Severino e l’ammazza blogger.


Rispunta l’ammazza blogger.

Prima della discussione una scontata verità: “ La crisi economica che ci stanno facendo vivere ha ridotto il numero degli italiani che comprano giornali, ma che è solo questa la causa di siffatto comportamento lo affermano soltanto i comunicati ufficiali, perché in molti abbiamo contezza che ci rivolgiamo a internet come fonte informativa essendo assai più veritiera degli asserviti media. Così oggi i lettori di notiziari internet si attestano intorno ai 15 milioni di soggetti, con detrimento e sofferenza degli editori “di parole asservite alla politica ed ai politici”.

Forse proprio in considerazione di ciò, o forse solo per occasione la ministro degli interni, signora Paola Severino attuale tecnocrate capo della Giustizia ytalyota, ha presentato nel gran capitolo del ddl sulle intercettazioni una modifica che è contemporaneamente nuova e vecchia. La Signora, infatti, vorrebbe introdurre nuovamente in esso una disposizione legislativa che si credeva, e ci si augurava fosse ormai definitivamente obsoleta e tramontata.

Ma, in realtà, il lupo, anzi il Potere, perde il pelo ma non il vizio, perché la volontà di controllo e manipolazione dell’informazione via internet è per esso sempre mira golosa; infatti, ormai sappiamo che il Potere così si comporta sia se retto da politici di lungo corso, sia amministrato da NON ELETTI CHE UGUALMENTE NON AMANO ESSERE SMENTITI DA CHI, NON ASSERVITO E CON LOGICA, ESAMINA LE LORO VACUE PAROLE.

La Signora in questione, appartenente ai nuovi ytalyoty oligarchi al Potere, esattamente come in passato “accarezza” l’idea che ogni blogger d’Italia sia sottomesso all’obbligo di rettifica del proprio scritto se richiesto, e che ciò deve avvenire entro 48 ore dalla ricezione di un’e-mail o di comunicazione attraverso commento dell’elaborato contestato.  

In pratica, chiunque considerandosi parte lesa nel leggere un servizio posto nel web, avendo o no firma elettronica certificata, può diffidare la Direzione del blog che lo riporta, se testata giornalistica registrata, o lo scrivente del proprio parere espresso in un blog privato, affinché entro 48 ore sia cancellato o modificato l’elaborato oggetto di discussione.

Per la forma generica con cui è formulato la tesi del “ddl Severino”, chiunque, dunque anche parente o conoscente di qualcuno che è nominato nell’articolo, può richiedere e pretendere attraverso lettera e-mail, o commento posto nel blog al disotto dello stesso scritto, l’immediata rettifica della notizia o parere.

Il blogger di testata giornalistica, sempre coadiuvato da un certo numero di redattori, o il blogger di privato blog che mai ha aiutanti, come già riferito dovranno provvedere all’incombenza entro 48 ore dalla spedizione del messaggio di diffida, in difetto saranno passibili di multa che potrà raggiungere la non indifferente cifra di euro 12000… Sì, il linimentum pecuniae funziona sempre per gli affamati oligarchi!  

Tutto ciò avverrebbe solo per volontà della “parte che si dichiara lesa”, dunque, senza che vi sia possibilità di un arbitrato dirimente la questione.

Ovviamente, stante così le cose, nessuno potrà esaminare la fondatezza della richiesta inviata, e inoltre per i blogger obbligati alla rettifica o cancellazione del proprio scritto non è nemmeno previsto il diritto di replica!

Ora, immaginiamo un blog qualsiasi, per esempio il mio che è redatto da un’unica persona e che contiene a oggi circa novecento diversi scritti posti in internet in tre anni d’attività. Nel caso in cui vi fosse una “diffida” privata, io o chi per me che non dovessimo ricevere la comunicazione e mail, ma il dissenso fosse pubblicato nello spazio previsto per i commenti che però certi fornitori di servizi web trascurano poi di comunicare al blogger, come potremmo difenderci dato che non avremmo contezza della contestazione poiché lo scritto potrebbe essere di qualche anno precedente la contestazione, e dunque non più realmente noto al suo stesore.

E se il blogger dovesse essere assente, o malato, o in viaggio, o semplicemente visionasse il blog senza una continuità regolare come potrebbe provvedere all’incombenza?

ECCO CHE ALLORA LA LEGGE HA IMBAVAGLIATO LA LIBERA COMUNICAZIONE IN INTERNET, PERCHÉ CHIUNQUE, SANO DI MENTE, SMETTERÀ D’ESPRIMERSI E CONFRONTARSI CON ALTRI PER NON CORRERE RISCHI.

MA RICORDO MALE O: “LA COSTITUZIONE ITALIANA ALL’ARTICOLO 21 SANCISCE CHE, OGNUNO HA IL DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA , LO SCRITTO ED OGNI ALTRO MEZZO DI COMUNICAZIONE”.

Ovviamente, essendo l’Italia il paese dove il precario e provvisorio sono sempre definitivi proprio come le cose che tali si vuole siano, anche nella Costituzione repubblicana sono contenute sin dalla sua stesura ben 18 norme  che impediscono al cittadino, tra l’altro, di manifestarsi come credente nel Fascismo.

Anche l’articolo 10 della “Costituzione europea” sancisce la libertà d’espressione e parola con ogni mezzo e forma, però fermo restando che già in molti Paesi si va in galera per lesa shoah che vuole essere imposta per legge, cosa che equivale ad affermare: “E’ così perché lo dico io”!

dal che:

non sai che i dogmi non si discutono?

non sai che i dogmi non si discutono?

Ma il sig Napolitano e soci non ci avevano comunicato, attraverso la loro asservita e prezzolata stampa, che questi professoroni tecnocrati/banche dipendenti erano stati da lui voluti in posizione governativa per salvare l’economia del Paese?

Allora come può rientrare tra le loro disponibilità una legge sui blog? Cosa c’entrano i blogger con l’economia?

E poi, parliamoci chiaro, che hanno fatto i tecnocrati qui imposti se non impantanare ed impastoiare ancor più l’economia nazionale? Ma mi sorge il giustificato dubbio che la loro apparente incompetenza maschera un’altra mira: “Consegnare il Paese alle banche, e l’Italia in questo senso commissariata da pochi oligarchi sta facendo da apripista a tutti i Paesi europei che, espugnato questo Paese di ribelli, più facilmente cadranno”!

Questi signori, vorrei usare altri sostantivi per definirli ma mi troverei addosso un altro pretestuoso processo per diffamazione che mi potrebbe essere intentato da un altro senatore, hanno già le mani grondanti di sangue per i numerosi suicidi di gente per bene che istigano, di fatto, a tale immenso autolesionismo per somma dignità personale, , però la cosa non li turba.  

Sono suicidi che si vanno rincorrendo per la Penisola, ma non interessando la cosa agli oligarchi, il Pierferdy nazionale ha comunicato che certi attuali ministri, fregandosene dei danni che stanno provocando, potrebbero confluire nel suo nuovo nascente partito che non avrà il nome del nonno, ossia “Democrazia Cristiana”, ma uno nuovo inventato che però conterrà sempre la solita spazzatura.

Insomma, ora oltre che misurarci con i politicanti a vita oggi dobbiamo confrontarci anche con i tecnocrati che hanno dimostrato di non essere migliori degli altri.

E poi dicono che sorge l’antipolitica. Sì, l’antipolitica è sorta in questo mio amato Paese, ma gli anti politici sono proprio loro, gli oligarchi professoroni ed i parlamentari a vita con la casta del loro indotto!

In conclusione possiamo ancora riferire che fino al 4 maggio prossimo i parlamentari hanno tempo per proporre varianti e aggiunte al ddl sulle intercettazioni, però non c’è nulla da ben sperare anche se FLI e IDV hanno già comunicato d’essere contrari al pensiero della signora P. Severino, e che voteranno per la sua cancellazione.

kiriosomega

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