Per i golosi.


cuoco

cuoco

DUE COSUCCE INTERESSANTI – MA SOLO DI CULINARIA

DUE COSUCCE INTERESSANTI – MA SOLO DI CULINARIA

Leggo occasionalmente la pagina “Lo spicchio d’aglio”, [http://www.lospicchiodaglio.it/index.php?sez=rubriche&azione=nutri&idr=1179] e noto che la Dott.ssa Letizia Saturni, nutrizionista, sì domanda come ottenere le bucce di pomodoro. Bucce che non sono tossiche, anzi, come Lei già ha suggerito sono fibre, e come tali promuovono l’azione pulente dell’intestino, inoltre l’acido solanico del pomodoro è ormai disattivato per cui il prodotto è assai digeribile.Così “lo stormo buon appetito”, modestamente io, e chi l’avrebbe detto che la cucina è un mio grande interesse, ho risposto in proposito, anche aggiungendo qualcosa.

Così “lo stormo buon appetito”, modestamente io, e chi l’avrebbe detto che la cucina è un mio grande interesse, ho risposto in proposito, anche aggiungendo qualcosa.

****Si prendano pomodori maturi per salsa, e si tuffino in una pentola d’acqua fredda fino a coprirli. Si tengano sul fuoco sino a che l’acqua bolle, e dopo pochi minuti 4/5/6 si scolino. A questo punto è facile mondarli. La polpa servirà per la solita moderna “carrettiera”, ché quell’antica era ben diversa, e le spoglie sgocciolate e seccate al sole di luglio, o purtroppo al forno in altro mese, serviranno per preparare gustose ricette della cucina povera d’una volta.

Qui di seguito una ricettina della nonna calabrese o sicula della zona di Pozzallo, si può conservare ben a lungo, non la nonna, per preparare un ottimo spaghetto in pochi minuti.

Preparazione del prodotto da conservare – Si prendano le spoglie secche, si frantumino e s’immettano coperte d’olio in un vaso di vetro ermetico, se l’olio è di frantoio e siciliano della zona di Barrafranca tanto meglio. pesi la stessa quantità di peperoncino, possibilmente quello diabolico, e s’immetta nello stesso vaso facendo macerare il prodotto aggiungendo q. b. di sale grosso da cucina e si conservi. Ci sì procuri del neonato di pesce azzurro, meglio se di triglia, questo secondo è rosso, l’altro è bianco, ma sì stia attenti perché supermercati ed avventurieri dell’ittico vendono un pesciolino cinese decongelato, il neosalanax tangkahkeii tahihuensis che ovviamente spacciano per altro, pur scrivendo in piccolo la denominazione scientifica così che la massaia s’interroga inutilmente! Il neonato, o bianchetto, o nunnata è marino mediterraneo, e se di triglia è assai costoso e per solito reperibile per i permessi di pesca solo in marzo/aprile. Se vogliamo poi sottilizzare, il pesce più prelibato, come sapore, è quello che vive nel braccio di mare compreso tra Catania Nord e Riposto perché le acque hanno una densità ed un’acidità diversa da altre zone d’Italia così che anche l’ambiente vegetale di cui molti pesci si nutrono è diverso. In ogni modo ci si può accontentare anche di pesciolini cinesi più economici, ma acquistiamoli surgelati, ed adattiamoci se congelati. Si sciacquino i pescetti, si asciughino anche con un getto d’aria calda, e si facciano con olio delicatamente soffriggere in padella per qualche minuto. Si aggiungano nel vaso dove sono contenuti i peperoncini sminuzzati e le bucce di pomodoro. Si sterilizzi con bollore il vaso, e sì consumi il prodotto quando farà comodo.

Come usare il prodotto – Si lessi scolandola al dente e poco salata una pasta di grano duro trafilata al bronzo, od anche spaghetti, bucatini, mezze penne rigate, non suggerisco marche ma non uso quelle a tutti note, contemporaneamente in una padella sì faccia fumare dell’olio d’oliva di frantoio in cui si porrà una spicchio d’aglio intero, da togliere, o tagliato a pezzetti, se piace, e si aggiunga una cucchiaiata ben colma più ½ del prodotto per ogni gr 500 di pasta. Sì faccia soffriggere e poi con garbo sì faccia mantecare la pasta nella stessa padella. E’ fatto assoluto divieto di uso di formaggio grattugiato! Si suggerisce d’innaffiare il tutto con gr 120 di vino rosso, un bicchiere, meglio se un siciliano tipo Nero d’Avola, Pistammutto di Pachino o il fantastico “48 ore” sempre di Pachino. Anche un Netino va bene, mentre lasciamo stare i nobili piemontesi per altri piatti. Anche un corposo vino dell’Etna è indicato, ma non ha la corposità dei precedenti.

Visto che ci siamo Vi offro, se permettete, un’altra mia preparazione.

Torta fai da te che, infatti, è per me!

Sono goloso, e la mia filosofia verso il dolce sì racchiude nel: “Il dolce deve essere dolce, perché se non è dolce, che dolce è? Perciò sono sempre alla ricerca di novità che spesso mi “costruisco”, ed ecco un risultato eccezionale per un dolce realizzato con ciò che hai in casa anche con la scusa che i “ragazzi” devono crescere.

Con la seguente ricetta si ottiene una specie di “sbriciolona” ottima da consumare appena freddata, o da utilizzare come base per successive lavorazioni, inoltre, data l’assenza di liquori, essa ben si presta per le colazioni dei nostri… adulti… i ragazzi se ne vadano in pasticceria.

Ingredienti: gr 250 d’amido di mais, gr 100 farina di semola per ottenere la quasi sbriciolona o altri gr 100 d’amido di mais se si gradisce un dolce compatto, gr 150 di pere nettate e tagliate a tocchetti, gr 200 di fichi freschi sbucciati, gr 300 di zucchero semolato + ancora gr 100 + altri gr 100, tre uova grandi, gr 200 di formaggio tipo philadelphia, orzo tostato solubile da colazione, una bustina di lievito chimico.

Preparazione: Montare insieme tre tuorli d’uovo ed un albume con gr 100/120 di zucchero.

Montare i due albumi restanti con gr 100/120 di zucchero.

Impastare i rossi con l’amido e poi aggiungere la farina più l’orzo solubile tostato. Introdurre nell’impasto le pere ed i fichi omogenati per l’azione di un frullatore. In seguito unire il formaggio e poi il lievito. In ultimo, delicatamente incorporare i bianchi montati a neve ben ferma. Fare riposare per circa 15 minuti, travasate in flan o teglia da forno che sarà stata unta con burro e spolverizzata con amido o farina. Aggiungete qualche ricciolo di burro sopra l’impasto, e poi infornate a 180° per circa 40 minuti circa.

Variante: Il formaggio può essere ottimamente sostituito, colesterolo permettendo, da ricotta fresca di pecora a cui avrete aggiunto un po’ di gocce di cioccolato e qualche tocchetto di frutta candita. Si abbia l’accortezza, in questo caso, di far sgocciolare in frigorifero la ricotta per almeno 24/36 ore. Per impedire che essa rapidamente inacidisca i ” furbi” infiggeranno in essa uno spaghetto diviso in due o tre parti: L’azione dell’amido rallenterà di molto l’acidificazione del prodotto mentre si seccherà sgocciolando il siero residuo che ancora contiene; l’operazione è valida sia che la ricotta veramente sia fresca, sia nel caso in cui i commercianti, vendendola, la spaccino sempre come di giornata, però sottacendo di quale giornata. Lo spaghetto infisso sì eliminerà consumando il prodotto.

kiriosomega

Pubblica un Commento

You must be logged in to post a comment.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: