Virgilio Eneide- Libro IX- Versi 176 e seguenti. Una similitudine-


Ho poco addietro riscoperto versi fenomenali per delicatezza e garbo. Versi che desidero condividere con chi nutre il mio stesso Amore per il Paese. Versi che mutati di soggetto, da Eurialo a Italia, assai bene, ahimè, esprimono la nostra condizione di succubi del tallone atlantico/sionista.

Nella virgiliana scolastica Eneide studiata nella metà anni 60 le rime che seguono fanno parte del Libro IX versi 176 e seguenti…

“…volvitur Euryalus leto, pulchrosque per artus it cruor inque umeros cervix conlapsa recumbit- purpureus veluti cum flos succisus aratro languescit moriens, lassove papavera collo demisere caput pluvia cum forte gravantur”.

Modernamente lo stesso passo è riportato come libro IX versi 431 435.

La traduzione con soggetto mutato è:

…s’abbatte Eurialo (ITALIA) esanime, le belle membra di sangue rigate, e la testa reclina così come porporino fiore reciso dall’aratro illanguidisce, o papavero rosso, appesantito dalla pioggia, si piega su lo stelo”!

L’Italia, la bella Italia, l’Italia di Roma è ormai solo coacervo d’interessi malfamati e ributtanti. Qui, ora, più non alberga il greco/romano ingegno, ma solo la punica levantina perfidia di cui, in scarni ma bellissimi versi, ci illustra l’Abate Crea nel suo epistolario!

kiriosomega

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