Cannabis indica-Perché son contrario a liberalizzazione!


Cannabis Indica-

FORMULA DI STRUTTURA DEL THC

FORMULA DI STRUTTURA DEL THC

DROGHE- SINONIMI_

aromi condimenti erbe odori stupefacenti allucinogeni narcotici ipnotici-

Già la vasta gamma di sinonimi della parola droga deve porre in allarme sulla complessità del discorso!

NON certo per uso di alcuno stupefacente, ma per esperienza medico legale, considero la CANNABIS un veicolo, un vero e proprio carrier che, incapace di “riparare” i problemi esistenziali che conducono al suo uso, per il suo modico effetto psicodislettico (psichedelico) prepara e conduce a paradisi artificiali assai più pericolosi per il consumatore e per la società! Ma meglio si comprenderà la mia valutazione nel corso del discorso che affronto.

Preambolo

Prima di affrontare l’argomento CANNABIS ritengo necessaria una premessa, cioè chiarire almeno sommariamente che i termini stupefacente e droga non sono concetti definiti, ma solo termini ormai consacrati dal linguaggio comune-

Infatti, il sostantivo droga, dall’inglese dry, cioè secco, attraverso cui si indicano una gran serie di sostanze d’origine vegetale utilizzate in gran parte in farmacia, profumeria, in industria agroalimentare…non è comunemente accettato in ambito scientifico.

Anche il termine stupefacente dal latino stupor, da cui deriva in italiano l’aggettivo stuporoso è generico e impreciso, ciò perché nessuna sostanza di quelle comprese nei due concetti che stiamo illustrando è capace di creare “stupor”, ma bensì creano stato stuporoso, cioè la manifestazione esattamente contraria!

I cannabinoidi ad ora noti si distinguono per composizione chimica (tra parentesi l’abbreviazione e il numero di composti):

  • tipo cannabigerolo (CBG; 6);
  • tipo cannabicromene (CBC; 5);
  • tipo cannabidiolo (CBD; 7);
  • tipo delta-9-THC (D-9-THC; 9);
  • tipo delta-8-THC (D-8-THC; 1, prob. artefatto);
  • tipo cannabinolo (CBN; 1, prob. artefatto);
  • tipo cannabinodiolo (prob. artefatto);
  • tipo cannabiciclolo (3);
  • tipo cannabielsoino (5);
  • tipo canabitriolo (9);
  • tetraidrocannabivarina (THCV)

Esempi di sostanze stupefacenti sono:

-La *cocaina che è capace di estrema esaltazione psichica, dunque il contrario dello stupor;

cocaina

cocaina

è un alcaloide che agisce sul sistema nervoso, si ricava dalla lavorazione delle foglie della coca, una pianta presente in Sud America ma principalmente in Perù, Colombia Bolivia, o la si ottiene per sintesi dall’ecgonina

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Formula: C17H21NO4

ID IUPAC: methyl (1R,2R,3S,5S)-3- (benzoyloxy)-8-methyl-8-azabicyclo[3.2.1] octane-2-carboxylate

Massa molare: 303,353 g/mol

Punto di fusione: 98 °C

ID CAS: 50-36-2

Punto di ebollizione: 187 °C

la *dietilamide dell’acido lisergico più nota come *LSD

LSD

LSD

Nome IUPAC
(6aR,9R)-N,N-dietil-7-metil-4,6,6a,7,8,9-esaidroindol-[4,3-fg]chinolina 9-carbossammide
appellativi usuali
acido lisergico, LSD-25, trip, acido, cartone, tuns

la *mescalina, una fenilammina 3,4,5-trimetossi-β-fenetilammina contenuta in certi organismi vegetali, che è agente psichedelico del peyote con facoltà anch’essa

mescalina

mescalina

d’ampliare la percezione

Nome IUPAC
3,4,5-trimetossi-β-fenetilammina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C11H17NO3
Massa molecolare (u) 211.257 g/mol
Numero CAS 54-04-6
PubChem 4076
SMILES COC1=CC(=CC(=C1OC)OC)CCN

la *psilocibina  

psilocibina

psilocibina

e la *psilocina

psilocina

psilocina

contenute in funghi presenti in Italia (amanita pantherina….) e altre sostanze sono considerate stupefacenti con azione d’esaltazione psichica, cioè, come già asserito, agiscono con azione contraria a quella di uno stato stuporoso!

Perciò oggi, nella comune prassi linguistica, possiamo affermare che con i termini droga e stupefacente sono comunque indicate tutte le sostanze naturali, o d’origine chimica, che presentano eventi affini a quelli derivanti dall’uso della CANNABIS, della coca, del papavero-

1° Terminologia

Immettiamoci ora nella dottrina legale e negli aspetti sociali più eclatanti, e subito ci rendiamo conto che sono stupefacenti psicotropi, ossia con azione cerebrale, tutte le sostanze che-

  • creano alterazioni comportamentali asociali,
  • danno origine a assuefazione voluttuaria destinata al desiderio biologico di procacciarsi effetti psichici che creano fuga dalla realtà,
  • che per il loro costo selettivo, almeno tra i “neofiti”, possono creare distinzione all’interno di gruppi sociali prima in qualche modo contigui.

Comunque, ai fini legali si devono intendere come sostanze psicotrope e stupefacenti quelle contemplate nelle tabelle dalla legge n 685 del 22 dicembre 1975 (tabelle art. 11 secondo i criteri presentati nel successivo art 12)-

Sostanze stupefacenti e psicotrope

Nella comune prassi linguistica non c’è differenza tra i due termini, ma per solito con la seconda definizione sono indicate le droghe sintetiche quali:

Allucinogeni

Amfetamine

Barbiturici

Tranquillanti

Insomma, quelle prodotte dalle aziende chimico farmaceutiche

 

Con i termini droga e stupefacente genericamente si indicano tutte le sostanze naturali o di sintesi che presentano effetti sovrapponibili a quelli del bulbo di papavero, delle foglie di coca, delle infiorescenze della CANNABIS INDICA

È comunque adeguato, volendo anche affrontare gli aspetti della disciplina giuridica e del comportamento collettivo di gruppi di consumatori, avvalersi di studi fenomenologici che verificano l’opportunità sociale di queste sostanze in maniera tale da comprendere se siano per l’azione da considerare stupefacenti o psicotrope:

1/ delle potenzialità lesive per il comportamento individuale e societario dell’assuntore;

2/ mostrano nei consumatori determinazione d’uso consuetudinaria voluttuaria per poter ottenere effetti psichici di fuga dalla realtà;

3/ sono presenti o mostrano pericolo di diffusione in circoscritti contesti sociali-

Droghe pesanti e droghe leggere

A lungo si è tentato di distinguere tutte queste sostanze secondo la loro presunta pericolosità, in tal modo giungendo a una distinzione che faceva riferimento alle aduse forme di dire: “droghe leggere” e “droghe pesanti” e per definire le pesanti si ricorse alla osservazione di dati empirici, cioè:

“Creazione di dipendenza fisica, capacità di tolleranza della sostanza, grado di tossicità manifestato, rischio di dipendenza fisica mostrato”.

Di converso, in pratica, si giunse a creare il concetto di droghe leggere lasciandolo alla cannabis e ai suoi derivati che apparentemente non mostravano nell’assuntore la fenomenologia descritta se non in maniera lieve.

 

  • 2° Classificazione delle sostanze

Le sostanze di cui stiamo discutendo, abbiamo affermato, furono classificate come stupefacenti o psicotrope, e abbiamo lasciato che i due concetti si equivalessero; ma ora dobbiamo precisare per quali vie si realizza la modificazione dell’attività psichica –

Per la fenomenologia che creano queste sostanze sono distinte tre tipi fondamentali di droghe-

  1. sostanze psicoanalettiche– sono sostanze stimolanti, ossia presentano la capacità di eccitare l’attività cerebrale, tra queste le amfetamine, il betel, la caffeina, la cocaina, tabacco-
  2. sostanze psicodislettiche– hanno la capacità di alterare la percezione,ossia sono psichedeliche, sono gli allucinogeni LSD, mescalina, psilocibina, psilocina… e la CANNABIS
  3. sostanze psicolettichedepressive dell’l’attività cerebrale; al gruppo appartengono- alcool, barbiturici, cloroformio, etere, oppiacei (tra i più noti l’eroina e la morfina), sonniferi, tranquillanti-

Ma tutta la classificazione sinora riportata è ancora da ritenersi approssimativa, poiché per miglior ordinamento si dovrebbe ricorrere alla farmacologia e al profilo giuridico – sociale, ma lo sviscerarli a fondo in queste pagine ci condurrebbe a troppo impegnativi discorsi per tanti-

3° Veloce excursus delle sostanze

Propongo qui una veloce osservazione d’insieme delle sostanze di cui trattiamo considerando le più comuni, e con riferimento alla loro origine vegetale o sintetica-

  • sostanze naturali– sono contenute  nelle piante di CANNABIS, nei frutici di coca, nel papavero da oppio-
  • sostanze sintetiche– sono assemblate utilizzando la sintesi chimica-
Patologie da droghe

Creano-

Danno somatico e/o psichico dovuto a- TOSSITICITÀ

Effetti in relazione alla dose assunta- TOLLERANZA

Assuefazione o sindrome d’astinenza- È RELAZIONATA ALLA CAPACITÀ FISICA

Abitudine È la dipendenza psichica

EFFETTI DELLA MARJHUANA

EFFETTI DELLA MARJHUANA

Rapporto tra individuo e droga

Si intende per-

CONSUMATORE chi ne faccia uso sia continuativo, sia saltuario,

FARMACODIPENDENTE è l’individuo che nonostante il consumo riesce a avere un contegno in sintonia con la realtà esterna e, dunque, una certa normalità-

TOSSICODIPENDENTE è il soggetto che in stato di dipendenza mostra segni di dissoluzione dei legami con la realtà esterna. Realtà esterna che, alterata, può giungere sino all’inibizione della facoltà di critica e giudizio, e in questo caso ciò che resta della personalità è ristrutturato intorno all’uso della droga, perciò tale dissoluzione è chiamata in causa allorché in dibattimento è necessario chiarire la facoltà di intendere e di volere dell’indiziato di reato.

SOSTANZE STUPEFACENTI E PSICOTROPE

1/ PAPAVERO             OPPIACEI   OPPIO

                                                         MORFINA

                                                         CODEINA

                                                         EROINA

                                                         MORFINOSIMILI

2/ COCA               COCAINA

INDUSTRIA     ALLUCINOGENI

                            AMFETAMINE

                         BARBITURICI

                            INALANTI

                         TRANQUILLANTI

SEDATIVI IPNOTICI NON BARBITURICI            METAQUALONICI

                                                                                DERIVATI PIPERIDIONE

                                                                                                                                                   

3/ CANNABIS SATIVA O INDICA              HASHISH

                                                                    OLIO DI HASHISH

                                                                    MARJHUANA

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Dopo la veloce introduzione dell’argomento trattiamo ora della CANNABIS-

Questa sostanza ha come suoi derivati tre diversi estratti assemblati con procedimenti etnici artigianali etnicamente differenti:

Tipo di droga Durata effetto in ore Effetti noti Effetti da dosi massive Sindrome da astinenza
marjhuana Da 2 a 4 Euforia e riduzione degli effetti dei farmaci parenterali Disturbi della personalità di tipo paranoico Insonnia e iperattività
hashish Da 2 a 6 Euforia e riduzione degli effetti dei farmaci parenterali Disturbi della personalità di tipo paranoico Insonnia e iperattività
Olio di hashish Da 4 fino 12 e più secondo tipo di somministrazione Euforia e riduzione degli effetti dei farmaci parenterali Disturbi della personalità di tipo paranoico Insonnia e iperattività

  

Già Erodoto nel V secolo a.n.e. (ante nostra era, da altri detta prima del Cristo- mai nato-) ci narra che gli Sciiti della regione russo – anatolica, dopo le funzioni funerarie, si sottoponevano a un bagno purificatore e, quindi, entrati in una capanna, su pietre arroventate, li già poste, sistemavano semi di canapa che bruciando creavano un fumo che inalato li liberava dal dolore per la scomparsa del defunto. Insomma, dai semi bruciati si liberava essenza di hashish che deformava la loro percezione della realtà!

La cannabis indica, e le sostanze che se ne estraggono, dalla ricerca paleontologica è fatto sapere che è nota all’uomo da almeno 5000 anni; e che essa è espressamente citata in uno scritto cinese a carattere medico risalente al 2737 a.n.e. quindi ai tempi dell’imperatore Shen-Nung, e anche la diffusione nel restante continente asiatico è assai antica-

Negli USA la cannabis fu divulgata nel XVIII secolo, e perfino G. Washington attraverso il suo diario ci fa sapere che la coltivava.

La cannabis si diffuse in Europa dalla fine del XIX secolo, anche se in ristretti circoli borghesi, e particolarmente usato è l’olio che se ne estrae; anche Baudelaire e Balzac soggiacquero al suo utilizzo perfino fondando il Circolo de Quincey. Poi, con l’avvento del novecento e dei suoi anni venti la sostanza fu considerata fonte d’ispirazione e gnosi da parte di più personaggi di diversa estrazione culturale-( da leggere- Aldous Huxley- Le porte della percezione).

Dalla CANNABIS INDICA o SATIVA o CANAPA INDIANA CHE DIR SI VOGLIA DERIVANO FONDAMENTALMENTE TRE TIPI DI SOSTANZE PSICOTROPE:

1/ marjuhana è ricavata dalla parte più alta e fiorita della pianta, questo prodotto nei paesi occidentali è genericamente detto marjuhana, ma è anche noto come ganja in Giamaica, e bang in India.

2/ resina di cannabis– in Occidente più universalmente è nota come hashish, kif in Marocco, e charas in India.

3/ hashish–  è il distillato della resina di cannabis, è un concentrato alcolico noto come olio di cannabis e mostra azione assai potente.

Quest’olio è direttamente ingerito con i cosiddetti pasticcini libanesi, ma è anche uso intridere il tabacco con esso e fumarlo. L’olio di cannabis, che era noto in Oriente per le sue qualità terapeutiche antidolorifiche, giunse in Europa con le armate napoleoniche al ritorno dall’Egitto, ma ben presto cadde in disuso nella medicina di allora.

La cannabis indica svolge la sua azione farmacologica sulla psiche attraverso un elemento che contiene, e che è detto TETRAIDROCANNABINOLO- THC-

N.B. – La percentuale di THC presente nella pianta di cannabis NON è standard, ma varia in concentrazione secondo provenienza e ambiente di coltivazione della pianta.

Il contenuto medio di THC è:

1/ nella marjhuana compreso tra 0,5 e 1%;

2/ nell’hashish compreso tra 5 e 18%;

3/ nell’olio di cannabis ha un tenore percentuale altissimo compreso tra il 40 e il 50%-

Ma c’è da specificare che nelle usuali forme di conservazione dei prodotti da parte dei consumatori la percentuale di THC tende a scemare con un ritmo di circa il 3/4/5% mensile e oltre-

Ancora si deve evidenziare che se la cannabis è fumata si crea una distruzione media del THC pari al 50% del suo titolo, perché disattivato dal calore dello “spinello” che brucia-

L’azione del THC si manifesta in pochi minuti, 2 o 3, e ha una durata di circa 30 minuti regredendo sempre più e scomparendo dopo circa 3 ore dall’assunzione-

Diverso è il comportamento del THC quando è ingerito- Se l’assunzione avviene a stomaco vuoto l’azione si manifesta dopo oltre 45 minuti, ma persiste da 6 a 12 ore!

Se l’assunzione è fatta a stomaco pieno l’azione è più tardiva avendo necessità anche di oltre due ore prima di manifestarsi-

Abitualmente le dosi assunte variano tra mg 5 e 400 con un titolo del THC allo 1%-

La marjhuana, come già detto, ha azione psicodislettica, è cioè psichedelica blanda con azione euforizzante, ma è anche sedativa e fa ormai parte dell’uso quotidiano di molti in cerca di felicità illusorie in questa società che tanti problemi crea nei giovani ma anche negli adulti!

A una prima visione del fenomeno si potrebbe credere che l’uso di cannabis sia in relazione esclusiva con il suo THC, mentre in realtà è in massima parte dipendenza dalla volontà d’uso del soggetto con sua diretta responsabilità per gli accidenti che ne possono derivare, personali e sociali!

Il trapasso tra uso e abuso è frequente e avviene con facilità, ma differentemente dall’uso d’altre sostanze la cannabis non aiuta a sfuggire la realtà, e i problemi che ne hanno iniziato l’utilizzo restano tutti irrisolti favorendo di fatto il trapasso verso altre sostanze assai più pericolose!

Dunque, la CANNABIS è droga secondo sia le:

A/valutazioni legali

basate su ricerche bio-mediche-psicologiche, e pertanto annoverata nell’elenco delle sostanze stupefacenti compilato dall’apposita COMMISSIONE ONU, e poi anche inscritta nelle tabelle riportate all’articolo 11, più precisamente-

  1. nella sinossi 1– è inserita perché contiene tetraidrocannabinoli e loro omologhi
  2. nella sinossi 2– è presente con i prodotti da essa ottenuti sia per sintesi, sia per sostanze a essa riconducibili per struttura chimica o per effetto farmacologico.

B/ valutazioni farmacologiche

  1. poiché è capace di modificare l’attività ideativa-

In conseguenza di ciò la CANNABIS può essere valutata equipollente di sostanze destrutturanti e schiavizzanti come l’eroina da cui differisce per le sue intrinseche caratteristiche, e per il tipo di effetti creati.

Inoltre, una commissione OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilevato e sancito che la CANNABIS ha capacità di creare:

  • dipendenza psichica più o meno grave relazionata agli effetti soggettivi piacevoli derivanti dal suo uso-
  • assenza di dipendenza fisica per cui non si crea una caratteristica sindrome da astinenza quando è impedita l’assunzione della sostanza-
  • scarsa tendenza a aumentare le dosi d’assunzione e nessuna tolleranza.
  • 3 GLI EFFETTI DELLA CANNABIS

Come per tutte le sostanze che possono entrare in contatto con organismi viventi si devono distinguere le loro azioni in:

1/ effetti obiettivi

2/ effetti soggettivi

3/ effetti sulla critica e giudizio- esperienza/coscienza e socialità

 

1/effetti obiettivi- si rilevano con ricerche empiriche-

In questo caso poco incidono sulle attività somatiche- Si rilevano:

aumento della frequenza cardiaca, arrossamento transitorio della congiuntiva oculare, riduzione dell’increzione salivare, possibile ma non costante presenza di midriasi,disinibizione, depressione della capacità d’attenzione,  (questo fenomeno in particolare crea negli assuntori grave pericolo per sé e per gli altri durante lavori con macchinari, alla guida di automobili, di mezzi aerei, navali…)-

Di lieve entità sono le

alterazioni delle funzioni ideative,

ma azione è svolta anche sulle-

aree corticali psico-motorie con lieve mobilità inadeguata specialmente degli arti, ma più grossolane e apprezzabili sono le gestualità più composite-

Nei casi in cui esiste una maggiore assunzione di prodotto, o quando nella cannabis è presente una maggiore concentrazione di delta 9 tetraidricannabinolo anche la memoria di fissazione è coinvolta riducendosi come attività-

Nei consumatori non sono mai stati osservati danni somatici, per esempio a carico del parenchima epatico, del tessuto renale, del polmone…

Ma a livello psichico l’uso di cannabis può comunque mostrare esiti psicologici spiacevoli che si manifestano specialmente con senso di panico! Il fenomeno è tuttavia di breve durata e non richiede per solito l’intervento di medici

 

2/ effetti soggettivi- sono quelli riferiti come sensazioni dal soggetto assuntore

effetto della tolleranza inversa, è cioè via via necessaria una dose d’assunzione minore di cannabis per conseguire lo stesso effetto di una dose maggiore. Verosimilmente il fenomeno è relazionabile con lo stato d’attesa che l’assuntore si aspetta dall’assunzione per l’esperienza già nota-

3/ variabilità- cioè nel consumatore di cannabis gli effetti potenziali prevalgono sugli effetti puri, in altre parole la fenomenologia potenziale si avvera e prevale solo se è stato rispettato un determinato rituale preparatorio, mentre l’attività pura è indipendente da ogni azione psicologica che presuppone attesa dei fenomeni gradevoli dovuti alla assunzione della sostanza-

Effetti sullo stato di partecipazione con la realtà– si tratta di consapevolezze sensoriali più ricche o nuove di fronte all’arte, al gusto, al piacere… ma si crea anche un senso del riconoscimento del tempo come rallentato, con azione negativa sulla memoria immediata-

4/ effetti sul contegno- si manifestano con disinibizione per rallentamento dei freni inibitori, ma ciò è anche imputabile al fatto che l’uso di cannabis avviene per solito in gruppi di amici/conoscenti, e ciò predispone a una maggiore confidenzialità. Non sono invece dimostrate le capacità afrodisiache della sostanza che pare siano, per quanto già comunicato, relazionabili con l’euforia che si crea tra gruppi d’amici che condividono esperienze sessuali.

CANNABINOIDI

I cannabinoidi o cannabinoli sono sostanze chimiche naturali biochimicamente classificati come:

terpenofenoli- sono tutti provvisti della capacità di interagire con i recettori cannabinoidi

recettori cannabinoidi- classe di recettori appartenenti al gruppo dei recettori accoppiati alla proteina G.
La stimolazione di questi recettori cannabinoidi inibisce l’enzima adenilato-ciclasi e successivamente la produzione di AMP-ciclico- adenosinmonofosfato-acido 5′-adenilico che ha un solo legame ad alta energia- e che ha mostra opposta a quella dell’adrenalina.

I loro ligandi sono i cannabinoidi dei sottogruppi degli endocannabinoidi, cannabinoidi naturali, cannabinoidi di sintesi.

I cannabinoidi ad ora noti si classificano secondo la composizione chimica. Nella sinossi che segue sono indicati- l’abbreviazione del gruppo di sostanze omogenee e il numero di composti-

  • tipo cannabigerolo (CBG; 6);
  • tipo cannabicromene (CBC; 5);
  • tipo cannabidiolo (CBD; 7);
  • tipo delta-9-THC (D-9-THC; 9);
  • tipo delta-8-THC (D-8-THC; 1, prob. artefatto);
  • tipo cannabinolo (CBN; 1, prob. artefatto);
  • tipo cannabinodiolo (prob. artefatto);
  • tipo cannabiciclolo (3);
  • tipo cannabielsoino (5);
  • tipo canabitriolo (9);
  • tetraidrocannabivarina (THCV)

Conclusioni-

Come all’inizio scrissi sono tra i molti che considerano la CANNABIS come carrier verso l’eroina, infatti, altissime percentuali d’eroinomani sono stati assuntori di cannabis. Contro questa ipotesi certi obiettano che la diffusione di Cannabis e eroina non sono sovrapponibili e, dunque, non sono da intendersi come causa (scatenante la cannabis) e effetto scatenato (l’eroina)!

Ma a mio giudizio il trapasso dalla CANNABIS all’eroina non ha matrice biologica, bensì psicologica da ricercarsi in una gamma di fenomeni che spaziano dal vissuto individuale a quello sociale, a quello culturale e politico.

In ultimo sembra ormai accertato che

1/ la lesività della CANNABIS sia minore di quella dell’alcolismo e del tabagismo

2/ l’azione terapeutica svolta dalla CANNABIS è valida nei casi di intensi dolori acuti e cronici, ma in questo caso il suo uso deve essere affidato, sempre a mio giudizio, a un anestesista come già richiesto dagli aspetti legali!

Perché mi oppongo all’uso della CANNABIS libera-

1/ non ravvedo necessità di falsare la realtà con l’uso di sostanze psicotrope repressive o esaltanti

2/ considero l’uso della CANNABIS la via maestra per immettersi nel terribile mondo di altri più deleteri stupefacenti-

3/ è causa d’incidenza elevata d’incidenti “meccanici” tra gli assuntori, incidenti che coinvolgono anche altri autisti!

4/ Infatti, gli incidenti stradali sono raddoppiati tra i consumatori di CANNABIS, lo chiariscono molte ricerche o lo rivela anche la Foundation for Traffic Safety. Sta emergendo, nei Paesi dove la sostanza fu liberalizzata, che i limiti imposti per legge sul consumo di marjhuana sono indici arbitrari e non supportati da ricerca scientifica. Tali limiti mostrano pericolosità con gravi danni specie a carico di guidatori, piloti… La Fondazione esaminò la situazione nello Stato di Washington dove la CANNABIS fu legalizzata nel dicembre del 2012, e mise in evidenza che la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali aveva da poco consumato marjhuana con raddoppio dell’incidentistica relativa, che dall”8% di casi raggiunse il 17% nel periodo esaminato tra il 2013 e 2014. L’aumento è veramente significativo e allarmante, tanto da far pensare che qualsiasi strategia di miglioramento della sicurezza stradale diviene insufficiente liberalizzando l’uso di questa sostanza.

CANNABIS- LIVELLI EMATICI

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