Il carrozzone RAI. Soldi nostri per loro, gli oligarchi!


all’ufficiostampa@rai.it

INCAZZATOS

incazzatos

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La RAI, il carrozzone des invalides della politica attiva di partito e della stampa inetta, è tornata alla carica. Ci fa sapere che pagare il canone è bello, giusto e… proficuo… ma non dice per chi! Sì uniforma, la RAI, al generico “pagare le tasse è bello” di altro spot, ma non aggiunge che chi le riceve deve corrispondere un accettabile servizio per il pubblico.
In più, la RAI ci somministra programmi e presentatori che, pur pagati con astronomiche cifre, chiaramente come ben sappiamo derivanti da pubblico denaro, non sempre sono all’altezza della situazione… e perciò per duplice motivo non c’è necessità d’assegnare loro cachet così alti in tempi di vacche magre.
Ma ora l’Azienda è arrivata al ridicolo, anzi alla rapina per ancor maggior concessione di Stato, e, nonostante tutto il suo benessere economico se non fosse per lo sperpero, se  la stessa RAI fosse un’azienda privata sul mercato non avrebbe un solo mese di sopravvivenza.
Perciò, come cittadini ed utenti è giusto manifestare la nostra indignazione e le nostre proteste contro un’Azienda che si permette anche vergognose clausole di licenziamento inserite nei contratti delle proprie dipendenti che potrebbero andare incontro a maternità. Ma la RAI sì lascia anche sommergere da condizioni d’inadempienza contrattuali tali da dover già pagare multe per 7 (sette) milioni di euro, e ciò spesso avviene anche per aver assunto artisti che creano “cassetta”, ma che  rinnega per comodo al primo alitar di vento contrario. 
kiriosomega
rai: articolo 10

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