la caduta dei miti


 La caduta dei miti!

Io non parlo per me, ma per noi tutti.

Forse che questa è la Casa di Priamo?

No, questo è il mondo immenso in microcosmo,

una sola Faccenda di Famiglia.

Da bimbi noi davamo ai genitori

il biasimo per ciò che ci spiaceva;

adulti, riversiamo sugli Dei,

sulle leggi economiche e d’ambiente,

ogni nostra stoltezza.

Non esiste

Se non dentro di noi ciò chiamiamo

Dei, sorte o fato. Se Troia o se Sparta

cade, che importa alla divinità?

Esse son già cadute e, insieme ad esse,

chi vive d’ingordigia, di paura,

e d’inganno.

Gli Dei non curano chi cade o come.

Gli Dei vivono solo nell’istante:

nell’acuta canzone meridiana

della cicala; nel sentore fresco

di pioggia, fra gli abeti, nella sera;

nella gioia che dà la differenza

reciproca agli amanti estasiati;

o come quando qui stasera, allegri,

si ride insieme.

Atena, la saggezza occhi – lucente,

prende forme svariate, e più il silenzio.

Il Dio si mostra in ciò che non ci dice.

O creature umane che capite,

voi sensitive più d’ogni altro bruto,

agili come rane e costruttrici

come formiche, nulla vi minaccia

se da voi stesse non vi condannate.

Distruggetevi almeno nella gioia!

E che gli Dei vi vedano!

kiriosomega

 

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