Spending review? Addio Stato Sociale nel Paese dei Soviet bancari!


Spending review? Addio Stato Sociale nel Paese dei Soviet bancari!

vacci senza ritorno

vacci… senza ritorno

 

Nihil sub sole novum, quello la danza del bunga bunga, questo la danza dei miliardi di tagli allo stato sociale e regalati ad amici!

E’ ormai noto che il presidente della camera dei deputati, quel tal dal nome per me ormai impronunciabile insieme con quello di un sindaco, ha ieri cacciato dall’aula di Montecitorio il sig Franco Barbato esponente delle liste dell’IDV.

La motivazione dell’espulsione è scattata in seguito alle parole pronunciate dal sig Barbato che ha ripetuto ciò che tanti giovani, anche di mia conoscenza, e altresì tanti anziani di più credo politici affermano nei confronti della ragion di stato e dei politicanti di mestiere incollati agli scranni del parlamento. Sono genti, queste ultime, che non mostrano mai nemmeno il coraggio di dimettersi dalle poltrone che occupano per non incorrere nelle sanzioni magistrali, e così mantenere il soldo che questo Stato paga loro per servizi mai resi alla collettività di cui credono d’essere i padroni, mentre non sono che dipendenti.

Però, con quest’ultimo concetto si apre un enorme discorso sulla stupidità di un popolo che non sa imporre le proprie idee e necessità… E giacché le soperchierie parlamentari sono in parte di dominio pubblico, ne consegue che il popolo che non recalcitra in gran parte vale quanto i suoi rappresentanti cui assomiglia perché evidentemente si tratta di una cittadinanza imbelle che non ha alcun sentimento di amor proprio né d’identità nazionale. Forse anche perché assai ben addestrata da duemila anni di coitus ininterruptus praticato su di essa dalla chiesa di Roma che la vuole schiava del potere, ma salva in quel paradiso che tutti affermano, anche i gerarchi con la gonna: “Non sia mai, il paradiso può attendere”, intanto che compiono scaramantici significativi gesti!

Le ragioni del contendere parlamentare di ieri, con gli attori principali già nominati, sono ormai le solite da otto mesi a questa parte: “Tagli economici sempre e solo praticati sulla pelle della povera gente, quella sodomizzata anche dalla chiesa. Gente ormai  talmente stupida da seguire soltanto gli avvenimenti del panem et circenses di cui si ciba, e di cui il potere politico la fa alimentare intanto che anche con quest’ultima “manovrina” aggiunge altri 26 miliardi di euro da tagliare sulla spesa pubblica, in altre parole su: “Ospedali, scuole, università, casa, servizi… e a tutto questo si aggiungerà l’addizionale regionale che avverrà entro la chiusura di quest’anno solare”!

Torniamo al fatto di cronaca.

La spending rewiew, occasionale e direi oziosa parlamentare discussione di ieri, perché ciò che si dovrebbe fare in materia economica/finanziaria è risaputo dai più oculati e intelligenti cittadini è stata approvata con maggioranza eclatante dai sodali governativi di A.B.C. Soggetti politicamente amorfi che alla stampa comunicano d’essere contrari alla politica economica governativa imposta nell’alto dei monti proibiti all’aquile, ma permessi a passere, quaglie e avvoltoi che sono novelli Azzeccagarbugli senz’arte ne parte che all’atto pratico, nel momento di respingere le scelte economiche imposte dal Governo, le votano per il solo motivo dettato dalla logica di un clientelismo elettorale che facile è comprendere nel suo dettato.

Per abbreviare, il sig Barbato ottenuta la parola così si è espresso durante la seduta parlamentare: «…I giovani italiani sono stufi di questo modo di andare avanti. La spending review è per gli italiani, non per i palazzi pubblici, anzi voglio dirvi una cosa in nome di tutti i giovani italiani -Avete rotto i coglioni-!”.

Ciò ha fatto insorgere le ire del presidente della camera che l’ha espulso, ma, mentre questi usciva, con impietoso gesto alzando il dito medio della mano chiusa a pugno lo mostrava ai signori del PD, PDL e UDC rumoreggianti nei loro solo apparentemente “puliti” scranni, perché in realtà coperti di maleodorante ipocrisia come i mercanti del tempio di cui si favoleggia in certi testi.

Infatti, sappiamo, servizio televisivo delle Iene e altro, che molti di questi dipendenti del popolo vanno regolarmente a puttane, a culattoni o amano i bisex, sniffano e divengono proprietari di case, … così sfruttando il mandato elettorale solo per giungere a realizzare propri desideri e ottenere il vitalizio statale di fine mandato. Vitalizio che si sono sempre auto votato negli aumenti dove la spending review, il controllo della spesa nel nostro idioma, mai arriverà perché se il revisore deve censurare se stesso hai voglia d’aspettare!

E al dire del sig Barbato sono seguite le parole dell’Innominato:

Lei non può usare un linguaggio da trivio in quest’Aula. La prego di uscire dall’Aula”.

Io non so cosa abbia pensato il sig Barbato, che stentatamente so chi è e dove milita politicamente, ma nell’apprendere la notizia in conclusione ho pensato: “Ha ragione il sig Conte Zio, in quell’aula non si pronunciano parole sconvenienti né si eseguono gesti da trivio, perché lì è solo permesso pensarli, covarli, legiferarli usando perifrasi e allegorie… ma devono essere eseguiti fuori e nascostamente. Però, se sei capace… anche lì dentro esegui il tornaconto tuo sottovoce, nel silenzio dei microfoni … e che non lo sappia nessuno, per carità, che il voto di scambio…”.

E in questa maniera, in questo Paese, per una legge sul depennamento del falso in bilancio e della corruzione, per un’altra che prevede la scadenza dei termini processuali e un’alta ancora che tutela, anzi rende impunibile “l’eletto”, ci sono immobili e mobili che trapassano di mano insieme con transazioni bancarie di cui s’evadono le imposte, fughe di capitali all’estero, regali di quattro miliardi di euro agli amici, acquisti obbligati di mezzi militari che si dice difettosi, però così impongono gli interessati mercanti di morte… e s’ha da fare! E nel marasma la sanità è solo una fonte di sostentamento per tanti appartenenti al regime clientelare in auge, così che la stessa marca di siringa in un’ASL costa un euro, in un’altra dieci, però si capovolgono i costi in altri rapporti così che sempre è sfondato il preventivo di bilancio. Per esempio si affidano consulenze esterne, e le centinaia di consulenti interni devono zittirsi in attesa della loro opportunità. Ma lì, in quel coacervo di uomini e malcostume, lì il Governo non colpisce! Lì non si deve tagliare e unificare la spesa perché troppi boiardi di Stato non sopravvivono con il solo appannaggio statale che ognuno ambirebbe al posto del salario o delle pensioni da fame con il caro vita che ci assale!

Kiriosomega

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