Caro Monti, perché in Italia i ricchi non pagano le tasse.


Bis repetita juvant!

Caro Monti, perché in Italia i ricchi non pagano le tasse.

In internet ho notato che molti giornali e blogger hanno riportato l’articolo: “Caro Monti, perché in Italia i ricchi non pagano le tasse”? Ritengo che gli scritti accennati meritino risposta, eccola dal mio punto di vista: “Non auro sed ferro Patria recuperanda est”!

Certi Signori professori universitari, Giovanni Balcet (università di Torino), Piervincenzo Bondonio (università di Torino), Giorgio Brosio (università di Torino), Roberto Burlando (università di Torino), Paolo Chirico (università di Torino), Ugo Colombino (università di Torino), Alessandro Corsi (università di Torino), Bruno Dallago (università di Trento), Silvana Dalmazzone (università di Torino), Aldo Enrietti (università di Torino), Mario Ferrero (università del Piemonte Orientale)
Magda Fontana (università di Torino), Ugo Mattei (università di Torino), Letizia Mencarini (università di Torino), Guido Ortona (università del Piemonte Orientale),Matteo Richiardi (università di Torino), Lino Sau (università di Torino), Francesco Scacciati (università di Torino), Roberto Schiattarella (Università di Camerino), Vittorio Valli (università di Torino)
così sì qualificano, indubbiamente molto più colti di me in materia economica, chiedono al sig Monti: “Perché i ricchi non sono toccati da questa “vessatoria” (l’aggettivo lo aggiungo io) manovra finanziaria, ed invece i pensionati ne sono come sempre coinvolti?”, ma non pongono, anch’essi taciti, la domanda più significativa, quella che ci permetterebbe di capire se il dramma cui sono di fronte le ytalyote genti è gestito con volontà d’aggredirlo, o, come riterrei, esso già è parte del “opera et impensa periit” di una recita già tracciata, ciò in considerazione del fatto che le banche, sempre a mio parere, hanno ormai stipulato la loro sinarchia globale. La Domanda delle domande che lor Signori universitari avrebbero dovuto porre è: “Chi e perché ha voluto Lei, sig Monti, come capo del Governo della Repubblica“; e di conseguenza: “Perché il sig Napolitano, il garante della Costituzione l’ha spenta per imporre un golpe che tale è sotto ogni aspetto? E ancora: “Perché i Costituzionalisti hanno taciuto, e tacciono di fronte al vilipendio della Costituzione“?

Infatti, Lei, sig Monti, non ha alcun titolo per governare, non è stato eletto!

Eppure, nonostante qualche timida protesta sì deve affermare che questo è uno strano Paese, poiché, prima, con il Porcellum ci sì lamentava di non poter realmente scegliere il candidato preferito, ora, addirittura, è imposto un intero Governo e tutti, tomi tomi e cacchi cacchi, sì sono genuflessi!”.

Non voglio nemmeno fare cenno al motivo del comportamento servile dei due rami del Parlamento, e del perché essi sì sono piegati al golpe, ma è chiaro che ciò è avvenuto per loro quieto vivere, per tenersi gli appetitosi emolumenti che lo Stato paga, e per quel sentore di…vino che conduce e regge l’ubriacatura da potere! Vorrei continuare nella serie di domande per logica precedenti quella dei Signori professori universitari, ma ritengo che “leges re publica coatae siluere”.

Benvenuti nel mondo della sinarchia globale anche definibile dei soviet bancari centralizzati tanto cari ai comunisti!

Insomma, questa colonya ytalya è proprio incapibile tanto da recitare con l’Uomo Nero, quando a Emilio Ludwig, giornalista tedesco, alla domanda rivoltagli: “…deve essere ben difficile governare gente così individualista ed anarchica come gli italiani!” rispose: “Difficile? Ma per nulla! E’ semplicemente inutile!“. La frase è riferita in “Colloqui con Mussolini” di Emilio Ludwig, editore A Mondadori 1932.

Spero che qualcuno vorrà chiarire la questione ai cittadini.

kiriosomega agnostico

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