Dacca e nostri morti!


Dacca

Mi spiace per i morti italiani vilmente trucidati da BASTARDI muslim, ma non scordiamo che far affari in quei Paesi fa realizzare ENORMI guadagni nel lecitamente amorale, semplicemente sfruttando una manovalanza locale tenuta in schiavitù da fame dalle loro classi dirigenti!

In pratica, avviene che per €2/10/15 di spesa per lavoro spesso minorile, il manufatto di sartoria, pelletteria, calzoleria… importato in Italia ne produce anche €80/100/ 1000 secondo marca poi imposta e tipo del prodotto-

Questo è ciò che considero l’odioso libero mercato del capitalismo!

Cioè l’usura da sfruttamento per fame del debole, oltre quella bancaria ormai anche fomentata da strane leggi quali il baill-in!

E lo sfruttamento da fame sta evidenziandosi anche nel moderno Occidente e in Italia, dove il famelico stupido Jobs-act attua una distruzione continua della società spinto da leggi che già hanno smantellato lo Stato Sociale!

E la gente, sia detto per inciso, ancora crede che il Fascismo, dottrina socialista, abbia scatenato la 2° G.M. ma è discorso lungo che spiegare nelle sue implicazioni con questi morti e con questo semplice scritto-

Sveglia italiani uscite dalle BUGIE DI STATO, si cominci a studiare l’avvento sistemico delle dottrine capitaliste della “mano divina” degli ebrei Adam Smith e David Ricardo! Poi, se si è capaci, converrebbe continuare a studiare come leggi liberticide hanno favorito la cronicizzazione dell’odioso capitalismo nel mondo!

Per concludere- Il Renzi accettò di partecipare a sanzioni contro la Russia di Putin che non ci fece nulla, con ciò facendoci perdere milioni di euro di commercio, ma non ha detto nulla come ritorsioni economiche verso Bangladesh!

kiriosomega

One Comment

  1. Posted 5 luglio 2016 at 08:13 | Permalink

    Analisi devastante ma vera. Negli anni ’90 visitai l’India per lavoro, proprio di quel lavoro di cui scrivi, per conto di una nota azienda romana e vidi con i miei occhi, cosa fosse l’inferno del lavoro minorile e non. Plaudo al tuo scritto visto con gli occhi di chi sa leggere la realtà e non manipolato artatamente, dalla virtualità di immagini edulcorate che lo Stato ci propina quotidianamente, attraverso i media prostrati al potere.

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