d’essere tale, e che per di più, a torto o a ragione, in un sessantennio è caoticamente mutata da un rigore politico logico sino allo sbando in cui gran parte delle famiglie sono distrutte socialmente ed economicamente, ma spesso pervase da una morale elastica imperante dovuta, a mio parere, in gran parte al prete cattolico che solo comprende “quando conviene”!

Così, per diffuso malcostume morale esteso dai presidenti dei ministri, ai leader di partito, ai sottosegretari, agli onorevoli divorziati e uomini “forti” della finanza che, per esempio, religiosamente si comunicano senza rifiuto del celebrante che finge di non riconoscerli, si affiancano intellettualmente umili mamme che altro non valutano che le figlie mostrino il candido culetto e le scultorie mammelle al pubblico televisivo, mentre per i “maschietti, truccati e depilati…”, -ma veramente sono rimasti tali, – il futuro desiderato e meglio augurabile è di divenire calciatori, o entrare a far parte della “televisione lordura” della mente, dell’educazione civica e della morale.

Insomma, la coprofagia mentale, ormai sport nazionale ha invaso ogni realtà, e ogni strato sociale!

Altro che la decantata “meritocrazia” che i politici sotterraneamente massoni, ogni riferimento a personaggi governativi in auge è puramente voluto, affermano di volere alla base d’ogni azione del popolo italiano. Infatti, quest’arrogante politicante italyota minoranza, insieme alla casta delle Sinistre s’è ormai impossessata, novella baronia, della ragion di stato contemporaneamente mostrandosi mandante e giudice del proprio comportamento, mentre, in realtà, essa è immeritoria d’ogni minima considerazione e disponibilità da parte di tutti gli italiani.

Intanto, gli italyoti, che sono troppi e numericamente soverchiano chi più lungimirante e intelligente si accorge del pericolo che la nazione sta correndo mentre sempre più scivola nel dilettantismo e verso le nuove baronie a vita ormai instaurate, osannano e incensano votandoli gli stessi politici/massoni che li raggirano pur nell’affermazione della condanna assoluta della massoneria. Ciò avviene, secondo mio pensiero, solo perché tali italyoti si ritengono il “ceto medio borghese imprenditoriale” che imitando i “padroni governativi” evade, da bottegai e piccoli imprenditori, le normative fiscali sentendosi simile al loro ricco idolo, l’ectoplasma dei tribunali che ha costruito una fortuna imprenditoriale occultandosi nelle “pieghe delle leggi”.

[In proposito della forte condanna da muovere ai politici massoni e a tutta la casta per l’immoralità di cui vanno fieri, per ridicolizzarli riporto un particolare rilevante loro credo estratto dal Rituale massonico in uso nel R...S...A...A... dal 1819; 1821 –Napoli - e ancora in vigore nelle apocrife Obbedienze esistenti dello stesso Rito. Il formulario è anche d’utilizzo nel G...O...I... (Grande Oriente d’Italia), MASSONICAMENTE IRREGOLARE per una bolla del 1936 emanata dal G...M... Adriano Lemmi e mai ritrattata. E per restare in tema d’arroganza e megalomania riferisco anche che attuale G...M... Gustavo Raffi ricopre il 3° mandato consecutivo nella carica, ciò contro ogni diritto statutario interno, ma non è il solo in Italia a essersi arrogato tale condizione. – Dunque, in fatto di moralità nessuna differenza esiste tra politici e massoni, che, anzi, spesso racchiudono in sé i due modi di essere raddoppiando la propria immoralità.

Durante l’iniziazione, il M...V... chiede al recipiendario: “Che cos’è per Voi la morale? Gli astanti ascoltano la risposta e lo stesso M...V... continua con il dire- Per noi la morale è la legge naturale, universale ed eterna che guida ogni uomo intelligente e libero. E’ la coscienza scientificamente spiegata; scienza ammirevole che ci fa apprendere i doveri e l’uso ragionato dei nostri diritti. Essa si dirige ai più puri sentimenti del cuore per assicurare il trionfo della Ragione e della Virtù”.

Però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il… l’oceano! Infatti, quale morale mostrano i massoni eletti al parlamento nazionale? E che leggi possono essere emanate da una congrega ambigua e approfittatrice per la propria boria e superbia?]

In un Paese ormai siffatto, dove i politicanti si dichiarano cristiani cattolici solo perché interessati ai voti elettorali di questo importante serbatoio, e dove la gerarchia ecclesiale non s’interroga sulla reale disponibilità morale e penale del Governo al fine d’ottenere prebende e favoritismi, per i pochi veri italiani rimasti ancora credere in valori come Patria e Famiglia non solo è quasi inutile, ma ancor peggio gli stessi politicanti, e loro ruffiano clero, hanno fatto divenire il rigore morale un evento masochista!

Tale tacito assentire della chiesa cristiana cattolica nei confronti dei politici italyoti è risaputo e ben visibile a chiunque che, interrogandosi, nota come anche l’organo della stampa ufficiale vaticana, l’Osservatore Romano, ha annunciato la sua piena approvazione e gradimento verso il “Partito della Libertà” dell’immorale Silvio IV.

Immoralità più volte affermata anche dai media esteri che hanno sostenuto che la mafia italiana non è scomparsa, ma che semplicemente è stata istituzionalizzata da questo Governo.

In ogni modo, il Silvio IV per “io do una cosa a te, tu dai una cosa a me”, lasciando al prete ampio margine di Potere e controllo del pubblico, ma anche concedendo abbondanti regalie, esenzioni erariali, mantenimenti di privilegi… riceve in cambio favori elettorali con gratitudine dei “monsignori” che ancora cavalcano lo Stato italiano alla faccia del trattato tra Sua Eccellenza Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri per conto del Vaticano. In tal modo Silvio e accoliti, senza cultura in ogni senso, ma affiancati dal clero e uniti dal più odioso e bavoso dei “volemose bene” ordiscono la trama del “stiamo insieme che li fottiamo tutti”, e i “peones d’italya” pagano tasse che regolarmente il Potere sperpera per suo piacere sino a mandare in pensione, per esempio, un commesso del Senato con 125 mila euro annui.

Allora dov’è la morale dei politici massoni, e sono tanti; ma allo stesso modo possiamo gridare: “Qual è la morale del clero”? Insomma, uno schifo vale l’altro!

Ovviamente, nessuno può pretendere che la morale del “pastore tedesco” s’allontani da quella laica, ma sappiamo che ancor più oggi è di alta necessità che il “grande bau”, che solo un mese addietro faceva scrivere sul suo giornale di condividere le “idee cristiane” di Silvio “in cui riscontrava edificanti valori spirituali” nonostante fosse il politico più chiacchierato, e imputato, ma non condannato per le leggi ad personam, ora si discosti da lui per i nuovi avvenimenti svelati dalla sua famiglia che ne pone sempre più a nudo una personalità, che a dir bene dovremmo definire “crepuscolare e schizoide”.

E questi nuovi “dettagli” sulla sua personalità non possono essere considerati fatti personali come i soliti italyoti affermano perché il Silvio IV rappresenta questo Paese anche all’estero; e non solo dalla moglie è accusato di “immoralità”, ma anche da altri italyoti politici che in ogni modo gli si avventano contro per interesse di bottega, e, la tesi della questione morale, insieme con accuse penali, è sostenuta dalla magistratura cui, senza sostanziale peso, si affiancano i commenti “squalificanti” della stampa estera.

Dunque, quali sono i valori cristiani che il prete vuole ravvisare nel Silvio IV e nel suo partito? Possibile che, come asserisce lo stesso Silvio, lui è sempre boicottato da ognuno che si trova in suo contatto?

Ma il padre santo dei credenti di questo Paese ora dovrebbe esprimersi, secondo il mio parere, almeno sulla verosimile frequentazione del Silvio di una minorenne come affermato dalla di lui moglie.

Quest’accusa è assai seria per la fonte che la divulga pubblicamente, e che reclama anche per tale motivo il divorzio.

Insomma, la chiesa cattolica nei confronti di poveri “signor nessuno” ha sempre veementemente condannato la pedofilia, l’ha però tenuta nascosta quando il peccato colpiva i suoi preti, ma ora che il “signore invischiato è qualcuno” che cosa farà?

Come s’interrogherà il pastore cristiano sul libertinaggio di cui ridancianamente e pubblicamente si auto accusa lo stesso premier, e di fronte al suo nuovo divorzio che si profila, potrà ancora sostenere, il Vaticano, l’idea che costui e il suo PDL rispecchiano i valori cristiani e cattolici?

E’ evidente, come già in precedenza affermato che Vaticano e suo corteo hanno importanti motivi economici per amare questo Governo italyota, e lasciano trasparire che ne hanno così tanti da sostenere la politica governativa come se rappresentasse il “migliore dei mondi possibili”!

A questo punto, per terminare, mi sento ancor più perplesso sul concetto di “moralità” che la chiesa persegue, e, comprensibilmente, in tal proposito sono ancora più dubbioso per quella dimostrata da Silvio che pare trascenda anche nell’illecito dato che raggiungerebbe estremi che si possono ravvisare come pedofilia.

Allora, la ragion di stato del Principe, sia di quello laico, sia di quello clericale, ponendo a fondamento delle necessità del popolo italiano la “ragion logica del massimo benessere societario” devono ormai distanziarsi; e anche i cattolici devono rendersi conto che la troppo ampia partitocrazia è una vera piaga per il Paese, almeno quanto il tentativo di tenere in azione il calderone del bipartitismo.

Un ultimo quesito desidererei proporre alla plurimillenaria ierocrazia di questo Paese: “Quanti extracomunitari sono stati accolti nei giardini della città vaticana? E quanti ne pretendono che l’Italia ne accetti!”.

Dunque, anche l’orda dei preti al comando per “volere” del loro dio è obnubilata, infatti, continua a professare l’immorale credo del “Fate ciò che vi dico, ma non fate ciò che faccio!” E Jachinu l’agrigentino, il reputato scemo del paese, ci fa sapere che “Baruch è felice che il pastore santo del cattolicesimo è andato a trovarlo ripudiando Gesù che sta rivendendo e avvicinandosi a jehovah per la storia di certo turismo religioso che ha bisogno d’alberghi in terra santa, magari regalati ed esentasse!”.

Kiriosomega agnostico, ma anche affetto da vomito acuto e cronico

Written by kiriosomega

9 Maggio 2009 alle 19:36

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ai poeti maledetti se ne è aggiunto uno: “Silvio Leopardi”

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ora anche ... poeta!

ora anche ... poeta!

Written by kiriosomega

12 Marzo 2009 alle 18:58

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…e silvio disse… ditemi il nome!

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E silvio disse… ditemi il nome!

Il parlamento, scusate il cda d’italya, attraverso la sua marionetta parlante, padron berluscon, fa sapere a servitor franceschin che è giusto che la carica di presidente della RAI sia d’appannaggio della: “Blehaaa mi fa schifo…. minoranza”. E dario, antico nuovo burattino, personaggio in cerca d’autore nel gioco delle parti del così è se vi pare, finge di turbarsi di fronte a tanta generosità. Quasi si commuove e piange compiendo la sceneggiata per il suo pubblico, ma il… democristiano ben sa che sta recitando a soggetto l’opera da tre soldi imposta dall’ectoplasma dei tribunali. Anch’io, il più sprovveduto tra gli sprovveduti della politica militante, so che la carica di presidente RAI vale meno di re foruncolo dopo la grave menomazione che: “Dal ce l’abbiamo duro” l’ha ridotto, ahimè per lui, al “sto in piedi per forza, ma non in casa che non mi ci vogliono”. E la poltrona RAI, seppure assai ben pagata, anzi strapagata con i soldi di pantalone, è ambita ma vuota di significato specie se il consiglio aziendale della maggioranza è tutto contro il suo presidente di minoranza. Dunque il, credo, onesto Ferruccio o altro, che ci andrà a fare se non anch’egli a recitare quel copione che serve a prendere per i fondelli l’italyota popolo che sempre è pacificaio, e mai belligerante contro i potenti che lo asservono e maltrattano anche con canoni che hanno il sapore della cena delle beffe per un’informazione plurima che forse mai è esistita. Per questo l’uomo della provvidenza per sé, l’ometto dai tacchi alti si mostra generoso e chiede a gran voce: “Datemi un nome! Io, il padreterno dei lacchè… prometto e giuro… tagliata la gola… strappate le viscere… fatto il mio corpo in pezzi…  ve lo farò eleggere”!

Per questo l’omino P2, che ben figurerebbe sul frontespizio della cabina d’un camion in attesa di “Krrraaaaassshh” attende il nuovo reuccio del PD+L. Così tutti inneggiano a: “Come siamo buoni noi della maggioranza” e poi “Occhio storto” si compiacerà di dire le sue nuove scempiaggini a qualche annoiato asservito giornalista che tanto non farà mai domande perché “ne va del suo posto di lavoro trasformando la grande abbuffata in -il piatto piange-! E’ la solita comparsata del dividersi la RAI. E poi un ragazzino occhialuto, balzato da radical chick a forzista, commenterà, novello emulo del leccapiedi della TV che non va sul canale satellitare: “Il padrone ha ragione. Il Padrone ha sempre ragione. Il Padrone mi ha detto e io eseguo”!

Nel gioco, meschinella, voleva entrare l’IDV con il suo “Leunuco”, ma la sua personale storia politica, e la vicinanza con lo scomodo “ex uomo dei cento milioni, della mercedes…” l’ha condannato a starsene da qualche parte, magari a Palermo dove potrebbe esserci chi ancora gli crede. Intanto nessuno persegue il bene dei cittadini italiani, o anche solo italyoti. Ma allora che fare? Boh? Che fare nella vicenda dei gorgheggi di silvio, dei belati di dario, delle parolacce di antonio, delle spavalderie della maggioranza e dei pietismi di piero che si auto impone dicendosi “allineato e coperto” anche nei confronti dei fratelli maggiori, mentre baffino s’è eclissato per partorire l’uovo comunista, pardon la nuova idea comunista, l’Italia va a rotoli, ma l’italietta dell’avanspettacolo grida: “Sotto a chi tocca il divertimento è assicurato fintanto che il popolo non solleva la testa percossa da novo crescente romor”!

E dire che potrebbero eleggere il signor nessuno, o anche me al posto di presidente RAI, tanto lui o io non potremmo fare più danno di quello che già c’è!

lo schifato kiriosomega

Written by kiriosomega

9 Marzo 2009 alle 20:17

Pubblicato in Politica

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PROVE DI DITTATURA!

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Prove di dittatura.

Mi auguro che gli italiani capiscano!
No, non mi riferisco alle mie parole, ma a ciò che sostengono altre firme del giornalismo ben più importanti della mia. In parole chiare, il concetto che anch’io approvo e temo è che il mafioso di Arcore, divenuto Silvio IV, sta tentando il “colpo gobbo” che potrebbe riuscire per mancanza di oppositori seri, escludendo Di Pietro.
Due sue asserzioni, che riporto, acquistano grande importanza per l’Italia nazione e Stato, celatamente suonando profonda minaccia per noi tutti!
1) Sulla magistratura, a proposito di una sfaccettata domanda propostagli, e che ha toccato anche l’argomento separazione delle carriere magistrali, il piccoletto ha in questo modo risposto: “…Bisogna spingersi più in là, così da risolvere definitivamente il conflitto tra questi poteri dello Stato”.
2) Il piccoletto, sempre ieri ha pure tuonato: “…Anche senza dialogo la maggioranza ha il dovere di governare…”, e, siccome, ahimé, la maggioranza è lui perché gli altri, tutti, sono di fatto suoi dipendenti, la faccenda per l’Italia è seria!
Esaminiamo la posizione politica contingente osservando il berlusc oni sotto l’ottica delle frasi sopra riportate; subito capiremo che la sua ingordigia di potere è pari solo all’arroganza che cova in lui. Arroganza, comunque, ben bene sputtanata dal bush-cespuglio al G8 giapponese con l’emblematico concetto: “… leader conosciuto per corruzione governativa e vizio …”!
Ma cosa si nasconde dietro le asserzioni citate ai punti 1 e 2, e la conseguente accondiscendenza di Napolitano a firmare leggi spregevoli ed indegne?
Intanto, in primis, si nascondono due posizioni di forza politica, una evidente, l’altra velata. Posizioni che per ora si confrontano e si resistono ostili, poi, ciò che avverrà si saprà!
Molti commentatori, specie dell’estinta Sinistra parlamentare, in questi giorni criticano il comportamento di Napolitano per l’espressa volontà di ratificare le leggi “ad berlusc oni”, ed affermano che ciò è sbagliato.
Allora vorrei suggerire di comprendere perché un “comunista” può desiderare d’avallare le arroganze di un politicamente becero individuo di Destra, ma anche neocon e tradizionalista per opportunismo.
La considerazione- Per capire ciò che avviene dobbiamo rifarci agli articoli 74 ed 86 della Costituzione repubblicana.
Art. 74.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
Art. 86.
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
Dunque, per l’articolo 74, Napolitano può ripudiare una legge proposta dal Parlamento, ma si troverebbe, con tale azione, sull’orlo del baratro politico correndo il rischio d’essere il primo presidente italiano dimissionario; infatti, se le leggi pro berlusc oni non saranno ratificate dalla presidenza della repubblica torneranno alle Camere dove saranno riesaminate, e poi rimandate immutate al presidente nazionale che subirà una gran beffa. Ciò significherà, per lo stesso presidente della repubblica la perdita di prestigio politico istituzionale e dovrà ingoiarsi il rospo. Se invece continuerà ad opporsi, per la gran perdita di prestigio subito e l’antitesi con il parlamento, non potrà fare altro che dimettersi dalla carica lasciando al presidente del Senato Schifani per due settimane, art. 86, l’incarico di supplente alle funzioni presidenziali. Con ciò dando possibilità al berlusc oni di candidarsi ed essere eletto alla massima carica della repubblica. In tal modo, invece che per un probabile unico mandato, lo sopporteremmo per due… se la natura, in questo caso benigna, non ce lo cava dalle scatole.
Allora qual è il sogno di berlusc oni? E’ quello di avere, come minimo, le prerogative del presidente degli U$A. In parole semplici, nella sua mente ossessionata dalla monomania del potere è scolpito: “Dopo di me il diluvio… Ma intanto c’è la mia dittatura, pensa e si rallegra! E bondi e capezzone nominati grandi stewards per l’occasione, con collare a maglie dorate, coccarde tricolori sulle spalle ed aste in mano, precederanno la processione del nuovo piccolo gran maestro che tra l’altro indosserà sul petto un medaglione che invece della G contornata da fronde d’acacia si mostrerà con M (magno) contornata da coltello e forchetta.
E la P2 impererà, ma al posto di Licio I° ci sarà Silvio 1°!
Per finire con una nota amara e semiseria riprendo le parole di una vecchia canzone di De Andrè: “…Passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti, è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti…” e Voi, infidi amati Lettori, non cercate nella canzone altre parole dalle pesanti considerazioni.
kiriosomega

Written by kiriosomega

15 Luglio 2008 alle 09:59

“Dio lo vuole” e Silvio IV giunse in parlamento.

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“Dio lo vuole” e Silvio IV giunse in parlamento.

A guardarlo, a sentirlo, ad osservare come s’atteggia, l’idea che sovviene agli italiani di libero pensiero è sempre una…! Ma nell’italica acquiescenza di quel generico, e misero, ed immorale “volemoseme bene” che il cattolicesimo ci ha impresso in duemila anni della nostra storia, molti, ancora troppi, lasciano correre il Silvio IV, le sue storture ed i suoi interessi personali come se fossero caratteristiche da imitare. Invece, qualcuno dovrebbe dire al Silvio che la Patria non è un’azienda, e che come tale non deve essere trattata, specie la povera Italia, dove per consolidata abitudine spese e perdite sono addossate sulle spalle dei dipendenti, mentre gli utili sono del solo “padrone”.

Premessi i basilari concetti espressi, proviamo a fare il punto della situazione nazionale e comprenderemo che la nobile arte della politica è sconfinata in spettacolo circense. Ma nonostante tutto, piano piano, sembrerebbe che in certa piccola parte della gente l’antico italico pudore, quello pagano per intenderci, torni in molti ad affacciarsi perché meno miopi, o stanchi d’essere turlupinati da servitori dello Stato, dunque del Popolo. Servitori che s’atteggiano a reggenti per diritto divino, ma che io tali definirei per uso cronico di vino!

Intendiamoci, il problema dell’arroganza non è solo del Silvio, ma di tutti quelli che aggreppiati nella casta, con il suo clientelismo, ci osservano come se fossimo scarabei che osano disturbarli mendicando diritti che già loro hanno per primi a noi implorato sin dalle promesse pre elettorali. Perciò già in molti sappiamo che, nelle manifestazioni pubbliche ove la casta interviene, il berciare che produce assorda, mentre è inconsistente e vuoto di concetti, sì che tra l’uditorio sovviene il sempre valido pensiero: “Fratello di dietro ti pende la coda”.

Così, semmai è vero che per l’uomo c’è un’età dell’oro, siamo costretti ad affermare che certamente non è quella in cui noi viviamo!

Dal marasma che ci attanaglia, sia politico, sia principalmente economico per colpe precise dei parlamentari d’ogni legislatura della prima o seconda repubblica, va emergendo sempre più forte la fronda degli scontenti sostenitori del Fascismo che lo descrivono, verosimilmente a ragione, come terza via politica/economica tra capitalismo e marxismo, ed anche la contestazione dei giustizialisti alla Di Pietro, ma anche dei “grillini”… che tra improperi e censure sono tacitati come “antipolitici”.

Certo, la casta per proteggersi chiama lupo ciò che non le fa comodo, e mentre essa continua le sue gozzoviglie, impedisce ad altri anche di parlare perché i media, asserviti anch’essi, li ignorano, o, allorché riferiscono qualcosa, li bollano come lebbrosi.

E la chiesa cattolica che in ogni avvenimento dello Stato interviene per proprio specifico interesse privato che fa in questo frangente di grave pena per i cittadini? Niente! Non fa niente. Anzi adotta l’antico “manus manum lavat” ricevendo politici che certo mai sono stati di specchiati costumi, ma già, non lo sono nemmeno i preti… E come potrebbe la casta cambiare, politici e preti, si sa, sono tradizionalisti per interesse! Perdere traumaticamente anche uno solo dei personaggi che la compongono significa per essa creare una crepa nell’argine che si è erta a difesa del privilegio rubato… eppure… Così intanto si mascherano da interesse generale leggi infami ed infamanti, e nasce “l’ombrello difensivo” per le maggiori cariche dello Stato. Ed esso, summa iniuria, è anche retroattivo! Però a nessuno di noi italiani è noto che oltre Berlusconi gli altri tre “intoccabili” abbiano processi penali a carico.

Eppure… nonostante tutto sembra intramontabile, qualcosa di nuovo sta avvenendo in Italia. Sembra che la casta si stia silentemente scompaginando perché tutti sono contro tutti; infatti, il desiderio di primeggiare che la società dei consumi ha introdotto ha inselvatichito parlamentari e faccendieri che sempre più si pongono in mostra sui mezzi di comunicazione, e, si sa, affinché una casta sia tale è necessario che sia oligarchica.

Negli innominabili parlamentari –casini- che stanno avvenendo per un tardivo rigurgito di timida serietà, o per un’eruttazione di coscienza della distrutta Sinistra, o solo per sua paura di non riconquistare le masse che DiPietro/Grillo/Travaglio stanno assoggettando, il segretario del PerDove ha affermato: “Il parlamento in 48 ore, -record assoluto nei confronti d’ogni Paese-, sta approvando una legge che conviene a Berlusconi, e che gli permetterà di non essere processato pubblicamente”. -Cosa che lo vedrebbe verosimilmente condannato impedendogli di continuare il mandato di presidente del consiglio, ed annullando il suo sogno di abitare al Quirinale- N.d.R.- Tutto ciò mentre il popolo italiano non riesce a coprire le spese di gestione familiare per un intero mese.

Dunque, se c’è un’emergenza per l’Italia è la situazione economica degli italiani, e non quella di rilevanza penale del presidente del consiglio che francamente ha stufato con le sue leggi ad personam.

E ci voleva che ci fosse l’eminenza Ueltroni per capire questa semplice cosa che ci accompagna con povertà dalla comparsa dell’euro, ma anche con insipienza nata della seconda repubblica che diede l’avvio al berlusconi pubblico.

Ma il nostro Ueltroni, sinistrorso marziano qui all’improvviso giunto come senza conoscenza della situazione politica economica d’Italia, ha continuato esprimendo un altro grave concetto che a pensionati, massaie e deficienti vari non era chiaro:

“L’Italia è economicamente ferma, paralizzata… perché il parlamento intrattiene i suoi ospiti solo sulla questione berlusconi ed i suoi interessi personali”.

In ogni modo, aldilà delle polemiche, è la prima volta che il benestante baby pensionato esprime chiaramente come stanno le cose… e cosa non si farebbe per conquistare una fetta d’elettorato, ma Di Pietro docet in questo momento come unico vero oppositore ufficiale del regime Berlusconi, e, secondo me, non ha tutti i torti nel suo agire perché dimostra di non avere partecipato ad aste politiche d’acquisto e vendita come qualche “portavoce” che ha fatto il gran salto staccandosi dal “pannello” dov’era cresciuto ed appeso!

In ogni modo le parole espresse da Ueltroni a Matrix stanno stimolando gli aficionados del PerDove, perché neppure uno dell’opposizione aveva ancora scovato la fermezza di dichiarare apertamente che il governo è satellite del capitalista berlusconi. Ma un forte schiaffo, ovviamente minimizzato, è giunto all’arroganza del Silvio dal suo “amico” bush che nel dossier “sfuggito” in corso del G8 lo ha testualmente dichiarato: “…leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio…”

“Se così non fosse”, aggiunge sempre Ueltroni, “in questi trascorsi due mesi di legislatura si sarebbero fatte altre cose. Non sappiamo cosa, ma certamente il tormentone che ci attanaglia non sarebbe divenuto soggetto d’ogni discussione del decreto blocca pro cessi con la relativa legge che dà in dono l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato”, e con malcelata invidia di tutti gli altri che reclameranno a voce stentorea in tempi opportuni.

In ogni modo c’è anche da dire, senza voler cavillare sulla necessità del lodo “angelino”, che una legge che arriva in Parlamento in tempi ristrettissimi è un avvenimento sorprendente, ma indecente nella sua motivazione, perciò evento meritevole d’essere menzionato nei futuri libri di storia.

Insomma, sembra di rivedere in salsa italiana la falsità della “pistola fumante” di bush, mutata nel soggetto, ma non nella sostanza perché in ambedue i casi essa ha significato: “Attacca prima che loro ti attaccano”! Questa concetto è ormai spacciato come “guerra preventiva”! In altre parole è dagli arroganti considerato “legittima difesa”! Eppure, sino agli anni ottanta si affermava, disprezzando, che solo nell’odiata URSS si giudicava sulle intenzioni!

E afferma, anche da Okkaido, il Silvio d’Arcore, quello della villa in Sardegna con galleria d’accesso costruita con soldi pubblici per difenderlo da chi gli vuole male e perciò sotterranea dal mare all’abitazione, che in Italia tutto va bene, e che i sondaggi svolti da una società del settore gli sono favorevoli addirittura portandolo in crescita nell’apprezzamento degli italiani.

Però mi chiedo, e Vi chiedo: “E possibile che in quest’Italia una società incaricata di un lavoro dia torto al suo committente?”.

Allora, che Silvio affermi quel che gli pare, non convincerà chi la pelle di salame s’è tolta dagli occhi e vede la mondezza in giro per l’Italia.

Insomma, il nostro ometto vuole farci credere che l’amore degli italiani verso di lui è superiore al sentimento negativo che si crea nei genitori per l’impossibilità di pagare i libri dei figli, di fare la spesa e coprire le spese dei carburanti… tralasciando, per non essere prolisso, tutte le altre voci che gravano su una famiglia. Proprio per quest’amore lui gira con la scorta, per salvaguardarsi dall’amore del prossimo, ma in ciò imita il Grande Bau, il pastore tedesco, che si sposta in papamobile corazzata e scorta armata. Evidentemente non ha fiducia nel suo dio.

Comunque, ricordiamo che la politica non c’entra niente con le beghe del Silvio, e che invece è solo lui che se n’avvale attraverso parlamentari che mancano di schiena dritta. E solo con la partecipazione di tal gente l’Italia dal 1994 ha imboccato la strada in discesa che ancora percorre e che già era stata tracciata. Però, mai nella storia della Repubblica si era arrivati così in basso!

Ma come mai è stata possibile questa triste sorte?

La risposta non la dà Ueltroni a Matrix, ma la suggerisco io: “Il parlamento italiano, per dirla alla bush, una delle poche volte in cui ha ragione nel suo dire, vanta una storia di corruzione per vizio, e gli ultimi eletti, che sperano di restare tali perché i loro privilegi sono realmente grandi, hanno un padre/madre che è ermafrodita, poiché genera e partorisce da solo. Questa strana creatura è la “segreteria dei partiti” che candida soggetti non per qualità, per competenza, per valore, ma per capacità a sottostare con capo chino, e, negli ultimi tempi, anche per bellezza, ma solo se adusa, così recita certa parte di stampa, a manovre d’alcova.

Un tempo, ma era il secolo scorso, un mio insegnante liceale, il professor Tirendi, amava ripetere a noi ragazzi: “Ci vuole dignità. Senza dignità nessuna cosa ha valore!”.

Già, ma era il secolo scorso ed oggi anche la chiesa, parando il colpo, già comunica che se anche gli extraterresti giungeranno in contatto con noi, ciò non porrà in crisi la fede nel suo dio!

Altro che dignità, tutto oggi è all’insegna del pecunia non olet, et omnia parent pecuniae! [Il denaro non ha odore, e tutte le cose obbediscono al denaro]!

Dies irae, dies illa… Quantus tremor est futurus…

kiriosomega

Written by kiriosomega

10 Luglio 2008 alle 20:11

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