Lettera di risposta ad un “amico” di “Forza Nuova”!


Lettera di risposta ad un “amico” di “Forza Nuova”!

Parlare oggi di Fascismo e Stato Sociale è scomodo e di facile gratuita critica da parte di chi, senza mai avere studiato la storia, acriticamente vuole attaccare il discorso.

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Non lavoro in banca, e non lo avrei mai fatto. Sono semplicemente negato, certo incapace  ed allergico a quel mondo per mia caratterialità.

Nonostante la sua spiegazione, anche se succinta, però chiara sostenitrice di un certo punto di vista, resto fermamente del parere che è necessario nazionalizzare le banche.

Cerco di spiegarmi perché Lei, essendo ragioniere, così mi ha comunicato, ha conoscenze importanti ma tecniche dei problemi, e non possiede, per curriculum diverso di studio, quella struttura mentale e cultura umanistica di cui anche “quell’animale” lungimirante e politico di Mussolini era gran proprietario.

Esordisco scrivendo un concetto proprio del Duce: “Il massimo benessere societario privato non potrà mai coincidere con il semplice benessere dei cittadini. E una società privata non dovrà mai essere più grande di un valore determinato per non ricattare lo Stato“! Altra frase: “L’industriale ha a cuore l’integrità psicofisica dei lavoratori per i quali costruisce scuole, ospedali, strade… (s’intendeva attraverso tassazioni proporzionali al capitale posseduto)”. E’ chiaro che quelli espressi sono concetti, non le esatte parole, perché fra i tanti libri sul Duce che ho in libreria riuscire a trovare quello che le contiene è impresa assai ardua.

Il sistema bancario attuale è antico, già praticato nei tempi assiri, poi greci ellenisti, poi dell’antica Roma, dei “monaci” templari, poi nel basso medioevo… ma sì rinsaldò con le scoperte delle Americhe e con la comparsa sulla scena filosofica/politica/economica di due ebrei giudei certi Hadam Smith ed il suo allievo David Ricardo che parteciparono in qualche misura, e per interesse, alla vita della filosofia fisiocratica.

Essi introdussero, sovvertendo le tesi malthusiane, il concetto secondo cui chi sì arricchisce può farlo perché dio lo vuole, quindi ammettono la predestinazione tanto cara al luteranesimo, poi al protestantesimo in genere ed all’anglicanesimo (religioni oppio dei popoli!) oggi imperante in America e nell’altrettanto barbaro mondo della perfida Albione. Ecco perché il Governo Europeo invoca ufficialmente “radici giudaico/europee”. Io non sono cristiano né cattolico, mi sono “sbattezzato” con richiesta specifica alla curia di nascita, ma le radici dell’Europa storica sono cristiane, i monaci già predicavano in Irlanda verso il quarto secolo n. e. tanto che S. Patrizio è protettore del Paese; ed essi riuscirono ad infiltrarsi in quei luoghi per certe similitudini tra riti cristiani e riti druidici. (Legga in proposito, se vuole, il mio libro sulle rune celtiche [“In proposito di simbologia della scrittura: Storia di Celti Angli Germani Scoti e delle Rune!, di c. b.] che può richiedere all’associazione BIBRAX – la trova in internet, è varesina – è descritta, anche se non estesamente, la similitudine tra druidismo e cristianesimo. Io non ne ho più neanche una copia, glie la avrei inviata).

Bisogna capire la mentalità giudaica/ebraica per rendersi conto di quale bestia è il capitalismo che insieme al comunismo, a certa massoneria, alla stampa asservita, allo stesso cristianesimo hanno condotto una manovra a tenaglia per avvelenare la cultura dei “goym”. Freud e Mann furono tra i peggiori artefici dell’insinuazione multietnica che ci perseguita, mentre nel giudaismo tutto è immutabile. Le ragioni di ciò non posso qui spiegare, ma sono precise e… inumane.
Il sistema capitalistico bancario è nato morto, la sua idea economica è aberrante, e non cada nel tranello del politico che dirige le banche, E’ VERO L’ESATTO CONTRARIO, E’ IL CAPITALE CHE S’E’ COMPRATO LA POLITICA, I GOVERNI, I GOVERNANTI E STRANGOLA LE GENTI. E’ SEMPRE IL SOLITO PROBLEMA: “LA LEGGE E’ FATTA PER L’UOMO, O L’UOMO E’ BURATTINO DELLE LEGGI”? DAL CHE L’AVVOCATURA, PERFIDA CREATURA CHE FUNZIONA AL BISOGNO, S’INVENTO’: “LA LEGGE HA DUPLICE ASPETTO, QUELLO DELLO SPIRITO E QUELLO DELLA LETTERA, DAL GIUDICE S’APPLICHINO SECONDO GIUDIZIO!”

Come sta leggendo il problema è enorme e le inferenze sono tante, bisognerebbe scrivere l’enciclopedia galattica solo per contenerle, figuriamoci per spiegarle.

Ma siccome questo biglietto ha fine nel sostenere l’idea di nazionalizzazione delle banche, per terminare sostengo che questo sistema è malato, sia lo sì guardi da tecnico come Lei propone, sia da “filosofo” come mi permetto di fare. Nazionalizzare per me significa far tornare lo Stato ad essere sovrano della sua moneta, esercitare controllo diretto sulle banche espropriate, impossibilitarle nel condurre manovre finanziarie, specie le così dette vendite allo scoperto, ed  espropriare i banchieri Silvio Berlusconi ed Ennio Doris del loro potere spalleggiato da altri forse meno importanti personaggi. Questa sono solo indicazioni sommarie, in un discorso tecnico sarei più esplicito e propositivo.

Lasciando tutto nelle mani del capitale e degli oligarchi l’umanità non ha sbocchi, se i suoi arconti ci faranno campare ci sbraneremo tra noi, non è lontano quel giorno, o faranno scoppiare una guerra, o un’epidemia, o un… da cui non ci salveremo.

Nazionalizzando le banche, togliendolo ai Rothschild e poche altre nascoste famiglie il potere di comprarsi i debiti pubblici dei Paesi per controllarli, sì farà sì che ci saranno milioni di cittadini che piangeranno, ci saranno pene e sofferenze… ma tutta la manovra potrà indirizzare verso un futuro egualitario per dignità. Così continuando, se l’umanità sì salverà dalla guerra di popolo prossima ventura, il futuro è uno solo: “ritorno all’impero con baronie e servi della gleba.

Avevo promesso ad un nostro anzianissimo comune amico di “CREDO POLITICO”, ma giovanissimo di pensieri e amore per l’Italia, di terminare un mio studio sui Rothschild e pubblicarlo, è ora che lo faccia sperando che in quest’ambiente di “Fascisti” qualcuno vorrà leggerlo almeno per curiosità. E anche qui mica tutti sono fascisti, perché molti -leghisti travestiti da fascisti- , non sanno cos’è il Fascismo.

Veramente termino con lo scrivere: “MAFIA E CAPITALISMO SONO SOLTANTO LA DIVERSA FACCIA DELLO STESSO POTERE. L’OTTANTATREENNE CARMELO VIOLA CHE DA QUALCHE TEMPO NON VEDO E NON SENTO, ED AL QUALE E’ MORTA RECENTEMENTE L’UNICA AMATA FIGLIA, CONIO’ IN PROPOSITO, CON LA SUA BIOLOGIASOCIALE, IL BELLISSIMO TERMINE “PREDONOMIA” da cui emerse IL CONCETTO DI “PREDOCRAZIA”!

LO SI FACCIA SAPERE A CERTI “SCIENZIATI” CHE NON CI SONO CORRUTTORI SENZA CORRUTTIBILI. GLI INDUSTRIALI CATTOLICI DEL NORD, SPECIALMENTE MILANESI, QUELLI CHE CONDUSSERO ALL’ARMISTIZIO SEPARATO, SONO UNA PIAGA CHE SI’ DILETTA TRA IL DICHIARARSI SEGUACE DEL PAPA E PRATICARE IL FURTO LEGALIZZATO E NON ATTRAVERSO “OPERAZIONI COMPROMETTENTI” ATTUATE CON L’AUSILIO DELLE BANCHE E DEI POLITICI DI MESTIERE CHE CREANO LORO LEGGI COMPIACENTI CHE TUTTO FANNO RIENTRARE NEL POLITICAMENTE CORRETTO!

Insomma, il credo nel socialismo fascista e nello Stato Sociale è cosa assai diversa da ciò che vado apprendendo sulle idee del “Movimento Nazionalpopolare” e su “Forza Nuova” che ritengo sì sono alleati con la Destra di Berlusconi, Fini, La Russa, dell’ex radicale Cicchitto, Gasparri ed altri.

Forse tutto lo scritto è un po’ slegato, ma riscrivo l’argomento è troppo vasto per trattarlo in brevi battute.
kiriosomega

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Qui la lettera che ha causato la risposta di cui sopra, è pubblicata senza nome dello stesore perché essa è privata e non creata per essere esposta.

La solita vergognosa pantomima in corso per la nomina del nuovo Governatore della Banca d’Italia, simile a quelle che si verificano ogni volta che si deve sostituire un giudice della Corte Costituzionale, ci dà l’occasione per fare alcune puntualizzazioni sulle Banche e sul sistema bancario, anche perché sull’argomento girano nei “nostri” ambienti analisi apparentemente dotte, ma fatte da gente che forse non ha mai visto una banca dall’interno e che non ha capito o non sa come funzionano in realtà la banca ed il sistema bancario.
Precisiamo subito che chi scrive ha conoscenza diretta dell’ambiente, avendo lavorato per 36 anni e mezzo in un grosso Istituto di Credito ed avendo raggiunto un livello di carriera definibile “medio”.
Per prima cosa diciamo che le Banche sono una realtà imprescindibile per la gestione degli aspetti finanziari di un’economia, a meno ché qualcuno pensi nell’anno 2011 di tornare al “baratto”, ma ci deve spiegare come, tenendo presente che anche al tempo del baratto era il “bisogno” a dare più o meno valore a ciò che si barattava e quindi l’aspetto speculativo era comunque presente.
Quello che non va delle banche è la loro GESTIONE, dovuta al fatto che TUTTI i Presidenti, Consiglieri Delegati e/o Amministratori, di tutte le Banche, SONO DI NOMINA POLITICA, anche quando sono dei tecnici, perché vengono comunque scelti in base all’area di appartenenza politica più o meno dichiarata.
Quindi il problema da affrontare non è l’Istituzione Banca o il sistema bancario, ma la gestione che ne fanno i manager per conto dei Partiti politici che li hanno scelti o nominati.
A questo punto anche il discorso sulla natura pubblica o privata delle Banche lascia il tempo che trova.
Se una banca è privata, ma la sua dirigenza E’ TUTTA DI NOMINA POLITICA e risponde ai Partiti che l’hanno proposta o nominata, dove sta l’aspetto privato?
Che cosa vuol dire poi che una Banca è privata?
Tutte le Banche, dalle più grosse alle più piccole, hanno emesso nel corso della loro storia “milioni di azioni” che rappresentano ciascuna una piccolissima quota di proprietà di quella Banca e queste azioni sono sì in parte in mano a grossi finanzieri, ma per la maggior parte sono in mano a milioni di cittadini, impiegati, commercianti, artigiani, pensionati, fondi pensioni delle più svariate categorie del mondo del lavoro, Enti Pubblici, Assicurazioni ecc.
Quindi quando si chiede di “nazionalizzare” una Banca o tutte le Banche, bisogna sapere che non si colpirà la speculazione o gli speculatori, ma quei milioni di possessori di azioni che potrebbero così veder svanire i loro risparmi, spesso risparmi di una vita.
Analogamente, poiché le azioni della Banca d’Italia sono state a suo tempo ACQUISTATE dalle principali Banche italiane in occasione della sua PRIVATIZZAZIONE (perché il Ministero del Tesoro doveva fare cassa per salvare la lira!!!), la stessa Banca d’Italia è quindi di proprietà di quei milioni di cittadini che posseggono le azioni delle rispettive banche.
Non potendo però materialmente far gestire da questa moltitudine la Banca, viene nominato un Consiglio di Amministrazione (dai politici), che elegge un Presidente o Amministratore Delegato (in quota a qualche Partito), i quali hanno il compito di gestire e guidare la Banca (come fa comodo ai Partiti).
Questi alti papaveri vengono impropriamente (o furbescamente) chiamati “banchieri” ma, in realtà, sono dei dipendenti, di altissimo livello e di altissimo stipendio, ma dipendenti, che oggi sono nominati e un domani possono essere sfiduciati e mandati a casa (è successo a Geronzi, è successo a Profumo).
E’ bene si sappia che gli unici veri banchieri “privati” in Italia, in quanto unici soci e proprietari della propria Banca Mediolanum e che nessuno può quindi sfiduciare o mandare a casa, sono tali Ennio Doris e Silvio Berlusconi ed è strano che, in ambienti dove si parla e straparla contro i banchieri che tali non sono, si SORVOLI invece sugli unici DUE VERI BANCHIERI PRIVATI ITALIANI.
Adesso non ci resta che attendere l’esito della pantomima e vedere chi la spunterà nel Governo e nei Partiti che lo compongono e chi sarà il nuovo Governatore della Banca d’Italia, l’importante è che ci rendiamo conto di chi è e che faccia ha il nemico, altrimenti continueremo solo a fare battaglie contro i mulino a vento.

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