Netanyahu, il sionismo e l’arroganza di Israele!


Netanyahu, il sionismo e l’arroganza!

Esiste un pericolo reale?

La reazione governativa israeliana alla risoluzione ONU 2334 che limita la costruzione di case nei territori conquistati con le armi!

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In seguito alla 2334 Bibi Netanyahu, in pochi dì, ha definito complottista e traditore Barak Obama, chiedendo poi aiuto a Trump come se i presidenti U$A fossero simultaneamente due.

Ha perciò riunito gli ambasciatori di tutte le potenze che hanno ambasciata in Israele paventando rappresaglie contro l’Onu e tutti i Paesi, di fatto accomunandoli in anti israelismo di cui tutti gli ebrei sempre temono la comparsa.

E, come già affermato, ciò a causa del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e della sua risoluzione numero 2334 approvata tre giorni addietro con l’improvvisa e non prima concordata astensione degli Stati Uniti.

Stati Uniti che per solito imponevano la censura su qualunque provvedimento avesse riguardato Israele, in tal modo sempre ostacolandone l’attuazione; ma in questo attuale caso, esulando dalle paure israeliane, è difficile stabilire il reale campo di azione della risoluzione 2334, così come in gran parte delle precedenti delibere ONU a suo carico.

Infatti, se pur possa costituire un precedente, la delibera 2334 mostra soltanto d’essere una banale generica condanna dello Stato ebraico, condanna che non decreta alcun fine pratico per chi l’ha votata, e che, oltretutto, mai potrebbe resuscitare quell’auspicato processo di pace fra israeliani e palestinesi.

Perciò Israele non si fermerà nel volere creare nuove case nei territori cisgiordani!

Ma cosa è contenuto nella delibera ONU 2334?

Nel testo ONU è evidenziato che le colonie ebraiche nella Palestina occupata sono manifesta infrazione della legge internazionale, ma ciò non è un’innovazione diplomatica, perché è l’ennesima indiscutibile evidenziazione della Quarta Convenzione di Ginevra che da decenni delibera che un Paese invasore non può insediarsi nei territori d’altri Paesi conquistati con le armi.

È un ripetitivo déjà vu, in particolare già dalle risoluzioni n 242 del 1967 e 338 del 1973.

Ma quali pericoli vedrebbe Netanyahu in quest’ultima risoluzione?

Come sempre è stato suo agire, Israele ha deciso di ricusare anche quest’ultima delibera, ma a causa di ciò esso non subirà sanzioni né sarà isolato dalla comunità internazionale, ma, al contrario, invece, è l’atteggiamento oltranzista di Netanyahu che, con i suoi comportamenti minacciosi e arroganti, rischia di isolare Israele dal resto mondo.

Perché, dunque, tale comportamento?

Questo Governo israeliano, come quelli precedenti, ha imbastito nei decenni, almeno a mio giudizio, innumerevoli bugie politiche specie attraverso i repubblicani e l’Aipac che ne cura gli interessi in USA. Ora, in seguito a quest’ultima risoluzione, Netanyahu teme possano svelarsi molti trucchi che Israele ha operato con avvento di una functio lesa dello Stato nel feroce Medioriente! E poi, diciamolo chiaramente, Israele vede ormai in ogni discussione che lo coinvolge una specie di lesa maestà, un anti ebraismo strisciante senza capire che proprio tale atteggiamento e arroganza nel fare potrebbero perderlo! Mentre, sempre a mio parere, ogni Paese che ha votato in favore della risoluzione esprime soltanto condanna verso la manifesta illegalità dell’insediamento d’altre colonie ebraiche nei territori palestinesi.

L’attivismo del premier israeliano.

Ma il sovradimensionato attivismo di Netanyahu che crede di potere opporsi a chiunque, americani, europei, russi, cinesi ben poco ha a che spartire con il defunto processo di pacificazione israelo-palestinese, molto invece fa capire delle tensioni politiche interne del paese; e Netanyahu, maestro di retorica, e in quest’atteggiamento mi ricorda molto da vicino l’ex primo ministro Renzi, prova a mostrarsi a ridosso della scena diplomatica come il sostenitore della formula della convivenza dei due Stati, l’israeliano e il palestinese, uniti in un afflato di pace e sicurezza. Ma sulla scena politica interna del Paese di Israele, il governo Netanyahu e il suo partito in cui abbondano i falchi del Likud, e i nazional-religiosi di Naftali Bennett che gli stanno vicini, esistono fino a che non si parla della formula dei due stati, infatti, Bennett e molti altri nell’esecutivo sono manifestamente avversi all’idea d’esistenza di uno stato palestinese, in misura almeno uguale a quella di Hamas che non vuole l’esistenza di Israele in Palestina.

Ecco allora spiegato il comportamento di Netanyahu per il difficile equilibrio interno.

In questo governo, come nei precedenti, tutti esistenti per maggioranze di un pugno di voti, per potere conservare il potere Netanyahu ha tentato di costruire un impossibile avvenimento: “Eliminare i palestinesi dalla Palestina”. Senza per ora volere estremizzare il concetto, mi limito a dire che ciò per Netanyahu consisterebbe nel non voler parlare di fatti che conducono a azioni violente, ma, sempre a mio modo di intendere, non credo si possa limitare solo a questa fase il pensiero del premier israeliano.

Infatti, a avallo del pio personale pensiero, sia sulla scena internazionale del conflitto israelo-palestinese, sia su quella squisitamente politica interna, Netanyahu ha sempre mostrato lo stesso truce minaccioso volto come se ogni delibera internazionale rivolta a Israele ne ponesse in discussione l’esistenza fisica.

Vedremo che avverrà dopo l’insediamento di Trump. Ci sarà una corsa al potenziamento degli armamenti? Ci sara un avvicinamento Russia U$A? La Russia avrà base navale in Syria?

Tanti e gravi sono i problemi che si prospettano a breve, e il super armato Israele con duecento e più ordigni nucleari, con sommergibili stazioni autonome sottomarine con armamento nucleare che farà?

kiriosomega

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