Bakunin e l’anti marxismo neo talmudico!


M. Bakunin non è nome a tutti noto, ma fu un grande filoso e politico della prima metà dell’ottocento.

Fu fiero avversario di C. Marx che fu finanziato dai Rothschild, dei quali era parente, per far emergere il comunismo contro altre nascenti indirizzi politici.

Per l'uomo, essere libero significa essere riconosciuto e trattato come tale da un altro uomo, da tutti gli uomini che lo circondano.

Per l’uomo, essere libero significa essere riconosciuto e trattato come tale da un altro uomo, da tutti gli uomini che lo circondano.

Qui di seguito, la traduzione di Joe F (flespa@…)

due dei passi maggiormente incriminati di “antisemitismo” del GRANDE Bakunin – che aveva capito benissimo, persino profeticamente, di che pasta fosse fatta la consorteria neo-talmudica marxista e quali sarebbero stati gli esiti finali della predicazione:

 “Ora tutto questo mondo ebraico, che costituisce una setta sfruttatrice, un popolo di sanguisughe, un parassita vorace – gli uni strettamente e intimamente connessi con gli altri, al di là non solo delle frontiere nazionali, ma anche delle differenze politiche -, questo mondo ebraico è ai giorni nostri largamente a disposizione di Marx o di Rothschild. Sono sicuro che, da una parte, i Rothschild apprezzino i meriti di Marx e, dall’altra, Marx provi un’istintiva inclinazione e un gran rispetto per i Rothschild. Può sembrare strano. Cosa potrebbe esserci in comune tra comunismo e alta finanza? Ho ho! Il comunismo di Marx vuole una forte centralizzazione statale, e quando essa esiste, allora la nazione parassita degli Ebrei – che specula sul lavoro del popolo – troverà sempre i mezzi per la sua propria esistenza…” (da Rapports Personnels avec Marx, in Oeuvres Complètes, vol. II, p. 125)

“In realtà, si tratterebbe per il proletariato di un regime da caserma, sotto il quale i lavoratori, uomini e donne, convertiti in una massa uniforme, si alzerebbero, si addormenterebbero, lavorerebbero e vivrebbero al colpo del tamburo. Il privilegio del governo sarebbe nelle mani degli esperti e degli istruiti, con un ampio spazio lasciato ai lucrosi, tortuosi affari portati avanti dagli Ebrei, che verrebbero attratti dall’estensione enorme delle speculazioni internazionali delle banche nazionali…” (da Lettre à “La Liberté”, in Oeuvres Complètes, vol. III, pp. 164-165)

Joe

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