Te la racconto io! La bolla immobiliare e la finanza creativa!


1) La bolla immobiliare e la finanza creativa!

Pirati

Te la racconto io!

(disegno kiriosomega)

Componevano una tipica famiglia ebrea la signora Fanny Mae e suo marito Freddie Mac. Erano congiunti che nascostamente, ma non tanto, si dedicavano anche all’usura, permessa dalla Torah, e legalizzata da certi loro assai ricchi e influenti amici politici. Fanny e Freddie, inoltre, erano i padroni d’un pub nel paese in cui ogni cosa si risolveva con il comune: “Business is business”.

La sciocca furbastra coppia, per la maggior parte avendo tra gli avventori alcolisti e incapaci, giovandosi della loro sconsiderata incoscienza s’industriò d’accrescere le proprie vendite deliberando di concedere di bere birra, liquori e vino dietro semplice accettazione di contrarre debiti da pagare con interessi anche in tempi assai lunghi. Così Fanny Mae e Freddie Mac, ambedue figli di molti ignoti padri e di madre talmudica, ottenute certe cointeressate accondiscendenze politiche che li rassicurarono nelle proprie attese, subito s’industriarono per rincarare il prezzo delle bevande più richieste; e i profitti nell’immediato, e per qualche tempo crebbero con il loro sistema che aveva inventato i mutui “subprime”.

Quando si diffuse la notizia del poter bere attraverso la semplice accettazione di “pagherò”, i clienti affollarono la mescita ebraica e le vendite s’ingigantirono ancor più dismisura.

Ad un di presso, un giovinastro politicante pressoché spiantato e goloso di benessere a qualunque costo, già procacciatore d’affari d’una locale banca, nella sua stupidità credette che i debiti degli avventori di Fanny e Freddie potessero essere una garanzia per il suo futuro, e così fece in modo che fosse aumentato il credito bancario che la famiglia ebrea aveva presso la banca.

Ovviamente, l’ingordigia del giovinastro e la miopia della banca continuarono a concedere fidi non valutando la reale capacità di assolvere i propri debiti da parte degli alcolisti che, proprio perché tali, erano incapaci d’intendere e volere. Così, questi ultimi continuarono a contrarre debiti senza fornire garanzia alcuna a Fanny e Freddie, e senza preoccuparsi dell’incalzare dei pagamenti. Ma anche gli stessi Fanny e Freddie continuarono a richiedere crediti alla banca locale, perché dovevano far fronte alle crescenti spese d’approvvigionamento per la loro mescita. Anche la banca locale entrò a far parte attiva del sistema d’interessi, e a sua volta s’indebitò con altri per ottenere denaro da prestare alla famiglia ebrea.

Insomma, tutti sognavano grandi affari che dovevano realizzarsi sugli interessi, degli interessi, degli interessi, degli interessi, degli…

Fu così che ben presto non lungimiranti esperti finanziari trasformano gli asset dei clienti in Beonibonds, Brindisibonds, Liquorbonds… e ciò sino ai famigerati Rigettobonds, Tossicbonds e Vomitbonds; e ognuno d’essi fu commerciato nel neonato mercato globale.

Inconsapevolmente si giunse all’assurdo che nessuno più sapeva a cosa si riferissero gli strani nomi dei titoli venduti, e nemmeno come essi fossero garantiti; ma l’ingordigia del lucro facile per questa finanza creativa conduceva ognuno a comprarne e rivenderne con gran guadagno.

Ma giunse il giorno del rendiconto! Infatti, nonostante il prezzo dei titoli ancora in aumento, un solerte dirigente bancario della sezione bancaria “Fiducia&Rischio” decise giunto il momento di recuperare i crediti che erano stati contratti dagli avventori della coppia Fanny e Freddie.

Subito si scoprì che i debitori non erano solventi.

Tutti si guardarono atterriti, e lo zelante manager dell’ufficio “Fiducia &Rischio” fu licenziato per grave colpa, ma iniziò il calvario!

Fanny e Freddie non riuscirono a ripagare il proprio debito, e fu il fallimento!

Anche i malcapitati fornitori degli ebrei Fanny e Freddie che avevano investito in bonds, e accettato pagamenti posticipati si trovarono sul lastrico.

Il fornitore di birra fallì. I grossisti di vino e liquori furono acquistati per una manciata di riso da certi cinesi che potevano ancora ottenere margini di guadagno in certi paesi asiatici.

I Beonibonds, Brindisibonds, i Liquorbonds… si svalutarono del 95%. I Rigettobonds, Tossicbonds e Vomitobonds ebbero migliore sorte stabilizzandosi all’80% del valore iniziale.

La banca, invece, fu salvata dal Governo per pressanti insistenze dei ricchi amici di Fanny e Freddie, ma i denari necessari per l’operazione di salvataggio, con una nuova tassa furono prelevati agli assennati incolpevoli astemi.

Insomma, la finanza creativa aveva riscoperto la socializzazione delle perdite, mantenendosi la peculiarità del lucro. E la gente ancora sta a guardare!


2) “Riserva frazionaria”? Cosa diavolo sarà mai?

Ascoltami. Ci capiremo!

La riserva frazionaria è legale, come era legale possedere schiavi alcuni anni or sono. La riserva frazionaria permette di prestare 5.000 quando possiedi solo 100, e di quei 100 nessuno è tuo. Un po’ come il Cristo che da 5 pani e 2 pesci sfamò, forse, una moltitudine…

Il sistema della “riserva frazionaria” è una truffa.

Certo, sì tratta d’una truffa legalizzata, come quasi tutte le truffe economiche e monetarie, dunque politicamente corretta.

Vediamo come concretamente funziona la truffa.

Quando depositiamo €100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente (c/c) a nostro nome, e s’impegna a custodire la nostra banconota (poi ti racconterò del “signoraggio”) nel suo caveau, al sicuro dai ladri¹.

Il banchiere,ricevuto il denaro in deposito, usa una statistica ormai centenaria che gli mostra una tendenza molto semplice: “Soltanto una parte del deposito appena creato sarà usata “movimentata” dal cliente, dunque il banchiere è al corrente che che, quasi sicuramente, la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (nelle sue casseforti) per mesi… per anni.

Ricordiamoci che il banchiere non è proprietario della nostra moneta, dei nostri soldi, ma ne è solo custode. Ciononostante il banchiere considera uno spreco l’immobilità di quel denaro, e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra “comoda disattenzione di coccolare e tenere sotto controllo il nostro conto”² , il banchiere ha bisogno d’un politico corrotto che legalizzi la truffa che pone in essere, ossia il prestare denaro non suo avvalendosi di leggi opportunamente create.

La leggi pro banca furono dette Misure d’accantonamento di riserva obbligatoria, o più semplicemente riserva frazionaria e furono spacciate alla pubblica opinione in modo tale che appaiano come una forma di tutela per l’interesse del correntista.

Ma ormai abbiamo capito che non è così, però ancora chiariamo!

Oggi l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno che ci creano (ne riparleremo di questo concetto) si aggiunge la beffa facendo apparire la legge sulla riserva obbligatoria come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, e il politico si presenta come tutore dei nostri interessi, ma, per fare un esempio, è come se lo stesso governante decretasse il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo”, e nel far questo lo stesso politico volesse il pubblico plauso per essere un paladino dei diritti dell’uomo”.

Ma nel particolare cosa sancisce questa legge?

Semplicemente essa pone un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa.

E tutto questo, cosa implica per noi popolino?

Per noi cambia poco, anzi nulla!

Infatti, se 100 persone versano €100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento TUTTI i 100 correntisti possano ritirare i propri €100.

Nella realtà, il banchiere, come affermato all’inizio, sa che ciò non avverrà, perciò considera uno sciupio tutto quel denaro fermo nei suoi caveau. Per questo motivo presta il denaro giacente come fosse denaro suo tenendosi gli interessi che le leggi gli permettono, ciò perché  conscio del fatto che statisticamente conosce quanto denaro è  in media ritirato giornalmente dai correntisti.

Se statisticamente solo il 10% del denaro depositato è “movimentato”, in altre parole ritirato, speso, versato, spostato, ecc… vuol dire che la banca ha 100 c/c con €100 ognuno, quindi €10.000 di deposito, e di questi €10.000 solo €1.000 servono in contanti, liquidità di cassa, per le operazioni quotidiane. E’ questo il 10% espresso dalla famosa statistica, ricordate?

Quindi, € 9.000 si possono stornare e usare (prestare), anche se non sono di proprietà della banca!

Non dimenticate mai questo concetto.

Ve lo immaginate il custode del parcheggio dove lasciate l’automobile mentre siete al lavoro che prende la vostra auto, va in giro a caricarci merce, anche illecita, senza comunicarvi l’uso improprio che ne fa e senza corrispondervi nulla?

Sì, è vero, la banca dà un “interesse”, se “interesse” si può chiamare lo 0,0005% che danno oggi al depositante, ma tutto il rimanente per l’interesse prestato, la parte assai più grande, se la trattiene con mille imbrogli legalizzati!

Cosa cambia per il banchiere con l’operatività della legge sulla riserva frazionaria?

Per il banchiere cambia molto perché più è bassa la percentuale di denaro da trattenere in contanti in banca, più egli può prestare.

Nel 1957 le banche erano tenute ad avere in riserva di liquidità, riserva frazionaria, il 25% dell’ammontare del deposito effettuato dai clienti.

Nel 1970 la riserva frazionaria era stata fatta scendere al 15%!

Oggi è la riserva frazionaria è prevista solo al 2%, ed in alcuni casi allo 0%.

Quindi, oggi la banca può ricevere €10.000 e prestarne €9.800 non suoi! E questo grazie proprio alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”.

Ma la truffa non finisce qui.

Quei €9.800 prestati saranno prima o poi versati in un altro conto, magari della stessa banca o di altre banche, ma poco cambia dato che il sistema bancario è un ”cartello”, come quello dei venditori di morte, la droga!

Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per un ammontare di €196 (9.800×2%) e si potranno prestare i restanti €9.604 (9.800–196), e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente.

Alla fine della fiera, partendo da €10.000, la banca potrà creare e prestare €500.000, ossia 50 volte di più dei fondi a deposito, e incamerare i relativi interessi.

Tutto senza altro possedere che gli €10.000 reali iniziali che dovevano solo essere custoditi!

Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla, o meglio: “Moltiplicare quello dei correntisti, con la complicità dei politici corrotti, che danno legalità alla truffa”.

Qualcuno crederà che per scoprire il trucco basterà andare in 100 allo sportello per riprendersi i €100. Giusto?

No! Sbagliato!

Matematicamente basterebbe che i primi tre clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due del gruppo dei cento iniziali troverebbero ancora qualcosina… il terzo rimarrebbe già rimarrebbe senza denaro, e così il quarto e tutti gli altri…

E allora?

Allora, purtroppo, il truffaldino sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo la Banca Centrale per stampare ciò che non è mai esistito, come accadrà prossimamente alla BCE per fornire denaro all’Irlanda, e come già ha fatto con la Grecia.

Un tempo un tale figlio di un sedicente Dio Trino, in realtà solo Quattrino, sfamò un mucchio di persone con 5 pani e 2 pesci, e in occasione di un pranzo di nozze dissetò tutti gli invitati mescendo vino da un otre semivuoto, ma questa è solo una vecchia fede.

La nuova fede nel Dio Quattrino prevede una nuova figura: “Il banchiere di Canaan che crea e moltiplica denaro all’infinito per sé, e debito per noi, popolino, che pagheremo i suoi vizi, in parole povere le le sue mercedes ed escort o transit (le due ultime non sono modelli Ford)”.


¹Per non far confusione chiariamo che i ladri si riconoscono perché sono quelli vestiti male che girano fuori dall’edificio della banca, mentre in banca non ci sono ladri perché sono tutti vestiti bene e portano i capelli pettinati e la cravatta bella. E’ importante capire la differenza perché poi ci si potrebbe confondere.

²“Ognuno sa nell’inconscio che le banche non prestano denaro. Quando prelevate dal vostro conto di risparmio, la banca non vi dice che non potete farlo perché ha prestato i soldi a qualcun altro.”. [Mark Mansfield, economista]

“Temo che il cittadino comune non voglia sentirsi dire che le banche possono creare e creano denaro…” [Reginald McKenna, ex Presidente del consiglio d’amministrazione, Midlands Bank of England].

One Comment

  1. Posted 26 dicembre 2010 at 11:09 | Permalink

    purtroppo la gente ignora ed e’sull’ignoranza della gente che le banche continuano ad arricchirsi.

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