La Sicilia, l’isola che non c’è, per Trenita(g)lia!


logo regione sicilia

logo regione Sicilia

La Sicilia, l’isola che non c’è, per trenIta(g)lia.

Sembra di risentirli quei due indimenticati ed indimenticabili principi della risata: “…Noio, per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?”. E loro, dove dovevano andare sessant’anni fa c’erano andati. Erano giunti dal Meridione d’Italia a Milano, e c’erano arrivati con il treno, quando questo mezzo che t’anneriva di fuliggine percorreva l’intero Paese. Oggi non è più così, perché grazie a Trenita(g)lia: “Noio, per andare dove vorremmo andare non ci possiamo più andare”… e tutti zitti come pecore di razza tincul, quelle che danno l’ano che è il maschio della lana. E il problema, come potrebbe a prima vista apparire, non è solo degli isolani, ma dell’intera nazione che sempre più sì squalifica, ed è dall’estero squalificata.

E se dovesse succedere che le Ferrovie ponessero in funzione treni solo per la stagione turistica, dipendesse da me li fermerei a Villa San Giovanni, se pure i Calabri, lì, li facessero arrivare!

Poi istituirei il passaporto, ma solo per parlamentari e ita(g)liani del Settentrione, e farei in modo che il sogno del Bandito Giuliano e del G...O...S... (Grande Oriente di Sicilia, sempre da tanti invocato e mai nato), quello per la Sicilia Libera, divenisse realtà!

Chiaramente bloccherei gli elettrodotti che conducono energia verso nord, non spedirei primizie agricole nella penisola, né vini, formaggi e farine, e non farei trapassare nemmeno una goccia del petrolio presente nell’isola, e nemmeno dell’enorme quantità di gas che si trova nella zona di Pachino/Noto (Siracusa) che purtroppo, prima o poi, sarà trivellata con uno scempio disgustoso del bellissimo litorale ora attrazione turistica in piena espansione. Ovviamente tutto sarebbe un do ut des, e se il des dovesse essere conveniente accetterei il commercio, ma come Paese libero, regno del porto franco e delle cassette di sicurezza impenetrabili! Insomma, una nuova Svizzera! Ma, purtroppo, troppi siciliani sono sempre di razza tincul, specie quando in qualche maniera sì sono creati diritti da loro stessi considerati inalienabili.

Il grido allora diverrebbe: “Secessione”, e che lo stivale malandato vada a ramengo.

Le FS, lo so per esperienza pluriennale di già affezionato viaggiatore, non esistono più da tanto tempo, sì sono corrotte e travestite per logica conseguenza delle stupidissime liberalizzazioni, ovvero dell’ogni cosa ai privati! E così, anche nel pubblico è giunta la brama del profitto secondo il detto: “Business is business”, e ciò come conseguenza di ytalyoty e dementi di questo Paese che hanno per decenni votato Governi succubi del modello di vita americano, e di parlamentari assai poco amanti della Patria, sia della cosiddetta Sinistra, sia della sedicente Destra. E tutti i loro elettori, non dimentichiamo, non hanno mai veramente reclamato i propri diritti scaturenti dai compiuti doveri, ciò perché sempre li hanno assimilati con il fare del manzoniano Renzo Tramaglino che sì recò dal professorone Azzecca-garbugli con i capponi in mano, e la berretta sotto il braccio!

Così, quelli che ora viviamo e subiamo sono i risultati di un malessere socio economico diffuso, e non è che l’inizio del malfare della sinarchia bancaria globalizzante.

Sì pensi se in questa odiosa logica finisse anche l’acqua, diverremmo tutti assetati come i poveri diavoli che stanno in quel continente che, se visitato, ti lascia addosso il suo “mal d’Africa” tanto grandi sono le sue bellezze seppur sistematicamente saccheggiate dai bianchi! Eppure già i pellerossa, quei popoli tanto odiati dall’uomo bianco, ci insegnarono che è impossibile possedere la terra perché è la terrà a possedere l’uomo, e per questo loro pensiero furono sterminati. Ma c’è di più in colonya ytalya, qui le cose vanno male anche perché nel Paese non abbiamo ancora imparato la logica dell’essere comunità, per cui i furbi, deficienti sotto ogni aspetto e considerazione, allignano e spadroneggiano, e mi suscita invidia che gli antichi barbari siano invece capaci di coesione e senso d’amor patrio che si chiama, ai soliti ytalyoty spiacerà, NAZIONALISMO! Ed io, nonostante le proteste, sono un NAZIONALISTA PERCHÉ LA PATRIA E’ PATRIA!

kiriosomega

 

Pubblica un Commento

You must be logged in to post a comment.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: