NON HO SENTITO POLITICI URLARE, NE’ PRETI ULULARE ALLO SCANDALO!


NON HO SENTITO POLITICI URLARE, NE’ PRETI ULULARE ALLO SCANDALO!

Forse con il raggiungimento degli “anta-anta” anche l’udito insieme ad altre funzioni comincia diminuire per lasciare posto a fenomeni prima sconosciuti, ma che diverranno, purtroppo, sempre più familiari.

Eppure, esaminandomi con il classico vecchio metodo di porre attenzione nel sentire il “tic-tac” di un orologio a bilanciere mi confermo d’essere ancora provvisto di buon udito, mentre semplici esercizi di manualità mostrano tuttora ottima prontezza di riflessi e la marcia ad occhi chiusi è perfetta, Mingazzini e Romberg sono negativi intanto che i riflessi bicipitali, patellari, achillei… si mostrano in eccellente forma.

Dunque,dato che nemmeno soffro di microsonni epilettici e le funzioni noetiche sono vivaci, devo ammettere che non ho sentito urlare politici, né ululare i preti allo scandalo per la volontà del cardinale Martini di morire infischiandosene del fatto che la vita è dono del suo dio e non può essere interrotta dall’uomo.

Tutti i media hanno comunicato che il cardinale Carlo Maria Martini ha chiesto ed ottenuto dai suoi medici, certo cattolicissimi e piissimi, e te pareva che poteva avvenire diversamente, di decidere di morire senza essere sottoposto ad accanimento terapeutico.

L’ex vescovo emerito di Milano pativa da tempo di una patologia descritta nei comunicati medici come morbo di Parkinson, e da qualche settimana si era aggravato a tal punto d’essere impedito nel deglutire solidi e liquidi. In seguito alla malattia ed alle scadenti condizioni generali di salute il neurologo che lo seguiva, dottor Pezzoli, in un comunicato alla stampa annunciava che il Cardinale rifiutava ogni forma d’accanimento terapeutico!

In parole semplici, per comprenderci, per l’impossibilità d’alimentarsi per via naturale, e per le sofferenze causate dalla malattia, l’uomo di chiesa e del suo dio, che condanna agli inferi chi non soggiace ai suoi voleri, ha rifiutato ogni ulteriore terapia chiedendo di lasciarlo morire senza altri patimenti.

Ritengo che la decisione e l’azione del dottor Pezzoli di sospendere le terapie neurologiche e l’alimentazione forzata sia lodevole, e comprendo anche la volontà del cardinale di non volere morire con un tubo ficcato nello stomaco attraverso le coane nasali, perciò concedo, e ritengo giusto che anche il sig Martini doveva scegliersi il modo in cui morire. Lui ha condotto la sua vita, lui ha scelto la sua morte.

Ma qui, analizzando l’avvenimento, non scopro l’acqua calda, mi sorge la voglia di urlare che a questo mondo esiste gentaccia!

Gentaccia che impone ad altri il pensiero della vita come sofferenza per l’ottenimento del premio eterno, ma che si esime dal praticare quelle leggi morali che ha perorato, perché al premio eterno non crede!

Ma si sa, questo è il Paese dei furbi che preferisco definire stronzi e degli scemi che a loro sottostanno, siano uomini di chiesa o politici.

Politici e uomini con la gonna che giunsero a linciare moralmente il povero signor Peppino Englaro e la sua amata e disgraziata figlia che dopo 18 anni di coma irreversibile, e terapie palliative, non doveva avere la facoltà di potere morire in pace così come il sig Luca Coscioni.

E qui un mio urlo feroce prorompe dalla gola: “In questo Paese bisogna essere porporati con sodali, o politici con conniventi per scegliere il proprio comodo, infatti, in questo caso, certi compari del defunto ne hanno addirittura rivendicato il diritto di scegliere il modo e il tempo in cui morire.

E allora ripenso con vero orrore anche alle orribili battute espresse dal sig Berlusconi, una vera maledizione politica e sociale per l’Italia e gli italiani, allorché esclamò rivolgendosi da lontano alla povera signorina Eluana Englaro : “… ha ancora la possibilità di portare a termine anche una gravidanza!”.

O popolo bruto… Uomini siate e non pecore matte nati foste per seguir virtute e conoscenza si che tra voi di voi l’ebreo non rida…

E allora ciò che trovo ributtante più della pretesa e imposta rinuncia del sig Martini alla vita è come molta gente del popolo, quello che sta in ginocchio intanto che certa gentaccia sta in piedi apparendogli come gigante, non ha profondamente protestato per l’avvenimento.

O popolo scemo… quanto sei scemo, sei così scemo che combattere per te fa sentire scemi!

kiriosomega

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