ITALIANITA’.


Si fa un gran parlare d’italianità, c’è chi ci crede, chi la storpia nella sua essenza, e chi, non pochi, la negano anche per opposte ragioni.
Personalmente, reputandomi Fascista, credo nell’Italianità. Tuttavia, purtroppo, ritengo che essa è ancora oggi un’utopia sociale e politica.
Italianità che però temporaneamente si trasformò da potenza in atto con il Fascismo, ma per gli stessi Fascisti non esistette per tutti allo stesso modo perché gran parte di loro furono solo “rubagalline” che rivaleggiarono in pressapochismo con i partigiani che con poco giudizio combatterono in favore dell’URSS una guerra mai dichiarata che sì svolse anche contro l’Italia.
Ma, risalendo all’antica frase: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, ho sempre tratto considerazioni susseguenti:
1) L’Italia per varie motivazioni fu costruita e voluta solo come Stato, e non come nazione (suggerisco di rileggere le definizioni di nazione e Stato), ciò principalmente per rintuzzare:

  • a) il potere politico temporale gerarchico ecclesiale; in ciò la Carboneria, che mai fu Massoneria, contribuì con il sangue di moltissimi Patrioti, la Massoneria anglicano/giudaica, che bramava la maggiore libertà economica possibile che realizzò con il patto sinarchico interbancario, il Laicismo francese, retaggio del più antico Enciclopedismo, “s’accordarono o aizzarono” quel popolo che, a dire del Manzoni: ” …repente si desta, Intende l’orecchio, solleva la testa, Percosso da novo crescente romor… e continua… “Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, Qual raggio di sole da nuvoli folti, Traluce dai padri la fiera virtù; Nei guardi, nei volti confuso ed incerto Si mesce e discorda lo spregio sofferto Col misero orgoglio d’un tempo che fu…” ma solo per ottenebrarlo con sempre nuovi stranieri, sì che tutto sembrasse cambiato pur tutto restando com’era.
  • b) per offrire un regno ai Savoia, rimasta dinastia borgognona oscura e minore, ma già re di Sicilia nel 1713 e di Sardegna nel 1720, per meriti all’inchino. Regno che li traesse dal loro grigiore politico in terra di Francia, e li rinsaldasse nell’ottica della realpolitik inglese che si andava sviluppando nell’Europa sempre più illuminista e giudaizzata.
  • 3) per creare uno stato cuscinetto prono, nel Mediterraneo in posizione strategica secondo le tattiche e logistiche del tempo,  al casato di Sachsen-Coburg und Gotha anglizzato in “Saxe-Coburg and Gothaper opportunismi geoeconomici, casato noto come anche come Windsor.

Non esisteva perciò, da parte dei Savoia, alcuna volontà di considerare l’Italia NAZIONE e NAZIONALISTA. Ecco il reale continuo osteggiare del re verso il Duce e la sua politica. Ecco giustificato l’alto tradimento dei Savoia verso un Paese che era loro solo per amministrazione, e non certo avvertito come Patria.
Oggi dovremmo finalmente costruire un sentimento di ITALIANITÀ che coinvolga le genti che abitano queste lande, ma per farlo è necessario offrire un sentimento comune in uniche radici che furono volutamente divise, e in questi grigi tempi oberati da tribù campane che inneggiano al neo borbonico, da altre bossiane padane che s’avvertono portatrici e latrici di corna celtiche, da comunità sannitiche che sognano i loro allori… e da scemi che si dividono e combattono per osannare altri scemi che rincorrono un pallone per poi suonarsele od anche ammazzarsi è piuttosto difficile riuscirci. MA CHISSÀ CHE IL MEDIO EVO PROSSIMO VENTURO NON STIMOLI QUALCOSA DI BUONO!
IN OGNI CASO DOMANI FESTEGGERÒ l’ITALIANITA’, NON LO STATO ITALIANO O LA REPUBBLICA ITALIANA POST BELLICA che per quanto faccia non sento a me partecipe con le sue regole capitaliste! Spero che non sia un peccato!
kiriosomega

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