Casini: “Se Monti non combatte per me è la fine”!


Se Monti non combatte per te sarà la fine!

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Del Casini nei casini!

Casini - se Monti non combatte per te è la fine!

Casini – se Monti non combatte per te è la fine!

Il sig Monti se n’è andato, e se dovesse chiedere asilo politico in quel paese, in tanti saremo ben felici di lasciarcelo andare! Purtroppo, però, gli effetti politici che ci lascia continueranno a perseguitarci tranne “rivoluzioni” non ancora immaginabili, ma, nonostante tutto, auspicabili!

Allora quale sarà il futuro che ci attende? Certo “BRUTTO” per il Paese dei peones, dove la casta al grido di “dio vuole me al potere che sono l’unto del signore” già è all’opera con indecorose chiassate parlamentari e sotterfugi di potere che favoriscono, secondo personalismi e interessi di parte, ora questo ora quello che in realtà pari son nel malfare, ed a volte anche nel malaffare!

Lasciando stare il malaffare e i personaggi che vi razzolano, ché ci penserà la magistratura, speriamo senza lasciarsi manipolare dalla politica, è però in quest’occasione lapalissiano che Meloni, Gasparri, La Russa, Crosetto et & stanno dimostrando come “l’arte della carta vincente” non è solo una furbata da truffatori di piazza, ma lo è sopratutto per impostori politici di razza.

In realtà, nella vicenda che si sta dipanando sotto gli occhi di un elettorato schifato, ma purtroppo sempre sottomesso, ho dispiacere che il sig Crosetto, che personalmente ho sempre considerato uno dei pochissimi politici seri ed onesti insieme con Marco Rizzo (che non condivido) e qualche altro, in questa particolare contingenza si presti a rimestar nel torbido come il ciceroniano Catilina, però ricordiamo che la storia ci mostra che il vero mestatore fu proprio il Cicerone che vantava e voleva che durasse il “diritto acquisito” del suo censo.

Ma dalla caduta del signor Monti chi ci guadagna ed a quali condizioni?

Certo ci perde il signor Napolitano che vede cadere un baluardo del suo credo comunista/capitalista.

Certo ci perdono i professori tecnocrati/politicanti, perché non saranno riportati in auge dagli astiosi politicanti di mestiere anche per le storie storie politiche che molti hanno alle loro spalle.

Ma, caso unico, ci ha guadagnato la signora Fornero che proprio non era all’altezza del ruolo politico che le avevano affidato, infatti, fino all’ultimo la signora del welfare ha dimostrato la sua personalità più da massaia, che da ministro! Infatti, la signora è addirittura letteralmente fuggita dall’aula parlamentare con le mani che le tappavano le orecchie per non sentire i commenti della casta parlamentare che si ergevano contro di Lei. [Ahi poveri studenti in che mani, maschili e femminili si trovano nelle mostre università!]. Allora è proprio il caso d’esclamare con il poeta:

Grato m’è il sonno e più l’essere di sasso
mentre che il danno e la vergogna dura,
non parlar non sentir m’è gran ventura
però non mi destar, deh, parla basso!

Certo che a pieno diritto ci ha guadagnato il popolo ytalyota che s’è cavata una spada di Damocle dal suo cielo.

Ma c’è un tizzio, a molti noto come Pierferdy, un residuo democristiano che si sta rosicchiando le unghie delle mani e dei piedi perché è in un limbo da cui non sa se potrà uscire sorridendo, o se in esso sarà finalmente, per tutti noi, dimenticato.

Il Pierferdy, spesso costruttore di casini parlamentari, è sempre stato un fervente e devoto servitor del Monti. Per lui s’è esaltato nell’esaltarlo, s’è inchinato per sostenerlo, ma nonostante tutto il suo Partito, solo ministeriale, e lui stesso sono giunti alla linea di non ritorno.

Infatti, lui ora trema e attende le decisioni del signor Monti che ancor non si pronuncia su una propria candidatura, perché proporsi nel ruolo da cui è stato abbattuto significa per Lui sottomettersi al voto elettorale di ITALIANI e ytalyoty che avranno in mano, per una volta, un’affilata ascia da decapitazione.

Ecco perché quel desso, unico nel Paese, trema e rimpiange la sua sorte che vede triste. Difficile gli sarà questa volta trovar scusanti al fatto che Lui ha enfatizzato l’incostituzionale I.M.U. sin dall’apparizione dell’idea, così sperando di conquistare a sé il Monti e il Montezemolo per riuscire a deporre il Vendola dal “cuore” di Bersani e fare con lui un nuovo centro sinistra sempre patria d’imbrogli clerico/cattocomunisti.

La furbata era stata soppesata, ma la sorte che in questo caso ha nome Berlusconi ha tirato un’altra zampata e il sogno di Pierferdy si sta infrangendo perché Zingaretti dal Lazio, sentito odore di bruciato, si sta velocemente allontanando.

Così, mentre i sondaggi danno l’UDC al 4% circa come voti elettorali, il Pierferdy teme di diventare un evanescente ricordo che ITALIANI e ytalyoty commemoreranno come il “dramma Casini”!

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