Area Dem- “Italiani abbiate il coraggio di cambiare tutto”! Ma loro, quelli di Area Dem, per paura e per non accettazione delle critiche non cambiano niente!


AreaDem “Il coraggio di cambiare tutto” di Ettore Rosato a me giunto con lettera della Redazione1 Di seguito la mia risposta!

AreaDem Weekly
18 Ottobre 2013

AREADEM DIMOSTRA DI NON AVERE IL CORAGGIO DI REGGERE LE CRITICHE! E TE PAREVA! INFATTI,

dopo circa 30 minuti che avevo pubblicato la prima parte del piccolo scritto che segue, come prima risposta al loro: ” Il coraggio di cambiare” nella pagina http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&doc=18139 lo stesso è stato rimosso insieme con quasi immediata altra mia risposta a lettera firmata da Franco Rosso · Lavora presso M!arketpress.info!

 ugo foscolo

ugo foscolo

Desidero riferirmi al solo titolo!- “Il coraggio di cambiare tutto”! Prima condizione, per cambiare veramente tutto e non lasciare che la frase del Principe di T. di Lampedusa sia ancora vera, è necessario un popolo coeso e capace di comprendere cos’è l’ITALIANITA’. Concetto che è rimasto un nostalgico pensiero appartenente a Dante, Boccaccio, Foscolo e pochi altri.
Il coraggio di cambiare tutto è mandare via dal Potere l’intera attuale classe dirigente perchè compromessa politicamente e con lobbyes, tanto compromessa che dovrà affrontare ben presto il più gran conflitto d’interessi, se condannarsi o assolversi mediante amnistia più indulto. Io credo che Sinistri e Destri sia inutile organizziate manifestazioni e parate, ordiate scempi come la comparsa di personaggi alla Kyenge, o alla Monti, avete tutti fatto il vostro tempo, siete superati dalla Storia e dalla necessità di ricambio generazionale.
Non avete, tutti quanti, mai emanato una legge utile ai cittadini, perché sempre avete flirtato, dai tempi della prima DC, con banche e banchieri e oggi anche con i figli di Troika eurocrati che già ci hanno resi schiavi.
Basta, noi peones siamo stanchi, SIETE TUTTI EGUALI, SIETI PERFETTI SOLO NEL POLITICAMENTE PERFETTO CHE DA SOLI PROMULGATE.
Mi fermo, non vorrei trascendere. Saluti
kiriosomega

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Di seguito la seconda mia risposta data al Lettore di Area Dem, Franco Rosso, e anch’essa cassata in breve. Il Lettore aveva commentato, come è visibile nelle loro pagine, lo stesso articolo cui qui mi sono riferito.

Comprendo il senso della frase ma lo giudico errato, o almeno incompleto. La tecnologia va usata, ma cum grano salis. Mi spiego, se alla macchina lasciamo ogni lavoro, e presto sapranno anche auto diagnosticarsi e auto ripararsi, per esempio già esistono stampanti in 3D, l’uomo, cioè il soggetto dell’universo per le fedi e per la natura di questo pianeta, non avrà cosa fare. A quel punto le possibilità sono solo due, il Novum Ordo e lo status quo. Nel Novun Ordo, come magnificamente espresso nel romanzo “La macchina del tempo di G. Welles” si determinarono due classi sociali, gli Eloi e i Morlok. I due ceti non erano nemmeno in concorrenza tra loro, perchè i primi, assistiti e cibati dai secondi che detenevano la tecnologia, erano il cibo dei secondi.

Dunque, come già qualcuno meglio di me disse e predisse: “La ricchezza di uno Stato è la sua forza lavoro“!

Lo status quo, e finisco, deve invece essere inteso si in senso meritocratico, ma con una perequazione degli stipendi, così che i più alti non superino di due o tre volte i meno corposi.

Esempio. E’ più grave il blocco della sessione d’esami di laurea, o lo sciopero dei netturbini? Rispondere pro uno o l’altro dimostra faziosità che è contro logica!

Allora ben venga la tecnologia, ma per il benessere di tutti e non di chi la brevetta!

Kiriosomega

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CONSIDERAZIONE FILOSOFICO POLITICA-

Dunque, come già qualcuno meglio di me disse e predisse: “La ricchezza di uno Stato è la sua forza lavoro“! Concetto che anche lo stesso Marx affermò nei MANOSCRITTI ove recita che il lavoro è alienante solo se è imposto quale sfruttamento da parte del Capitalismo. Dunque, l’operaio che lavora e che da ciò trae giusto guadagno, non solo non è un alienato, ma è un operaio felice. Peccato poi che lo Stato Centrale fa le veci del Capitale rendendosi esso stesso Stato a modello capitalista sfruttando e alienando la classe lavorative.

Allora, in realtà tra Stato Ultraliberista e Stato Comunista non c’è alcuna differenza, anzi sono assimilabili, perché nella prospettiva di un futuro speranzoso di serenità la classe operaia è vessata alla stessa maniera!

Allora bisogna affermare che esiste un disegno societario più ampio secondo il quale le masse devono essere controllate per soggiogarle. Ma di questa condizione ne riparlerò, accenno solamente che il tutto è in relazione con le banche, fonte di usura, e di creazione di denaro ad libitum!

kiriosomega

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