C’erano una volta dei pazzi che…


Benito Mussolini “Il Popolo d´Italia” 9 giugno 1934 -.

* “L´Europa muore. La razza bianca si va assottigliando con progressiva regolarità. Di qui a un paio di secoli i cartografi registreranno il vecchio continente fra le colonie degli imperi orientali.
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Nel 1933 il Reich possedeva valute diverse per circa 83 milioni di marchi, ed il giorno dopo che ottenni il Cancellierato fui invitato a versarne immediatamente 64 al sistema bancario. Ribattendo che completamente ignoravo quella storia e quegli impegni, ottenni del tempo per riflettere. Alla mia domanda, su quando ci fosse stata comunicata quella richiesta, mi fu risposto che era ormai vecchia di tre mesi. Subito mi convinsi che se eravamo riusciti a far decorrere tre mesi, potevamo benissimo lasciarne trascorrere almeno altri due. I miei coadiutori, ascoltando la mia ipotesi, con sgomento mi resero noto il loro puerile terrore secondo cui, così facendo, avremmo potuto perdere la nostra autorevolezza di corretti adempienti.
Al contrario, la mia idea era, invece, che il prestigio Germanico sì sarebbe meglio mostrato non già pagando ricatti economici sotto imposizione, ma piuttosto cessando di pagare. In questo modo, sostenevo, l’inflazione immediatamente avrebbe cessato d’esistere. Le cause decisive di quella richiesta erano dovute a debiti di guerra contratti con le banche interne, più chiaramente al pagamento di dieci miliardi di interessi l’anno per soddisfare il pregresso nostro prestito bellico pari a 170 miliardi. Per confronto voglio ricordare che nel periodo che precedette la Prima Guerra Mondiale, il reddito complessivo delle imposte pagate dal popolo tedesco raggiungeva appena i cinque miliardi. Precedentemente alla mia installazione, per pagare quei dieci miliardi di interessi si procedette nella stampa di banconote, e da ciò sorse  la svalutazione della moneta .
Al contrario, sarebbe stato più corretto interrompere il pagamento degli interessi del prestito di guerra, ed in secondo luogo colpire con altissime quote i proventi degli enormi profitti di guerra realizzati da certi banchieri.
Io avrei costretto quei profittatori personaggi dell’occasione bellica ad acquistare titoli del prestito di guerra, che avrei poi congelato per un periodo di venti, trenta o quaranta anni.
(Non si deve forse ai dividendi dei banchieri/profittatori – del tre o quattrocento per cento- il fatto che il nostro debito abbia raggiunto tale cifra?). Infatti, non è l’aumento della circolazione fiduciaria a causare l’inflazione, perché essa nasce nel giorno in cui dall’acquirente si pretende, per la medesima prestazione, una somma superiore a quella che era stata in precedenza pattuita.
E’ dunque necessario intervenire su questo punto delle transazioni.
Anche a Schacht  dovetti spiegare che la causa prima della stabilità della moneta è: “IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO”. Infatti, la moneta rimane stabile ed il popolo non soffre solo quando gli speculatori sono posti in condizione di non nuocere. Perciò, i guadagni in surplus devono essere o super tassati, o ritirati dal circuito economico.
Non nutro la presunzione nell’affermare che queste idee siano tutte farina del mio sacco, semplicemente ho letto moltissimo e tratto insegnamento da un accadimento del passato, quando Federico il Grande ritirò dalla circolazione i suoi talleri svalutati, ristabilendo, così, il giusto valore della moneta. Questi concetti sono tutti idee semplici e logiche, a patto che non sì acconsenta ai banchieri ebrei di ficcarvi il naso, perché la base della politica commerciale ebraica è di cercare di rendere incomprensibile, ad una intelligenza logica, la semplice natura di un affare.
Infatti, al cospetto della pretesa scienza degli esperti di economia, la gente s’intimorisce. Chi non comprende è perciò detto ignorante, poco intelligente ed incapace di cognizioni superiori, ma, in realtà, tutti quei concetti sono rivestiti di paroloni, o sono finanche inventati al bisogno per non far comprendere la reale la natura delle cose.
Le nostre idee, Invece, sono ormai penetrate fin nel sangue e nella carne di milioni di esseri umani che hanno compreso come il valore del denaro trae origine dai beni concreti che esso rappresenta, e solamente i professori (bancari tecnocrati mia aggiunta) non hanno assimilato questo semplice concetto, o fanno finta di non averlo compreso.
Un giorno ricevetti alcuni operai in un salone dell’Obersalzberg per tenere loro una lezione sul danaro, e, devo affermare, quella brava gente mi comprese benissimo ricompensandomi con un uragano  d’applausi!
Dare danaro al popolo è soltanto una questione di fabbricazione di carta, e tutto sta nel sapere valutare se i lavoratori produrranno in proporzione ai valori cartacei fabbricati posti in commercio. Se poi il rendimento reale dello Stato non aumentasse, o se la produzione di beni concreti permanesse al livello quo ante, a quegli operai una maggiore retribuzione in denaro non  permetterebbe di comprare più cose di quante ne acquistavano prima.
Ma questa tesi non sarebbe mai stata degna di diventare oggetto di una tesi di laurea, nelle nostre università…
A. Hitler – Idee sul destino del Mondo. Q.G. del Fuhrer 15 Ottobre 1941

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-Houari Boumedienne presidente algerino in un discorso svolto all’ONU nel 1974 –.

* “Un giorno milioni di uomini andranno dall’emisfero sud a quello nord e non ci andranno come amici, ma per conquistarlo e lo conquisteranno con i loro figli. Il ventre delle nostre donne ci darà la vittoria.

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Oswald Spengler

* “Nella Storia l´essenziale è sempre e soltanto la vita, la razza e il trionfo della volontà di potenza”.

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NOTE –

Schacht. Hjalmar Horace Greeley Schacht– Tingleff, 22 gennaio 1877 – Monaco di Baviera, 3 giugno 1970. Fu un importante economista, presidente della Reichsbank, la banca centrale tedesca, e ministro dell’Economia nella Germania nazionalsocialista dal 1935 al 1937.

Oswald SpenglerBlankenburg am Harz, 29 maggio 1880Monaco di Baviera, 8 maggio 1936. Fu un filosofo, storico e scrittore tedesco. Scrisse Il tramonto dell’Occidente, 1918-1922, il cui titolo originale è Der Untergang des Abendlandes. Fu tradotto in italiano da Julius Evola)

 



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