Settembre 8 1943- Considerazioni storiche


Brevemente su quell’8 Settembre.
La mia è una voce senza alcuna importanza nel panorama della storiografia ufficiale, quella che il potere politico gestisce ed ama; ma ciò non toglie che anche tanti italiani dei sobborghi possono avere un’idea su quei fatti del ‘43, idea che non coincide con l’ufficialità delle versioni degli avvenimenti e delle loro presunte cause.
Nel mio essere e sentirmi orgogliosamente appartenente all’idea Fascista che combatté la guerra dell’Idea contro la guerra scatenata dalla sterlina/dollaro, e non viceversa come si vuole far credere, per non entrare nel merito della questione che condusse all’armistizio voluto da genti senza onore e senza Patria (che fuggirono), mi limito solo ad affermare che ci sono più modi per perdere una guerra che si è combattuta, e che, purtroppo, gran parte dei nostri avi, sacrificando e sputando sull’eroismo del Soldato Italiano dimostrato di continuo, anche in forte carenza di mezzi, in quel fine estate del ‘43 scelsero certo il metodo peggiore per cercare una via d’uscita al tracollo che si prospettava. Con ciò rendendoci inaffidabili, ancora oggi, agli occhi d’ogni altro popolo che tuttora ci rinfaccia d’essere solo “maccaroni”.
Non voglio contestare, in quest’occasione, le diverse idee che ebbero ed hanno matrice politica dissimile dalla mia, ma voglio rimarcare con disgusto il modo con cui molti cercarono di uscire dal conflitto mondiale. Dunque, CONTESTO SPECIALMENTE IL MODO CON CUI USCIMMO DAL CONFLITTO, E NON LA SCELTA DI FARLO (CHE PERO’, SIA BEN INTESO, NON CONDIVIDO), tutto ciò aldilà delle posizioni politiche.
Desidero anche porre in rilievo che già nelle scuole elementari, durante la mia frequenza della 5° classe, mi rendevo conto che qualcosa strideva nei paroloni che il “Maestro Silvio”, forse ex partigiano del paesino di Bellinzago, usava per raccontarci qualche storiella vera, o no, non so.
Così da bimbo diligente presi l’atlante geografico e lessi, sommando le estensioni delle tre nazioni contro tutti, il rapporto di superficie tra tre “ceci” ed il mondo intero. Dichiarai, durante una lezione, che non mi pareva possibile che Lilliput avesse dichiarato guerra a Golia, ma invece di ricevere elogi per la ricerca ricevetti dal Maestro un terribile manrovescio che ancora ricordo con terrore.
Imparai così che le mezze verità del Potere sono intoccabili, e mi resi conto che chi tocca i fili muore, ma che ci posso fare, sono testardo.
Un reverente pensiero a tutti nostri Caduti della seconda guerra mondiale, affinché, se esiste un paradiso dell’Eroe, non si sentano da tutti traditi.
kiriosomega
Per tutti quelli che vogliono leggere per il confronto, riporto alcune considerazioni autorevoli edite dalla stampa dell’epoca:

GIUDIZI SULL’8 SETTEMBRE E LA RESISTENZA
Il comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo Genewrale EISENHOWER nel suo “Diario di Guerra”scriveva:
“La resa dell’Italia fu uno SPORCO AFFARE. Tutte le nazioni elencano nella
loro storia guerre vinte e guerre perse, ma L’ITALIA E’ LA SOLA AD AVER
PERDUTO QUESTA GUERRA CON DISONORE, SALVATO SOLO IN PARTE DAL SACRIFICIO DEI COMBATTENTI DELLA R.S.I.”.

Il Generale ALEXANDER, scrissi in: ” Le armate alleate in Italia”
“…il fatto è che il Governo italiano decise di capitolare non perché si
vide incapace di offrire ulteriore resistenza, ma PERCHÉ’ ERA VENUTO, COME IN PASSATO, IL MOMENTO DI SALTARE DALLA PARTE DEL VINCITORE…”

Da “Le memorie del MARESCIALLO MONTGOMERY”, comandante dell’8° armata britannica: “…il VOLTAFACCIA ITALIANO dell’otto Settembre FU IL PIÙ’ GRANDE TRADIMENTO DELLA STORIA…”

Ed ancora dal “Taccuino segreto di W. CHURCHILL”, primo ministro inglese:
“…SOLO DOPO LA DEFEZIONE ITALIANA NOI ABBIAMO POTUTO RAGGIUNGERE LA VITTORIA…”

Ma anche in la “Storia della diplomazia di POTEMKIN”, ambasciatore sovietico a Roma, si legge: ” …L’Italia fu fedele al suo carattere di SCIACALLO INTERNAZIONALE, sempre in cerca di COMPENSO PER I SUOI TRADIMENTI…”.

Da un articolo di fondo apparso sul WASHINGTON POST, giornale americano:
“…CHE ALLEATO SARA’ L’ITALIA IN CASO DI UNA GUERRA? QUALI GARANZIE CI SONO CHE L’ITALIA, CHE HA CAMBIATO SCHIERAMENTO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DI QUESTO SECOLO, NON FARA’ ALTRETTANTO?”.

Curzio Malaparte
L’otto settembre è giorno memorando
Volta la fronte all’invasor nefando
L’Italia con l’antico suo valore
alla vittoria guidò il vincitore.

Curzio Malaparte
DUE MODI DI VINCER LA GUERRA
La guerra è sempre un gioco di denari,
specie le guerre in stile liberty.
Gli Americani comprano gli avversari,
noi li vendiamo: il gioco è tutto qui.

Curzio Malaparte
MADRIGALE
Se il cuore è forte e il sangue è rosso e cupo,
anche in Italia l’uomo all’uomo è lupo.
Oggi che il sangue è giallo e il cuore inerme,
anche in Italia l’uomo è all’uomo verme.

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