Governo autoritario e populista.


CUI PRODEST?
Governo autoritario e populista (a modo0 suo)!
PLATONE – “LA REPUBBLICA”: “…QUANDO UN POPOLO, DIVORATO DALLA SETE DI LIBERTÀ, SI TROVI AD AVERE MESCITORI CHE GLIE NE VERSANO QUANTO NE VUOLE, FINO AD UBRIACARLO, ALLORA ACCADE, CHE SE I GOVERNANTI RESISTANO ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI SONO DENUNCIATI COME TIRANNI. AVVIENE ANCHE CHE, CHI SI DIMOSTRA DISCIPLINATO SIA DEFINITO SENZA CARATTERE, CHE IL PADRE FINISCE COL TRATTARE IL FIGLIO COME SUO PARI E NON E’ PIÙ RISPETTATO, CHE IL MAESTRO NON SA RIMPROVERARE GLI SCOLARI E CHE COSTORO SI FANNO BEFFE DI LUI. IN QUESTO CLIMA DI LIBERTÀ ED IN NOME DELLA STESSA NON V’E’ PIÙ RIGUARDO NE’ RISPETTO PER ALCUNO. IN MEZZO A TANTA LIBERTÀ NASCE E SI SVILUPPA UNA MALA PIANTA- LA TIRANNIA.”
per piacere... spostati.

per piacere... spostati.

Un Governo autoritario e populista con l’approvazione del processo lungo, manovra che non avrebbe senso senza il processo corto, ha raggiunto il massimo della sua crisi d’identità e del pubblico ludibrio. Infatti, dopo la presentazione del “processo breve” che tutto sommato era discutibile nella sua essenza del cui prodest, con l’approvazione senatoriale e la blindatura del “processo lungo” il Governo e la maggioranza hanno sfacciatamente firmato ed esposto in piazza l’atto di dipendenza dal capo…c…cia che ser…v…ono pr…ostra…n…dosi .
Questo governo egemonico, per definirlo alla maniera gramsciana, attraverso il 46esimo voto di fiducia ha condotto i CITTADINI di questo Paese a ridursi a personaggi da sfottò e barzellette che all’estero, che certo non è migliore di esso, ormai pullulano.
Ma la settimana politica, o poco più, non è stata del tutto negativa nei confronti degli italiani, perché il cap…o…c…cia della banda di lac…ch…è che lo circonda è stato in qualche modo punito nel portafogli per le sue malefatte, anche se non ancora con giusto criterio.
Il signore in questione ha dovuto pagare, con le lacrime agli occhi, 564 milioni di euro al suo “maggior nemico” per l’affare Mondadori, e, piagnucolando ha esclamato: “Mi hanno portato via i risparmi di una vita“.
Premesso che  quel signore ha ben altro patrimonio, c’è da domandarsi come ha fatto ad accumulare 564 milioni di euro di risparmi. Boh, forse ha risparmiato sui pasti visto che dalle sue parti si mangia con 10 euro e si è ben serviti. Anche la signora Marina si è lamentata con non poca asprezza, ma lasciamola da parte tanto il deus ex machina non è lei, ma è sempre lui.
Ma c’è di più. La Corte Europea ha condannato Mediaset al pagamento di 220 milioni di euro di multa per illecito commerciale. La vicenda iniziò nel 2004 quando fu primieramente propagandato il DVT-B, il digitale terrestre con vendita agevolata di decoder. Decoder che per quanto apparve sulla stampa furono in gran quantità e in anticipo sui concorrenti venduti da una società “vicina” al solito cap…o…c…cia.
TV Digitale, Corte UE respinge ricorso Mediaset su incentivi decoder!
da finanza.repubblica.itLa Corte di Giustizia europea conferma che i contributi italiani per l’acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 per complessivi 220 milioni di euro costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il Mercato Comune. Questa la spiegazione della Corte UE che ha respinto il ricorso presentato da Mediaset. Dopo la finanziaria del 2004, che aveva introdotto l’incentivo, Europa 7 e Sky Italia avevano presentato degli esposti alla Commissione che nel 2007 aveva stabilito che i contributi costituivano aiuti di Stato a favore delle emittenti digitali terrestri.

Ora la Corte UE rileva che “i contributi di cui trattasi hanno spinto i consumatori all’acquisto di decoder digitali terrestri, limitando i costi per le emittenti televisive digitali terrestri le quali hanno potuto, in tal modo, consolidare la loro posizione sul mercato rispetto ai nuovi concorrenti“.

La Corte conferma inoltre che “il Tribunale ha correttamente affermato che un aiuto di cui i beneficiari diretti siano i consumatori può nondimeno costituire un aiuto indiretto agli operatori economici, quali le emittenti televisive in questione. Giustamente il Tribunale ha inoltre respinto l’argomento di Mediaset secondo cui la Commissione non avrebbe dimostrato la sussistenza di un collegamento tra il contributo e le emittenti di cui trattasi“.
La Corte “condivide altresì il ragionamento del Tribunale secondo cui l’elemento di selettività basato sulle caratteristiche tecnologiche, che favorisce la tecnologia digitale terrestre rispetto a quella satellitare, ha comportato una distorsione della concorrenza, ragion per cui la misura di cui trattasi e’ incompatibile con il mercato comune“.
Ma non è finita perché: ” E MO’ L’E’ TUTTO DA RIFARE”
…e niente bunga bunga per depressione acuta!
L’avvenimento – Nella corrida del palazzo del laticlavio si sono esibiti “Dilettanti allo sbaraglio” – Il processo lungo è stato sì approvato con 160 SI contro 139 NO, però l’emendamento Mugnai sarà da riscrivere alla Camera.
LE NUOVE NORME – Il testo, che ha avuto la fiducia del Senato con il no delle opposizioni, modifica alcuni articoli del codice di procedura penale (articoli 190, 238 bis, 438, 442 e 495) in materia di giudizio abbreviato e di delitti punibili con la pena dell’ergastolo.articoli 190, 238 bis, 438, 442 e 495 e Palamara, presidente dell’ANM già così s’era espresso: “Con questo provvedimento si avrebbero effetti devastanti sui procedimenti penali – Cancellati migliaia di processi”. Molti altri, ed anch’io, consentitemi la vanità, esclamiamo:  “La mafia nuovamente ringrazia il Governo e porge i suoi omaggi a sì dotti personaggi”.
L’avvenimento – “Roma, 29 luglio 2011 – Si’ del Senato alla fiducia sul cosiddetto “processo lungo”. Hanno votato contro Pd, Idv, Udc, Mpa, Api e Fli. A favore, Pdl, Lega e Coesione Nazionale. Il voto della Lega potrebbe essere il do ut des per i futuribili ministeri padani. Il ddl adesso passa all’esame della Camera per l’approvazione definitiva.
MA… COLPO DI SCENA, TUTTO DA RIFARE – 
(Quotidiano.net http://qn.quotidiano.net/politica/2011/07/29/552851-processo_lungo_voto.shtml) – A guastare la festa di Berlusconi e della maggioranza è arrivata la scoperta che, nel provvedimento approvato stamane dal Senato, c’è un errore marchiano.
Scrive ilfattoquotidiano.it: “Nella fretta spasmodica di mettersi in tasca il risultato, sbagliano clamorosamente a riscrivere l’emendamento cuore dell’articolato (Mugnai) commettendo marchiani errori di diritto che costringeranno poi la maggioranza, una volta alla Camera, a rimetterci le mani. E, a ricominciare tutto daccapo.
Insomma, un papocchio giuridico, una svista che si tramuta in un mostro giuridico e inficia tutta la legge. Il relatore del processo lungo, Roberto Centaro del Pdl, ha provato fino all’ultimo a convincere le opposizioni a far finta di nulla, consentendogli di mettere mano all’errore, ma il no è stato netto, anche perché il regolamento non lo consente e i funzionari di Palazzo Madama si sono opposti con vigore. Morale, una fiducia sprecata e un buco nell’acqua per il Cavaliere che non potrà vedersi approvata la sua legge entro ottobre, come avrebbe voluto, in modo da mandare a gambe per aria i processi Mills, Mediaset e Mediatrade.
Insomma, i compagni di merende del capoccia non sono solo asserviti, ma si dimostrano legalmente incapaci e poco logici se ciò che ha scritto “ilfattoquotidiano.it” è vero!
kiriosomega




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