ULTIMI EQUILIBRISMI SULLA PIAZZA DELLA POLITICA!


Alcune frasi emblematiche di un potere corrotto!

monti: e il cor mi si spaura

monti: e il cor mi si spaura

Mario Monti, marzo 2012: “Meglio le tasse che finire come la Grecia”.

Meglio uscire dall’euro, sig Monti, e avere la speranza di ricostruzione del Paese, situazione simile alla nostra già accadde in altri Paesi che affrontarono la bancarotta risollevandosi, ma possedendo la sovranità monetaria!

Elsa Fornero, marzo 2012 “Nessuno vuole dare all’impresa licenza di licenziare, non è questo il problema. Il problema è dare una maggiore facilità alle imprese nell’aggiustamento di manodopera, per numeri piccoli e non per numeri grandi, per ragioni che hanno a che vedere con l’andamento economico dell’impresa”.

Congratulazioni professoressa, Lei tra tutti si aggiudica la laurea Honoris Causa in “Equilibrismi e Funambolismi delle Parole in Libertà”!

Corrado Passera: E’ (questa situazione economica) un momento magico da utilizzare fino in fondo.

Se il suicidio, ormai di molti, che grava su Voi aridi tecnici è un “momento magico”, Lei, sig passera, ha necessità impellente di visita psichiatrica con relative cure!

Attilio Befera, max dirigente dell’infame Equitalia, commentò così il caso dell’artigiano che si arse a Bologna: “Siamo estremamente dispiaciuti per quello che e’ successo, e’ chiaro che in una situazione di crisi, di difficoltà economica come quella attuale può succedere”.

Se il bruciarsi vivo fosse accaduto a un suo figlio, od a suoi stretti familiari una risposta di questo tipo Le sarebbe valsa la fustigazione. Tanti auguri sig Befera, ricordi che un tal G.B. Vico già parlò di corsi e ricorsi storici, e la cosa non è da intendersi solo per i grandi eventi!

Sergio Marchionne, marzo 2012: “Viviamo nell’epoca dei diritti, il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa, a urlare, sfilare e pretendere. I diritti vanno tutelati ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Non si può pretendere un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare”.

Lo spiritoso ytalyota/canadese sig Marchionne che in colonya ytalya fa la voce grossa, negli U$A se ne sta buonino e zitto zitto mentre qui straparla di domani migliore, però per gli altri perché il suo se lo tutela assai bene già sin da ieri con privilegi e lauti appannaggi, e senza nemmeno pagare le tasse in questo Paese perché lui ha residenza Svizzera!

Ma voglio a proposito di questo novello Marchionne/Catilina, con tutto il rispetto verso l’antico Catilina che era l’innovatore della classe oligarchica cui apparteneva il ributtante Cicerone, riportare alcuni condivisi concetti sulla osannata grand’operazione commerciale FIAT – Chrysler tanto strombazzata dagli asserviti media nostrani.

Perciò rammento al distratto ytalyota che la Chrysler è una azienda in “FALLIMENTO PILOTATO”. Azienda che ottenne finanziamenti dal Governo del Paese del dollaro con un previsto piano di rientro nel mercato nazionale ed estero con l’immissione di nuovi prodotti ed investimenti. La Marchionne/Fiat non controlla la maggioranza di quelle quote azionarie, perché per il 55% sono di proprietà del sindacato dei lavoratori di … quel Paese!

Scrisse Eugenio Scalfari, raramente condivisibile dal mio punto di vista, ma a volte, si sa, gli estremi pensieri si toccano!

Chi è il padrone di Marchionne? O meglio: “Chi è il padrone del gruppo Chrysler – Fiat di cui Marchionne è manager? Il padrone, cioè il proprietario, è il sindacato dei lavoratori Chrysler, che possiede la quota di controllo del capitale attraverso il suo fondo pensione. … Hanno ridotto della metà i loro stipendi, i lavoratori Chrysler, ma l’azienda è loro. Quando torneranno al profitto saranno loro a disporne. Il proprietario Fiat, specie dopo lo “spin” del gruppo, è, invece, un proprietario simbolico sulla via del disimpegno.

Anche in Krande Ccermania Volkswagen è “public company”, e banche che sovvenzionano sono controllate da “Lander”.

In Francia Renault è dello Stato francese.

In colonya ytalya è tutto tarallucci e vino! Qui, infatti, i lavoratori non possiedono fondi-pensione, tra l’altro gran parte dei soldi immessi da lavoratori privati in questa cosa, in un passato non lontano, sono… pluf… svaniti!

Le pensioni degli ytalyoty sono nelle casse dell’Inps. E questo, carrozzone statale che finanzia… potrebbe con quei capitali controllare la Fiat semplicemente investendo in essa con parte dei soldi dei lavoratori! Ma no, ciccia, qui certe cose non si fanno agli amici degli amici! Come manterrebbe i suoi vizi il povero sig Marchionne se estromesso dalla guida imprenditoriale della fabbrica? Comunque, se l’Inps investisse in Fiat l’operaio avrebbe gli stessi requisiti di quelli esteri, e se l’esempio parte dall’alto l’Italia si risolleverebbe alla faccia di chi la vuole morta!

kiriosomega idignatos inkkazzatos

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