L’incidente


L’incidente

Che il racconto che segue è falso come i nomi in calce poco importa perché è, purtroppo, nell’ordinarietà delle cose dell’ormai indiscutibile: “Ogni uomo è un’isola”! Leggetelo e speditelo a tutti chissà che anche una sola vita, magari di un nostro caro sarà risparmiata per un po’ d’umanità in più che doverebbe esserci in ognuno di noi!
Un padre che è sempre più depresso, che non può arrestare la crescita della figlia che è tra quelle che sono prossime ad  uscire da sole.

kiriosomega

Mi aiuti a spedirlo a tutti quelli che conosci?

“Mamma sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata
quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.

Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite.

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto.

Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo.

Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.

Non potevo immaginare mamma, ciò che mi aspettava… qualcosa d’inaspettato!

Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice:

“Il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”.

Mamma, la tua voce sembra così lontana!

Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.

Posso sentire i medici che dicono: “Questa ragazza non ce la farà”.

Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.

Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire…

Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite?

Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.

Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà d’essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare… e incomincio ad avere veramente paura.

Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata…

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.

Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene.

Per questo… ti voglio bene e… addio”.

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva… scioccato.

Quel giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato d’ebbrezza.

Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli… potresti perdere l’opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.

Mandalo a tutti quelli che conosci.

Grazie.
dott. Giampiero Aversa

Pronto soccorso me. d’urgenza

Pol. Orsola Malpighi Bologna

(kiriosomega medico autoptico)

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