SINDACATI E PARTITI POLITICI: “LO SAPEVATE CHE…”


Vincenzo Meleca

Oggi piove e, essendo meteopata, non sono di buon’umore.
Così ho voluto appurare certe miei sospetti in materia di diritto del lavoro, e sono emersi certi problemi che non hanno rialzato il mio umore…
Perciò, mi è venuta la voglia di far passare il buon’umore anche a voi!
Dal che:
“LO SAPEVATE CHE”
1) – Che molti sindacalisti e politici hanno potuto farsi accreditare anni e anni di “lavoro” soltanto con una dichiarazione dei loro “datori  di lavoro” (i sindacati ed i partiti)???
No, non lo sapevate? beh, in allegato 1 c’è una norma di legge ad hoc tutta per loro…
2) – Che i sindacati ed i partiti, in caso di licenziamento illegittimo, non sono soggetti all’obbligo di reintegrazione???
No, non lo sapevate? beh, in allegato 2 c’è una norma di legge ad hoc tutta per loro…
3) – Che i sindacati, non sono associazioni con personalità giuridica, perchè non hanno mai accettato le condizioni previste dalla Costituzione, per essere registrati????
No, non lo sapevate? beh, in allegato 3, c’è la norma COSTITUZIONALE che lo prevedeva…
4) – Che i sindacati hanno un patrimonio immobiliare mai censito e sul quale non hanno mai pagato ICI e non si sa se pagano l’IMU?
No, non lo sapevate? beh, in allegato 4 c’è una norma di legge ad hoc tutta per loro…
E POI FANNO FINTA DIMERAVIGLIAESI SE GRILLO PRENDE IL 30% DEI VOTI E PARLANO DI ANTIPOLITICA!
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Allegato 1

Legge 11 giugno 1974, n. 252 (in Gazzetta Ufficiale 8 luglio, n. 177). – Regolarizzazione della posizione assicurativa dei dipendenti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione.

(Legge MOSCA)

Art. 1.

I periodi di lavoro o di attività politico-sindacale antecedenti alla data di entrata in vigore della presente legge, prestati alle dipendenze dei partiti politici rappresentati in Parlamento, delle organizzazioni sindacali, degli istituti di patronato e di assistenza sociale e delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo riconosciute con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, possono essere regolarizzati nella assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti e nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria e nell’assicurazione contro la tubercolosi, secondo le norme stabilite dalla presente legge.

A detta regolarizzazione si procede, sempre che trattasi di attività lavorativa retribuita e prestata con carattere di continuità e prevalenza, e i periodi interessati non risultino già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria nella medesima assicurazione generale ovvero in forme di previdenza sostitutive o che abbiano dato luogo ad esclusione od esonero dall’assicurazione medesima o in altro trattamento obbligatorio di previdenza in virtù della stessa o di altra contemporanea attività lavorativa.

Il versamento dei contributi a regolarizzazione dei periodi arretrati secondo le norme della presente legge è possibile, a seconda dei casi, a partire dalla data dell’8 settembre 1943, o, se successiva, dalla data di liberazione delle singole province, o dalla data della ricostituzione nelle stesse dei partiti politici suddetti, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni nazionali in rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, o dalla data dei decreti ministeriali di riconoscimento giuridico degli istituti di patronato e di assistenza sociale, sino alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2.

La domanda di regolarizzazione assicurativa deve essere presentata dagli organi centrali di partiti, organizzazioni sindacali, patronati e associazioni del movimento cooperativo di cui al precedente articolo 1 alla direzione generale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, entro il termine perentorio di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

La domanda deve essere corredata da una dichiarazione rilasciata dagli stessi organi sotto la loro responsabilità, attestante il periodo di servizio o di incarico di lavoro o di attività politico-sindacale cui la regolarizzazione si riferisce, nonché la qualifica lavorativa rivestita dall’interessato nel periodo stesso e la retribuzione percepita, indicando il contratto collettivo di lavoro cui si sia fatto riferimento o le tabelle retributive in vigore nei singoli periodi presso le rispettive organizzazioni.

La domanda può altresì essere presentata nel medesimo termine direttamente dall’interessato o dai suoi superstiti se il lavoratore è deceduto anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge ovvero entro il biennio immediatamente successivo.

La domanda deve essere corredata da idonea documentazione comprovante la esistenza e la durata del rapporto di lavoro nonché la qualifica e la misura della retribuzione percepita nei singoli periodi (1).

(1) Termini prorogati al 31 maggio 1977 dall’art. unico, l. 12 gennaio 1977, n. 4 e ulteriormente prorogati di novanta giorni dall’art. unico, l. 19 dicembre 1979, n. 648.

Art. 3.

È istituita presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale una commissione centrale con il compito di esaminare le dichiarazioni di cui al precedente articolo 2 e di esprimere parere vincolante all’Istituto nazionale della previdenza sociale sull’idoneità delle medesime ai fini della regolarizzazione assicurativa di cui alla presente legge. A tale scopo è in facoltà della commissione sentire i soggetti di cui al primo comma dell’articolo 1, gli interessati o i loro aventi causa.

La commissione è presieduta dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale o da un suo rappresentante.

Della stessa fanno parte due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, uno del Ministero del tesoro ed uno dell’Istituto nazione della previdenza sociale ed un rappresentante per ogni confederazione sindacale a carattere nazionale dei lavoratori dipendenti, designato dalle organizzazioni sindacali rappresentate nel CNEL (1).

I componenti della commissione sono nominati con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

(1) Comma così sostituito dall’art. unico, l. 12 gennaio 1977, n. 4.

Art. 4.

La regolarizzazione assicurativa, per i periodi anteriori al 1° maggio 1964, è effettuata mediante il versamento all’Istituto nazionale della previdenza sociale dei contributi base delle assicurazioni generali obbligatorie per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti.

Tali contributi sono calcolati, per i periodi anteriori al 30 aprile 1952, sul valore massimo di quelli all’epoca vigenti e, per i periodi successivi, in relazione alla classe di contribuzione corrispondente alla retribuzione indicata nella dichiarazione di cui all’articolo 2.

Per i periodi successivi al 30 aprile 1964, ancorché prescritti, sono dovuti i contributi base e a percentuale per le assicurazioni generali obbligatorie per l’invalidità, vecchiaia e superstiti nonché, secondo quanto stabilito dal successivo articolo 6, per le assicurazioni contro la disoccupazione involontaria e contro la tubercolosi e per l’E.N.A.O.L.I.

I contributi di cui ai precedenti commi sono maggiorati degli interessi legali calcolati al tasso del 5 per cento annuo e sono portati a conguaglio delle somme già versate per contributi e relativi interessi legali dai partiti ed organizzazioni di cui all’articolo 1 della presente legge, in relazione a norme di legge e a convenzioni in materia intercorse con l’Istituto nazionale della previdenza sociale che provvederà al rimborso delle eventuali eccedenze.

Per i periodi successivi al 1° maggio 1964, ove la retribuzione dichiarata ai sensi del precedente articolo 2 risulti comunque superiore ai livelli indicati dai contratti collettivi di riferimento o dalle tabelle retributive di cui allo stesso articolo 2, la regolarizzazione per la parte eccedente tali livelli retributivi è effettuata secondo le ordinarie norme di legge.

Art. 5.

I contributi versati ai sensi della presente legge sono validi a tutti gli effetti e si considerano versati alla data della domanda di regolarizzazione, sempre che il relativo versamento intervenga entro il termine di novanta giorni dalla richiesta dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Il periodo intercorrente fra la data terminale del periodo regolarizzato e la data di presentazione della domanda di regolarizzazione è escluso dal computo del quinquennio per l’accertamento dei requisiti contributivi per il diritto alla pensione per invalidità e per i superstiti e per l’ammissione al versamento dei contributi volontari.

Art. 6.

I contributi dovuti per le assicurazioni contro la disoccupazione involontaria e contro la tubercolosi sono dovuti limitatamente agli ultimi due anni del periodo regolarizzato secondo le precedenti norme.

In tal caso la norma contenuta nel secondo comma del precedente articolo 5 ha efficacia anche ai fini del diritto alle prestazioni a carico delle assicurazioni di cui al precedente comma.

Art. 7.

I soggetti di cui al primo comma del precedente articolo 1, per i periodi antecedenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono esonerati dal pagamento dei contributi dovuti alla Cassa unica assegni familiari, nel caso in cui abbiano provveduto ad assicurare al personale dipendente un trattamento per carichi di famiglia non inferiore, per ogni singolo periodo, a quello previsto per gli assegni familiari.

Dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti di cui al precedente comma che non assicurino al personale trattamenti per carichi di famiglia come sopra previsto sono tenuti all’applicazione delle norme sugli assegni familiari di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e successive modificazioni e integrazioni, nei confronti di tutto il personale e sull’intero territorio nazionale.

L’importo degli assegni familiari da corrispondersi e del contributo da versare è fissato, in deroga a quanto previsto al sopra richiamato decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, nella misura prevista per le aziende esercenti attività di natura commerciale e i professionisti e artisti.

Restano a carico dei soggetti di cui al primo comma le eventuali differenze tra gli importi dei trattamenti per carichi di famiglia corrisposti e la misura degli assegni familiari, dovuti e non prescritti.

Art.8

I termini di cui all’articolo 5 della legge 2 aprile 1958, n. 331, sono prorogati per 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge (1).

(1) Termini prorogati al 31 maggio 1977 dall’art. unico, l. 12 gennaio 1977, n. 4 e ulteriormente prorogati di novanta giorni dall’art. unico, l. 19 dicembre 1979, n. 648.

Art.9

Decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 (in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 31 ottobre, n. 256). – Attuazione della delega conferita dall’art. 1, comma 39, della l. 8 agosto 1995, n. 335, in materia di contribuzione figurativa e di copertura assicurativa per periodi non coperti da contribuzione (Legge Treu) (1).

(1) In riferimento al presente decreto vedi: Circolare INPS 23 maggio 2012 n. 72.

(Omissis).

CAPO I

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTRIBUZIONE FIGURATIVA

Art.3

Art. 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e senza pregiudizio per le situazioni in atto, i provvedimenti di collocamento in aspettativa non retribuita dei lavoratori chiamati a ricoprire funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali sono efficaci, ai fini dell’accreditamento della contribuzione figurativa ai sensi dell’art. 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, se assunti con atto scritto e per i lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali dopo che sia decorso il periodo di prova previsto dai contratti collettivi e comunque un periodo non inferiore a sei mesi. (1)

2. Le cariche sindacali di cui al secondo comma dell’art. 31 della citata legge n. 300 del 1970, sono quelle previste dalle norme statuarie e formalmente attribuite per lo svolgimento di funzioni rappresentative e dirigenziali a livello nazionale, regionale e provinciale o di comprensorio, anche in qualità di componenti di organi collegiali dell’organizzazione sindacale.

3. La domanda di accredito figurativo presso la gestione previdenziale interessata deve essere presentata per ogni anno solare o per frazione di esso entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello nel corso del quale abbia avuto inizio o si sia protratta l’aspettativa a pena di decadenza. Per l’accredito dei periodi di aspettativa precedenti l’anno di entrata in vigore del presente decreto, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso. (2)

4. Le retribuzioni figurative accreditabili ai sensi dell’art. 8, ottavo comma, della legge 23 aprile 1981, n. 155, sono quelle previste dai contratti collettivi di lavoro della categoria e non comprendono emolumenti collegati alla effettiva prestazione dell’attività lavorativa o condizionati ad una determinata produttività o risultato di lavoro né incrementi o avanzamenti che non siano legati alla sola maturazione dell’anzianità di servizio.

5. A decorrere dal mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto può essere versata, facoltativamente, una contribuzione aggiuntiva sull’eventuale differenza tra le somme corrisposte per lo svolgimento dell’attività sindacale ai lavoratori collocati in aspettativa ai sensi dell’art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 e la retribuzione di riferimento per il calcolo del contributo figurativo di cui all’art. 8, ottavo comma, della citata legge n. 155 del 1981. La facoltà può essere esercitata dalla organizzazione sindacale, previa richiesta di autorizzazione al fondo o regime pensionistico di appartenenza del lavoratore. Il contributo aggiuntivo va versato entro lo stesso termine previsto per la domanda di accredito figurativo di cui al comma 3 ed è pari all’aliquota di finanziamento del regime pensionistico a cui il lavoratore è iscritto ed è riferito alla differenza tra le somme corrisposte dall’organizzazione sindacale e la retribuzione figurativa accreditata.

6. La facoltà di cui al comma 5 può essere esercitata negli stessi termini e con le stesse modalità ivi previste per gli emolumenti e le indennità corrisposti dall’organizzazione sindacale ai lavoratori collocati in distacco sindacale con diritto alla retribuzione erogata dal proprio datore di lavoro.

7. Nel caso in cui l’aspettativa fruita presso il sindacato non risulti conforme a quanto previsto ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 31 della citata legge n. 300 del 1970, ove le organizzazioni sindacali tenute ad assolvere gli obblighi previdenziali e assistenziali provvedano ad effettuare le relative regolarizzazioni contributive entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i contributi saranno gravati dei soli interessi calcolati al tasso legale. Ai fini delle predette regolarizzazioni si applica il termine di prescrizione di cui all’art. 3, comma 9, lettera a), della legge 8 agosto 1995, n. 335.

7-bis. Le disposizioni di cui al comma 7 si applicano anche agli amministratori degli enti locali territoriali e ai componenti dei consigli regionali; gli enti locali territoriali e le regioni possono provvedere a loro carico (3).

8. Gli oneri corrispondenti alla contribuzione figurativa di cui all’art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 gravanti sui fondi pensionistici amministrati dall’INPS, determinati nella misura pari all’aliquota di computo del 33 per cento del valore retributivo stabilito dal presente decreto, sono addebitati alla rispettiva gestione previdenziale.

9. I lavoratori iscritti ai fondi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria hanno diritto alla contribuzione figurativa per i periodi non retribuiti di aspettativa per cariche sindacali o funzioni pubbliche elettive di cui all’art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 (4).

10. L’onere di cui al comma 9 è posto a carico della relativa gestione previdenziale (5) .

(1) Ai sensi dell’art. 8-bis, D.L. 23 novembre 2001, n. 411, convertito, con modificazioni, in Legge 31 dicembre 2001, n. 463, i soggetti di cui al presente comma, che non hanno presentato la domanda di accredito della contribuzione figurativa per i periodi anteriori al 1° gennaio 2001 secondo le modalità previste dall’articolo 3, comma 3, presente articolo, possono esercitare tale facoltà entro il 31 marzo 2002.

(2) Il termine ivi previsto è stato prorogato inderogabilmente al 30 settembre 1998, dall’art. 3, D.L. 29 giugno 1998, n. 278.

(3) Comma aggiunto dall’art. 26, l. 3 agosto 1999, n. 265.

(4) Vedi l’articolo 44 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269.

(5) Vedi l’articolo 1, comma 239, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

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