Convegno su Cavour e Moti Risorgimentali


don pirlone 1849

dal giornale satirico "don pirlone" del 1849

Qui presento una breve nota riguardante l’interessante convegno su Cavour e Moti Risorgimentali che si è svolto da breve tempo. La nota sarà su queste pagine al più presto estesa e meglio specificata. La considerazione qui riportata, estrapolata da un discorso assai più vasto e complesso, attiene all’occupazione del Meridione d’Italia da parte dei Piemontesi, gravoso problema che ritengo oggi possa essere compendiato con il concetto: “Lo Stato servì ai Rothschild, non solo in Italia, però i Rothschild sempre raggirarono gli Stati mentre ne soddisfacevano le richieste di denaro”.
Dal concetto enunciato si può dunque generalizzare affermando che: “La ancora esistente questione meridionale italiana ha le sue -nascoste origini- nelle condizioni economiche/finanziarie con cui il Sud Italia fu occupato e tolto ai Borboni”.
Le esauste finanze Piemontesi poterono agire in maniera espansionistica solo grazie al Cavour che ottenne, per i moti Risorgimentali, denaro avuto in prestito dall’Inghilterra attraverso l’interessamento di equivoci personaggi. Molti furono i motivi che concorsero per l’ottenimento del prestito, tra cui anche già più antichi interessi rivendicativi del Protestantesimo e dell’Anglicanesimo che facevano capo alla Corona Inglese in funzione anti Vaticano, ed anti cattolicesimo.
Infatti, il protestantesimo regnante alla corte inglese, sotto le mentite spoglie di un riscatto fideistico religioso, fortemente desiderava, fin dai tempi d’Enrico VIII, di riscattare e rintuzzare le oppressioni economiche che il Cattolicesimo Romano aveva comminato per lunghi secoli con l’imposizione di tasse in quelle latitudini.
Importante è rendersi conto che in quel periodo sorse una parte importante di storia massonica che qui non posso riportare in brevi battute, e che perciò sottacio per esprimerla con un prossimo scritto.
Bisogna però aver chiaro che fu quella storia massonica, ancora non narrata, ad essere anticipatrice di tanti importanti successivi avvenimenti che trassero le colonie ebraiche dal grigiore in cui versavano anche in Albione. e che quelle forze economiche sono le stesse che attraverso la finanza oggi costringono il Governo Europeo a dichiarare che l’Europa ha origini culturali ebraiche e non cristiane
Ciò che qui è possibile comunicare è che Cavour ottenne un ingente prestito attraverso l’interessata egoistica opera di banchieri che, in particolare, furono due dei cinque figli del giudeo Amschel Meyer, poi divenuto Rotschild per favoritismi interessati del langravio d’Assia Kassel (Landgraf Federico II von Hessen-Kassel) che era stato beneficato con l’elargizione di ingenti somme di denaro che gli permisero discese in battaglia per tutelare un sovrano.
Dall’Inghilterra dov’era emigrato fu interessato al prestito verso il Piemonte Nathan Meyer/Rotschild, e da Napoli, dove era stanziato, intervenne Charles Meyer/Rotschild. Il doppio prestito concesso dai due banchieri diede molta liquidità al Piemonte in cui l’ormai esausta Lira oro di Carlo Alberto valeva appena 1/3 del Taller borbone che era usato nel Meridione d’Italia.
Ovviamente, il Piemonte dei ” Re di Savoia” dette garanzie ai due banchieri ed a Londra, e pagò con interessi ciò che gli era stato dato.
Il Piemonte pagò con il catturato tesoro Borbone, e con l’occupazione finanziaria a lunga scadenza di tutti i territori conquistati con l’unificazione, ma su questo specifico concetto non ho ancora dati precisi.
Ho però calcolato che la somma in prestito ottenuta dal Piemonte sì aggirasse intorno ai due milioni di euro moderni, ma con il costo della vita d’allora. E’, dunque, opportuno ricordare che con un “Taler” sì acquistavano ben dodici chili di pane di farina bianca, e che i popolani, anche arruolati, mangiavano pane nero, assai meno costoso, e formaggio e ortaggi di poco valore.
Dunque, Nathan, da teutonico emigrato a Londra, sì rese simpatico al Governo Piemontese così ricevendo lucrosi interessi dal nuovo Stato che, anche prima d’espandersi, sempre è stato in Italia un’isola felice per le colonie ebraiche. Charles, l’altro fratello, invece ottenne grandi vantaggi e possibilità d’azione finanziaria economica nel meridione del Paese.
Insomma, la sì rigiri come sì vuole, la storia europea dell’avvento dello Stato Liberale, che presto si trasformò in Liberista con l’instaurazione della “Finanza” intesa modernamente, è sempre in mano ai “BANCHIERI NASCOSTI”.
Aggiungo un ultimo importante concetto che sarà in seguito meglio specificato. Il principale interesse inglese/giudaico/massonico era la distruzione del “Regno Vaticano”, ma la forte resistenza del cattolicesimo e del Papa s’oppose sino a creare la Banca Romana con denari privati. Banca che sotto la guida sagace e spregiudicata e del cardinale Antonelli, il maestro di tutti i banchieri moderni, procurò al Papa enormi guadagni speculativi anche contro le leggi del neonato Regno d’Italia. Inoltre, il Re d’Italia offrì a Pio IX, come indennizzo della perdita dei suoi possedimenti, una prebenda annuale di ben tre milioni di lire oro che furono accettati dalla Chiesa, e che costituirono la base su cui nacque quell’otto per mille che ancora ci perseguita anche in tempi di ristrettezze.
kiriosomega

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