Vaticano o Santa Sede secondo necessità, e Repubblica Italiana!


 Vaticano o Santa Sede secondo necessità, e Repubblica Italiana!

In questo Paese tutto va male dalla sua fondazione, tanto che il primo grande scandalo, quello della “Regia”, risale al 1872. Scandalo che condusse all’istituzione della prima commissione parlamentare d’inchiesta che dopo qualche anno esitò con il fatidico: “Non v’è luogo a procedere…” salomonica motivazione che imperversa ancora oggi, quando è la casta a finire nel mirino della magistratura. Ma il malessere del Paese continuò, rintuzzato con la parentesi di un ventennio d’orgoglio nazionale fatto deprecare dagli “atlantici” a chi mai ha studiato criticamente la storia d’Italia, tanto che anche l’antifascista B. Croce ebbe a dire: “I patti firmati all’atto della capitolazione non consentiranno agli italiani né di essere liberi, né di lavorare liberamente; né, addirittura, di chiamarsi liberi…Con me ho il vivo ricordo dell’ Italia del tempo di pace durante gli anni del deprecato Fascismo, con un popolo che, pur tra le spire d’un regime a me inviso, non poteva dirsi schiavo, e il cui lavoro incontrava ovunque rispetto e considerazione…“.

Dai tempi di Croce le cose non sono migliorate in questo Paese dove è “Moralelastix” il capo indiscusso che negli anni sopravvive sempre uguale a se stesso, e perciò di continuo solo certuni s’accorgono con chiarezza che la forza politica disgregatrice d’Italia è quella Chiesa di Roma, ma non da sola, che mai ha abbandonato la sua brama di potere temporale. E la Chiesa anche spesso tracima le sue reali possibilità per l’inchino profondo che tanti politici di mestiere sono usi prestarle, disponendosi a 90° gradi, pur di ottenere quei voti che potranno farli eleggere. Questo sistema è uno sfrontato voto di scambio, ma nessun politico ateo o agnostico, se ne esistono pubblicamente, ha mai additato l’illecito mercimonio.

Per sintetizzare il concetto, non focalizzandoci sui personaggi della seguente vignetta,

raccomandazioni di ben

raccomandazioni di ben

voglio rappresentarlo come dando vita reale al dio denaro che tutto sovrasta e minaccia! Dio vero che “sterco del diavolo” ha nome per la stessa Chiesa Cattolica, ma la Città del Vaticano ne è ghiotta, e pure la Santa Sede ne fa proficuo tesoro in attività finanziarie, bancarie, immobiliari già dai tempi dell’Antonelli… Insomma, la Chiesa di Roma ha interessi nel terziario, ma di economia reale, quella degli ambiti primario e secondario che sono faticosi a realizzarsi, i suoi preti mai parlano e praticano lasciandola al popolo bue che raggirano con la menzogna del premio eterno turlupinandolo due volte.

E tutto questo in colonya ytalya avviene per la materia concordataria che è la “cosa” che, a detta dei parlamentari di mestiere, non dà la possibilità di ridiscutere i privilegi attribuiti all’istituzione gerarchica ecclesiale già dai tempi della presa di Porta Pia. E ciò è strano, perché in casa nostra ogni cosa è caduca, spesso fallace, corrotta e corruttibile… ma la Chiesa non sì tocca, anzi, a onor del vero è più facile modificare la Carta Costituzionale che impugnare la materia che ha come controparte la Chiesa Cattolica con la sua gerarchia.

Per esempio, tutti siamo a conoscenza dell’appena trascorso contenzioso sull’imposta necessità della presenza del crocefisso nelle aule scolastiche, ed in altre di ben diverso genere dove per la tutela del potente Leggi incombono sul cittadino qualunque.

Il simbolo cattolico, infatti, discusso presso la Corte Europea sulla sua pubblica opportunità l’ha politicamente spuntata su qualsiasi concorrenza sino al punto che chiunque, pur cittadino di diversa credenza, non può in questo Paese avvalersi di suoi diversi simboli religiosi.

E così, anche in questo caso, antichi privilegi non sono stati intaccati dalle istituzioni ytalyote per la mancata separazione di reali distinzioni tra Stato e Chiesa; tanto che sorge istintivo domandarsi se, per esempio, la scuola pubblica sia ancora territorio italiano, o, alla stregua delle facoltà teologiche, sia economicamente territorio extragiudiziale di pertinenza del Vaticano! Infatti, è sempre possibile che un qualsiasi prete possa ingerirsi durante il sermone della messa, o in altra occasione, nei fatti politici del Paese, ma mai è avvenuto che un parlamentare inibisca la Chiesa con denunce per far sì che illeciti penalmente assai rilevanti: “Pedofilia, fuga di capitali all’estero…” siano realmente posti sotto accusa.

Dunque, l’impossibilità di ridiscutere i privilegi della Chiesa Cattolica,oltre che creare una scuola pubblica sempre più dipendente da essa, origina anche disparità per i privilegi economici accordati agli insegnanti di religione, insindacabilmente imposti dalla Curia. Insegnanti che si vedono aumentare lo stipendio del 2,5% dopo ogni biennio d’insegnamento, cosa che invece è negata ad altri che regolarmente sì sono laureati senza avvalersi di una qualsiasi scuola clericale che offre, in soli tre anni di frequenza, una semplice abilitazione all’insegnamento religioso.

Ma i privilegi non terminano in questo pur importante settore, perché emergono imponenti nella loro interezza anche nella conduzione dell’attuale manovra finanziaria aggiuntiva che sì mostra caotica, approssimativa, slegata, classista, personalistica… ma in nessun caso dichiarata ad ottenere la ritrattazione della materia economica tra Stato e Chiesa considerato che il primo sta facendo ricadere sui soliti noti, i contribuenti da lavoro dipendente, le tassazioni che il Governo vuole approvare per risanare i debiti contratti dalle banche e dal sistema che viviamo.

Debiti che però ci sono sempre sbandierati, ma di cui mai ci è indicato il creditore.

In verità da poco tempo sappiamo che la BCE ha comprato una grossa fetta dei titoli di stato di questo Paese, l’ha però fatto nel proprio interesse e stampando dal nulla il denaro che ha usato. E sì deve anche ricordare che essa è, a tutti gli effetti, una banca privata che, per come stanno le cose, ha commissariato il Paese.

Questo sembra essere il Nuovo Ordine Mondiale: “Governi esautorati della loro autonomia, e Paesi ricattati attraverso il controllo del loro debito”. Tutto questo ha un nome: “Usura”, infatti, quale è quella banca che predilige di perdere il proprio potere favorendo il “cliente”?

Dunque, la gestione pubblica, ancorché disastrosa ma sempre migliorabile, è certamente migliore di quella privata che ha per unico fine il lucro!

Così, nell’ora della finanziaria i parlamentari per grazia ricevuta dal… Partito, ed anche per la “benevolenza del porcellum” discutono, propongono, teorizzano, accusano che “tutti gli altri hanno torto”, ma nessuno vuole la riscossa del Paese attraverso il rilancio dell’economia; e nessuno indica i grossi cespiti elargiti alla Chiesa di Roma, espugnata dalle trascorse forze monarchiche, come possibile fonte d’allentamento della tensione economica sui cittadini dipendenti dal reddito fisso.

Se questo concetto di manovra finanziaria divenisse strutturale, per la presa di distanza dalla Chiesa di Roma, il recupero di un buon numero di miliardi di euro erogati a fondo perduto farebbero respirare il contribuente da lavoro dipendente. Contribuente che infelicemente paga l’esoso fisco senza ottenere in cambio ciò che gli è dovuto come servizi dello Stato, mentre lo stesso Stato premia altri, inclusi gli evasori.

Evasori che oggi, così è calcolato e mostrato su notizie stampa, hanno esportato negli ultimi mesi circa 23 miliardi di euro per farli sparire dalle vogliose occhiate del Governo che già s’era impadronito dei conti dormienti.

E c’è anche chi tra i parlamentari teorizza di prosciugare il TFR. Chi propone di non riconoscere ai fini pensionistici gli anni di “naia” e d’università. Ma ancora nessun parlamentare ricorda che economicamente con i suoi sperperi ed i suoi lussi è lui stesso una palla al piede per il Paese. Ad indice di questo sistema fatiscente ed iniquo che viviamo riporto in breve una notizia apparsa quasi nascosta su alcuni giornali: “Lastampa.itPensione d’oro al commissario rifiuti in SiciliaLarepubblica.it – Il dirigente regionale va in pensione.  Riceverà ogni giorno 1.369 euro. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/il_dirigente_regionale_va_in_pensione_ricever_ogni_giorno_1_369_euro-2767043/

E’ dunque tempo di pretendere dal Governo di parificare i diritti dei cittadini, e di porre fine ai privilegi eliminando:

1)     L’euro ed adottando una doppia moneta di cui una, quella per uso interno, sia sovrana dentro i confini del Paese.

2)     Le Regioni tornando allo Stato Centralista, perché se il “pubblico va male” il privato è peggiore.

3)     I Comuni più piccoli accorpandoli tra loro.

4)     Gli ordini professionali.

5)     Gran numero dei parlamentari senza però correre il rischio che si formi una casta ancora più feroce d’intoccabili.

6)     Ogni altra fonte di burocrazia iniqua ed inutile.

Infine ricordiamo che ogni cittadino in Patria ha gli stessi diritti e doveri, altrimenti che Patria è il luogo che non distribuisce in maniera equa le sue risorse ad ognuno che in essa vive!

kiriosomega

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