…a famigghia degli oligarchi!


a famigghia dell'oligarchi e ciò che si merità per iniziare!

a famigghia dell’oligarchi e ciò che si merita per iniziare!

Privilegi è la parola d’ordine di una oligarchia chiusa che fa capo alla casta già tempo addietro descritta da Stella e Rizzo. Tra tali privilegi, in una consorteria della casta, spiccano un incredibile bonus mensile da 53 a 159 euro donato ai dipendenti di un piccolo esercito di una società mai ben da alcuno reputata, ciò perché trapassino dalla penna al computer, ma anche hanno diritto ad un buono per lavaggio del loro vestiario.

Molti, a questo punto penseranno che si tratti di società non nota che si occupi di pattume o d’allevamento di buoi, pecore, maiali… e in un certo senso quelle persone che così pensano non si sbagliano, ma nello specifico del nostro discorso, primieramente pubblicato da Sergio Rizzo e che io mi permetto di riscrivere, dobbiamo rivelare che i dipendenti super tutelati sono quelli della SIAE.

Quei dipendenti, al contrario dei tanti a essa contrari, devono molto amarla forse in maniera appassionata, ma, come comunica sempre Sergio Rizzo, devono anche nutrire, almeno certuni tra essi, un profondo complesso d’odio-amore.

Complesso d’odio-amore che, causa, concausa o occasione, ha fatto scattare l’articolo originale riportato dal Corriere della Sera.

Tramite lo scritto si apprendono ragguagli molto intriganti su ciò che avviene nella SIAE, così che capiamo il perché di certi buchi di bilancio nei suoi rendiconti. Consuntivi che hanno finalmente creato uno stato d’amministrazione controllata.

Tante sono le cose da indagare, per esempio – ci riferisce Rizzo –

La Società degli Autori ed Editori è da considerarsi un gruppo familiare perché il 42 per cento dei dipendenti sono tra loro parenti. In altre parole ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato, appunto il 42% del totale, vantano legami di famiglia o di stretta conoscenza. Infatti, qui troviamo dei più anziani dipendenti figli, nipoti, poi generi e nuore, ma anche ci sono parenti di ex dipendenti che allignano tra queste “mura”, e poi congiunti di personale mandatario, sono questi gli esattori dei diritti, e poi parenti di sindacalisti e perfino soci.

L’intera massa di questi “lavoratori” non ha nemmeno un contratto di lavoro. Non serve nella loro realtà, perché l’assunzione avviene quasi sempre per nepotismo che conduce ad accordi personali che hanno determinato, ovviamente, condizioni lavorative che non hanno uguali in qualsiasi altra azienda di colonya ytalya.

Lo stipendio medio annuo di questi privilegiati s’aggira intorno ai 64 mila € per i subalterni, e 158 mila € per i dirigenti, ma la cosa non si ferma lì, perché per tutti loro è attivo un aumento automatico degli emolumenti elargiti che fa annualmente aumentare i corrispettivi stipendi di un importo che varia tra il 7,5% e l’8,5%.

E, come diceva l’indimenticato Corrado: “E non finisce qui, perché il tragico, il bizzarro, se possibile il comico si scopre quando si è portati a conoscere le indennità e i vantaggi che questi signori si sono riservati.

Tenetevi forte alla sedia e respirate profondamente perché tra l’altro godono di:

1)      Fondo spese per la lavanderia quotidiana. Accredito che scatta in busta paga dopo il quarto giorno di missione fuori sede, questo bonus vale € 10,91.

2)      Poi usufruiscono della pressoché incredibile indennità di penna, così è denominata. Questa regalia altro non è che la donazione di una somma mensile variabile da un minimo di € 53 a un massimo di € 159 euro. Somma che è convenuta a tutto il personale per il –TRAUMATICO-  loro trapasso dalla penna al computer.

3)      E’ chiaro che a simili indefessi lavoratori non poteva mancare il premio produzione. Un supplemento in busta paga per la ricorrenza della Befana, come se la vecchietta che porta ai bimbi cattivi il carbone a loro sempre operosi porta denari.

4)      Ma anche hanno diritto a tre giorni mensili pagati di malattia senza la presentazione di certificato medico;

5)      E poi non potevano mancare ben 36 giorni di ferie continuate e pagate.

Ovviamente lo stato delle cose ha oberato la società SIAE di perdite notevoli, così che negli ultimi anni esse sono state stimate in: 21,4 milioni di euro nel 2006, € 34,6 nel 2007, € 20,1 nel 2008, € 20,9 nel 2009, € 27,2 nel 2010. (Fonte S. Rizzo)

Ma il vero per così dire dulcis in fundo, non per il personale SIAE, è la scoperta che tutti i tentativi di “normalizzare” la società con un contratto di lavoro è sempre miseramente fallito davanti ad uno stato d’agitazione indetto da sindacati, ovviamente interni. Ed è perciò assai strano che nel corso degli ultimi cinque anni i lavoratori, ecco l’odio-amore, hanno aperto verso la società ben 189 vertenze lavorative con un esborso medio, da parte dell’azienda, di 1 milione 500 mila euro per ogni anno del periodo indicato.

E LA STAMPA DEL PAESE, ASSERVITA E IDIOTA, CONTINUA A DENOMINARE L’ITALIA SOCIALE MUSSOLINIANA COME “ITALIETTA” E QUELLA ATTUALE VUOLE CREDERLA GRANDE, E IN QUESTO MISERO TENTATIVO ANCHE MOSTRA TRIONFALE I MISFATTI CHE AVVENGONO IN ALTRE NAZIONI CON PAROLE E OPERE CHE LE DIPINGONO “ANTI TUTTO”, PERO’ MAI SI RIFERISCE A QUELLE CONNIVENTI  CON GLI ATLANTICI.

ANCORA, COME HO ACCENNATO, MAI SONO INDICATE LE COLPE DELLO STATO LIBERALISTA CHE CI OSPITA E CHI CI TRASCINIAMO APPRESSO DALLA FINE DELLA GUERRA. STATO CHE, OLTRE A RENDERCI VERAMENTE ITALIETTA DEL BUNGA BUNGA, CI HA FATTO PERDERE OGNI CREDIBILITÀ CON L’ESTERO. CREDIBILITÀ CHE NEL SUO RUOLO POLITICO L’INCOSTITUZIONALE, ILLEGITTIMO SIG MONTI NON VUOLE ASSOLUTAMENTE RECUPERARE, ANZI CONTINUA A REGALARE ALLE BANCHE, QUESTA VOLTA ALL’AMICO PROFUMO, BEN 4 MILIARDI DI EURO CHE TOGLIE DAL NOSTRO LAVORO CON LA COMPLICITÀ DEL SUO GOVERNO E DELLA “MONACA DEL  WELLFARE” CHE NON HA ANCORA AVUTO TEMPO, NONOSTANTE L’AVANZATA ETA’, DI LEGGERSI LA COSTITUZIONE ITALIANA (CHE PERO’ IN GRAN PARTE PERSONALMENTE NON APPREZZO) POICHÉ LA STRAVOLGE PER COME LE FA COMODO!

E’ ORA DI LASCIARE LE PENNE E I COMMENTI, SI DEVE PENSARE A FORCHE E FORCONI!

kiriosomega 

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