Hiroshima – 67 anni – e vogliono far dimenticare la vera pistola fumante madre di tutti gli eccidi!


… Oggi quei bastardi che tirano bombe atomiche in testa alle genti, i noti ameri-cani al potere, stanno festeggiando il 67simo anniversario del loro genocidio perpetrato sul Giappone! Circa 400 mila morti in pochi giorni.
Eccidio di massa ripetuto, con altri 250 mila morti, tre giorni dopo su un’altra inerme città, Nagasaki, non sede, proprio come la prima, Hiroshyma, d’installazioni militari.
Genocidio che, in realtà, non avvenne solo a carico del Giappone, ma che con altri mezzi investì tutto il mondo della fine della prima metà del secolo XX per la volontà giudaico/sionista/protestante di riappropriarsi delle banche che il nazionalsocialismo aveva espropriato in Germania, e di distruggere il Fascismo che tutelava lo Stato Sociale in contrapposizione alla “mano divina” dei barbari protestanti. 
Se la nazionalizzazione delle banche avesse preso piede, questa la paura dei banchieri giudei che negli U$A avevano il sopravvento attraverso la finanza e i suoi derivati già dall’avvento dei primi Stati Confederati, avrebbe potuto essere imitata. E, se l’esempio di Stato Sociale Fascista fosse stato imitato, avrebbero potuto dire addio alla detenzione di beni in maniera spropositata.
In tutto questo la chiesa di Roma non fu estranea, Roncalli, il futuro Giovanni XXIIIsimo, questo è noto ufficialmente, agì in nome e per conto degli U$A come i papi suoi predecesori.
Il “dissidente” doveva essere colpito, distrutto anche nel ricordo facendolo passare per pazzo.
SCATENARONO, DUNQUE, LA GUERRA DELL’ODIO E DEL DOLLARO CONTRO LE IDEE DELL’ONORE. QUESTA LA REALE MOTIVAZIONE DELLA II GUERRA MONDIALE!
kiriosomega

LETTERA DA HIROSHIMA- 1975.

“Improvvisamente ricevetti un colpo sulla testa e tutto diventò oscuro davanti ai miei occhi. Gettai un grido ed alzai le braccia. Nelle tenebre, non sentivo che un sibilo di tempesta. Non arrivai a comprendere cosa fosse successo. Il mio proprio grido io l’avevo inteso come se fosse stato gettato da qualcun altro.

Poi il mondo intorno mi ritornò visibile, benché ancora non molto nettamente, ed ebbi l’impressione di trovarmi sui luoghi di un immenso cataclisma […].

Ciascuno dapprincipio pensava che solo la casa sua fosse stata colpita; ma una volta al di fuori, ci si accorgeva che tutto era stato distrutto. Tuttavia, benché le case fossero completamente distrutte, in nessun posto si vedevano quelle buche che normalmente fanno le bombe […].

Risalendo la stretta banchina che costeggia il fiume alla ricerca di un traghetto, vidi una quantità di persone completamente sfigurate. Ve ne erano lungo tutto il fiume e le loro ombre si proiettavano nell’acqua. I loro visi erano così orrendamente gonfiati che appena si potevano distinguere gli uomini dalle donne […].

Un soldato accovacciato sui bordi dell’acqua mi chiese di dargli un po’ d’acqua calda. Appoggiandosi alla mia spalla, camminava sulla sabbia con sforzo. Bruscamente, mi disse: ‘Sarebbe meglio esser morti’. Acconsentii in silenzio e, in quel momento, senza scambiare una sola parola, ci trovammo tutti e due riuniti in una incontenibile collera davanti alla pazzia che ci circondava […].

Tutto ciò che era umano, era stato cancellato. I visi dei cadaveri si somigliavano tutti, come se portassero tutti la stessa maschera […]”.

Tamiki Hara, Lettera da Hiroshima, 1975

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