brevissima risposta al signor Urlich in proposito di “Mayday…” scritto precedente.


brevissima risposta al signor Urlich

Ho letto velocemente tutto quanto ha Lei inviato in allegato a “Mayday…”, e tornerò a farlo con più tempo a mia disposizione.
Devo asserire che non sono in disaccordo con ciò che Lei esprime, verosimilmente da cervello in fuga, mi sorge però il dubbio che Lei si sia lasciato troppo, mi passi il termine, “abbindolare” dalla mentalità luterana/anglicana/calvinista… protestante in genere propria d’oltre Alpi. Aprire qui un discorso su tali temi non è certo mia intenzione, ma devo però rimarcarne le enormi differenze economiche/sociali che divengono notevoli nel tempo e che si creano attraverso l’approccio con il dio delle proprie credenze; si tengano ad eclatante esempio le guerre di religione.
E qui sono “giunto” al concetto che desidero comunicarle: “L’Italia ha tantissimi difetti! Ma l’Italia ha forti motivazioni che la spingono a così essere, infatti, l’Italia avrebbe potuto costruirsi in unica nazione già ai tempi di Federico II (Stupor Mundis), ma ciò non avvenne per volontà di papa Innocenzo III che si intascò ben 30 mila talenti d’oro per l’educazione del -ragazzino-, e per i suoi successori che lo combatterono.
Ma non furono estranei ai tentativi d’unificazione d’Italia le lotte per la corona di Imperatore, poiché questo Paese, il “giardino d’Europa”, era ambito da sovrani e principi continentali che guerreggiavano per tenersene almeno un pezzettino a discapito delle genti qui autoctone!
L’Italia fu perciò per lunghi secoli un coacervo di crocevia dei più disparati interessi.
Ora che ho chiuso la doverosa premessa posso affermare che ciò che desidero porre in evidenza è che la storia umana, di qualsiasi latitudine, si posa su quella passata che ne traccia il solco del divenire, e questa povera Penisola non ha mai avuto spazio per crescere nemmeno dopo che fu creato il regno d’Italia che in primis, por espandere la sua scarsa economia, tese ad ottenere la colonia albanese. Ma Russia, Austria e Germania, dopo la sconfitta Ottomana, avevano altre mire.
Nemmeno, l’Italia poté ottenere il suo “posto al sole” sulla terza sponda mediterranea perché la Francia, e l’ha rifatto pochi mesi addietro, vuole per sé il dominio della Libia specie da che sa che lì esiste petrolio, e da che fu buttata “in mare” dagli Algerini. Anche la colonizzazione delle terre somala, etiope, e d’eritrea ci fu rinfacciata specialmente dall’Europa, non perché antifascista, ma perché pur essendo territori di nessun valore commerciale, erano allora strategici per il controllo del Red Sea; la Somalia attraverso la gobolka di Bari (oggi quarta regione), l’Ethiopia attraverso Djibuti, e l’Eritrea come striscia che si trova a mo’ di chiusura verso il sud del mar Rosso. Lingua di terra, quest’ultima, che con poche difficoltà avrebbe potuto essere trasformata e rappresentare una lunga postazione militare di controllo del traffico marittimo con treni blindati montanti cannoni, ed anche con sparute fortificazioni terrestri. Era come se le potenze continentali europee si fossero in quel tempo accordate per non invadere quei territori in maniera tale da non intralciarsi nei loro interessi… e la piccola Italia non è continentale per ragioni geografiche, e non lo è anche per ragioni politiche ancora più antiche di quelle assai succintamente narrate.
In più Le rammento che:
1) “L’unica cosa che mancherà all’Italia è una totale libertà politica” – W. Churchill al delegato di Pio XII, novembre 1943. (Quando già si profilava la risoluzione del conflitto)
2) “I principi e le regole della democrazia sono estranei alla natura del popolo italiano, che non sì interessa di politica…la gran massa degli italiani è individualista…Mussolini aveva ragione ad affermare che gli italiani sono sempre stati povera gente” – D’Arcy Osborne, ambasciatore britannico presso la Santa Sede, novembre 1943
E giungo al punto finale che non vuole essere una scusante, ma, invece, certo è una verità: “Gli italiani non s’interessano di politica perché duemila anni di coitus mai interruptus esercitato su di essi dal Vaticano, o Santa Sede secondo interessi del momento e discussioni, li hanno addestrati alla imbelle mentalità cattolica che è pressoché levantina, alla Renzo Tramaglino che prima consegna i capponi alla fantesca, e poi è ricevuto da Azzeccagarbugli”.
Mussolini, spirito anarcoide intelligente sapeva bene della cultura cattolica e avrebbe ambito sconfiggerla, tant’è che sperò ardentemente di chiudere il Vaticano nei suoi 25 km quadrati ma non ci riuscì perché la Chiesa di Roma è come l’idra di Lerna, le tagli una testa e glie ne rinascono sette pur di non attuare un vero concetto meritocratico!
Per ancor maggiore chiarezza del mio pensiero, ed ho concluso, mi rifaccio anche ad un’ode del Parini, anche lui prete se pur controvoglia… ma doveva vivere, così ci narrò in “La caduta” dove scrive: “…arrampicati alla porta degli imi che comandano ai potenti…“.
Gli italiani non sono stolidi, o almeno non lo sono più di altri, è che non conoscono la meritocrazia così come la lingua cinese non ha grammaticalmente il comparativo di maggioranza, e si sa: “Se non sai dire o fare qualcosa è perché non possiedi l’idea, ed il cristianesimo, come religione salvifica del disgraziato, a lui rivolgendosi riferisce: “Se vuoi il premio eterno sii umile e fai come dico”. Così sono duemila anni che l’italiano è ytalyota con prolasso rettale.
Saluti Mussoliniani
kiriosomega


 

angremi ha scritto:

Ricevo e commento.
Il concetto fascista di  Stato Sociale potrebbe esser messo sul tavolo, per discussioni serie, cioé non all’italiana.  Pero’ ad una condizione : che si garantisca seriamente che i gestori delle proposte strutture non lavorino all’italiana. Cioé essi siano formati in Europa, visto che la gestione corretta nelle istituzioni italiane NON ESISTE !
Gli argomenti che supportano la mia osservazione realista sono presentati negli allegati.  Essi riportano le conclusioni di lungo confronto (un decennio) fra Italia ed Europa avanzata.
Saluti da un Paese serio.
Ulrich Realist
Allegati: denominati 1, 2, 3, 4 saranno riportati nei prossimi scritti.

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